Provocazioni…

«Sono un disastro», pensa Nora ad alta voce davanti allo specchio, osservando lo scempio che la pioggia incessante aveva combinato su di lei.
«Non è vero», risponde Santiago, che nel frattempo l’aveva raggiunta, guardandola intensamente appoggiato allo stipite della porta. Indossa una camicia bianca sbottonata sul petto con le maniche arrotolate sulle braccia.
«Mi hai spaventato! Ci avevo messo un’ora per fare lisci i capelli. Ora te lo dico, tanto peggio di così».
«A me piacciono i capelli mossi».
«Ecco, appunto».
«Attenta al lupo, Cappuccetto».
«Sei uno stronzo».
«Gentile che sei. Anche io, tesoro, ti voglio bene. Perché sarei stronzo? Che ho fatto, ora?»
«Fotografo, tu non vuoi fare sesso con me». Ma che ho detto? Il cervello non è collegato alla mia bocca?
«Infatti. Chi ti ha detto che io lo voglia? E soprattutto… Perché dovrei volerlo? Anzi, cosa c’entra ora?»
«Ti diverti a mettermi in difficoltà, sai che puoi avere tutte quelle che vuoi. Figurati se proprio una come me riesce a…» ribatte, delusa dalla sua risposta.
Santiago non aspetta che lei finisca di parlare. Senza dire una parola le si avvicina e, guardandola dritta negli occhi, allunga un braccio per aprire l’acqua della doccia, finendo talmente vicino al suo corpo da percepirne il calore. Con l’altra mano inizia a sbottonarle la camicetta, lentamente, accuratamente, sfiorandole di proposito ogni centimetro della pelle sottostante. Con entrambe le mani le sfila l’indumento, facendo in modo di avvicinare le labbra alle sue. Le fa sentire il respiro sulla bocca, mentre con il dito medio inizia lentamente a percorrerle la spina dorsale, dal basso verso l’alto, provocando dei brividi in Nora, la quale però cerca di allontanarlo perché vorrebbe sembrare impassibile e abbassa lo sguardo non riuscendo più a sostenere quello di Santiago.
«Inutile che fingi. Il tuo corpo parla per te», sentenzia l’uomo in un sussurro.
L’esplorazione continua sulla nuca di lei, avvolgendole poi il collo, fino ad arrivare al seno, che supera senza toccare. Poi con l’altra mano le tira su il volto, costringendola a guardarlo, consapevole di metterla in difficoltà.
«Cosa c’è, Cappuccetto? Non sai più respirare? Dovresti, perché è fondamentale. Non sembri più così spavalda. Come mai? Non farò nulla per farti rilassare».
Intanto, le slaccia il bottone dei pantaloni e le infila le mani dietro, per accarezzarle il sedere. Poi l’attira a sé e scivola di nuovo sulla schiena.
«Non iniziare una provocazione, se sai che non riuscirai a portarla a termine. Se tu mi dici che io non voglio davvero fare sesso con te, si presume che invece tu sia pronta a farlo», la informa lasciando la presa.
«Io…»
«Tu cosa? Non sei nella mia testa. Stai tranquilla ora, il lupo va a farsi una doccia fredda nel bagno di sopra. Tu ripulisciti dal fango che hai addosso. Ti aspetto in giardino. Ah, visto che sono uno stronzo, e tu molto coraggiosa a quanto pare, quando tornerai su mi troverai solo con un asciugamano appuntato in vita. Mi devi affrontare così, se non vuoi scappare dalla finestra», spiega Santiago allontanandosi.
«Sei un fottuto bastardo. Esci subito da questo bagno».
«Che poi sarebbe il mio».
Nora afferra la saponetta poggiata sul lavandino e gliela tira con forza, ma lui la schiva uscendo e chiudendo la porta alle sue spalle.

27 pensieri su “Provocazioni…

  1. Caspita, ricottella mia, dopo un pezzo di cacio stagionato che non ti fai sentire, ti fiondi nel mio immaginario erotico, con questa fetta di torta salata più attizzante d’una gatta tartina al salmone e caviale!
    Tosto e scorrevole questo tuo racconto: l’ho letto d’un fiato ed ora pendo dalle tue labbra. Se non altro per scoprire cosa d’altro tirerà Nora appresso a Diego: il reggiseno?… le mutandine?… il fango che le si è staccato dalla suola degli anfibi?…
    A parte gli scherzi: bravissima. Spero che tu abbia voglia di proseguire. Perchè mi hai incuriosito.

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  2. Un tantino arrendevole questo tipo come fotagrafo… gli scatti migliori arrivano sempre alla traditora.. quando non sei pronto. Sicuramente l’effetto pioggia su Nora sarebbe stato argomento per girarvi un film da vero portoghese… senza pagar biglietto!! 🙂

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