Pensieri spettinati…

Mi è venuta voglia di scrivere qualcosa… non so esattamente cosa… È che ne ho talmente tante dentro che non sanno uscire fuori… sono disordinate e capricciose… come la Luna (sto in fissa sto periodo).

Vorrei chiacchierare… solo che… visto che purtroppo non sono così presente su wp ultimamente, magari nessuno si accorge di questi miei pensieri spettinati. E avreste ragione… ma sto tornando su wp, e stavolta davvero per davvero.

È che quando mi sembra che il mondo sia sottosopra, forse dovrei fare la verticale… ma non ne sono mai stata capace. Poi mi va il sangue nella capoccia e diventa ancora più tosta di ora… E allora potrei capriolare. Sì, mi sono sempre piaciute le capriole. Magari se ne faccio mille di seguito mi gira sta caspitericchia di capa e allora si aggiusta…

Oppure il pipistrello. Sì, la teoria del pipistrello. Lui si appende a testa in giù e si mette al contrario. Che poi magari è lui a pensare che siamo noi quelli al contrario.

Tanto a quanto pare tutto è relativo, come il tempo. Oppure come quando vedo un ragno e penso che sia brutto, sicuramente lui quando vede me pensa “ma guarda sta cessa”.

Ecco sei già a mezzo post e ancora non hai scritto nulla. E che ne sai che questo è proprio metà post? Uè maronna come sei acida oh.

Il fatto è che non c’è proprio nulla che sia storto… come si fa ad aggiustare qualcosa che non è rotto?

E allora immagino di essere su un’altalena enorme, con lo stomaco che finisce dietro le orecchie a causa del vuoto che crea ogni cambio di direzione. Quei vuoti così emozionanti che ne vorresti ancora e ancora… Non come quelli che lasciano le persone. Quali persone? Boh. Quelle che se ne vanno senza motivo. O come quelli dei sogni. Quali sogni. Boh, quelli non realizzati, che poi sono ancora più importanti e da coccolare di quelli realizzati. Perché ci rappresentano. Siamo noi. Sono la nostra vita. Ma dove vanno a finire, se non si realizzano? E chi lo sa… il Piccolo principe visita molti pianeti prima di approdare nel deserto, sarebbe bello se esplorasse anche quello dei sogni non realizzati, o delle scelte non fatte. Credo che siano mondi immensi…

Uh. Ho trovato. Sì, ho deciso… Mi iscrivo a un corso di trapezzista.

Ps. Grazie a chi di voi mi regala emozioni e affetto virtuale. E a chi c’è a prescindere.

 

Tatua la tua forma sul mio corpo… noi e la nostra eclissi.

Poi svegliarsi una mattina e scoprire di essere diventata la LUNA… La TUA luna.

Tra le lenzuola di un letto troppo grande per me, spero ogni sera di sentire i tuoi passi mentre arrivi e ti intrufoli nel mio desiderio…

Invece la notte e il suo giorno si trascinano uguali in attesa che tu porti di nuovo il tuo Continente nel mio…

Mi travolgi ogni volta che arrivi, soffi i tuoi respiri d’Africa dentro i miei. Mi annusi, mi sfiori. La tua lingua prima fintamente timorosa, poi audace e decisa mi assapora, torturando le mie labbra, le orecchie, il collo… 

Le tue mani nere esplorano e infuocano ogni centimetro della mia pelle bianca. La schiena mi si riempie di brividi che sperano che quell’attimo infinito stavolta duri per sempre… Fondiamo e confondiamo i nostri confini liquidi… 

I tuoi occhi mi accendono l’anima, liberando ogni fantasia, e qualcosa di primordiale, che non posso frenare, fa pulsare le mie più intime profondità, dando vita a una danza tribale, primitiva, arcaica… 

Aggrovigliamo i nostri corpi assetati di noi, dissetandoci senza parlare con idiomi diversi: bastano i nostri sguardi a dire più di mille parole.

Vorrei catturare un’emozione, un brivido, un battito. Vorrei che il tempo si arresti per giocare con l’infinito. Vorrei dirlo al vento, ma neanche lui può aiutarmi. Come arrivi, te ne vai. Ogni volta… Torni in Africa e ti rivedrò tra mesi… interminabili… impassibili… perfidi…

Il sapore di te resta intrappolato nelle maglie del mio desiderio…

E mi rimane tatuata sulla pelle la tua passione, in attesa di una nostra nuova ECLISSI…

“Ecco, sono di nuovo qui, ad aspettare che tu sorga nel nostro CIELO, mio SOLE… I pochi minuti in cui possiamo amarci e fonderci al volgere della notte in giorno, protetti dalla voluttuosità delle nuvole, sono preziosi per me. Siamo destinati a guardarci da lontano, ma nulla potrà mai separarmi da te”.

“Oh mia LUNA, ancora questo CIELO, casa di entrambi, ci unisce per poi dividerci di nuovo… Adoro e attendo con ansia il momento in cui tu, divenuta piccolo spicchio, mi aspetti a volte per alcuni attimi la mattina, cosicché io possa ammirarti e desiderarti dal mio posto…
…In attesa di una nuova eclissi che farà vivere i miei respiri nei tuoi… consumeremo la nostra ardente passione, audacemente senza nasconderci tra le nuvole… uniformeremo i nostri battiti, allineando l’ardore dei miei raggi al tuo affascinante pallore”

La Luna e il Sole. 

Li ascolto sussurarsi queste parole d’amore mentre io mi siedo sulla punta di una stella… magari tu, amore mio lontano, puoi vedermi anche dalla tua parte di cielo…

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Avete presente quelle donne sempre tutte compostine e a postino??? Ecco… non sono io!!! :-D Auguriiiii!!!


Auguri a tutti!!!!! Ma proprio a tutti!!! Perché siete bellissimi e mi arricchite ogni volta che vi leggo e che chiacchieriamo!

A chi invece non sopporta questo periodo mando tanti bacini!! Lo so che è una magra consolazione eh!!!

Io adoro l’atmosfera natalizia invece! Anche se ultimamente si sta un po’ perdendo il suo spirito e il suo significato, tuti persi nel suo consumismo dei negozi che da ottobre iniziano con pandori e panettoni… un tempo c’era la vera attesa….

Ma io non mi arrendo e ritorno bambina davanti alle sue luci, colori e profumi!!!

Avete presente quelle donne sempre tutte composte, sempre tutte a postino senza nulla fuori posto???

Ecco… non sono io!!

Questi giorni il tempo non basta maiiii!!!! Sono sommersa da cozze, vongole, gamberi da preparare… e a me il pesce neanche mi piaceee… quindi io stasera dietaaa!!! Male non mi fa!! 😀

Per questo motivo sono stata poco presente qui in wordpress. Anche per colpa del mio cellulare che decide lui se e quando posso entrare!!!

Comunque anche se non scrivo, vengo sempre a recuperare tutto ciò che di voi ho perso… e lo sapete perché arrivo come un trattore e vi sotterro di commenti in tutti i vosti post che non ero riuscita a leggeree!!! Quindi se per un po’ non vi leggo sapete che prima o poi arrivo a bomba a recuperarviii!!!

Anche qui da me ho tutto un libro in testa da scrivere eh!!! E prima o poi riuscirò a comporlo in qualcosa di carino e pubblicarlo!!!

Intanto, visto che oggi non riesco a passare da tutti vi faccio gli auguri così!!! E poi passo a salutarvi!!!

Grazie di esistere!!! Ai vecchi amici di blog, ai nuovi, a chi è saltato fuori dal virtuale per entrare nel mio reale!!!!!

Ciao dalla casinara Alessiaaaaa!!!

I nostri due altri noi stessi potrebbero essere sul mondo parallelo delle scelte perdute…

Ti bastava uno sguardo per darmi i brividi sotto pelle…

I tuoi dettagli sono quelli che mi entravano dentro e non sono più riuscita a cacciare, perché continuano ancora a rimbalzare tra testa e anima…

Non posso tornare indietro, sei stato lo sbaglio che rifarei all’infinito… Ma le strade si dividono…

Chissà in quale orizzonte ora starai camminando… Se di nuovo riesci a superare e ad annientare la sottile linea di confine che separa e unisce te e qualcun altro come facevi con me… Ricordo ancora la tua carne che danza sopra di me… Credevo di avere perso il tuo ricordo…

E invece oggi…

Che profumo… Non è colpa del forno a cui sono appena passata davanti… Mi bagno… Non mi ero accorta piovesse… Vago in una città che non sento più mia… C’è una quercia, ora ricordo… La nostra panchina su cui ci rifugiavamo quando pioveva non esiste più… C’eri tu che dicevi tanto senza parlare perché credevi di non saperlo dire…
Complice un profumo ora mi era sembrato piovesse mentre invece il sole è robusto. Starai anche tu guardando questo cielo che all’orizzonte si perde e si fonde con la maestosità del mare?

E invece oggi… Sei tornato prepotente e giri scalzo tra i miei pensieri… Ci fosse un antibiotico lo prenderei… Se è vero che scrivere è un po’ come entrare nelle OreARovescio fare uscire dalla penna queste parole potrebbe farmi camminare sulle lancette impazzite di quel tempo che si piega, ma non si spezza… perché se tutto è relativo, in questo momento, i nostri due altri noi stessi potrebbero essere sul mondo parallelo delle scelte perdute e io non avrei paura di dirti:”Non ho bisogno di una favola quando sei con me, ma della realtà. La nostra. Vivila Con Me”. Il pensiero di noi due uniti da qualche parte mi manda avanti… Posso solo aspettare di ricongiungermi con l’altra me per vivere, tramite lei, quello che mi sono fatta scappare in questa mia strampalata vita…

 

*********

Mi spiace rovinare un momento forse un po’ romantico, ma…

* Pochi giorni fa ho riletto un vecchio post di uno strano cavallo pazzo… Mi è capitato ultimamente di entrare in un Saloon nel lontano West perché stavo partecipando alla corsa all’oro… Dicevo… Entrata in un saloon, scorgo un cavallo che indossa gli stivali da sceriffo con tanto di sperone, seduto al bancone che sorseggia qualcosa da un bicchiere… Non faccio in tempo a sgranare gli occhi che lo stallone nero mi fa cenno con lo zoccolo di avvicinarmi… Io un po’ titubante mi avvicino e lui mi dice: “Hey bimba, vieni che ti offro un drink…” Ho divagato, come al solito… Dicevo, mi è capitato di leggere il vecchio post “Io non so parlar d’amore” di Avvocatolo… Perchè? Perchè sì! Insomma, mi è piaciuto anche il  commento che gli lasciai e allora ho voluto, modestamente, schiaffarlo in un post!  😀

* Mi piace molto la definizione che scrivere sia un po’ come entrare nelle ore a rovescio del blog di ML.

Gianni ho cronometrato… Per far tutto sto strano post ci ho messo tipo quindici minuti… Dal momento in cui ho riletto il mio vecchio commento da Avvo e gli ho costruito la storiella intorno, passando per queste precisazioni, sorpassando  il punto esclamativo finale per arrivare alla canzone di Damien Rice che mi fa veramente stringere la pancia! bellissimo. Per correttezza riguardo ciò che dico, non rileggo questo scritto, quindi mi scuso per eventuali errori! Capisco che vista la semplicità del post, se ci avessi impiegato di più tempo, sarei ancora più capretta di come lo sono! hua hua!

 

Video Youtube, dal canale di Beatriz

Non ho sonno…

Non ho sonno…

Chiudo gli occhi e conto le pecore, ma inevitabilmente queste iniziano a guardarmi strane, a farmi le smorfie e saltare gli steccati facendo le acrobazie… Evidentemente hanno mangiato un po’ di erbetta della mia amica Blondie che poi è anche la fornitrice di haidi…

Quindi il mio cervello frulla, gira e va… La mia capoccina non ci capisce più nulla. Questo periodo mi sento sospesa… Come in una bolla, o in bilico su un filo che unisce due nuvole. Guardo giù e mi gira la testa, ho paura di cadere… Che caspita di sensazione: sono seduta sul letto, appoggiata al mio comodo cuscino eppure mi sembra di perdere l’equilibrio… Se la bolla di sapone scoppia? O se metto male un piede mentre cammino sul filo e faccio la frittata?

Se invece provo a essere coraggiosa e vado avanti, arrivo sulla nuvola di zucchero filato, e chissà che mondo particolare trovo… Omini cicciotti fatti di mashmellows? Unicorni che mi invitano a giocare con loro usando le nuvole come fossero tappeti elastici? Oppure potrei fare lo scivolo sull’arcobaleno, e magari trovare anche il pentolone con il tesoro degli gnomi!

Perché anche se sotto diluvia, sopra le nuvole c’è sempre il sole, e magari riuscirei anche a conoscere finalmente nonno in cariola con le mutande viola che è responsabile dei tuoni durante i temporali…

Qualche giorno fa in un commento ho scritto che ognuno di noi è sempre l’altro di qualcuno… O l’altrove..  C’è sempre una controparte… Non siamo da soli, fortunatamente, aggiungerei… C’è quindi la possibilità di far bene, o anche di ferire invece, anche involontariamente…
Menomale che è l’una di notte e questo post non lo leggerà nessuno perché mi rendo conto che sto scrivendo pensieri sconnessi, sbilenchi, senza un vero significato, ma che stavano per scoppiarmi dentro e dovevano per forza uscire prepotenti.

Io cerco di essere sempre positiva e lasciare un sorriso, e chi mi conosce, o esce con me sa che sono una capretta pazzerella, tranne quando mi impegno ad essere seria… Ma a volte ho bisogno di sedermi, contenere i miei spazi, guardando magari uno spigolo a cui aggrapparmi….

Che ne è di me bambina? Potevo dire anche “che ne sai tu di un campo di grano” ma poi non avrei potuto scrivere che invece che chiederci cosa vuoi fare da grande, dovrebbero domandarci cosa vuoi fare da piccolo? Mi piacerebbe vedere il mio mondo di ora con gli occhi di me bambina, quando tutto era immenso e nuovo, da scoprire…

Quante cose che mi vengono da scrivere, ma sono troppo affollati i miei pensieri che non mi ci stanno facendo capire più nulla…

Prima scrivevo molto di più su questo mio strampalato blog, aperto per caso, nonostante io non abbia le capacità per scrivere dei testi o dei racconti stilisticamente corretti. In realtà all’inizio neanche sapevo cosa e se avrei scritto davvero… Invece mano mano che andavo avanti scoprivo, e continuo a scoprire cose di me che non conoscevo… Sinceramente sta cosa mi destabilizza un po’…

E poi io prima di qui, non ero mai stata così sociale, infatti con molte conoscenze di questo strano mondo di WP ci siamo connessi anche su altri social… E per me, che un anno fa non entravo mai ad esempio su FB, sta cosa è stranissima… A volte, come questo periodo sento il bisogno di staccare un po’… Ma poi mi spiace lasciare questo mio angolino “virtuale” riservato e protetto che mi serve a sua volta a staccare dal mondo cosiddetto “reale”…
E grazie a questo blog ho conosciuto delle persone con le quali ormai mi sento telefinicamente  e mi chiacchiero anche fuori di qua… Perché alla fine le persone sono persone, indipendentemente dal modo in cui le conosci… E ho sperimentato che quando poi ci si incontra faccia a faccia, e ci si abbraccia ciccia a ciccia, le sensazioni sono bellissime e sembra di conoscersi da tempo!

Bene… Vorrei provare a leggere un libro, o guardare un po’ di televisione, che magari arriva Morfeo e mi rapisce… Che sia gnocco almeno. Mi accontenterei anche di un Morpheus come quello di Matrix!

E però sto continuando a scrivere perché non so come chiudere questo post… Come lo chiudo? Boh… Ci penso da almeno venti righe… Potrei semplicemente non chiuderlo, lasciandolo sospeso come mi sento io ora… Magari provo a mettermi a testa in giù e vedere le cose da un’altra prospettiva… Boh… Poi vi faccio sapere cosa ho visto eh…!

Bene. Mi scuso per eventuali errori, o le cose senza senso che potrei avere scritto, ma veramente questo, come d’altronde quasi tutti quelli che pubblico, è un post che ho scritto sull’onda delle pecore che stavo contando per addormentarmi… Come se stessi affidando pensieri e sensazioni al vento, che se li porta via. Dove non è dato sapere…

Di sicuro non mi legge rete vista l’ora, ma se qualcuno per caso si accorge di questo mio post ed è compagno di sonno che non arriva…   Allora buonanotte… O almeno ci proviamo.

Ci vorrebbe il vento…

Come hai fatto? Perché lo ha fatto?
Sei arrivato in punta di piedi e sei entrato dentro di me…
Sei riuscito a camminare a modo tuo nei miei pensieri, dietro ai miei occhi.
Ho sentito il tuo odore, poi sei sceso alla bocca e mi hai fatto gustare il tuo sapore… Io lì, proprio li, superata la gola avevo messo un cancello, un lucchetto che tu hai scassinato. Sei arrivato al nucleo bollente che avevo ibernato… Ma il magma incandescente che non ricordavo di avere ha incendiato tutto… Mi hai presa per mano e mi sono vista con i tuoi occhi. Dicevi che riuscivi a specchiarti in me, che mi avresti camminato accanto…

Poi sei sceso più giù e hai travolto ogni mio senso… Ti ho sentito nei miei respiri, nei miei battiti… A lungo hai danzato sopra di me, sopra il mio corpo nudo e assetato di te, di noi, della tua pelle, dei tuoi respiri dentro ai miei… E ci siamo scambiati tutto quello che potevamo scambiare, mescolandoci l’uno nell’altro… I battiti che rallentavano, poi acceleravano al ritmo del nostro possederci. Ho abbandonato tutti i miei orpelli, le mie paure, nuda di ogni vestito e pensiero, davanti a te, con tutte le mie cicatrici che tu volevi cospargere di miele…

Invece ci hai tirato il sale. e come brucia ora tutto questo…

Ora dove sei? Perché hai trovato l’uscita? Le tue impronte sono rimaste dentro di me, come le orme sull’ardente deserto… Ci vorrebbe il vento… Non puoi essere tu ora soffiare sul mio animo per spostare la sabbia e cancellare il tuo passaggio…

Nessuno potrà riempire quel mio pezzettino di cuore, perché ti appartiene…

Ora posso solo aspettare la marea, che come in spiaggia arriva e porta via con sé le scritte lasciate sul bagnasciuga…

Per una cosa devo ringraziarti però… Hai finalmente riaperto la porta del mio cuore, e stavolta non la chiudo, semplicemente la accosto, in attesa di una nuova brezza, un brivido che faccia ancora vibrare tutti i miei sensi, per potere gustare quel sapore così buono e intenso.

E allora respiro e aspetto un nuovo giorno e un nuovo orizzonte…

 

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Bentrovati! che belli che siete! Mi siete mancati!

Ciao a tuttiiiii!!!!!

che bello ritrovarsi di nuovo qui in questo piccolo spazietto virtuale dove possiamo chiacchierare tranquilli! Dopo un sacchissimissimo di tempo riesco di nuovo a coccolarmi un po’ scrivendo un saluto a tutti i miei amici di blog e leggendovi… Ma sorpresona… sto finendo in spam! uffa…. e allora mi fermo e aspetto di guarire di nuovo! Keypax, Lila, Lella, Topper, Massimo Legnani… Mi tirate su di nuovo da quel brutto posto melmoso e appiccicaticcio che è lo spam por favor! grazieeee!!!! Invece da Guido tutto a posto, sono rimasta alla luce del sole… boh!

Credevate vi foste liberati di me… e invece nooooo|!!!!

Volevo andare a chiacchierare con Laura, Silvia, Scint, Pattina, Mela, Tatella, Silviatico, Thelmina… un po’ tutti ecco, senza che vi nomino, ma visto che non posso commentare aspetto di risalire!

 

Oggi non scrivo nessun post particolare perché volevo prima venirvi a trovare, ma se non esco di nuovo dallo spam non posso…

Quindi semplicemente vi abbraccio e vi mando tanti bacini!

A presto!

 

Piccole bolle sospese… (e scusate l’assenza)

In questi giorni non riesco a essere molto presente nella lettura dei miei amici di blog vecchi e nuovi, o nella scrittura per il mio, perché sto veramente incasinata: mi sono iscritta a un corso, il lavoro un po’ impicciato, il parco fino a tardi… Appena mi spallottolo recupero tutto… Intanto non dimenticatemi eh! Tipo Renato Zero!

Volevo comunque liberare nell’aria delle piccole bolle sospese… L’ultima riguarda un pensiero sul corso che sto facendo, le altre sono tutte diverse!

 

 

Le mie piccole bolle sospese:

 

* Nonostante siamo distanti centinaia di chilometri, mi fa stare bene sapere che stasera ci ritroviamo a godere della stessa luna sensuale, ricamata su un cielo puntellato di stelle abitato da comete e pianeti sconosciuti….

luna

 

 

* La camera da letto vuota… Un letto troppo grande, inutilmente grande. Nessuna cravatta fuori dal cassetto, nessun calzino fuori posto…

L’orologio segnava le quattro, tra un’ora si sarebbero rivisti. Stava iniziando a piovere e i suoi occhi si velarono: raramente piangeva Elena se soffriva, ma per assurdo le venivano i lucciconi se era felice.
Pioveva e Matteo sarebbe arrivato fradicio. Eccolo, la guarda. Il cuore si ferma. Matteo ride e per Elena fu come se vedesse spuntare di nuovo il sole.

donna

 

 

* Percorro  il viale, saltello sulle foglie, gli alberi mi osservano mentre il mio cuore impazzisce…
Le mie parole regalate al vento, dove arriveranno non è dato sapere…
E se anche il cielo piove, io mi specchio nei tuoi occhi e vivo gli infiniti mondi a cui apparteniamo.
Camminiamo sulla sottile linea di confine che separa, ma unisce indissolubile le nostre anime…
Silenzio avvolgente, urla silenziose, corse da ferma, fermate affannose. Ghiaccio bollente sei tu sopra di me.
Ci mischiamo la pelle, le anime, i respiri, in questo mondo perso per sempre e trovato dal mai…

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ps. La foto con i fiori gialli l’ho sgraffignata a delle Orearovescio!

 

 

* Il sapere non occupa spazio…

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* Ed ora vorrei estrarre una citazione dal mio libro…

Un libro fatto di sensualità, dove due amanti si incontrano danzando l’uno sull’altro, respirandosi, vivendosi, scambiandosi pelle ed anima da non capirci più nulla…

Oppure di vecchie librerie di legno che scricchiolano sotto i piedi che profumano di zenzero, cannella e pagine di libri…

Oppure di me che diventata una piuma leggera, mi confondo tra le nuvole dalle mille forme, fatte di zucchero filato e panna montata… mi fermo su alberi, panchine, davanzali, tetti… quanto mondo riesco a vedere…

ups… MA IO NON HO SCRITTO UN LIBRO… e neanche saprei da dove iniziare…!

libro

 

 

 

* Tornare  dopo un po’ di tempo a fare qualcosa esclusivamente per me stessa… Una cosa che probabilmente non mi porterà a nulla di particolare se non piacere e soddisfazione personale. Una delle mie passioni dopo la pubblicità (nella quale ho lavorato), il mondo dei libri e l’editoria… Avendo esperienza come impaginatrice già un pochino mi ero avvicinata in passato, ma… Una redazione, l’editing, la CORREZIONE DI BOZZE. Da qui ho iniziato. Entrare in una famosa agenzia letteraria che ha a che fare con editori e scrittori giornalmente… Conoscere gli altri ragazzi che come te sono lì a imparare questa arte. Chi da Firenze, chi da Avellino, chi da vicino come te… Prendere da sola di nuovo la metro per andare in un posto dove imparerai, ti divertirai e ti metterai alla prova. Perdermi cercando una strada che in teoria dovrei conoscere… Respirare… Wow!

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A presto!

Quattro chiacchiere con… G.

E continuano le mie interviste d’assalto! Riesco ad incastrare sempre personaggi portentosi!

Questa volta sono riuscita ad accaparrarmi niente popò di meno che… G.! Ribadisco che la Balivo mi fa un baffo… é solo un tantinin più gnocca e più seguita eh!

Volevo ringraziare il protagonista di queste chiacchiere per avere accettato la mia proposta indecente.

Ti avverto, caro G., come ho fatto con gli intervistati precedenti, che le interazioni tra bloggers a volte non riscuotono un gran seguito, perché potrebbero anche annoiare… Ma noi facciamo le cose per nostro piacere, sperando che sia così anche per chi decide di soffermarsi un attimo a chiacchierare con noi! Altrimenti è come se avessi preso un bel caffè con un bravo scrittore e la sua creaturina!

Chi è G.? Il protagonista del romanzo L’ultimo Abele. Storia di una ossessione di Massimo della Penna. Non lo scrittore, ma il personaggio del libro…! Non metto link, perché questa non vuole essere una pubblicità, ma un momento di incontro, e di riscontro, di curiosità, di confronto. Nulla più! In alcune recensioni è stato rivelato il nome intero di G, ma visto che l’autore lo dice solo alla fine, anche io lo chiamerò con la sua iniziale.

Prima di iniziare: Se fossi una libreria, vorrei che tu fossi in bella vista tra i miei scaffali; se fossi un editore, non mi farei sfuggire l’occasione di averti con me; se fossi un’agenzia letteraria, staremmo sempre a fare macello in giro per farti volare… Ma non sono nulla di tutto questo, e mi accontento di essere stata vicino al tuo autore poco prima e poco dopo che ha pigiato il bottone della pubblicazione! Ci sarò anche per Telemaco e tutti gli altri! 

 

Le presentazioni:

Avvo: Massimo della Penna. ps. scusate se vi siete presi appaura, è nu poco inquiedandO, ma assicuro che è nu bravo guaglione!

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Alessia ed Abeluccio: scovate Abele! Chi lo trova vince un bacino da Avvo o da me… Emh…. Poteva andarvi meglio, lo so… Ma questo passa il convento!

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Iniziamo! ps. se mi viene voglia di fare qualche commento dopo avere letto le tue risposte lo metto nella parentesi quadra sottolineate…!

*purtroppo wp continua a farmi i dispetti decidendo che non posso andare a capo come vorrei e distanziare le domande, perché gli spazi in quello pubblicato sul blog non corrispondono a quelli che io metto nella bozza di scrittura… bah!  allora metto davanti ad ognuna un asterisco, così si capisce meglio… uffa!

 

Via…

* Alessia: Sei stato concepito con carta e penna, a mano? Magari con appunti sparsi e poi assemblati? Oppure sei una creatura puramente digitale?

G: Sono un complesso assemblaggio durato anni. Sono maturato nella sua capoccia bacata, ma poi come sai lui smise di scrivere per 4 lunghi anni e in quegli anni c’erano in giro per casa solo post-it con appunti di me. Poi li ha perduti tutti nel trasloco a Torino… e ha ricominciato da zero. Ma anche stavolta ero un mix. Pezzi di me li puoi trovare ancora oggi nel suo cellulare, pieno di note con dettagli di me. Oppure sulle sue moleskine. Avendo una pessima memoria, ogni volta che gli balzava alla mente qualcosa di me l’appuntava. Ma la scrittura vera e propria, poi, quella è tutta digitale. Non scrive mai a mano quel mattacchione, se non per ricordarsi un pensiero improvviso.

[lo so che purtroppo ha dovuto separarsi da questo suo grande amore per la scrittura… Ma come tutte le passioni vere, tornano e sanno renderci felici]

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* Alessia: Mentre Massimo ti scriveva, ricordi quale era il suo umore? cioè era sempre sicuro di ciò che stava raccontando, oppure ha avuto momenti di sconforto? Mentre ti pensava, scarabocchiava, sentiva anche la musica, oppure era in religioso silenzio?

G: Mi ha spesso scritto con la musica alta, con le cuffie. Era sempre nè euforico nè triste, piuttosto in trance. Quando scrive non connette molto, anche la musica gli scivola via e comunque ha sempre sentito brani senza testo, solo strumentali, spesso valzer o colonne sonore di film (Amelie e Forrest Gump sopra tutti).
 . 

[Amelie…. beh lo sai che sfondi una porta aperta! Mia maestra di vita e sono na pasticciona come lei! In trance mi ricorda un po’ la santeria che prende i cubani quando ballano la salsa. Sai che io la ballavo?]

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* Alessia: Ci dici se Massimo nella vita è disordinato? A propò, sulla scrivania è uno di quelli che tiene la foto dei suoi affetti, vero?

G: Lui è il disordine fatto persona. Non so quante volte ha perso pezzi di me… il file con il libro lo salvava dappertutto per paura di perderlo, ma poi il giorno dopo non ricordava qual era l’ultimo file… quindi prese a mandarsi le mail da solo per sapere quale fosse l’ultimo file ma anche in tal caso dimenticava su QUALE mail lo mandava… insomma è incasinato forte! E sulla scrivania non tiene nessuna foto, nè a casa nè in ufficio….

[si capisce che è un pasticcione! comunque tu sei venuto benissimo! Avrei giurato tenesse una foto sulla scrivania!]

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* Alessia: Come ti senti rispetto al titolo del libro, che si chiama L’ultimo Abele, e  non l’ultimo G.? Chi è il vero protagonista di questo racconto? Io ho una mia idea, ma lascerò che sia tu a rispondere….

G: Il titolo è un altro inganno. Il vero protagonista del racconto è uno solo, a dispetto di tutto: il lettore. In senso molto letterale. Nelle intenzioni dell’autore, credo che né io nè Andrea possiamo fregiarci di essere davvero protagonisti. Solo il lettore, che partecipa con i suoi pregiudizi e le sue sensazioni.

[ecco…. Andrea è un’altra parte fondamentale del romanzo! Ma concordo che questo libro racconta di te G., del tuo scrittore Massimo e di me Alessia, in quanto lettrice… Mi ci sono trovata catapultata dentro,Massimo che mi coccolato portandomi per mano lungo indizi, enigmi, nascondini, salti temporali seminati in tutto lo scritto, ad iniziare dalla numerazione dei capitoli]
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 * Alessia: ti è pesato mettere a nudo la tua vera identità? Quanto piacere hai avuto (o non) che i lettori abbiano sbirciato i tuoi più intimi pensieri?

 

G: La verità è sfuggente… i miei intimi pensieri si possono svelare solo a chi guarda con occhi già predisposti. No, non credo sia messa troppo a nudo la mia identità. La coglie solo chi, come te, già mi vuol bene…

[stesa! eheh! a chi ha abbandonato pregiudizi e protezioni ed è entrato nella storia, non è bastata una sola lettura, ma come me ha dovuto rileggerlo, per il piacere di scoprire tutte le tue sfumature!]
 
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* Alessia: hai pensato che il tuo autore fosse anche molto stronzo a rivelare nel capitolo 0 che il tuo amore alla fine del libro muore?G: Sì, molto stronzo! Non tanto nel rivelarlo… ma nel chiedere poi quello che ha chiesto al mio amore e che tu sai… davvero brutto quello che gli ha fatto promettere!

[Povero G.: non ho parole infatti! Lo so bene si,  ne ho mandate a Massimo duecento registrazioni vocali! :-D]

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* Alessia: Come ha fatto Massimo a costruire una storia così ben fatta, senza che si perda mai il filo logico, nonostante abbia inserito trabocchetti, salti temporali, perdite di memoria… anche se in realtà il filo lo perdiamo noi mentre ti leggiamo, tanto che si va avanti, poi si torna indietro, poi si rilegge qualcosa che avevi inteso in un modo e invece poi capisci che non era così… Ma aggiungo che è proprio questa una delle cose affascinanti di te, mio caro G.

G: Non ne ho idea e non sono sicuro che tutti tengano davvero il filo… in ogni caso, l’amore conta!

[Ligabue docet! 😀 Il filo si tiene eccome! Massimo è stato un bravo ricamatore e tessitore!]

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* Alessia: Sei contento di essere stato scritto in modo che si abbia voglia di rileggerti ancora e non abbandonarti dopo la prima lettura? Ti nascondi tra le righe, ed ogni volta si scopre qualcosa di nuova… Ti senti un po’ uno di quei libri che cambia sfaccettature a seconda del momento e dell’umore che sta avendo il lettore in quel momento?

G: Sì, contentissimo che l’intento dell’autore sia, a quanto pare, riuscito con molti. Tutto è partito dalla prefazione de Una banda di idioti, dove il prof. Walker diceva che Toole aveva scritto un libro che ogni volta che lo rileggeva, cambiava!

[C’è riuscito! Ma chissà se tu sai che il tuo autore scellerato mi ha rivelato la fine del libro prima ancora che lo leggessi…]

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* Alessia: Massimo questa è per te. Come azzarola ti è venuta in mente la numerazione dei capitoli? (visto che tu non me lo dici mai, voglio dirmi brava da sola: visto che ti leggo attentamente io avevo capito subito di cosa si trattasse. Da quel momento ho capito che il libro sarebbe stata una scoperta fantastica!)

Massimo: E’ venuta perché lessi un articolo in quei giorni in cui si parlava del legame tra i numeri e il DNA… originariamente la numerazione seguiva l’andamento di un’opera lirica ma poi c’erano troppi doppioni 😀 (Tipo Andante, Forte, Fortissimo, ecc.)., Volevo creare qualcosa di originale in ogni dettaglio, anche nella numerazione dei capitoli che, a mia memoria, mai nessuno ha usato in modo diciamo non-convenzionale.
[In generale il tuo è un genere che non va a copiarne altri. E’ dinamico, piacevole e originale. Questo libro sa stupire. Appena pensi di avere capito una cosa, nuovi indizi dicono che invece non è così. Un romanzo che segue la formazione e la crescita dei personaggi… o dell’autore stesso? Un crescendo di avvincenti situazioni e descrizioni che portano il protagonisti a crescere e affrontare la propria natura e il proprio destino di “nascita”]
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Altro quiz: chi sa cosa rappresenta la numerazione dei capitoli? si vince la stessa cosa di cui sopra se scovate Abele… emh!
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* Alessia:  G. sei orgoglioso che tra le tue pagine ci siano disseminate tantissime citazioni di autori famosi e importanti, tra cui proprio Della Penna, che si autocita! Si può essere più irriverenti e geniali di così! mado!

G: Ahaha l’autocitazione iniziale mi fa sbellicare da solo! Quanto all’essere orgoglioso ti dirò che no, non ne vado fiero, credo anzi sia un errore di gioventù che non ripeterò. Alla fine viene percepito come inutile ostentazione…

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* Alessia: Che tipo di rapporto vorresti costruire con i tuoi lettori? Vuoi trasmettere degli insegnamenti?

G: Non direi insegnamenti, non credo di avere nulla da insegnare, non so neppure poi chi siano i lettori, come potrei supporre di avere da insegnar loro? No no, quello che mi interessa è emozionarli e stupirli! Mi piacerebbe rimanere in contatto via facebook, dove si può imparare tanto!

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* Alessia: Che effetto fa essere protagonista di un libro che all’apparenza sembra complicato?

G: Nessuna… sono un burattino 😀

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* Alessia: Raccontaci qualcosa di te, la tua personalità, sogni, ossessioni (:-D), paure.

G: Ossessionato dalla figura assente di mio padre… sogni sogni… sogni di diventare uno scrittore affermato… paure paure… paura di morire! Ci tengo troppo alla vita…

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* Alessia: Cosa ti accomuna al tuo papino papà letterario?

G: Non lo ricordo! Ah sì…. la memoria!

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* Alessia: A proposito…. ti rende orgoglioso e pieno di gioia il fatto che qualche giorno dopo la tua pubblicazione abbia visto la luce anche avvo jr, il secondogenito di Massimo?

G: Moltissimo! Un maschio ci vuole… ci vuole sempre un maschio…

[ma con lui è nata anche una sorellina maggiore! Le donne, ah le donne! :-D ]

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* Alessia: G. sappiamo che non hai mai conosciuto tuo padre (hai contato le volte che ce lo hai detto????  prendere un po’ di fosforo aiuterebbe la memoria!). parlaci un po’ del rapporto con tua mamma e della tua infanzia.

G: Mia madre è un’eroina, penso si intuisca dal romanzo. Ha danzato nell’inferno per me con il sorriso sulle labbra… non smetterò mai di esserle riconoscente. La mia infanzia è stata povera ma felice, a tratti drammatica ma come tutte le infanzie, in generale la ricordo con sommo piacere.
[chissà qui chi sta rispondendo…]
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* Alessia: La prima volta che ho versato dei lacrimoni leggendoti è stato quando hai lasciato la tua famiglia per trasferirti a Milano per lavoro… Beh nel momento in cui descrivevi le immagini presenti nel cd che ti aveva lasciato tuo fratello salutandoti io mi sono commossa tantissimo… e Massimo lo sa perchè mentre continuavo a leggerlo (ancor prima che ti pubblicasse: GRAZIE!) parlavo con lui per descrivergli cosa si provava durante questa parte della tua storia… Tutto sto preambolo per chiederti…
Questa è una delle parti autobiografiche, vero? Cosa hai provato quando hai dovuto lasciare la tua terra ed i tuoi affetti?
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Mi sa che qui è Massimo che parla: Assolutamente autobiografica, anche se ho invertito le parti, chi ha fatto quel cd non era mio fratello ma io, e lui non partiva per lavoro ma per matrimonio! Ho provato un senso di sconfitta partendo, e anche di colpa, mi sentivo come uno che scappa dai problemi. Purtroppo temo che al sud siano più grandi di me i problemi…
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* Alessia: G. sei consapevole che il LISTERIN avrà avuto un’impennata nei guadagni grazie a te?

G: AHahhahaah immagino di no! E’ il contrario!

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* Alessia:  cosa desideri per il tuo futuro? Sei in cerca di un editore, vero? Perchè? cosa cambierebbe dall’essere un’autopubblicazione? I diritti? Io non me ne intendo, ma forse ti donerebbe onore e blasone?

G: Sono assolutamente alla ricerca… anche se ho commesso il tipico errore dell’esordiente: non volevo essere giudicato e così ho provato con l’autopubblicazione. L’editore è importante a mio avviso per l’opera di marketing ma soprattutto perchè ti porta nelle librerie, è ancora lì che si vende in Italia!

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* Alessia: Sogniamo. Chi desidereresti interpretasse te e Massimo in una eventuale trasposizione cinematografica?

G: Massimo Troisi, senza alcun dubbio. Proprio un sogno…

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* Alessia: Quando la linea di confine tra autore e personaggio è così fine, non c’è il rischio di confondere i due ruoli…  immedesimarsi e credere di vivere le situazioni dei personaggi di cui si racconta nel proprio libro?
Cosa c’è di te in massimo?

G: La linea di confine è più netta di quanto si pensi. In fondo tutti i personaggi sono “dentro” l’autore, ma non sono MAI l’autore…
[pfui! menomale va!]
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* Alessia:  Attraverso di te massimo rivive un tradimento vissuto in prima persona da parte di un “amico”. Credo che scrivendolo di nascosto tra le tue righe, si sia un po’ alleggerito di questo sassetto? Ti ha presentato dicendo che aveva un buco dentro e che il male era uscito…
G. Sì, molto. E il male che è uscito è proprio il rancore verso quel falso amico. Adesso la questione è chiusa…
 
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* Alessia: raccontaci le sue emozioni nel momento in cui ha pigiato il bottone della pubblicazione… gli tremava il ditino, ve?
G: Assolutamente. Era notte… sua moglie incinta e sua figlia che dormivano… lui solo seduto al pc… una enorme emozione!
 
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* Alessia:  Fatevi una domanda a vicenda!
G: Ci fai o ci sei?
Massimo: Ci sei o ci fai?
[e la risposta ndò sta??]
 
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Porca miseria, mi son dimenticata di chiedere allo SCRITTORE quanto gli piacciono i puntini di sospensione… ce ne sono ottomilamiliardi in tutto il libro!
 
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* Alessia:  Ora ognuno di voi faccia una domanda a me! attenziò, che sono facilmente emozionabile eh!
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Io (Massimo): Ma tu mi vuoi bene veramente?
G: Ma tu lo vuoi bene veramente?
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Alessia: Sei un disgraziato e lo sai! Che ogni volta per dirti qualcosa poi mi devi mandare la rianimazione ( 😀 ) Mo me devi fare vergognare??? e G. che ti asseconda… Uff! Ma secondo te? non se vede???? Varda varda che me lo deve fare dire eh…. TI VOGLIO BENISSIMO, non si vede?!  Mo però devi spendere due minutelli per leggere il mio post prima di questo (se ci fai caso SONO IO), o perlomeno la confessione scritta più grande in grassetto verso la fine. Ti schiaffo pure il link, così fai prima! 
Ti ho incontrato quando ancora eri diffidente e toccava fare na faticaccia per trovare un buchino ed intrufolarsi per arrivare a te. C’ho provato e… o mi denunciavi per stalking o ti prendevo per sfinimento! per fortuna è stata la seconda! 😀  .   Per assurdo sai che ho capito quanta roba sei, molto meglio allora che dovevo fare la spia a Quantico, che se invece ti avessi incontrato adesso che ti fai le vasche nudo per Torino? Forse ora mi sarei lasciata sfuggire l’occasione di conoscerti. Comunque… si capisce che vado in giro a dire a tutti che amico figo ho? Invece tu a me le coccole non me le fai mai e ci fosse na volta che mi inciti! 😀
 
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Ps: Non scherzavo quando ti ho detto che farò un corso di correzione bozze e ti chiedevo se mi avresti regalato Telemaco, o i tuoi futuri best sellers per fare la correzione, appunto!  Sai che anche il mondo dell’editoria mi ha sempre affascinato molto (come quello della pubblicità) e ogni tanto mi immagino libraia! Una di quelle libraie che si contornano di autori e lettori, che propone eventi, letture, condivisioni…. Un po’ tipo agenzia letteraria alla fine! magari!
 
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Bene G. grazie di esserti concesso e vola più in alto che puoi! Noi nel nostro piccolo cerchiamo di aiutarti. Solo ed esclusivamente perchè te lo meriti!
Eccoti in cartaceo, ma sei anche un ebook!
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abele

Volevo scrivere un post fatto di sensualità… CHE GHEZ DI TAG DEVO METTERE? boh! PUBBLICATO

Volevo scrivere un post fatto di sensualità, dove due amanti si incontravano danzando l’uno sull’altro, respirandosi, vivendosi, scambiandosi pelle ed anima da non capirci più nulla…

Oppure scrivere di vecchie librerie di legno che scricchiolano sotto i piedi che profumano di zenzero, cannella e pagine di libri…

Oppure fare un post divertente e irriverente…

Invece? uffa! non riesco a capire cosa ho bisogno di scrivere…

Ci sono giorni in cui ti senti la regina del mondo! Invincibile. Bellissima che nessuno sappia resisterti. Ti muovi come se tutti gli uomini dell’universo da un momento all’altro dovessero dirti “vieni qui che ti scarto e ti assaporo lentamente sciogliendoti sotto la lingua come se stessi gustando uno di quei cioccolatino con la crema dentro…”

Altri in cui ti senti un cesso ambulante, che non servi a nulla, che tutti ti guardano per dire ma guarda questa come si è conciata. ma non si è guardata allo specchio prima di uscire?

sto per pubblicare un non post…. lo sto schiaffando qui sul mio non blog… 

 

Che vuol dire?

E che ne so?

Non ho idee? Ho percezioni strane, diverse, sbagliate, giuste di me…? Boh…

Oggi non mi so capire…

 

 

A volte ti viene da ridere da sola al punto che cerchi di nasconderti per non fare una figura brutta… Risata fragorosa… Risata pienotta… risata coinvolgente… Risata che ristora…

E quando ti va di ballare, o di cantare a squarcia gola? che sensazione fantastica…

Ci sono momenti in cui invece arrivano le lacrime da sole… smosse da chissà cosa che neanche lo vai a cercare sto motivo… Perchè fondamentalmente non ne hai… Lacrime salate… Lacrime calde… Lacrime avvolgenti…

E’ che sto fatto che se sei cupa e buia, o dentro hai tanto dolore, o hai passato tante disgrazie poi se brilli sembra che questo scintillio sia più importante, mi manda ai pazzi….

Invece se hai passato le “sofferenze normali” del crescere? allora quando sorridi tu è meno importante?

Un fulmine…. una luce…. un bagliore… se c’è buio si vede di più.

Se però uno di quei fulmini belli, anzi, ancor più splendente e luminoso, arriva dove non è buio  potrebbe non ricevere la giusta attenzione o importanza solo perchè già è sereno? Allora poi diventa buio e freddo anche li.

Buio e luce si alternano sempre…. Quando vediamo qualcuno che soffre ci facciamo super eroi… Lasciando indietro qualcuno che invece non ha problemi… Beh qual’è la novità? anche le caprette e le pazzerelle hanno bisogno di coccole… di conferme… di vicinanze…

Non sono capace a scrivere… Quanto mi piacerebbe saperlo fare… Eppure mi sono messa a scrivere i miei pensieri su un blog… Perchè? A che serve? E non so dare una risposta…

Il problema mio fondamentale è che se piove cerco sempre di andare sopra le nuvole…. Anche se sotto di loro c’è una tempesta sopra c’è per forza un bel sole splendente. Oppure una luna cicciotta e capricciosa! Sono sicura che la luna sia Donna, non potrebbe essere altrimenti. 

E’ che provo gioia anche ad andare a piedi nudi nell’erba fresca, oppure sdraiarmi sulla sabbia calda e farmela scivolare sul corpo, oppure appiccicare sulla pelle bagnata per poi tuffarmi nel mare…

Ho divagato, come al solito… Se fossi una scrittrice non avrei bisogno di tutti questi puntini e andrei dritta al punto. PUNTO! 

A volte è bello che vengano fatti dei complimenti… e non che sempre si pensi, ma tanto lei non ne ha bisogno…

Oppure che rabbia quando tu che stai sempre li ad incoraggiare e ti fa sentire, passi in secondo piano perchè si stende il tappeto rosso a chi se la tira ed arriva quando vuole o fa comodo… allora? la presenza che arriva a comodo è forse più importante di chi è sempre accanto, anche silenziosamente??? ghhhhhh!

 

Posso fare una confessione??? tanto è un post strano questo…

ho delle difficoltà a “dire” le sensazioni, le emozioni e i sentimenti che provo… proprio mi si stringe la pancia… Anche a scriverlo… Dire ad esempio ti voglio bene mi fa aggrovigliare tutte le budella… Diverso è invece dimostrarlo… In quello sono più brava perchè, anche li mi sicuramente mi imbarazzo, ma io ci sono… te lo dimostro il mio affetto e anche con uno sguardo da lontano mi puoi sentire…

Quindi quando invece il “TI VOGLIO BENE” riesco a dirlo, vuol dire che doveva proprio uscire fuori prepotente!

 

 

Chissà quante altre cose avrei da dire, ma ora non mi vengono…

e allora che faccio??? schiaccio il pulsante “pubblica”??? A che scopo?? Tanto con questo post non sto insegnando nulla a nessuno… Non sto dicendo nulla di particolare… Non farò ridere, ne emozionare… Sarà grammaticalmente scorretto… nessuno potrà dirmi che bei versi hai scritto, o che bel racconto ci hai regalato, o più in generale grazie di averci regalato queste parole…

Pubblico??? non pubblico??? ma si, in fondo non sono una di quelle blogger d’assalto o dive tipo che ne so, quella gnocca di Caterina Balivo, o Chiara Maci (per nominarne due) che non devono sbagliare un post…

E poi non so mai che ghez di tag mettere… Chi si occupa di posizionamento siti o marketing, dice che i tag sono importantissimi per farsi trovare….. io li metto sempre a capocchia perchè ad esempio ora non saprei proprio che tag mettere per posizionarmi e farmi trovare… Certo che è meglio nascondersi perchè se trovassero questo post pensando di leggere chissà cosa, probabilmente mi manderebbero affangul!

I post io lo sbaglio… ma li scrivo col cuore e con la pancia… Quasi mai li rileggo e correggo… Vado, scrivo, pubblico e poi dopo un po’ rileggo per vedere le scemate che ho scritto…

allora…. mi trema il ditino…. vai. vai. vai. Struca el boton!

Pubblica…

PUBBLICATO.

Ups!

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Ps. Questa foto l’ho rubata a kalosf per passeggiare un po’ sulle belle nuvole che ha immortalato a cornice di un così bel paesaggio… letteralmente rubata, perchè lui non lo sa! 😀

…come una piuma

Sentirsi una piuma….

Trovarsi in balia del vento e delle sensazioni…

Un viaggio in continuo movimento, che cambia direzione, si alza su su su e poi torna giù giù giù…

Fermarsi da qualche parte perché è cessato il vento e poi tornare a volare quando ritorna quel soffio.

Una piuma  leggera, che si confonde tra le nuvole dalle mille forme, fatte di zucchero filato e panna montata… si ferma su alberi, panchine, davanzali, tetti… quanto mondo riesce a vedere…

* Due amanti che fanno l’amore: si desiderano, si cercano, si trovano, si scambiano la pelle, si amano, non si risparmiano, si conoscono, fanno giochi erotici, si bendano, si passano il ghiaccio sulla pelle nuda sudata, si accarezzano, si mordono, si annusano, si sussurrano, si nutrono l’uno dell’altro, non pensano ad altro, si guardano, si perdono, si intrecciano… La piuma va e li lascia soli a vivere il fiume in piena di queste sensazioni…

* Un bimbo che nasce: “Aiuto, mi stanno chiamando… devo uscire… che succede… forse devo spingere anche io…  Dentro si stava caldi, protetti, ovattati… ora? sono nudo… che siete??? mi poggiano qui sopra… uh mi sa proprio che questa è mamma… che buon odore, che del tepore, che tranquillità…che bello essere tra le tue braccia! ma quella cos’è… una sisotta!!!! si ciuccia!!!! che gioia!!!! di nuovo quel profumo, quel tepore, quella tranquillità! sono invincibile, qui con te non potrà succedermi nulla!”

* Un albero in mezzo ad un parco: i bambini che corrono, che urlano, che cadono, che piangono…. che sono disarmati e spontanei… si trovano, si danno le manine, altalena, vieni c’è lo scivolo, scendiamo insieme… raccogliamo i sassetti, che sono i soldini: io cucino e tu chiedi e mi paghi coi sassetti… 

Una panchina con dei vecchietti che sereni si godono la giornata di sole dopo essere stati al centro anziani a fare una partita a carte… Guardano cosa accade nel parco ricordandosi delle loro vite, progettando un “vicino” futuro…

Il recinto per i cagnolini che corrono felici, saltellano, zompettano… che occhioni quel cucciolo. c’è un cagnolino di piccola taglia che abbaia come non ci fosse un domani ed il cane chow chow, grande, lo guarda come a dire: ma tu che vuoi?? stai calmo! corriamo, va!

Uh ora tra i rami di questo albero si è fermata una rondinella. Che fa? Ma c’è un nido, non l’avevo visto e neanche avevo fatto caso al cinguettio affamato dei piccolini che ora avidi mangiano dal becco della loro mamma…  Che spettacolo la natura…

Ho immaginato di essere io questa piuma. Ho girato il mondo, entrando in treni, battelli, posandomi sulle spalle delle persone. Ho attraversato deserti, mari, oceani, scalato montagne… Ho incrociato le guerre ed avrei voluto farmi piuma da scrittura per redigere un atto di pace… Ho vissuto momenti in case di persone poverissime, ma ricche di sentimento, dove i bambini giocavano con nulla e ridevano felici ed inconsapevoli… ho girato in castelli pieni di sfarzo e ricchezza dove i bambini ed adulti erano imprigionati e non sognavano altro che fare una bella svolazzata insieme a me… Ho riso, ho pianto, ho desiderato fermarmi in un bel posto accogliente ma poi arrivava quel vento che mi portava di nuovo lontano… Ho vissuto ogni luogo, ogni tempo passato e futuro…

Questa piuma ora si ferma sulla mia spalla, ricordandomi di tornare umana con i piedi per terra, mi sussurra parole in un orecchio: a volte basta un po’ di leggerezza, di magia, ci devi credere. Guarda il mondo dall’altro, saltella, fatti leggera. Se piove, tu arrampicati fin sopra alle nuvole, perchè anche se sotto c’è tempesta, sopra invece splende sempre il sole. Lasciati andare alle tue sensazioni, proprio come hai fatto quando hai immaginato di essere me. Ora se vuoi tienimi con te, che di strada già ne ho fatta tanta e torna a guardarmi ogni volta che hai bisogno di un po’ di fantasia così ti ricordo il nostro viaggio fantastico.

Due chiacchiere con… Orso RoMeo

Orso… Orso… Sei on air!

vorrei spiegarti, prima di tutto, che tu sei il mio secondo “Due chiacchiere con…”, dopo quello di mesi fa con il rospetto Cix79!

A me piace molto interagire con i miei amici di blog, tramite reblog, condivisioni, inserire link nei miei post… Non che io sia una di quelle blogger importanti e patinate che fa gola, anzi non sono una blogger manco per niente, però mi piace scambiare opinioni e conoscerci un po’ meglio anche tramite queste robine qui! Ti avverto  che non sono molto seguite, ma non mi interessa perchè facendoti queste domande ho scoperto che sei ancora più ironico, simpatico e sensibile di quel che credevo!

Vorrei dare a Cesare quel che è di Cesare, quindi ammetto che io ti ho mandato le domante tutte arraffate, senza maiuscole, così come venivano e tu, caruccino che sei, me le hai sistemate! La capretta ringrazia!

Ho iniziato a leggerti da un mesetto e posso dirti che non perderò più un lunedì di mungitura della vacchè, come lo chiami tu il giorno in cui pubblichi. Son tutti belli, ma questo post mi è piaciuto moltissimo perchè giocando giocando hai elencato tante piccole cose che danno senso alla vita!

ps. se mi viene voglia di fare qualche commento dopo avere letto le tue risposte le metto nella parentesi quadra sottolineate…!

 

Alessia:

 

Romeo:

 

A: Perché ti chiami orso romeo? Ti senti un po’ orso? O sei un romantico romeo?

R: Orso (bear in inglese) è una categoria dei gay. Pensavi che gli etero fossero complicati eh, i gay invece fischiano. Esistono diverse categorie di gay (Bear, Daddy, Muscole, Admirer, ecc). Io appartengo a quella dei Bear per un discorso di costituzione. Quindi Orso + Romeo che è il mio nome. Non sono particolarmente romantico, ma sono un po’ orso, nel senso che a volte mi piace la solitudine (leggere un libro, guardare un serial TV, ecc.)

[mado, “pe fa la vita meno amara…. te sei magnato na chitara…”  no, vabbè… pure voi complicatelli siete, eh!]

 
A: quanti anni hai? mi dirai 29 e più, vero? 

R: 29 e più, vero.

[ghhhhhhhh ti odio! emh…]

 

A: A 36 anni io ancora non mi conosco appieno, tu puoi dire di sapere tutto di te?

R: Ah se sapessi tutto di me che grande filosofo sarei!!!

 

A: Quanto sei alto? Visto che sul blog non lo dici, non ti chiederò quanto pesi, anche se mi friccicano le ditine!

R: Una via di mezzo fra Pupo e Jovanotti! 1.74. Le mie misure sono: 90-60-90.

[ecco, per queste misure potrei invidiarti molto! va che ti cresce il nasino!]

 

A: occhi?

R: castani.

 

A: capelli?

R: I sopravvissuti? Neri, ma causa età e vitiligine cominciano a tendere al brizzolato! E che ca**o!

 

A: tu sai che io sono pazza di te, vero? e che se io fossi uomo ti avrei rubato, vero? ecco perché mi sono proclamata tuo Giulietto!

R: Mi fai ammazzare …. lo so mio Giulietto!!! E sai che il sentimento è reciproco.

[e guai a chi mi spodesta di questo ruolo così blasonato]

 

A: prometti che mi affitti un balcone? 😀

R: Altro che balcone noi dobbiamo andare al Colosseo ad affacciarci mio Giulietto!!!

[wow! ora mi emoziono però! non se fa accussì tesò!]

 

A: Quando hai capito di essere diversamente abile sessualmente (genere Bear)?

R: Quando ero adolescente ne ho preso coscienza. Poi quando sono diventato più grande, ho messo insieme i puzzle del mio passato e ho capito di essere nato gay.
 

A: E prima di capirlo hai avuto esperienze con le… patate?

R: No, prima di averlo capito mai. Ma le ho avute dopo (per una serie di situazioni). Patate al forno, patate fritte e con ketchup. Ma alla fine siamo quello che siamo, e alle patate io preferisco i finocchi.

[potremmo fare un bel pasticcio di patate e peperoni gratinati]

 

A: Se dovesse piacerci lo stesso uomo, quali armi useresti per mettermi ko?

R: Se è etero tesoro mi posso pure vestire da Monica Bellucci, ma non servirebbe a niente!! Te lo lascio, se è gay potrei metterti ko (potrei).
 

A: Il tuo uomo ideale? (così vediamo se devo preoccuparmi: magari non coincidono!)

R: Fisicamente il genere bear (orso) ma non è detto perché nella vita ho avuto uomini diversi da loro. Sicuramente mi piacerebbe un uomo intelligente, simpatico, sensibile, con senso dell’umorismo e generoso. La bellezza è relativa, ad esempio mi piace James Gandolfini (quello dei Soprano, tra l’altro pure morto) che qualcuno potrebbe definire un orrendo troglodita! Aò a me Brad Pitt, pur essendo un bellissimo uomo, non me piace!
 

A: sesso o amore?

R: L’amore senza sesso è bello, ma dopo un po’ diventa frustrante, perché vuoi quagliare. Il sesso senza amore è divertente, ma poi scatta qualcosa in cui speri di più e diventa problematico. Diciamo che entrambi insieme sarebbero perfetti, comunque il sesso senza amore per me è meno faticoso da gestire dell’amore senza sesso.
 

A: Il primo e l’ultimo bacio dato? …o ricevuto?

R: Il primo a 15 anni, l’ultimo a dicembre del 2015! Sic!!
 

A: Hai mai rubato un bacio? te lo hanno mai rubato?

R: No e no. Non sono Robin Hood.
 

A: Baci ad occhi aperti o chiusi?

R: Dipende dal soggetto. In genere semi-aperti.
 

A: La tua prima volta?

R: A 17 anni.
 

A: da 1 a 10, quanto sei gnocco?

R: Tutto sono meno che gnocco. Mi considero un tipo. E il voto cambia a seconda delle giornate, ma non sono mai andato oltre il 6.
 

A: Sei innamorato? Sei fidanzato?

No, purtroppo ad entrambe.
 

A: Credi nell’amicizia? e in quella tra uomo e donna?

R: Nell’amicizia moltissimo. E sono anche molto fortunato da questo punto di vita. Nell’amicizia tra uomo e donna è complicato darti una risposta, nel senso che tra un gay e una donna c’è sicuramente, e io ne sono un esempio, ma tra un etero e una donna no lo so. Direi di sì, in linea di massima, ma non ci deve essere nessun tipo di attrazione o di chimica altrimenti a lungo andare si rischia di finire al letto. E addio amicizia. Dovresti chiederlo a un etero. C’è qualcuno che può rispondere qui???

[io ci credo fermamente! etero o gay, è uguale!]

 

A: A cosa non sai resistere? e non mi dire le fieste eh!

R: Potrei citare Oscar Wilde quando dice: posso resistere a tutto fuorché alle tentazioni, ma allo stato attuale al cibo in generale. Ma purtroppo legato più ad un concetto di disordine, spesso tendo a riempire dei vuoti con il cibo e non è sano!!!

[credevo avresti scritto un bell’uomo :-D]

 

A: Sei timido? Ti emozioni facile?

R: Sono una persona schietta, ma anche timida. Per stare bene devo sempre trovarmi in una situazione in cui mi sento protetto. Ehhh sì mi emoziono, anche davanti ad un film.

[anche iooooooooo! ma che è na cosa brutta? no! ]

 

A: se ti piace qualcuno ti imbarazzi e diventi goffo (tipo in crisi di ossigeno e ti tremano le mani… :-D),oppure sei sicuro di te e arrivi dritto alla meta?

R: Divento goffo, ma non mi tremano le mani o crisi di ossigeno, più che altro mi tengo alla larga, però se la controparte è interessata mi faccio un poco di coraggio e provo a buttarmi. La maggior parte delle volte con risultati disastrosi.

 

A: Piangi mai? Ti hanno mai visto farlo?

R: Sì ma per pudore lo faccio solo quando sono solo. Ho una forte difficoltà a mettere in piazza le lacrime.

 

A: Quanto porti di piede? Tu sai che sta domanda esiste solo per la gioia di dire che hai 4 numeri più di me, vero???

R: La tua gioia la devi ridurre perché me sa che stamo là tutti e due. Porto il 42/43. Fino a poco tempo fa pensavo che il numero cambiasse in base a quello che mangiavo, invece dipende dalle scarpe!!!

[ma come… Mi hai spezzato il cuore… sallo! mi ricordavo mi avessi detto che portavi 46… uff!]

 

A: a propò… ma quanto ti piacciono i tuoi piedi???

R: Mi piacciono ma non ne sono ossessionato.

[eh, mo ossessionato… esagerato! avevo chiesto perchè hai tutte le fotine ed avatarini con i piedi, scalzi e non!]

 

A: quanto conta per te il giudizio degli altri? 

R: Conta molto se sono le persone che amo e che mi sono attorno, ma cerco di dare anche un certo peso al giudizio che io devo avere nei confronti di me stesso.

 

A: Hai mai fatto una pazzia? ora la faresti? per cosa?

R: Per come sono fatto io la pazzia è stato aprire questo blog e mettere in rete eventi della mia vita

 

A: Sei mai stato deluso da un amico/a?

R: Sì.

 

A: hai avuto più uomini (o donne?) contemporaneamente?

R: Seeeee è già tanto trovarne uno sano de mente, figurati se ho avuto più uomini contemporaneamente.  Absolutely not!!

 

A: hai mai fatto sesso al primo appuntamento?

R: Sì.

[azz!]

 

A: Il luogo più strano dove lo hai fatto?

R: Non ne ricordo, non l’ho fatto in posti così strani. Però ricordo una volta sulla spiaggia. Era notte. Ma lo sconsiglio. La sabbia era fredda e per poco non mi sono venuti i reumatismi.

[non sarai troppo romantico, eh? dici, dici!]

  

A: la prima cosa che guardi in un uomo… emh!

R: In genere l’insieme della persona, guardo molto la stazza, ma non ho dettagli su cui mi focalizzo.

 

A: Avventura o relazione seria?

R: Mi piacerebbe la relazione seria. In assenza…. Avventura.

 

A: L’ultima volta che hai detto ti amo?

R: Troppo tempo fa.

 

A: Hai mai tradito, o fatto soffrire?

R: No, ma sicuramente ho fatto soffrire, anche se involontariamente. Non è solo con un tradimento che puoi ferire qualcuno.

 

A: sei mai stato tradito, o ti hanno fatto soffrire?

R: Sì e sì. Tacci loro.

 

A: Sogno nel cassetto?

R: Avere un compagno. Un lavoro. Stare con gli amici. Avere una normalissima vita tranquilla.

 

A: Metti mai le dita nel naso?

R: Per forza, mica posso usare il cucchiaino per togliere le caccole. Cerco di non farlo in pubblico. Cerco.

 

A: Pollo, patatine e pizza si mangiano con le mani, o con le posate?

R: Rigorosamente con le mani (comunque sta domanda proprio dopo le dita nel naso dovevi farla?).

 

A: prima di questo blog hai mai avuto altre esperienze in rete? e perché hai aperto orsoromeo.wordpress.com?

R: Nessuna esperienza. È la prima volta (touched for the very first time, come cantava Madonna). Negli ultimi anni la mia vita è precipitata, per una serie di motivazioni, personali, lavorative ed economiche. Come ho scritto nella presentazione sul sito. Sono entrato in un loop insano, tra cui il cibo (che ho sempre amato) e mi sono lasciato andare. Poi a gennaio ho deciso di cominciare la dieta e ho usato il blog come pretesto per monitorarmi e forse per raccontarmi, per tirare fuori delle cose mie personali. E anche con grande fatica!!!

[ma sei bravissimo, stai andando molto bene, a giudicare dai kg che perdi a settimana! continua così!]

 

A: che tipo di rapporto hai con i tuoi lettori? siamo tanti? tendi a tenere le distanze, oppure assumi un atteggiamento confidenziale?

R: Non lo so se il numero è alto o basso, credo che i follower siano più di 50. Per me è tanto, anche perché non è racconto chissà che cosa. Tendo molto a comunicare. Secondo me ci sono persone che mettono il “segui” al blog solo perché a loro volta sperano che tu metta il “segui” al loro e poi non ti cagano di striscio. Io, da accanito lettore, invece i “segui” che per ora ho messo li leggo e spesso li commento. A volte è difficile soprattutto quando alcuni toccano argomenti personali, ma il mio approccio è sempre lo stesso. Sono confidenziale, cercando di non essere invadente! Comunque sto cercando di seguire altri blog. Vediamo che si trova.

 

A: vista la tua estrema limpidezza e sincerità su alcuni argomenti, come ti comporteresti se dovessero arrivare provocazioni o commenti gratuiti di cattivo gusto ai tuoi post?

R: All’inizio ci rimarrei male, le parole fanno male. Si sedimentano nella testa e sono gratuite. Però poi risponderei con provocazione e sarcasmo e poi so’ ca**i loro eh!!

 

A: perché hai scelto di mungere le vacche proprio il lunedì? hai mai pensato prima di arrivare su wp, che avresti trovato tanti amici di blog con cui chiacchierare?

R: Pubblico il lunedì perché in questo giorno mi peso. Ho una settimana di tempo per raccogliere le idee, sperando di avere qualcosa da dire (il che non è detto). No. Non avrai mai pensato di conoscere delle persone, sia pur virtualmente, anche perché non racconto nulla di eccezionale, solamente la banalissima vita di un gay bulimico e disoccupato. La mia, per l’appunto.

 

A: cosa ne pensi dei MI PIACE e dei commenti ai tuoi post?

R: Mi mettono un po’ a disagio all’inizio, perché racconto cose mie personali e fare coming out sui sentimenti o sui miei stati d’animo è difficile (almeno per me). Più che altro, per un backgroud personale, sono una persona che ha sempre pensato di non meritare certe cose. Però poi dopo il disagio subentra il piacere, ne sono lusingato, soprattutto perché m’interfaccio con gente sensibile e intelligente.

 

 

A: L’apertura del tuo blog coincide con l’inizio della tua dieta! Stai continuando ad andare anche in palestra?

R: Sì l’apertura del blog coincide con la dieta. E sì sto continuando ad andare in palestra, ci vado quasi tutte le mattine alle 8.40, appena accompagno i bambini a scuola (a quell’ora il mio lavoro è già finito).

[mi permetto di specificare i bambini a cui fai da tato! altro che tata Francesca!]

 

A: Dimmi che non è vero che quando riprenderai possesso del tuo corpo il blog si autodistruggerà…
R: Allo stato attuale ti dico di sì, ma tanto almeno per quest’anno sicuro sarà aperto considerato i chili che devo perdere, ma domani magari cambio idea. Non lo so. Su questa cosa sono in svariati a chiedermelo, non solo in rete, ma anche amici miei. Non credo che il mio blog faccia una grande differenza.

 

A: Romeo pensi di farcela a perdere i chili che hai preso e da impossessarti di nuovo del tuo corpo?

R: Lo spero!!

 

A: uh ah… come alle interrogazione. L’ultima domanda è libera: argomento a piacere! vai, spara! tipo fatti una domanda e datti una risposta!

R: Mmmmmmm odio le domande libere……

[e quindi? l’hai sguisciata…]

 

Ale: fai tu una domanda a me ora! Facile nè che ho l’ansia da prestazione!

Romeo: come deve essere il tuo uomo ideale? e quello che hai rispecchia tali standard?

Ale: Allegro, divertente, simpatico, ironico, tenere banco, pazzerello, ci si dovrebbe poter parlare di tutto, farmi sentire importante. Moro, occhi neri, un po’ di ciccetta sparsa qua e la! emh… più o meno si, ma ha gli occhi verdi e non troppa ciccetta… Neanche a me piace moltissimo Pitt… Ma Gandolfini: e che caspita! Mica ho capito se ho capito chi e… rimarrò col dubbio!
 

A: ora saluta tutti coloro che ci leggono! 

R: Grazie a tutti che avete avuto la pazienza o l’interesse a leggere questa intervista. Ringrazio il mio manager Boy George che ha preso accordi con la svalvolata (ma senza Alzheimer) di Alessia per poter fare questa intervista. Ringrazio tutti i miei fans che si possono contare sulle dita di un monco e li ringrazio soprattutto per l’apertura della pagina facebook: Orso Romeo ci emozioni più di un rutto. Questa intervista la potrete vedere all’estero in streaming sulla ABC e in Italia sui canali Sky. Ringrazio naturalmente il mio Giulietto alias Alessia che ha avuto la folle idea di farmi questa intervista. ❤

[quindi io conosco boy George?? wow! che delicatessen la tua pagina fb, che tra l’altro non mi riconosce come tua amica… ma come devo fa io con ste tecnologie che mi vogliono accoppare? ah, beh, grazie a te che hai giocato con me]

 

 

 

 

 

…come una tazzulella ‘e cafè

Incontriamo persone… Diventiamo amici… Diventiamo amanti…

Oggi mi sto divertendo a immaginare la mia vita come una tazzulella ‘e cafè: qualcuno sarà acqua e qualcun altro il chicco di caffè… Ci sono incontri che durano per sempre, e altri che cammineranno accanto a me per un breve ma intenso periodo, o magari solo per un fugace passaggio… Probabile che siano importanti tutte le tipologie di interazioni col mondo esterno.

Alcune persone che passeggiano nella mia vita mi inebriano con un aroma talmente delizioso che mi fanno sentire subito a casa, a mio agio, una forte empatia, che anche se appena incontrate è come se mi conoscessero da chissà quanto tempo.

Le vite degli altri sono così variegate, proprio come il caffè: arabica, robusta, original e quelli speciali… E quindi ci sono persone fruttate, pungenti, acide, corpose, dolci, delicate, forti, floreali, pesanti, ricche, esotiche, naturali, speziate, gradevoli, bleah…

Mi piace sbizzarrirmi mescolando gli ingredienti nella mia giornata. A volte ho bisogno di chiacchierare con un amico, oppure necessito di stare con me stessa; capitano giornate grigie e nuvolose, oppure splendenti di azzurro; capita che piova, ma io sia talmente leggera di aprire l’ombrello e arrivare sulle nuvole dove comunque sopra c’è il sole; una serata passionale ed erotica col tuo amante, oppure giornate di coccole sotto al piumone… proprio così il caffè può essere gustato amaro o zuccheroso, col latte o nero, shakerato col ghiaccio o bollente, corretto col liquore e la mosca o liscio e semplice.

Il caffè è un simbolo del costume della nostra società che viene amalgamato ad altri ingredienti per creare torte, semifreddi o gelati. Così come anche io spesso mi mescolo tra la gente e mi ci perdo… interagisco e mi tolgo le scarpe… mi accomodo…  rido, gioco, scherzo, piango, parlo di cose importanti, abbraccio, mi tuffo… ed è così che si creano incontri e situazioni speciali che si ricordano per sempre!

Ho una passione smodata per questo infuso nero, così amato dagli italiani e così apparentemente facile da preparare. In realtà il segreto per fare un capolavoro è una buona caffettiera già rodata, un’ottima miscela, passione e, perchè no, anche un pizzico di fantasia!

Così come fattori fondamentali per un buon caffè sono l’acqua e la sua temperatura, il chicco, la caffettiera…. Esistono persone “acqua”, e persone “chicco”: bisogna che ci si incontri, ci si scontri e si interagisca per far si di creare qualcosa di importante: ci sarà la calma dell’acqua prima del bollore; gli sbuffi dell’allegria, delle malinconie o delle arrabbiature; il rilassamento, la calma e la gioia dei momenti vissuti. C’è chi si butta dal trampolino nella tazza coraggioso e avido di emozioni, oppure chi aspetta, si adatta e attende ogni volta la persona caffè che donerà sapore alla sua vita. Io sono entrambe le cose: amo le mie passioni e mi butto, ma so anche aspettare l’occasione giusta per viverle!

Assaporiamo e incrociamo numerosissime tipologie di gusti, come gli amici o gli amanti, ma prima o poi arriveranno quei chicchi speciali che ci inebrieranno e ci lasceranno in bocca un sapore forte e deciso, ma anche dolce e duraturo.

Come il caffè, ogni persona ha un suo carattere…

A volte ci sono incontri così intensi che se ne riconosce subito l’aroma, magari inaspettato, che colpisce in un istante: un profumo intrigante che cattura e, ancora prima di guardare, si capisce che sarà importante ed emozionante: un fulmine. Oppure ci sono storie che vanno raccontate piano, e ci si entra in punta di piedi, proprio come quando gustiamo la nostra tazzina di caffè, magari chiudendo gli occhi, annusando il profumo, tenendolo un pochino in bocca….

Anche le passioni, oggi, mi viene da accomunarle all’arte della preparazione del caffè: la temperatura è importante per una buona riuscita… Solo che al momento in cui entro nei miei sogni o speranze non me ne accorgo, o non so distinguere. Ci sono le passioni tiepide, che sono dentro di me e mi chiedo spesso cosa fare per raggiungerle ma, forse per pigrizia non scaldo il fornello abbastanza, oppure le vivo senza troppo sforzo. Semplicemente accadono e non lasciano né l’amaro, né il dolce in bocca, sono sogni sicuri che non fanno male. E’ bello che ci siano stati e siano capitati, ma a volte neanche me ne accorgo.

Oppure quelle passioni travolgenti e bollenti che ustionano e sono prepotenti: sono disposta a rischiare, mettermi in gioco, perdere il controllo… Queste bruciacchiano un po’ il palato e la lingua, ma che sapore poi si lasciano dietro…. sono fugaci o lunghi una vita per poterli raggiungere, ma vale la pena di viverli, perdendomi, per poi ritrovarmi. E anche se qualcosa che ho vissuto finisce, quel sapore non me lo scorderò mai più.

E per l’amore? Uguale… Puoi provare tante tipologie diverse, ma quando arriva il gusto che ci fa arricciare il naso, oppure starnutire per quanto lo sentiamo intenso, ecco che arriva l’esplosione! E non è detto che duri per sempre, o magari si… Probabile non sia la perfezione, ma riusciamo a perderci proprio in quel mare nero che tanto ci avvolge.

Ecco…. Ora, chi vuole un caffè? Come lo prendete. Io amaro con un goccino di latte freddo!

  

e’ arrivato il mio turnoooo!

Udite udite!

è arrivato l’arrotino…

è arrivato l’arrostino…

no, no ma che dico?! E’ una cosa seria…!

Sono sicura che tra un lettore ed il romanzo che sta assaporando, si instauri una sorta di storia d’amore sensuale ed un po’ erotica…

Si da il caso che tre colonne portanti di WordPress si siano lanciati in una scommessa, un progetto che io trovo molto bello ed affascinante: Kavvingrinus!

Purtroppo non è seguita come dovrebbe, perchè invece è molto interessante, come i curriculum del lettore presentati fino ad ora: tutti diversi e pieni di spunti…!

Ho scelto di mandare il mio scritto ad Avvo (ecco il link: è spassoso da leggere, non tanto per la mia storia, quanto per i suoi sempre divertenti commenti!) perchè sto pian piano scoprendo che in una vita passata potevamo anche essere fratelli! Anche se gliel’ho dovuta inviare due volte perchè si era dimenticato di averla già, nonostante mi avesse risposto! sgrunt! che disgrazietto! Lo ringrazio per il bel commento a monte: lui sa quanto piacere mi può fare ogni volta che mi dice cose carine!

Ringrazio tantissimo Kalosf per la presentazione che mi ha fatto… adoro questo ragazzo, perchè è sempre molto garbato e attento. E’ bravissimo a cogliere l’anima di cose, situazioni e persone attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. Con le sue parole mi ha steso, anche se ha esagerato: mi sono pure scesi i lacrimotti… E la foto che ha scelto per me è fantacolare! trovo mi rappresenti molto!

Infine  Ysin. Fino a due mesetti fa in questo mio strampalato blog compariva lui per almeno un 30%. Non per i commenti, bensì per miei reblog, condivisioni, richieste di disegni, partecipare ai suoi concorsi, volerlo presentare a tutti per far sapere che io avevo un amico di blog figo. 😀 Grazie anche a lui per i commenti, ma devo aggiungere che mi sono evoluta: ho scaricato il lettore kindle, in quanto mi sono accorta che anche in questo modo si può leggere e già ho iniziato!

Kavvingrinus è una vera e propria rubrica che arriva puntuale tutti i venerdì alle 8.30, più coordinati di un orologio svizzero, o di un Emmenthal (io ne mangio i buchi!). Trovo che siano stati bravi ad inventare questa cosa, in quanto permette di conoscerci un pochino di più vicendevolmente attraverso le nostre letture. Ma anche di scovare nuovi libri e autori che magari non conoscevamo. La lettura è cibo dell’anima! 

Quindi, come sempre, quando c’è da interagire, io mi lancio ed ho subito SPOLVERATO I SCAFFALI! Quanta roba ne è scesa!

All’inizio stavo ferma immobile davanti al foglio perchè non mi veniva nulla di intelligente o carino da scrivere. Poi ho iniziato proprio da Adamo ed Eva, cioè dalla mia nascita! 😀

E’ stato bellissimo ripercorrere le tappe come lettrice! Probabilmente dovremmo fare tutti questo esercizio, perchè si ritrovano cose che magari non ricordavamo! Oppure a distanza di tempo scoprire nuove impressioni su letture ormai sepolte…. Quindi dico che questo percorso mi ha fatto bene! E comunque ne ho dimenticati moltissimi, ma meglio così, altrimenti diventava una storia chilometrica!

 

Ho iniziato così:

Quando nacqui ero piccola, 3,450 kg per 51 cm.

Forse ho iniziato da un po’ troppo lontano. Difficile ricordare il primo libro così come tutti quelli passati tra le mie mani. Non sono molto tecnologica, mai letto un e-book. Mi piace sfiorare le pagine dei libri, sentirne il profumo, tornare indietro, sottolineare, fare le orecchie (anche se so che non si fa), appuntare cose… Insomma, caderci dentro e viverlo. E’ una magia, una relazione che si instaura tra me ed il mio romanzo, quello che ho scovato. Lui fra tanti in quel momento. Potrebbe essere che sia stato proprio lui a scegliermi! E come dice “Firmino” di Sam Savage, la lettura è il cibo dell’anima!

 

Ed ho finito così:

I libri sono grandi amici, o anche compagni se ci hanno lasciato meno sensazioni, proprio come capita nella vita.

Quelli che rimangono dentro, sono quelli che rileggeresti ancora e ancora e ti lasciano un bel sapore che ti porti dietro per la vita.

 

Ps: Dopo aver mandato la mia storia, ho iniziato, o anche concluso dei libri di miei amici di blog. Altri sono in Wish list appuntati a penna ( 😀 ). Sono molto bravi e vale la pena di leggerli: Domenico Mortellaro, Sara Tricoli, Guido Sperandio, Laura Rocca! Spero che non gli dispiaccia se li nomino!

 

kav

ecco la foto di kalosf!

Cara Alessia…

Cara Alessia,

sei strana tu… Sei una donna? Una ragazza? A volte vuoi sentirti ancora bambina?

Sei una figlia? sei una mamma?

E boh…. Non so risponderti davvero…

Ti ricordi quando eri bambina…? eri buonina, mai troppi capricci, sognavi cose che sognano i piccoli…. Non ti piaceva andare in bicicletta perchè faticavi…! All’inizio eri timidina e quindi a volte aspettavi che venissero altri bambini a conoscerti per giocare… I tuoi amici erano spesso a casa tua, oppure tu andavi da loro perchè ai tuoi genitori piaceva farti stare bene ed in compagnia. Nonostante fossi figlia unica non sei mai cresciuta troppo ovattata o viziata. Hai capito subito che le cose bisogna meritarsele o guadagnarsele…

Poi sei diventata una ragazza…. la timidezza è restata, ma hai capito che se rimanevi sempre sulle tue e chiusa in te stessa probabilmente saresti stata serena, ma non avresti vissuto… Chi ti incontrava se ne accorgeva perchè eri facilmente imbarazzabile, ma  ci ironizzavi e ti divertivi! Anche i sogni erano cambiati… “Sconfiggerò il male nel mondo…. diventerò ricca e famosa…. viaggerò per tutto il mondo…. oddeo quanto è bello quello…. proprio lui del quinto anno… Oh patrizio, me lo presenti? tu conosci tutti daiiiiii! ”

Patrizio era il tuo migliore amico delle superiori… stavamo quasi sempre insieme. Era uno che trascinava tutti e tu  ne approfittavi! 😀 Brava furbetta! Lo so, lo so che ti sei commossa quando lo hai ritrovato qualche tempo fa e lui ti ha scritto “è incredibile come alcune persone riescano a portare sempre il sole”. Wow! Non capirai mai come fai a portare sto sole, ma vabbè, questa è un’altra storia.

Il primo bacio? che ricordi…. O mamma, che faccio, dove metto le mani? e i piedi? e la bocca? sembro una scema… eccolo si avvicina… uh uh uh devo anche respirare, speriamo di non dimenticarlo… quante cose insieme si devono fare… na fatica….. splack…. uh… aiuto…. respira respira…. mi cinge la vita… forse se anche io lo abbraccio mi sa che è meglio…. uh ma che bello… che emozione…. wow! 

E le prime vacanze da sola? quante belle esperienze… quante serate a guardare il mare… e i falò sulla spiaggia… e le montagne insormontabili, che a quell’età sembrano enormi, ma quando a distanza di tempo si ripassa di la, si nota che c’erano anche degli scalini….

Poi sei diventata una giovane donna… con tutti i sogni che ciò comporta… e tutti i percorsi seguiti affinchè i sogni diventassero la tua realtà… Quello più importante era diventare una grande pubblicitaria, magari alla Ogilvy & Mather, o alla P&G. Hai lavorato come grafica per un po’: che spettacolo veder realizzati i propri progetti…

Poi arriva il tempo di una grande scelta… con tua mia amica (ormai ex) volevate dare una svolta alla vita, Ale, ti ricordi quanta passione avevate… Potevate andare sei mesi fuori dall’Italia, oppure aprire una società di organizzazione eventi… Probabilmente quella è stata la prima scelta sbagliata… nulla di trascendentale, ma evidentemente non eravate giuste come socie e tutto è andato a monte dopo un anno dall’apertura… si vede doveva andare così…

Avevate una comitiva enorme, che si è sfasciata dopo anni…. rimasta sola, ti iscrivi ad un corso di salsa… Ti sei ricreata un gruppo… bellissimo! Anche quello senza gelosie o invidie: più eravate e meglio stavate! E la pensi ancora così! Ballavate e vi divertivate… Voi  eravate sempre in pista. I vostri compagni di ballo dicevano che non non rimanevate mai a bordo pista perchè  eravate sempre sorridenti e vi divertivate, mentre magari le gnocche vere a volte stavano sedute! Tiè, così imparate! 😀

Ed in quel periodo, hai conosciuto dei ragazzi che avevano lasciato l’Italia per andare in qualche isoletta caraibica a vivere: si trovavano benissimo, e tornavano qui solo per trovare la famiglia. Una di loro era approdata li ancor prima dell’arrivo dell’elettricità… che coraggio. Quel ragazzo di Milano, conosciuto a Rimini diventato amico per poco tempo, ma che è venuto pure a trovarti a Roma, che si è trasferito a Capoverde… Ha aperto un chiosco, ha sposato una donna del posto… e poi boh, chissà come sarà felice ora!

E allora la malinconia di non essere partita quando potevi farlo…. Ma era per seguire un altro sogno… quindi probabilmente è andata ben così. Chissà se davvero ora, l’altra te stessa che si è trovata davanti a quel bivio e che ha scelto di partire, sta in qualche posto sperduto del mondo a fare chissà cosa…

Poi… Sei diventata una donna: i percorsi e i desideri sono maturati…. e le maree della vita che arrivano e vanno lasciano il cuore e la pancia in subbuglio…. La voglia di trovare un buon lavoro che ti permetta di creare una famiglia…. Alcune cose ora le avresti fatte diversamente da come le hai vissute… beh vabbè, ma questo vuol dire che sei cresciuta, tesoro… Non ti crucciare. Ah, Secondo me rinunciare a quel ragazzo a cui tenevi tanto con cui non è mai partita una storia, ti ha fatto bene, perchè dopo anni hai capito che per lui probabilmente sarebbe stata solo ed esclusivamente una scelta di testa… e voi, entrambi, meritavate di più… Lo so che tu non sei di quelle persone che “felice solo con me, e mai e poi mai senza di me”… no, no. Se una storia non può essere, non sarà… Fa male? Passerà! Anche in amicizia la pensi così…. 

Anche se una delle cose che ti fanno male sono le assenze… Quelle ingiustificate. Un giorno ci sei, quello dopo sparisci… Va bene, a volte anche tu senti il bisogno di andare…. Ma mai senza spiegare, senza la possibilità di capire e di chiudere la porta…. Questo non si fa, ci vuole rispetto…

Poi ti sei innamorata! E’ l’uomo giusto? NO! E’ l’incastro perfetto? Probabilmente si. Boh, ancora non lo sai… E sicuramente mai lo saprai, forse è questa la giusta ricetta…

Sei una figlia, ancora e per sempre…. Sei una mamma, ora e per sempre… I tuoi sogni si intrecciano con quelli del tuo tesorello terremotello…. E’ così diversa, ma simile a te…. Che bello quando la vedi interagire con gli amichetti…. Si è trovata un fidanzato!? 😀 Lo so, forse a tre anni è un po’ presto, sai quanti ne avrà! Ha anche degli amici del cuore!? emh… beh, ma lei ha un cuoricione grande! Quanto si diverte, eh! Ti chiedi quali saranno i suoi sogni, ve? Ah, tu mi raccomando, non ostacolarli mai! Falla vivere, lasciale spazio e donale aria! Deve volare libera e sbattere la capoccina al muro! Poi tu arriverai con l’acqua ossigenata e la medicherai! D’altronde tu che facevi? Non ti sei mai risparmiata il vivere un’emozione! ah le capate che hai preso… Mi sembra che sei ancora viva e vegeta,no? e sempre pazzerella!

Ma anche tu continui ad avere dei sogni… senza di loro non si vive… Magari alcuni desideri che avevi prima, ora sono diventati insignificanti e lasciano il posto ad altro…  Ne hai di piccoli e di grandi… Uno è riuscire ad aprire un agriturismo, e vivere nella natura, con un lavoro che ti permetta di incontrare tanta gente e organizzare tante belle cosine…

Ma il sogno più grande….. Quello che devi assolutamente realizzare è non mancare all’appuntamento con una terra bellissima: l’Africa. Lo desideri con tutta te stessa…. Non quella patinata dei grandi resorts… La terra delle grandi distese naturali, con gli animali liberi e felici, dove il tramonto fa l’amore con il deserto;  quella dei mercati profumati di spezie; quella della povera gente che però ha tanta dignità negli occhi…. Vuoi entrare in un baobab, perchè prima questi grandi alberi potevano essere usati anche come rifugio… oppure lo vuoi abbracciare. Te lo auguro davvero… Ora sei incasinata, ma arriverà il tempo che ci riuscirai, magari anche con qualche associazione (alcuni tuoi amici di blog ne fanno parte,  chissà mai nella vita)…. Vedrai, che ce la farai!

Con  Marghe (mrbean),  si parlava di sogni realizzati e della “malinconia” che a volte arriva, per averli lasciati andare… Quelle vocine dentro la pancia che non hai potuto ascoltare, ma che rimangono li, dietro alla milza ad esempio, che sono sopite, e possono tornare a strillare, o continueranno a dormire per sempre…

Ogni tanto ribussano alla porta: non è detto che siano abbandonate del tutto, magari solo sono rimaste indietro… torneranno alla carica, oppure no, tu continua a vivere tutto quel che ti viene da vivere!

Ti voglio bene!

Tua.

Alessia

 

La cucina come tempio di sensualità: parmigiana di melanzane.

Ingredienti:

– Tu e lui

– Del buon vino, tipo Falanghina

– 2 calici

– frutta fresca di stagione, o secca, da spiluccare rigorosamente con le mani, magari imboccandovi

– Musica avvolgente

– Un bel tavolo apparecchiato minuziosamente

– Un piano di lavoro pulito e capiente dove potrete anche trastullarvi in attesa della cottura della parmigiana

 

Ah ed inoltre:

– 2 kg di melanzane

– olio per friggere

– quei bei pomodorini a grappolo belli cicciotti e dolci. Se siamo fuori stagione (anche se ormai si trovano sempre) si può usare la passata.

– una bella treccia di Sorrento

– Parmigiano grattugiato.

 

Togliete il vestito che altrimenti si macchia, ed indossate, sopra alla biancheria, solo il grembiulino che state più comode.

Accogliete il  compagno di viaggio dei sensi, nel vostro regno.

Guardandolo negli occhi raccogliete i capelli con una matita tipo a formare uno chignon scapigliato, visto che non avrete fermagli a disposizione. Se li avete corti, beh rimangono così!

A lui poi fate accendere la musica, sarà una bella musica sensuale che vi accompagnerà come sottofondo soft.

Ed ora si inizia il sacro rito, tagliando a fette le melanzane. Rigorosamente fatelo accomodare dietro di voi, così dovrà cingervi la vita per afferrare la vostra mano che tiene il coltello. Ogni tanto ricordatevi di girarvi e dargli dei baci fugaci. Lui così’, mentre tagliate avrà voglia di annusare e torturare il vostro collo nudo.

Ora a seconda dei gusti le fettine possono essere messe sotto sale per perdere acqua, ma non è obbligatorio. Visto che voi non volete distogliere troppo l’attenzione, non lo farete. Tuffate le fettine in olio ben caldo e nel frattempo che si friggono, versare il vino nei due bicchieri e porgerne uno a lui, inclinando la testa e mordicchiandovi le labbra.

Quando le melanzane sono dorate, alzatele dall’olio e fatele scolare bene per perdere l’unto in eccesso.

Intanto la musica sta facendo da sottofondo morbido alla preparazione.

Fate andare un leggero soffritto con olio, aglio e peperoncino, ascoltando lo schioppettio sensuale degli ingredienti, e poi tuffateci dentro i pomodorini tagliati piccoli piccoli (o la passata), e se volete del basilico. Ne sentite già il profumo, e vi viene l’acquolina, vero?

Nel frattempo lasciatevi andare ad effusioni, baci rubati e degustazione della frutta… magari chiudendo gli occhi ed indovinando cosa state assaporando.

Il vostro odore si fonderà con quello del buon cibo che state preparando.

Ora è il momento più eccitante: quello dell’assemblaggio. Il sugo si sarà intiepidito, quindi voi tuffateci un dito, così lui potrà assaggiare direttamente da li e controllare se avere dosato bene il sale.

Nella pirofila stendete uno strato di sugo, poi un letto di melanzane, poi di nuovo sugo e cospargete col fior di latte sminuzzato e parmigiano. Ovvio, tutto con le mani. Così avanti per tre o quattro strati.

In forno per 30 minuti a 180°. Poi accendere il grill finchè non si infuoca. Così come avvampati ormai saranno i vostri animi.

Estrarre dal forno, chiudendo poi lo sportello col piede e lasciare riposare per un bel po’ cosicchè tutti i sapori si amalgameranno e diventerà più gustosa.

Ora, in attesa di consumare cotanta bontà, sicuramente potrete lasciarvi andare a d altri piaceri… Voi intanto toglietevi la matita dai capelli e fatevi slacciare il grembiule….

e poi…..

La parmigiana porta con se il profumo d’estate, con la dolcezza del formaggio e il piccante capriccioso delle melanzane. Sapori e profumi che ci conducono nella calda Sicilia e nella profumosa costiera Campana.

La cucina è sensualità ed a volte un buon calice di vino abbinato ad un sorriso, uno sguardo, e le mani sporche di ingredienti fanno accendere i sensi.

La cucina è il tempio di tutti i nostri cinque sensi e quindi dell’amore e dell’erotismo.

 

Infiniti mondi a cui apparteniamo…

Infiniti mondi a cui apparteniamo…

Io al mio, tu al tuo, ognuno al suo….

Attraversare, giocando, la sottile linea di confine che separa e unisce due mondi legati tra loro. L’uno senza l’altro non avrebbe modo di essere…

Membrane sottilissime fatte di tessuto liquido elastico. Le persone un po’ di qua e un po’ di la…

Ogni tanto qualcuno si protende verso quella membrana, lasciandosi avvolgere e facendo vedere le proprie forme dall’altra parte…

Se si vuole, profondamente e con tutto se stesso, al momento giusto ci si può scambiare e mescolare: camminare in equilibrio su questo filo invisibile e decidere da quale parte lasciarsi cadere…

Ci mischiamo la pelle, le anime, i pensieri, i respiri…

Trovare il varco spazio-temporale, sbirciarci dentro, allungare una mano, poi l’altra, poi un piede e avere il coraggio di oltrepassarlo… Catapultarsi in mille e mille altri universi paralleli dove ci sono tutte le mie me e le altre me stesse…

Silenzio avvolgente, urla silenziose, corse da ferma, fermate affannose, ghiaccio bollente, attimi sospesi persi per sempre e trovati dal mai…

Respiri… Sospiri… Attese… Battiti… Riflessi… Andate… Ritorni… Assenza… Presenza…

Spazi pieni, spazi vuoti…

La vita e la morte, il mare e l’orizzonte…

Passato da dimenticare o da conservare…

Futuro da acciuffare…

Coraggiosa paura di stare, o voglia strabordante di andare…

La realtà e la fantasia che si sovrappongono e si intrecciano…

Scavare la terra con le mani per fare trincea, o abbassare il ponte levatoio sul nostro confine, che solo in apparenza divide…

Il buio che rischiara la mente e la luce che abbaglia i pensieri, si uniscono in una danza sensuale…

Nel cuore d’ogni minimo istante, il tempo si piega sotto i nostri occhi increduli.

Quando siamo ben disposti, scoviamo cose che non credevamo di sapere vedere: in quel preciso istante riusciamo a trovare, torturare ed oltrepassare la sottile linea di confine che unisce i nostri mondi.

Infiniti mondi a cui apparteniamo…

 

 

Benvenuti…

Stanotte alle 00.01, prima di dormire, ho cliccato karasho.org.

Mi sono trovata catapultata in un mondo un po sospeso, di quelli che piacciono a me…

Un luogo in cui affacciarsi in punta di piedi se si vuole, o a motopompa, ma dove poi togliersi le scarpe e mettersi comodi…

Loro, cioé Lui e Lui, cioé Domenico, cioé il Mortellaro Cortese, ci farà entrare e ci guiderà alla scoperta di questo suo nuovo blog d’autore.

Un posto che profuma di libri, editoria, stamperia, vecchie biblioteche di legno che scricchiola, perche lui si definisce un artigiano della scrittura.

Possiamo visitare varie tipologie di mondi: reali, di fantasia, spaventosi, o futuristici…

Seguendolo già nel suo blog, ho potuto apprezzare l’inizio di queste produzioni: è bravo o’ guaglione!

La scrittura e la lettura che ne segue sono seduzione, arte, vita e tu ci fai provare quel brivido lungo la schiena di cui parli, Domé! E speriam che noi, leggendo, lo faremo provare a te!

Ah e non meno importante, grazie di avere creato un posto dove venendo potremo invecchiare quattro volte più lentamente! 😁

In bocca al lupooooooo!

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La Karashò – Autori Artigiani dal 2016 è lieta di accogliervi nel blog autore di Domenico Mortellaro, scrittore e padre padrone autorevole ed autoritario di noi e di quanto su questo portale trover…

Sorgente: Benvenuti…

Comme dans un film français…

Mi piacerebbe, a volte, vivere come dentro le scene di un film francese…

Assaporare quella tranquillità e raffinatezza…

La leggerezza e serendipity del vivere, avvolti dal profumo di baguettes appena sfornate, con l’atmosfera piacevolmente nebbiosa e i contorni sfocati e sfumati di quegli scenari magici e accoglienti, dove il vento intenso e dispettoso, senza farsi notare alza le tovaglie e i lembi della stoffa per fare accadere qualcosa di inaspettato… Scovare qualcosa per caso senza averla cercata, o mentre stavamo tentando di trovarne un’altra…

Un mondo, così deliziosamente strambo che va al rovescio, lento ma inesorabile e avvolgente, dove sembra che tutto possa accadere, stupire, meravigliare e far rimanere a bocca aperta anche per una coccinella che vola e magari ci si posa sul naso e per guardarla dobbiamo incrociare gli occhi tanto: poi però ci gira la testa e allora strizziamo gli occhi forte e vediamo le stelline…

Vita che scorre serena, ma che incorre a volte in incidenti o equivoci piccanti che donano il necessario sale e pepe all’esistenza.

Passeggiare con animo leggero e sbarazzino tra le scene di una vita che sembra “vera come la finzione”, in un posto cosi deliziosamente romantico, ma malizioso al contempo. Un luogo incantato dove districarsi fra stradine, discese e salite, scale e anfratti, dove scovare negozietti e piccole botteghe nascoste che profumano di vaniglia e cannella.

Vivere camminando a due piedi da terra, assaporando il piacere delle cose piccolissime che ci accadono e sono attorno a noi… Avere i brividi per un semplice sfiorarsi…

Sentirsi avvolta ed indossare, al posto degli indumenti, quelle musiche così particolari, sornione, armoniose e… francesi. Ad esempio quelle di Yann Tiersenn, che non so descrivere, ma ogni volta che le ascolto mi fanno fare le capriole… Colonna sonora lieve e costante in sottofondo che alterna, come su un’altalena, momenti  ritmici e festosi ad altri riflessivi, introspettivi e malinconici… O ancora Aznavour e la Piaf, forti ma allo stesso tempo incalzanti e sensuali.

Un posto dove si superano i pregiudizi e si vive sospesi, col sorriso stampato in faccia e canticchiando quando si vuole, senza farlo a comando o con il timore di essere scoperti a gioire o a piangere senza alcun motivo apparente…

E che strano sarebbe sentire la voce narrante al di fuori della scena che descrive la mia vita, magari potergli chiedere consiglio sul da farsi… Ma poi essere coraggiosa e scrivere da sola le mie pagine.

Un mondo parallelo, ma reale come la vita…

Mi piacerebbe, a volte, vivere come dentro le scene di un film francese…

 

 

 

Ora indosso solo il tuo profumo…

“Vorrei dirti che siamo due sequenze di Fibonacci dipinte su una tela
di cotone niveo intessuta da Penelope, intrecciati come glicine su un pergolato, noi due, due eliche inestricabili di DNA, abbarbicati come catena
e lucchetto erranti, intrecciati come capitoli contorti di una triste fiaba.” da L’ultimo Abele, storia di una ossessione.

Ecco ti scrivo questa lettera per ringraziarti… Ci siamo lasciati senza un motivo, perchè cercavi nuovi stimoli, quelli che tu non sapevi dare, eri troppo presa da te stessa e dal tuo mondo di cristallo. C’era sempre qualcuno migliore di me… più ricco, più alto, più biondo… Ora voglio dirti che non ti serbo rancore. Sono finalmente riuscito a lasciarti andare e chiudo la mia porta scrivendoti le parole che ti ho dedicato leggendo questo libro. Buona vita. Davvero.

Damiano”

E’ iniziato tutto per uno strano scherzo del destino… Tu hai indirizzato questo addio alla tua ex donna, che abitava qui, nell’appartamento dove ora ci sono io… Il postino mi ha chiesto se la conoscessi e sapessi dove fare recapitare la lettera. Ho deciso di aprirla per sapere se fosse importante e se c’erano riferimenti da seguire.
Avevo appena finito di leggere anche io il primo bellissimo e particolarissimo romanzo dello scrittore emergente Massimo della Penna, e ho tanto desiderato che qualcuno mi facesse questa dedica d’amore così avvolgente. Ed eccola li… In qualche modo mi era arrivata… Mi si trafisse il cuore, non era per me… Ma per qualche stronza che era in giro per la città. Tu, Damiano, sembravi un uomo così deciso e sicuro. La carta profumava delle tue mani che l’avevano tenuta. Sulla busta c’era anche il tuo indirizzo… Ti ho risposto… Poi tu hai risposto a me… e poi io, e poi tu…. Poi le mail, più veloci e immediate, anche se meno poetiche.
Hai iniziato a lasciarmi dei pensierini al Bar di Mario in Piazza Martiri. Un caffè, un prosecco, un girasole… poi un pacchettino lucido blu contenente un indumento intimo… poi un vestitino di raso blu, e dei sandali con un tacco vertiginoso… L’ultimo dono fu un bigliettino: Venerdì, ore 22, Raft Soul.

Mi gira la testa, vuoi incontrarmi, per settimane ho fantasticato sul tuo aspetto, su di noi, sulle tue mani forti e calde che delineavano il mio profilo, le tue labbra che nutrivano le mie… e ora? cosa ti avrei detto? cosa avrei fatto?

Nel cassetto di una donna ci sono diversi tipi di mutande. Quelle comode, che aiutano a contenere, ma non sono affatto provocanti, e quelle sensuali come il perizoma di pizzo blu, col bordino di seta che era dentro al tuo pacchetto… Faccio la doccia. Metto il tuo profumo, altro regalo. Lascio cadere l’asciugamano e guardo le mie mutande, comode e sicure, non fanno paura, sembra possano proteggermi dalle delusioni, tanto stasera non succederà nulla tra di noi. Non indosso biancheria sexy da quando è finita con Luca: non c’era pepe, solo routine trascinata. Se metto le mutande contenitive, poi ci vuole l’apriscatole. Potrei però non mettere nulla, non l’ho mai fatto e lo saprei solo io, sarebbe un segreto con me stessa. Ma che dico? Quando mai sono stata così sfacciata? Damiano, ancora non ti vedo e già mi scateni fantasie. Do l’ultimo colpo di spazzola, faccio un passo indietro e mi ammiro allo specchio. Hai gusto, con questo vestito non sono niente male, mette in mostra le mie curve, non sono mai stata un’alice, mi piaccio così. Questi tacchi mi regalano dei polpacci da urlo!

Entro nel locale, strizzo gli occhi per abituarmi alla luce morbida e soffusa. Ondeggio per via dei tacchi e mi siedo nell’angolino più remoto dove sembra che gli sguardi non possano arrivare. Sei in vantaggio: tu sai chi sono io, perchè ho indossato i tuoi regali. Ti avvicini, non dici una parola, tendi la tua mano e afferri la mia. Indossi una camicia azzurrina con le maniche arrotolate che lascia nude delle braccia virili e forti… Vorrei togliertela di dosso… Mi fai camminare avanti a te verso la pista. I tuoi occhi puntati sulla mia schiena mi provocano un brivido, un fremito…

Mi stringi, balliamo, mi sforzo di guardare nei tuoi occhi neri come la pece. Mi ci sono persa…. Riesco a pensare solo al momento in cui potrò essere tua. La mente gelata, il fiato mi manca, non ho più la voce. Non sento nulla intorno,  solo noi e il mio sangue impazzito.

Ad un tratto mi trascini via, entriamo in una stanza piccolissima col camino. Ci sediamo sul tappeto. Non hai fretta di dire nulla,  il tuo sguardo cammina lento ed inesorabile su di me,  hai esplorato così ogni centimetro del mio viso e del mio corpo.  Mi sento a disagio, ma tanto interesse ostentato mi eccita. Cerco invano qualcosa di intelligente da dire…  Ma prima che potessi trovarlo le tue dita fanno scivolare le spalline del vestito, lo arrotoli alla vita con il reggiseno.  Ora indosso solo il tuo profumo e i tacchi. Posi la tua mano grande appena sotto il mio seno,  sulle costole,  poi sensuale risali. Ora tendi su di me anche l’altra mano bollente. Le tue labbra carnose,  prima timide,  poi audaci, iniziano esplorando l’incavo del mio gomito,  torturando la curva del collo.  Mi sono persa di nuovo.  Risali fino alla mia bocca e ti lasci assaporare: sai di cuoio,  cannella e spumante.  Prendo fiato,  mi vengono le vertigini.

Ci amiamo. Ci possediamo. Ci scambiamo la pelle. Sincronizziamo i respiri, i sospiri, i battiti, i movimenti, come se non ci fosse stato ieri e come se mai arriverà un domani. Vorrei non finisse mai più. Sfiniti uno accanto all’altra ancora ansimanti. Non abbiamo mai detto una parola, d’altronde ci siamo già detti tutto prima di conoscerci.

Mi inviti ad alzarmi e rivestirmi.  Con gli occhi calamitati su di me afferri una flute,  la inclini, versi del prosecco e me lo porgi con quel tuo sorriso avvolgente che ogni volta mi stende.

Mi stampi un bacio sul collo e te ne vai, così come eri arrivato ti dilegui nel nulla. Ancora barcollando esco dal locale e nel freddo della serata me ne torno a casa. Il più bel sesso della mia vita probabilmente non lo rivedrò mai più…

I giorni seguenti sono stati interminabili. Avrei voluto farti innamorare di me e diventare indispensabile per te,  Damiano…