Samuel di “So quando sei felice dal colore dei tuoi occhi” di Emiliano Di Meo. Dentro al romanzo: parlano i protagonisti, non gli autori.

I libri sono delle porte fatate che ci conducono in una realtà parallela e, spesso, sono gli stessi autori a portarci per mano alla scoperta del loro mondo. I romanzi, quelli che ci piacciono, non si leggono, ma si vivono, si respirano, ci si cade dentro. Ultimamente ho conosciuto tutto un universo di storie che sono rimaste intrappolate in me: sono intrise delle passioni, gli amori e i sogni degli scrittori che escono fuori prepotenti dalle loro penne.

Mi è tornata la voglia di chiacchierare con i personaggi di questi libri. So che il mio non è un blog letterario, ma ne ho davvero voglia!

Inizio intervistando Samuel, il protagonista di “So quando sei felice dal colore dei tuoi occhi” di Emiliano di Meo.

Trama: Questa è la storia d’amore tra un insegnante di lingue (Mirko) e il giovane bassista di una rock band amatoriale (Samuel). Al primo, uomo dai colori talmente chiari da sembrare albino, la vita ha insegnato a innalzare muri. Al secondo, estroverso artista metropolitano, quella stessa vita insegnerà come scavalcarli per spingersi oltre le proprie paure.

Dell’autore, Emiliano, dico che ogni volta mi sorprende perché riesce sempre a farmi entrare nella storia che sta raccontando. E lo ringrazio per le sensazioni che mi fa provare; è emozionante quando uno scrittore si mette in gioco in questo modo, regalando al lettore un pezzetto del suo cuore. I personaggi di Emiliano sono uomini… descritti da un uomo: veri e reali. E le storie sono ambientate nella nostra Italia. Spesso, leggendo i suoi libri, mi vengono istinti omicidi, soprattutto quando arrivo al finale, mai scontato, e… lo insulto! Giuro che è un complimento!

Ma… ecco che arriva Samuel, è bellissimo. Lo saluto, lui mi fa l’occhiolino e io… mi sciolgo.

Gli passo una flûte con del prosecco, le bollicine ci aiuteranno a rompere il ghiaccio, e iniziamo la nostra chiacchierata, davanti agli occhi curiosi di Emi.

* Samuel, sei stato un protagonista prepotente? Hai fatto ciò che Emiliano aveva in mente, oppure hai fatto sentire le tue ragioni nella sua testa e hai vinto contro di lui?

S: È difficile vincere contro Emiliano quando si tratta di libri, lui aveva un’idea chiara fin dall’inizio e poi io non sono un uomo prepotente, tutto il contrario. Sono sicuro di me, di quello che voglio, ma non uso la prepotenza per ottenerlo, non fa parte del mio carattere. Il libro oltre a raccontare una bella storia d’amore, un amore pulito tra due uomini con un vissuto differente, è stato concepito come mezzo tramite il quale veicolare un messaggio importante e quindi non poteva esserci un’evoluzione differente rispetto a quella immaginata dall’autore. Su questo siamo sempre stati d’accordo. Io ed Emiliano siamo molto simili.

* Sei orgoglioso di essere uscito dalla penna di Emiliano? Ti va di raccontarci qualcosa di lui? Che tipo di scrittore è? Ad esempio, è uno che prende appunti non appena gli balena un’idea in mente? Utilizza appunti e post it sparsi da assemblare quando c’è il momento e l’ispirazione giusta, oppure è meticoloso e perfettino, un po’ come te? E tu, Samuele, sei stato concepito a mano oppure sei una creatura puramente digitale?

S: Emiliano è un visionario e sono molto orgoglioso di essere uscito dalla sua penna. Emiliano è uno che prende a cuore tutto quello che fa. Ha un progetto, non scrive mai tanto per farlo, non da nulla per scontato. Lui scrive sperando che il lettore, letta l’ultima pagina del libro, si fermi a riflettere. Scrive immaginando di “arricchire” la vita di qualcuno, scrive sperando di dar voce a chi non ne ha. Scrive non solo per il piacere di intrattenere, ma per rappresentare una comunità come quella LGBT, ma in un modo nuovo, più moderno e sincero. Scrive per invitare la comunità LGBT ad analizzarsi per immaginare se stessa in un modo nuovo, estirpando e consegnando al passato abitudini e stili di vita che non hanno garantito quanto avevano promesso. Non prende molti appunti, ma se gli viene in mente una costruzione che gli piace particolarmente la scrive subito, per poi inserirla nel testo appena possibile. Scrive solo quando ha voglia di farlo, senza forzature. Scrive prevalentemente di notte. Per quanto riguarda me, no. Non sono una creatura puramente digitale.

* Mentre Emiliano ti scriveva, quale era il suo umore? Era sicuro di sé, di te e di ciò che stava narrando? Mentre ti pensava, scarabocchiava, sentiva la musica, oppure era in religioso silenzio?

S: Emiliano, in genere, è sereno quando scrive, perché gli piace farlo. Cerca di non farsi influenzare da pensieri del tipo “cosa si aspettano i lettori?”. Se non facesse così, non riuscirebbe a scrivere qualcosa di autentico. Durante la stesura di SO QUANDO SEI FELICE DAL COLORE DEI TUOI OCCHI però era particolarmente concentrato, perché non voleva scrivere nulla di sbagliato. Ha letto molto sull’argomento prima di cimentarsi con la stesura del libro, ha parlato con chi vive situazioni simili. La sua unica preoccupazione era non scrivere stupidaggini in merito a qualcosa di così importante. Emiliano ama scrivere in silenzio, ma fa delle pause musicali per creare atmosfera o per recuperare un determinato umore. Prende molto sul serio quello che fa, ma prende molto meno sul serio se stesso. Ritengo che sia un uomo divertente, ma pochi lo sanno.

* Cosa ne pensi del titolo che ha assegnato alla tua storia con Mirko, SO QUANDO SEI FELICE DAL COLORE DEI TUOI OCCHI? E la copertina?

Emiliano ha un’ossessione per i titoli! Odia tutto ciò che suona banale o già sentito. Il suo motto è “il titolo di per sé mi deve già raccontare qualcosa”. Per quanto riguarda la copertina, è sua l’idea, la scelta del font e, soprattutto, la scelta della fotografia per la quale è riuscito ad avere i diritti dopo una fitta corrispondenza con il fotografo. Alcuni gli avevano suggerito di scegliere un titolo più breve, ma non c’è stato verso e io sono d’accordo. Credo che non potrebbe esserci titolo più adatto o copertina migliore.

* Ti va di parlarci di Mirko? Cosa ti ha fatto innamorare di lui?

S: Mirko è un angelo al quale uno stupido ha provato a tarpare le ali. È luminoso. A volte non c’è neppure bisogno che parli, perché io leggo lui e lui legge me. È forte, eppure quando lo abbraccio si abbandona e sento che vuole che io lo protegga e io voglio farlo. Se non ha potuto contare su nessuno, ora può contare su di me. Mirko è generoso, tenero. Si emoziona per l’arte, per le cose semplici. Ha degli occhi che sembrano magici, perché cambiano colore in base al suo umore e io ne rimango ipnotizzato. Mirko è casa mia.

* Invece, tu che tipo sei, i tuoi sogni, le paure, le gioie…? Cosa ti piace di più di te, sia fisicamente che caratterialmente?

S: Io sono un tipo abbastanza tranquillo, anche se quando mi arrabbio ho bisogno di stare solo e, in genere, la mia prima reazione è quella di uscire di casa per andarmene in strada e camminare. Mi spaventano le cose che non conosco, ma poi trovo il coraggio di guardarle e familiarizzare con esse. Sono un uomo al quale piace stare in compagnia, ma deve essere una compagnia molto ben selezionata. Mi piacciono i miei amici, la musica. Mi piace suonare. Mi piace quando l’attenzione si sposta da quello che sei a quello che sai fare bene. Sono felice durante le mie serate casalinghe con Mirko e quando passano a trovarci i nostri amici, non ho bisogno di molte cose. Mi piace la convivenza. Mi piace che le persone che mi orbitano intorno sorridano. Non so cosa mi piaccia di me, fisicamente parlando. Mi trovo un tipo, non sono uno che presta particolare attenzione alla cura di me stesso. Non faccio sport, ma non posso lamentarmi perché nonostante questo mi considero in forma. Nell’insieme mi piace il mio aspetto. Caratterialmente mi piace il fatto di avere le idee chiare. Capisco subito se una cosa fa per me o no, se qualcuno mi piace. Capisco subito quello che voglio. Non soffro di quel genere di indecisione che porta le persone a cambiare idea ogni giorno.

* Ti senti un po’ uno di quei libri che cambia sfaccettatura e significato a seconda del momento e dell’umore che sta avendo il lettore in quel momento?

S: No, credo che in questo caso parliamo di un libro che non è possibile interpretare in base all’umore. La storia è troppo delineata per prestarsi a interpretazioni. È un messaggio di luce e speranza.

* Che tipo di rapporto ti piacerebbe costruire con i tuoi lettori, Samuel? So che vorresti trasmettere degli insegnamenti, illuminaci su questo aspetto?

S: Vorrei instaurare un rapporto fatto di chiarezza. Uno di quei rapporti in cui, se non capisci qualcosa non ti poni il problema di chiedere. Vorrei un rapporto di incoraggiamento e supporto. Una di quelle amicizie semplici, ma preziose.

* Emiliano, invece tu? Tendi a tenere le distanze, oppure assumi un atteggiamento confidenziale con chi ti legge?

Emi: Dipende da come si pone chi legge. Non mi piace chi usa i libri come pretesto per arrivare ad altro. Se ho la sensazione che dall’altra parte ci sia qualcuno di equilibrato, mi lascio andare volentieri. Mi piace il confronto, la condivisione. Faccio tesoro di ogni osservazione, di ogni commento o recensione. Mi interessa il punto di vista di tutti, se riconoscono sincerità nelle osservazioni mosse. Sono però uno che mette fine a una confidenza con la stessa velocità con la quale questa è stata concessa, se mi sembra che dall’altra parte le intenzioni non siano chiare. Mi piacciono coloro che capiscono in autonomia dove finisce il loro spazio e inizia il mio.

* Samuel, cosa ti accomuna al tuo papà letterario? Quanto c’è di te in lui, e viceversa? Anzi, non poniamo paletti… Qual è il personaggio che meglio lo rappresenta? E il romanzo? Ce n’è uno a cui è più affezionato, secondo te?

S: C’è molto di me in lui. Emiliano è coraggioso, soprattutto quando ama. In amore vuole dare, gli piace esserci. Odia le menzogne, lo offendono. Emiliano è un uomo capace di dare molto, ma, se si accorge che l’oggetto delle sue attenzioni lo prende in giro, è finita. Difficilmente torna indietro. In questo siamo molto simili. Quando apre il cuore, si trasforma. A Emiliano piace l’amore, ma quando qualcuno lo delude fatica a fingere che non sia successo niente. Quando viene ferito si ammutolisce e va via. Apre il proprio cuore pieno di buone intenzioni, ma se si rende conto che l’altro cerca di giocare con i suoi sentimenti, lo richiude e taglia ogni contatto. Siamo entrambi molto selettivi. Emiliano forse lo è addirittura più di me. Ci somigliamo sotto molti aspetti, ma gli somigliano anche altri personaggi. Molti hanno qualcosa di suo. Come carattere, credo che quello che gli somiglia di più sia Marcello de “Il Chiaroscuro Delle Cose”. Sono davvero molto simili. Per quanto riguarda le sue preferenze, vediamo… “La Parte Sospesa Del Cuore”, “So Quando Sei Felice Dal Colore Dei Tuoi Occhi”, “Il Chiaroscuro Delle Cose” e “L’Universo Cospira”.

* Emiliano non scrive di supermachi o uomini che vogliono dimostrare qualcosa con inutili prove di forza, no. Loro mostrano il loro essere completamente, nel bene e nel male, le forze e le debolezze. Come mai crea dei personaggi reali e veri nei suoi scritti?

S: Emiliano ripete sempre che il tempo delle favole è finito. A lui piace guardare al mondo senza filtri, non gli piacciono i travestimenti. Ama l’essere umano nelle sue imperfezioni, ma ammira chi ambisce a migliorarsi. Della filosofia buddista condivide l’ambizione che porta un uomo ad arrivare a essere la migliore versione di sé possibile. È quanto fanno anche i personaggi dei suoi libri. In molti casi si tratta di uomini pieni di difetti, ma questo ce li fa percepire vicini. Non sono supereroi, quindi se riescono loro a dare una svolta alla loro vita, possiamo farlo anche noi. A Emiliano piace scrivere storie nelle quali sia possibile immedesimarsi, libri che raccontino vicende che sembrino accadute davvero o che potrebbero accadere. Un’altra cosa che dice sempre è che la vita è sufficientemente affascinante e imprevedibile che nessuno ha realmente bisogno dei fantasy. È un tipo tutto particolare, ma posso assicurarti che si tratta di un uomo divertente e qualche volta anche buffo.

* Cosa desideri per il tuo futuro o quello delle prossime creature di Emiliano? La pubblicazione nel catalogo di qualche casa editrice? Cosa cambierebbe dall’essere self?

S: Emiliano è uno in contatto con la realtà. Ama scrivere, ma ha i piedi saldamente a contatto con il pavimento. Da quello che ci siamo detti, credo che non abbia particolare ambizioni in merito al lavorare con una casa editrice. Lui è uno che vuole decidere tutto, altrimenti blocca l’uscita del libro. Decide la storia, il linguaggio, l’immagine della cover, il font del titolo. Te lo immagini a lavorare con qualcuno che vorrebbe imporgli la propria volontà? Sarebbero fulmini e saette tutti i giorni! Potrebbe prendere in considerazione un tipo di collaborazione solo se gli garantissero l’ultima parola su tutto. Per Emiliano la cosa fondamentale è che nessuno snaturi la sua idea per ciascuna storia. Quello che mi auguro è che continui a non farsi influenzare dalle aspettative altrui e che continui a essere un autore sincero come è stato finora.

* Parlaci di loro, dei protagonisti degli altri romanzi, sono tantissimi, quindi senza entrare nel dettaglio di ognuno di loro, altrimenti rimaniamo qui due giorni insieme… Emh… non mi spiacerebbe poi così tanto, Samuel!

S: Ci sarebbe molto da dire su ognuno di loro. Ora, non è perché io ne sono innamorato, ma credo che Mirko sia uno dei personaggi più belli dei quali abbia parlato. Giuro che non sono di parte! Detto questo, confesso che mi piace molto anche Paolo de “Il Chiaroscuro Delle Cose”, è dolce e forte allo stesso tempo. È constante e leale. Mi piacciono gli uomini dei quali ci si può fidare. Ammiro la genuina forza di Gennaro, uno dei protagonisti di “Tre Piccoli Fiori Di Velluto Viola”. Ho grande stima per tutti i personaggi de “L’Universo Cospira”. Poi ci sono Juan Carlos e Armando, protagonisti de “La Parte Sospesa Del Cuore” e qui davvero potrei stare giorni a parlare di loro, del loro amore, del modo in cui è rimasto costante negli anni. Ci sono amanti che si aspettano l’un l’altro, amori che si sorprendono resistenti alle difficoltà della vita. Il sentimento che li lega è qualcosa che mi emoziona. Poi c’è Giacomo del nuovo “Amici Di Notte” che è capace di esercitare una seduzione pericolosa sugli uomini…

* Sogniamo. Chi desidereresti interpretasse te e Mirko in una eventuale trasposizione cinematografica? Con quale regista ti piacerebbe lavorare? E la colonna sonora?

S: Sia io che Emiliano ammiriamo molto alcuni lavori di Ferzan Ozpetek e lavorare con lui sarebbe un grande onore. Non ho idea di quali attori potrebbero fare la nostra parte, in questo momento non mi viene in mente nessuno che abbia la magia di Mirko. Mentre per la colonna sonora di idee ne ho a dozzine. Non potrebbe mai mancare How Can You Mend A Broken Heart interpretata da Al Green per la scena del nostro ballo, così come non rinuncerei a Next To Me degli Imagine Dragons per i titoli di coda.

* Senti senti… spettegoliamo un po’… Chi è Emiliano? Com’è mentre fa crossfit??? Sa ballare salsa? 😀 Raccontaci qualcosa di curioso su di lui… È un uomo timido o disinvolto? Crede nell’amore? Nella famiglia? E nell’amicizia (anche quella tra uomo e donna)? Se gli piace qualcuno si imbarazza e diventa goffo (tipo in crisi di ossigeno e gli tremano le mani… :-D),oppure è sicuro di sé e arriva dritto alla meta?

S: Emiliano è un uomo complesso e pieno di contraddizioni. Il crossfit lo diverte, perché lo mette in competizione con se stesso. Gli piace stancarsi, perché la stanchezza fisica seda la sua mente. Ha un buon senso del ritmo e ama ballare, ma la salsa non lo fa impazzire. A lui piace il reggaeton! In genere è una persona disinvolta, ma, può diventare timido in determinati contesti. Crede decisamente nell’amore. L’amore è la cosa migliore che può succederti, lo dice sempre. Crede nella famiglia ed è molto protettivo. Crede anche nell’amicizia, ma è uno che crea dei legami particolari. Non è mai stato uno di quelli che hanno l’amico da aggiornare su ogni evento o cambiamento. Non ha un amico che sente tutti i giorni o al quale confida ogni cosa. Non l’ha mai fatto. È un individualista, ma ama la compagnia. In amicizia però gli piacciono i legami semplici, non vincolanti o esclusivi. Non gli piacciono le persone ossessive o troppo invadenti. Ama chi sa rispettare gli spazi e i tempi altrui. Crede sia nell’amicizia maschile che in quella tra uomo e donna e sa essere molto divertente. Se gli piace qualcuno non si imbarazza moltissimo, ma dipende sempre dal contesto in cui si trova. Se fiuta che c’è interesse anche dall’altra parte, non conosce imbarazzo. È uno che si butta. Però è un uomo difficile da impressionare, questo va detto…

* Raccontaci le sue emozioni nel momento in cui, ogni volta, pigia il bottone della pubblicazione… gli trema il ditino, ve?

S: A Emiliano? No! Lui non vede l’ora di pubblicare cose nuove solo che poi parte l’ansia da refuso, correzione, legge e rilegge anche dopo aver pubblicato, aggiorna… ci tiene a presentare un lavoro ben fatto, questo sì. Ansia da pubblicazione però non ne ha, non ancora almeno.

* Pensi ci sia discriminazione per romanzi del genere m/m? E cosa ci dici della diversità in generale, fa ancora paura? E della comunità LGTB?

S: Sì, credo ci sia discriminazione. Il genere MM viene considerato come un genere di secondo livello. È un genere al quale, però, Emiliano strizza l’occhio. Lui non è un autore di Romance, a lui piace scrivere cose sempre diverse. Non è uno di quegli autori che garantisce il lieto fine per far contenti tutti i lettori. Per lui il messaggio viene prima di tutto. È un autore di Narrativa LGBT più che altro. Se c’è discriminazione nei confronto della comunità LGBT? In parte ancora sì, in una forma diversa rispetto al passato, ma c’è. Emiliano odia l’immagine del gay alla Will & Grace. Odia quando gli altri si aspettano che, in quanto omosessuale, uno debba essere rumoroso, colorato o sempre sulle nuvole. Odia anche quel genere di persone che pensano di poter trattare l’amico gay come fosse un animale da compagnia.

* Perché dovremmo leggere te e gli altri romanzi di Emiliano?

S: Dovreste leggere me, perché io e Mirko viviamo una condizione che molti condividono, ma che troppi ancora ignorano. L’ignoranza può essere letale e dolorosa. Sapere è importante, informarsi è importante. La nostra è una storia di speranza, per questo andrebbe letta. Andrebbero letti, però, anche tutti gli altri lavori di Emiliano per un semplice motivo. Emiliano non scrive mai tanto per farlo. C’è sempre un quadro, un intento. Le sue storie non ti lasciano mai indifferente. Ogni volta che leggi un suo libro ti chiedi “dove andrà a parare stavolta?”. Quando poi finisci di leggere, non puoi semplicemente archiviare il libro e passare a un altro. Ti rimane in testa. Emiliano vuole costringerti a riflettere. Visto che viviamo in una società che invece tende a stordirci tutti per evitare di farci pensare, avere qualcuno che fa l’esatto opposto è stimolante. È un’occasione che tutti dovremmo cogliere.

* Tu ed Emiliano… fatevi una domanda a vicenda.

S: Emiliano, mi vuoi bene?

Emi: Con tutto me stesso, Samuel. E tu me ne vuoi?

S: Con tutto me stesso.

* Ora porgetene una a me, attenzione che sono facilmente imbarazzabile…

S: tu come ci sei arrivata a leggere Emiliano e che idea ti sei fatta di lui?

Beh, tramite le condivisioni su facebook dei suoi pensieri, sia nelle bacheche che nei gruppi sui libri di cui faccio parte. Mi sono incuriosita, ma inizialmente non mi sono lasciata andare e sono rimasta sulle mie. Non volevo leggerlo. Poi sono andata letteralmente in fissa e ho dovuto soddisfare questa curiosità, sennò non mi si levava dalla testa! E menomale che ho ceduto! Un autore che si emoziona dell’emozione dei lettori è esso stesso emozione! Emiliano sembra tutto compitino e uno che un po’ se la tira. Infatti, quando ci parlavo, all’inzio, cercavo di essere a postino e seria… Poi ho capito che lui non è come lo avevo immaginato e sono tornata a essere me stessa, anche se un po’ casinara. Giusto un po’. 😂 E lo trovo anche molto simpatico.

* Volete dire qualcosa che non vi ho chiesto, ma di cui avete piacere a parlare?

S: Vorremmo invitare tutti a rispettarsi di più. Rispettare noi stessi e gli altri. La nostra verità e la loro. Siate sempre curiosi, c’è sempre tanto da scoprire e pensate sempre con la vostra testa.

* Samuel, tu sai che io sono pazza di te, e che se io fossi uomo ti avrei rubato, vero?

S: Emiliano mi aveva accennato qualcosa e ne sono molto lusingato!

* Cosa ne pensi dei balletti social di Emiliano? 😀

S: Emiliano è divertente ed è molto più spontaneo di quello che gli altri possano pensare. Sorride di chi si prende troppo sul serio. Ad esempio Emiliano non ha mai parlato di se stesso come di uno scrittore, ha pudore nel farlo. Lui si definisce “un uomo con delle storie da raccontare”, perché per lui gli scrittori sono esseri superiori. Quando legge autori davvero importanti, ha pudore nel raccontare che scrive anche lui. I social lo divertono, ma allo stesso tempo l’hanno anche ferito, quindi li usa sempre meno e li usa tendenzialmente solo per portare l’attenzione sui suoi lavori.

* Samuel, metti mai le dita nel naso?

S: Sì, e lo fa anche lui.

* Pollo, patatine e pizza… Si mangiano con le mani, o con le posate? Questa è per Emiliano!

Emi: Mani! Sono molto meno formale di quello che credi.

* Infine, non essere geloso, qualche accenno ad “AMICI DI NOTTE“, l’ultima pubblicazione, fresca fresca, di Emiliano…

S: Che dire? Io e Davide, il protagonista di AMICI DI NOTTE, non potremmo essere più diversi. Lui è uno che ogni tanto perde la via, io uno che la via la costruisce. Davide è irruento, io sono più tranquillo. Mi piace il romanticismo, mentre Davide evita quanto considera semplici smancerie. Lui è un duro, io un forte.

Nel frattempo, ci ha raggiunti anche Mirko, l’altro protagonista, di SO QUANDO SEI FELICE DAL COLORE DEI TUOI OCCHI e io ne approfitto.

* Mirko, voglio farti i complimenti e dirti di non cambiare mai. Colgo l’occasione per chiederti le sensazioni che provi quando sei insieme a Samuel.

Mirko: hai presente quando l’inverno sembra infinito e tu hai come la sensazione che non ci saranno nuove giornate di primavera, perché ti sembra impossibile che qualcosa possa sconfiggere e allontanare tutto quel buio e quel freddo e invece poi succede? Quando sono con Samuel mi sento come durante quelle prime giornate di primavera dopo tutto quel buio e quel freddo. Lui è la primavera.

* Per concludere, vi lascio campo libero, fate o dite qualunque cosa vogliate.

S: Ci manteniamo sul generico e vogliamo invitare tutti a pensare con la propria testa. Giudicate un libro solo dopo averlo letto. Una persona solo dopo aver parlato personalmente con lei. Quando dite qualcosa di brutto su qualcuno ricordate che quel qualcuno è figlio, fratello, compagno di qualcun altro e che le vostre parole non feriscono solo lui, ma un insieme di persone. Immaginate una versione migliore di voi e muovetevi in quella direzione. Se lo facessimo tutti, il mondo diventerebbe un posto più sereno sul quale vivere.

* Grazie, ragazzi di essere stati con me e avermi confessato tutte queste belle cosette golosette! Rimanete sempre così!

Mi salutano, ci abbracciamo (wow) e ognuno di noi prende la sua strada.

Questo primo incontro Dentro al romanzo, dove parlano i protagonisti, è stato magico ed emozionante, di sicuro lo saranno anche i prossimi.

E lui è Emiliano:

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15 pensieri su “Samuel di “So quando sei felice dal colore dei tuoi occhi” di Emiliano Di Meo. Dentro al romanzo: parlano i protagonisti, non gli autori.

  1. Molto particolari, questi tuoi due amici, mia dolce donzella: mai visto un personaggio che si sdraiasse tanto a tappetino di fronte al proprio autore. Come non ho mai visto un autore così “ogni scarrafone è bello a mamma sua”. Perdiana: un po’ di dialettica, di conflitto, di attrito. Non dico tanto, ma almeno un buffetto sulla guancia avrebbero potuto farselo, non credi?
    Al contrario, tu, sei stata semplicemente divina: una mozzarella in carrozza straordinariamente stesa tra le due fette di pane: pronta da gustare per gentilezza d’animo, arguzia e simpatia trascinante…
    In poche parole: bravissima! Ho divorato questa intervista proprio come un piatto di mozzarella in carrozza, trovandola gustosa e divertente. Ecco, se solo un appunto mi è concesso, vorrei dire che i due tizi, magari, avrebbero dovuto cercare di essere un po’ più concisi nelle risposte.
    Complimenti

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