Kostia di “PICCOLOGRANDEAMORE” di Kateryna Strigo. Dentro al romanzo: parlano i protagonisti, non gli autori.

Ci sono romanzi di cui non ti liberi…
Dopo PICCOLOGRANDEAMORE (link amazon), per un po’, è davvero difficile leggere altro. KATIA e KOSTIA… loro sì, che sono un terremoto in testa! Come tutti gli altri personaggi.
Una passione, un patto, gli inganni, una verginità da inventare, un bambino da comprare, ma… un altro patto ancora più diabolico e… una BOCCA DA BACIARE. Illegale Compagno K!
Menzione d’onore per il piccolo Grisha; per Loubou e Tin. 😎
Intanto io imparo il russo e… in attesa di Anton, ho preso un astore.

Benvenuto, Kostia. Iniziamo!

A: Sei stato un protagonista prepotente? Hai fatto ciò che Kateryna aveva in mente, oppure hai fatto sentire le tue ragioni nella sua testa e hai vinto contro di lei?

Kostia: Dobryy vecher Alessia. Sono molto felice di fare la tua conoscenza. Kateryna mi ha parlato di te definendoti una paladina della penna dal tratto rosa. Perdona le mie imprecisioni nel risponderti. Parlo abbastanza bene l’italiano, ma non quanto vorrei. Prepotente io? Non direi proprio. Diciamo che Kateryna aveva le sue idee e io le mie e il compromesso è stato il giusto risultato. Effettivamente aveva delineato per me un futuro differente e spigolature del carattere che non mi appartenevano. Poi lavorando insieme sono emerso per quello che sono.

Credimi che… io son ancora più felice di te… caspita, dal vivo sei perfettamente come ti avevo immaginato. Sono un po’ in imbarazzo, perdonami!

* Quindi… Quando Kateryna ha iniziato a scriverti, già aveva in testa tutta la trama, oppure è andata a istinto? E se aveva già un disegno in mente, voi personaggi le avete fatto cambiare rotta? E in quel caso, vi ha seguiti, oppure vi ha fatto la linguaccia e vi ha riportato sui binari stabiliti?

Domanda interessante cara Alessia. Kateryna quando ha iniziato a scrivere di me e di Katia, non aveva altro che un foglio bianco diviso a metà sul quale aveva scritto semplicemente i nostri nomi e cognomi: Katia Volpato e Konstantin Kotov. Ti confido una piccola indiscrezione. La scelta del mio cognome non è un caso. A Kateryna piacciono molto gli animali e soprattutto ama i gatti. Per questo motivo io chiamo il mio amore Gattina e il mio cognome che in russo significa gatto (Kot). Molti cognomi russi, come Volkov (lupo) guarda il caso essere il cognome di Anton e Mednev (orso) derivano da nomi di animali. La trama del libro iniziale è stata completamente stravolta e la sua mano è stata guidata dai personaggi che lei stessa stava creando. Altra indiscrezione… alla prima telefonata io e Katia avremmo dovuto giocare una specie di partita a battaglia navale, in cui io o lei, affondando navi avremmo dovuto esporci su qualcosa di eroticamente intrigante. Il punto era che a me giocare a battaglia navale non piaceva. Per cui è rimasto nel romanzo il concetto di voler giocare tra me e gattina, ma su di un altro piano. In quell’occasione fui abile a convincerla e la battaglia navale fu accantonata. Di una cosa sono certo, neppure a metà della storia aveva già scritto quello che sarebbe stato l’ultimo capitolo e so per certo che anche questa volta lo ha fatto. Bizzarro in effetti questo suo comportamento, ma non me lo ha fatto leggere ancora per non rovinarmi la sorpresa. Mi ha detto solo di fidarmi e che se lo avessi saputo in anticipo, non sarei risultato credibile nel mentre e credo abbia una sua logica strategica questo discorso, per cui non posso dire altro.

Mannaggia, Kostia, puoi dirle di sbrigarsi? Non resisto devo sapere cosa combinate…

* Sei orgoglioso di essere uscito dalla penna di Kateryna? Ti va di raccontarci qualcosa di lei? Che tipo di scrittrice è? Ad esempio, prende appunti non appena gli balena un’idea in mente? Utilizza appunti e post it sparsi da assemblare quando c’è il momento e l’ispirazione giusta, oppure è meticolosa e perfettina?

Kateryna è istinto, cuore e anima. Per questo mi piace. Se fosse stata meticolosa e perfettina, non avrebbe consentito a me di venire allo scoperto. Scrive ovunque e su qualsiasi superficie e quando dico qualsiasi intendo tutte. Una volta, era in treno, le balenò in testa la frase “una bocca da baciare” e per paura di dimenticarla, trovando solo la penna se la scrisse sulla pelle dell’avanbraccio dove rimase per lungo tempo. Temevo l’avrebbe tatuata. Altre volte invece registra messaggi vocali con il suo telefonino e li spedisce al cellulare della madre intimandole di non cancellarli. Poi una volta al computer li cristallizza su carta. Si arrabbia molto quando le viene in mente qualcosa di importante e poi le sfugge. Una furia. Che carattere! Come la mia Gattina.

* Mentre lei ti scriveva, quale era il suo umore? Era sicura di sé, di te e di ciò che stava narrando? Mentre ti pensava, scarabocchiava, sentiva la musica, oppure era in religioso silenzio? Hai mai provato a sedurla?

Nella mente di Kateryna il silenzio non esiste e la musica, la nostra musica, le è indispensabile per viaggiare con la mente per cui quando scrive ha sempre le cuffie alle orecchie. Per fortuna i nostri gusti musicali coincidono. Se amasse il genere metal come piace ad Anton penso me ne sarei andato dai suoi pensieri. È un genere di musica che non consente pensieri gentili e non favorisce certamente la concentrazione. Quanto a sedurla… “io non seduco, io prendo”. Anton è il seduttore seriale, almeno fino a che non ho incontrato Katia. Ma la risposta corretta è che… è stata lei a sedurre me e questo è il secondo motivo per la quale sono venuto allo scoperto mostrando la mia vera indole.

Mamma mia Kostia… sei perfetto… Come si fa a resisterti. Diciamo che io mi sono innamorata follemente sia di te che di Anton! ahahah

* Ti va di parlarci un po’ di te, e il fatto che l’autrice ti abbia concepito talmente erotico da esserlo anche semplicemente respirando e rimanere nella testa delle lettrici per molto, molto tempo?

Tu mi lusinghi, mia dolce Alessia. Nella vita ho avuto molte femmine. Le femmine mi piacciono molto. Le ho rispettate tutte. Si tratta di “creature creatrici” e come tali non posso fare altro che chinare il capo davanti alla loro natura. Ma quando ho conosciuto Katia, il concetto di femmina si è elevato a quello di Donna e l’erotismo che mi attribuisci è solo l’effetto riflesso dell’amore che provo per lei. Certo… anni di pratica sul campo non hanno guastato… concedimelo.

Fortunata Katia. Ma anche lei è una grande donna: siete fortunati entrambi!

* Katia! Senza spoilerare, parlaci di lei e di come vi siete conosciuti. Io l’ho adorata.

Anche io l’adoro, mia dolce Alessia. Lei è la mia donna. L’unica. Forte, determinata, intraprendente e per nulla arrendevole. Mi piacciono le donne che non si arrendono. La trovo divertente e riesce sempre a trovare le parole giuste per farmi stare bene. Ci siamo conosciuti una fredda notte d’inverno nel corso di una telefonata che ho fatto ad una Hot Line per fare un favore al mio amico Anton. La sua voce e il suo accento italiano, unita alle cose che mi diceva, mi hanno catturato l’immaginario e da qeal momento non ho più potuto non pensare a lei.

* Tra le pagine di “PICCOLOGRANDEAMORE” hai avuto un amico di tutto rispetto: Anton. Cosa ci puoi dire di lui? Cos’è per te l’amicizia?

Anton non è solo un amico, lui è un Brath per me, un fratello. Ci siamo conosciuti sul campo di battaglia e gli devo la vita. Guerra di Cecenia. Ero rimasto ferito. Ero impossibilitato a muovermi e non ero in grado di mettermi al riparo dai colpi esplosi. Il resto del commando si era già ritirato, ma lui mi recuperò e mi trascino sulle spalle per sei chilometri sostenendo quasi totalmente il mio peso. Nessuno saprebbe di me e Katia se non fosse stato per il suo eroismo. Anton è un amico leale e sincero e vale tutto. Cito Aristotele. “L’antidoto contro cinquanta nemici è un amico.”

Voi siete Amicizia con la A maiuscola! Non vedo l’ora di conoscerlo meglio nel prossimo romanzo! Intanto io ho preso un allevamento di astori! 😀

* Invece… tuo padre?

Mi perdonerai dolce Alessia, ma non amo parlare di mio padre. Gli dovrei rispetto perché senza di lui non sarei qui e non sarei chi sono, ma proprio non ci riesco. Ha commesso atti imperdonabili e penso che tu possa comprendermi.

Certo che ti perdono, e capisco benissimo che tu non voglia parlarne…

* Il destino è davvero segnato e ineluttabile, oppure si può combatterlo grazie alla passione e l’amore?

Domanda filosofica e impegnativa. Spero di esprimermi in modo consono e se non lo faccio, ti prego di correggermi. Il mio motto è “combattere sempre e arrendersi mai”. Per cui il destino non è mai segnato e tantomeno ineluttabile e per certo ti dico che combattere con passione per realizzare i propri sogni e i propri credo sia la forma di amore più espressiva e omnicomprensiva che esista.

Hai risposto in maniera perfetta! TU SEI PERFETTO… Ups!

* L’amore ha diverse forme, vero? Ce lo dimostra proprio questo libro.

Affermativo. Forma, mi dici… L’amore per me ha forma liquida, come l’acqua cristallina che sgorga da una fonte, come le gocce di un profumo o dorma instabile quando si tratta di nitroglicerina, fin a divenire veleno nelle sue forme perverse che personalmente aborrisco. Preferisco il bicchiere di semplice acqua in fin dei conti siamo fatti di quella per la maggior parte. Giusto?

Wow, che definizione fantastica!

* La tua sottile ironia russa… viene sempre compresa?

Non comprendo la domanda, chiedo venia.

Se me lo dici così… sto per sciogliermi… Probabilmente mi sono capita da sola! 😀

* Un’altra domanda arriva prepotente: una piccola anticipazione del prossimo romanzo? Probabilmente Anton e i suoi Astori saranno ben presenti, vero? Calcola che io ho iniziato un allevamento di questi rapaci solo per lui!

Potrei contraddirti, ma ti pregherei di non offenderti. Ti assicuro che un rapace in casa non è il massimo della convivialità. Vivere per giorni con Ophelia, il falco femmina di Anton, sempre pronta ad artigliare tutto ciò che si muove in autonomia, non è sempre facile. Ad esempio quando decidi di fare la doccia… le mutande te le devi togliere in bagno e con la porta chiusa… altrimenti… Intendi cosa voglio dire, vero? E infine per risponderti seriamente. Si! Anton sarà al mio fianco anche in futuro. Il suo ruolo sarà determinante e sarà personalmente coinvolto dagli eventi.

Ussignur… Vabbè, ma io voglio un astore per far colpo su quell’omaccione di Anton!

* Che tipo di rapporto ti piacerebbe costruire con i tuoi lettori, Kostia?

Esattamente quello che mi stai concedendo di fare tu. Nulla di più. Di solito l’intervista viene riservata all’autrice del libro che parla in nome dei personaggi ed essere chiamato personalmente a rispondere mi fa sentire vivo e per questo ti ringrazio di cuore.

Kateryna, invece tu? Tendi a tenere le distanze, oppure assumi un atteggiamento confidenziale con chi ti legge?

Kateryna: Ciao Alessia, grazie per la domanda. Confidenziale e di profonda riconoscenza, ma senza esagerare, poiché come accade molto spesso non conoscendo la lettrice personalmente, non vorrei apparire invadente. Certo che se poi si istaurano legami più profondi allora si apre la via di un’amicizia. Un esempio te lo riporto subito. La prima lettrice che mi scrisse su messenger per chiedermi informazioni del libro prima di leggerlo e poi per dirmi che le era piaciuto veramente tanto una volta letto, darà il nome ed il cognome a uno dei personaggi del prossimo libro. Bello, non trovi?

Lo trovo fantastico! Tu, poi, sei davvero molto disponibile e gentile! Sarà davvero lusingata questa lettrice!

* Cosa desideri per il tuo futuro o quello delle tue prossime creature, Kateryna? La pubblicazione nel catalogo di qualche casa editrice? Cosa cambierebbe dall’essere self?

Per Piccolograndeamore sogno come ogni scrittrice che venga letto, anzi letto tantissimo. Scrivere per tenere nel cassetto un’opera non ha alcun senso e per fortuna ora esiste la possibilità di autopubblicarsi, non possibile fino a qualche anno fa. Senza la modalità self io non sarei qui con te e Konstantin a parlarne. Certo una casa editrice ti darebbe modo di rendere più visibile il tuo lavoro, ma diamo tempo al tempo. Sinceramente già il fatto che Giulia Segreti e Barone Mark Kheel stiano terminando l’audiolettura completa del romanzo, mi gratifica tantissimo e mi fa pensare che valeva la pena scriverlo solo per sentirlo interpretare da loro. Secondo me sono impareggiabili. Spero di tutto cuore di accedere ad Audible, la piattaforma per ascoltare un libro anziché leggerlo. Poi non nascondo che vorrei divenisse un film e sognare non costa nulla.

Guarda, spero che i tuoi sogni si realizzino e che tu voli in alto con le tue scritture. Sei davvero una brava autrice e io sono caduta con tutte le scarpe dentro la storia di PICCOLOGRANDEAMORE. Ho dimenticato la mia realtà, per entrare in quella dei tuoi personaggi e leggere altro, dopo avere letto il tuo libro, non è stato affatto facile: Kostia, Katia, Anton e gli altri continuavano a rimanere nella testa, e ancora ci sono!

* Sogniamo, Kostantin. Chi desidereresti interpretasse te, Katia, Anton e Francesca in una eventuale trasposizione cinematografica? Con quale regista ti piacerebbe lavorare? E la colonna sonora?

Dolce Alessia, devo deluderti, ma non sono uomo da mondo mondano, perdona il gioco di parole, forse Kateryna ti saprebbe rispondere con precisione invece.

A te si perdona tutto…!

Grazie Konstantin, rispondo volentieri. Dunque per te avrei pensato a Tom Hiddelston e per Anton ci vedrei bene Luke Evans, mentre per la parte di Katia e Francesca basterebbe un’unica attrice e non avrei dubbi nello scegliere per il cast Emilia Clarke. Non scelgo attori italiani, non per mancanza di rispetto, ma perché scegliendoli stranieri avrei la possibilità di ingaggiare come doppiatori proprio Giulia Segreti e Barone… amo troppo le loro voci. Per il regista invece dovrei farmi consigliare, mentre per la colonna sonora sicuramente vorrei la creasse Abel Korzeniowski.

Non li conosco… Ma sicuramente sarebbero perfetti. Ho sentito alcune letture del libro di Giulia e Barone: brividi!

* Kostia, raccontaci le emozioni di Kateryna nel momento in cui ha pigiato il bottone della pubblicazione…

Non vorrei dirlo e forse me ne pentirò ma oserei pensare che il sentimento più tangibile fra gli innumerevoli provati sia stato il senso di liberazione.

* Perché dovremmo leggerti?

Domanda molto difficile. Prosaicamente ti rispondo: perché penso che ne varrà il tempo speso. Io piaccio e non so il perché. Anche se capisco il perché piace Anton. Non mi chiedere di Katia perché sarei di parte. I personaggi sono interessanti e la trama oserei dire che è nuova… e poi perché i sentimenti che compaiono nel libro sono quanto di meglio esprima l’essere umano quando se ne vuole vedere il bello che c’è in lui, ponendo l’amore per un bambino al di sopra di ogni cosa.

* Infine, la tua cover è bellissima, ti emoziona essere stato racchiuso in quella immagine? Alla fine, a me, sembra che ci sia l’essenza del vostro romanzo.

Trovo anche io che la cover sia perfetta. Katia ti direbbe che è perfettibile. Per quanto mi riguarda rappresenta la vera essenza del libro. Un patto tra un uomo e una donna… un bambino da vendere e un bambino da comprare…una verginità da inventare. Purtroppo solo a lettura terminata, una lettrice la apprezza comprendendone il senso profondo. Non è escluso una rivisitazione della cover nel tempo, mantenendo quella foto ma migliorandone l’appeal. Kateryna dice che non è seducente per un lettore che lo voglia scegliere guardando la copertina e forse ha ragione. Anzi, ha sicuramente ragione.

Dopo avere letto il libro, ho adorato la copertina… In due parole hai racchiuso l’anima della vostra storia.

* Vuoi fuggire con me? Ahahah, no scusa, non ho resistito… Vuoi porgere una domanda a me?

Izvini dolcissima. Forse se ti avessi conosciuto prima di conoscere Katia… la mia Gattina. Una domanda per te… vediamo. Nella vita cosa ti fa scattare sull’attenti e cosa ti fa tenere la bandiera a mezz’asta…? Se sono indiscreto, non mi rispondere.

Eh… mannaggia, tutta questione di tempo! Ahaha! Katia è degna protagonista insieme a te di questo romanzo! Perdonami, non è una domanda indiscreta, ma non so rispondere… 😀

È appena arrivato Anton, e io ora muoio tra questi due russi granitici e prorompenti…

* Ciao Anton, chi ha letto PICCOLOGRANDEAMORE, immagina che nel prossimo romanzo di Kateryna ci sia spazio anche per te e un’altra ragazza che è già presente in questo romanzo, vero? Cosa ci dici al riguardo?

Anton: Dobryy vecher Alessia. Un piacere anche per me conoscerti. Spero tanto che Kateryna mi accontenti. Quando mi ha chiamato a rapporto poco tempo fa, ho fatto una lunga lista di richieste e lei ha confermato che molte di queste verranno accolte. Penso che realizzerà parecchi dei miei desideri, se non tutti… alcuni però vorrei li realizzasse Francesca…

Ahahahaha! Sicuro Francesca sarà felice di realizzarli! Non vedo l’ora di leggere anche la tua storia!

* Per favore… mi dite DOBRYY VECHER…:-D

Dobryy vecher mia dolce Alessia. Sei stata un’ospite apprezzabile e spero ci risentiremo ancora. Spasibo.

Dobryy vecher Frizzante Alessia, so per certo che ci incontreremo. Bol’shoye Spasibo.

Ussignur… Posso morire felice, ora! 😀

* Per concludere, Kostia, ti lascio campo libero, fai o dimmi qualunque cosa tu voglia.

Ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato e che ci hai dedicato. In tutta confidenza era la mia prima intervista ed ero un po’ nervoso, ma tu hai saputo mettermi a mio agio. Ci rivedremo in Italia perché sto per arrivare e forse potremmo incontrarci anche di persona. Spasibo e dobryy vecher a tutti.

Mai quanto ero emozionata io di incontrarti! Sei stato un ospite fantastico e spero che questa intervista abbia messo in evidenza molte caratteristiche del vostro romanzo e faccia venire una golosetta curiosità riguardo la vostra storia! Uh mamma, se venite in Italia, DEVO vederti! In bocca al lupo per tutto e grazie mille!

Ps. Per te ho preso lezioni di russo! 😀

Grazie anche a Kateryna!

Dobryy vecher e dasvidania a voi!

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