L’ARTE DI ASCOLTARE I BATTITI DEL CUORE. Secondo libro letto dopo due anni!

– L’essenziale è invisibile agli occhi, – gli aveva detto, mettendolo in guardia-, dobbiamo imparare a comprendere l’essenza delle cose, la loro sostanza, e per fare questo gli occhi ci sono più d’impedimento che d’altro. Ci conducono a distrarci, e noi ci lasciamo abbagliare.

– “Parlo dell’amore che dà la vista ai ciechi. Che è più forte dell’angoscia. Dell’amore che infonde un senso alla vita, che non obbedisce alle leggi del degrado e della rovina, che ci fa crescere e non conosce confini. Parlo del trionfo dell’uomo sull’egoismo e sulla morte.”

(…)

No, avrei voluto gridare al vecchio, non credo in una forza più forte dell’angoscia, non credo al trionfo sulla morte. No, no.

IMG_20150905_091748

Queste parole secondo me sono una delle chiavi della lettura di questo libro.

E’ il secondo romanzo che ho letto dalla nascita di Lia, per motivi di tempo… Non lo conoscevo e l’ho scovato per caso a luglio tra i banchi di una libreria, mentre invece cercavo il primo libro che ho letto questa estate!

L’arte di ascoltare i battiti del cuore, di Jan-Philipp Sendker.

Non l’avevo mai sentito e invece c’era una ragazza che lo aveva appena letto. Mi ha detto che le ha fatto capire tante cose e ha anche pianto tanto e che se mi piaceva il genere avrei dovuto leggerlo…

MA A ME NON PIACEVA IL GENERE…  o meglio, non avevo ben capito di cosa si trattasse, avevo capito che forse c’era tanto, troppo amore, e non mi attirava particolarmente… Però quel titolo “L’arte di ascoltare i battiti del cuore”…  Poi l’ho voltato e trovo scritto: ”Mia cara Mi Mi, sono passati cinquemileottocentosessantaquattro giorni da quando ho sentito battere il tuo cuore per l’ultima volta.” E allora ho deciso di comprarlo.

Mi sono emozionata, commossa. Non è una storia d’amore, è LA STORIA d’amore, di saggezza, di sapere, di dignità, del voler ritrovare le proprie origini, di tante cose vere che sono antiche quanto il mondo, ma sono anche attuali. Cose che spesso ci dimentichiamo.

Alla fine, ho pianto proprio come ha detto quella ragazza che avevo incontrato in libreria. Quante verità e quante massime che dovremmo cercare di portare nella nostra vita, ci sono in questo polpettone d’amore dai sapori esotici.

La protagonista, Julia Win, decide di andare in Birmania, a Kalaw, per cercare le origini di suo padre, scomparso dalla loro vita, senza lasciare tracce. Anzi, le sue notizie si fermano a Bangkok. Lui, Tin Win, era approdato negli Stati Uniti con un visto per motivi di studio nel 1942, e ben presto diventò un acclamato e fascinoso avvocato di persone ricchissime. Un giorno sua madre, una donna delusa che non è mai riuscita ad entrare nelle vene del suo uomo, il quale ha sempre tenuto una parte di sé e del suo cuore chiuso a tutti gli altri, trova una lettera di questo suo marito. Era indirizzata a Mi Mi che viveva a Kalaw, in Birmania, ed iniziava così: “Mia amata Mi Mi, sono passati cinquemilaottocentosessantaquattro giorni da quando ho sentito battere il tuo cuore per l’ultima volta”. Una disincantata e forte Julia allora decide di partire alla volta di quel paese sconosciuto per trovare le origini dell’uomo più importante della sua vita, che poi sono probabilmente anche le sue.

Si trova catapultata in un turbinio di sensazioni e storie di vita che non avrebbe mai immaginato potessero esistere. Spesso  ci lasciamo trasportare dalla voglia di potere, di dimostrare qualcosa, di sembrare forti ad ogni costo… In quella terra, e con la storia di suo padre e del suo popolo, si è immersa in un ambiente fatto di povera gente, persone umili, ma dignitose. La natura, i sussurri, i profumi… tutte cose che spesso ci dimentichiamo.

E se per un attimo ci mettessimo realmente ad ascoltare i battiti del nostro cuore? Sapremmo decifrare le sue parole?

A dire la verità non credevo che la trama del libro fosse proprio questa, ma sono rimasta invece piacevolmente colpita. Le diversità fisiche e le difficoltà in cui sono inciampati i protagonisti, hanno donato qualcosa in più alla loro esistenza. In un posto, la Birmania, dove in quel tempo si doveva convivere con le malattie e la morte, senza potere ricercare un significato ed un rimedio…

Ovviamente credo che si tratti di una storia un po’ improbabile, ma lo rileggerei e lo consiglierei. Aggiungerei stranamente, in quanto di solito sono attratta da tutt’altro genere di libri. E’ un polpettone con troppo amore? Si. Parla di un’attesa  irraggiungibile? Si. Racconta un amore che supera i limiti del tempo delle difficoltà e delle distanze? Si. Ti è sembrato inverosimile? Si. Ti ha spiazzato? Si! Ecco perché lo rileggerei, in tre giorni, come ho fatto la prima volta. E lo consiglierei, ma si deve essere aperti e pronti ad accogliere una storia come questa ed a guadarsi dentro. E’ vero che si parla di amore, ma si parla della vita e dell’amore per essa. Della natura e del rispetto per le persone.

Ho aperto con alcune frasi del libro e chiudo con altre, anche se è stato difficile sceglierne solo alcune…

– Possono le parole avere le ali? Possono catturarci e condurci in un altro mondo? Possono farci tremare, come le forze della nature fanno tremare la terra? Possono arrivare ad aprire le stanze più segrete della nostra anima? Non so se le parole da sole potessero tutto questo, ma insieme alla voce umana sì.

– In mezzo, un foglietto. Riconobbi immediatamente la grafia di mio padre.

Quanto vive un uomo, infine?

Vive mille giorni o uno solo?

Una settimana o vari secolo?

Per quanto tempo muore l’uomo?

Che vuol dire: “Per sempre”

Pablo Neruda

 – Una confessione non ha più alcun valore se arriva al momento sbagliato. Se giunge troppo presto ci sconvolge, perché non siamo ancora pronti e non capiamo quanto valga. Se arriva troppo tardi la porta è chiusa. Ciò che dovrebbe avvicinare due persone, in entrambi i casi, finisce per accrescere la distanza.

– Mi Mi se ne era andata, ma il battito del suo cuore era rimasto dentro di lui, lo ricordava, lo sentiva come se lei fosse ancora li accanto. Che fine avevano fatto tutti gli altri suoni?

– Con meraviglia si accorse che non c’era un cuore che batteva uguale all’altro, così come non esistono due voci identiche.

– E’ la paura che rende ciechi e sordi. La rabbia, l’invidia, la diffidenza. Esiste solo una forza più grande della paure.

– Si può stare seduti a terra senza fare nulla, essere apparentemente molto calmi e al tempo stesso avere il cuore che batte all’impazzata come quello di un animale braccato nel bosco.

Annunci

5 pensieri su “L’ARTE DI ASCOLTARE I BATTITI DEL CUORE. Secondo libro letto dopo due anni!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...