ahhhh! proprio ci voleva!

Ahhh! La giornata di domenica a Campaegli e Cervara di Roma nell’oasi dei monti simbruini, proprio ci voleva! Abbiamo respirato a pieni polmoni e goduto dell’arietta frizzantina, visto che ci trovavamo un bel pó  più in alto rispetto a Roma! Momenti di relax gli spettacolo che la natura puó offrire e il buon cibo! Mi sembra proprio che i bambini in questi posti ritrovino un hatitat per loro naturale! Ci sono i cavalli liberi nel parco e sotto un grande albero abbiamo avuto l’emozione di trovare le mamme con i cucciolotto! Ce n’era uno che prendeva il latte dalla mamma! Che spettacolo spettacoloso! Poi c’era Furia in un recinto. Era un pó agitato… Forse é uno stallone! È bellissimo, fiero e nero come il caffè!

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Poi nella baita abbiamo deliziato le panzotte felici con pappardelle, cinghiale, porcini… Lia ha fatto amicizia con una bambina e si è divertita! Noi ci siamo goduti il sole, la natura e l’aria pulita nella terrazza!

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Come vola il tempo quando stai sereno e in buona compagnia… Grazie ai nostri amicotti Antonella ed Emanuele per la bella giornata!

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Riuscire a pubblicare un post col cellulare é una vittoria!

La ciliegina sulla rorta ora sarebbe che l’esimio orgoglAVVO e il socio ysin appiccicassero all’ultima frase di questo post, una NOTA (io non ho la più pallida idea di come si faccia e loro ne hanno da vendere) che dica che credevo non sarei mai riuscita a scrivere nulla ad agosto senza il pc sotto mano e col cellulare che spesso si addinosaura! Hihi!

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Pocchiolino

Pocchiolino è un coniglietto nano, il nostro tenero e batuffoloso amico.

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E’ entrato a far parte della nostra famiglia perché Chiara voleva un cucciolo da coccolare ed accudire. Ci siamo documentati bene sulle sue esigenze e sull’impegno che ci avrebbe richiesto. Il veterinario ha detto che è un animale delicato, quindi se avevamo bimbi piccoli dovevamo stare attenti a non fargli fare male… Eravamo tutti in età da capire come trattare il ns futuro ospite! Fatte le dovute riflessioni abbiamo deciso di lanciarci in questa nuova avventura! A settembre 2010 è arrivato Pocchio, aveva solo due mesi, era un batuffolino di peli piccolino e indifeso che sembrava dipendere solo da noi… Che spettacolo! Quando è arrivato a casa si è dovuto ambientare. Giorno dopo giorno lo abbiamo abituato a mangiare le verdure, più salutari per lui dei mangimi. Inizialmente era un po’ restio nel nutrirsi. Mi ricordo che il mio compagno ed io ci sedevamo la sera a vedere la tv sul divano con Pocchio piccolino piccolino per provare a fargli mangiare la carotina… ricordo ancora il suo primo morso… abbiamo iniziato a ridere, accarezzarlo, dirgli che era stato bravo, a fargli le coccole… Da allora tutto è andato liscio ed è bello vederlo crescere e fare cose buffe! Ci siamo documentati e abbiamo imparato molte cose su questi animali.
Avendo gli occhi ai lati del musetto, vedono benissimo, a 360 gradi tranne che in un unico punto  davanti al muso. Le orecchie sono delicate e piene di vasi sanguigni, quindi si deve stare attenti a non tirargliele. Non è assolutamente sciocco,  riesce a dimostrarci il suo affetto in diversi modi: a volte viene a darci dei colpetti col muso sulle gambe, oppure, se lo stiamo accarezzando capita spesso che ci dia leccatine  o dei piccoli morsi delicati che non fanno male. Non vorrei dire una stupidaggine, ma a volte emette un suono come se stesse facendo le fusa! E’ vero che è diffidente per natura e non ama stare troppo spesso per aria, infatti quando si arrabbia o non vuole essere preso può capitare che tenti invece di dare dei veri morsi a difesa del suo pensiero. Pocchio  ha un bel caratterino e si fa rispettare! Quando lo lasciamo libero dobbiamo stare attenti a che non rosicchi nulla, soprattutto i fili della corrente, perché un coniglio di fatto è un roditore.  Mangia, carote, insalata, sedano, finocchi, cerchiamo di variare i suoi alimenti. Sempre fieno a disposizione. A volte per premiarlo gli diamo un po’ di mangime in pellet, quello di fieno pressato o un piccolo cubetto di frutta: che festa per lui, perché non potendone abusare non la mangia molto spesso!

Che sfizio quando strofina le cose o i nostri piedi con il mento: ho cercato cosa volesse dire ed ho capito che così lui marca il territorio, per far capire che siamo di sua proprietà.

Non è un coniglio che vive in gabbia, praticamente ci sta solo la notte. Comunque l’ha riconosciuta come la sua casa, se si sente in pericolo, o vuole riposarsi capita che salti dentro da solo a rilassarsi. Di giorno se è bel tempo sta sul terrazzo a giocare con il pallone, e le cose che ha a disposizione per divertirsi. Se è brutto tempo sta in sala con noi. Libero in casa però rimane solo se ci siamo anche noi, altrimenti potrebbe creare danni, o farsi male.

E’ proprio divertente osservarlo nelle sue azioni quotidiane, con un po’ di attenzione si capisce benissimo cosa ci vuole dire: se si spaventa, o avverte un pericolo batte forte a terra i piedoni posteriori; se si alza come un omino, è curioso e vuole vedere di cosa si tratta ciò che ha intorno; se ci da dei piccoli colpetti, morsetti, leccatine, vuole le coccole o ci dice che ci vuole bene; se scrolla le zampette davanti è arrivato il sacro momento della toeletta, si pulisce ogni millimetro del corpo; quando non vuole essere disturbato ci “attacca” con le zampette, ringhia o morde; quando gli facciamo le coccole ci fa capire che è felice perché ci da le leccatine, dei mozzichetti leggeri, si accoccola, chiude gli occhietti, fa tipo le fusa, e se smettiamo ci mordicchia la maglietta per dirci di continuare! Abbiamo capito che si fida di noi perché spesso si gira anche di schiena e non rimane fisso a squadrarci, oppure si butta con le zampette all’aria per poi squacquaracquarsi a terra. La prima volta che l’ho visto fare questa cosa mi sono spaventata perché pensavo si sentisse male, invece si era solo… rilassato. Quando è contento ed eccitato fa dei salti alti anche da fermo. Sul terrazzo ha sempre a disposizione un pallone. Abbiamo capito che quella è la sua fidanzata! Il suo è stato un corteggiamento graduale: la prima volta che lo ha visto non si è avvicinato, ma lo ha studiato da lontano, piano piano ha iniziato ad avvicinarsi, poi a girargli intorno, annusarlo, dargli dei colpetti… Solo dopo qualche giorno ha iniziato a spingerlo e corrergli dietro. Non è stato sterilizzato, e non avendo una femminuccia vera, il suo interesse va tutto al pallone! Il suo è stato amore a prima vista. Quando ci gira intorno ai piedi forse vuole dirci che gli piacciamo anche noi!

E’ capitato che per necessità dovessero tenerlo i miei genitori: non c’è nulla da fare, il piccoletto manca, e ci ritrovavamo a chiedere come stava e cosa faceva!

i due piccoli di casa

i due piccoli di casa

Poi nel 2012 è arrivata la mia pancia… E’ stata una gravidanza bellissima, a parte la nausea durata per tutti i nove mesi. E Pocchiolino??? Ho cercato di cambiare la lettiera con i guanti o di farlo fare agli altri, e sono stata attenta a non farmi mordere o graffiare… Sorpresa sorpresa, secondo me si è accorto che qualcosa stava cambiando. Durante il nono mese capitava che la mattina dopo aver sbrigato tutte le faccende mi sdraiassi un po’ sul divano e lui veniva ad accoccolarsi vicino a me e alla pancia. Non si stancava mai di farsi coccolare, se smettevo mi guardava e si arrampicava, scendeva solo per andare un attimo nella gabbietta, presumo per  fare la pipì e poi tornare. Quando è nata Lia, per ovvie ragioni non ho preso più così’ spesso Pocchio in braccio se c’era la piccoletta sveglia, altrimenti avrei poi dovuto pulire i vestiti per paura di eventuali allergie. Ora che la bimba è cresciuta mi rendo conto che Pocchio è proprio “utile”: le si avvicina con tenerezza, non ha mai avuto verso di lei atteggiamenti aggressivi, come se avesse capito che si sta relazionando con un altro cucciolo. Giocano insieme, lei lo accarezza e vuole tenerlo in braccio, naturalmente sotto la nostra supervisione per non fargli male. Il nostro coniglietto fa da calmante e aggregante. Tornassi indietro lo prenderei nuovamente!

La festa dei serpari a Cocullo

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Il 1 maggio 2014 ho vissuto un’esperienza diversa da tutte quelle avute fino a quel momento.

Quando è possibile si sfrutta questa giornata per fare una gita fuori porta. Tempo prima mia cognata mi aveva parlato di una festa tradizionale alla quale aveva già partecipato e che era piaciuta a tutti. L’unico particolare era che si svolgeva il primo giovedì di maggio, che solitamente capita durante un  giorno lavorativo, quindi era difficile ripetere l’esperienza. Era la festa dei serpari a Cocullo, un piccolo borgo abruzzese in provincia dell’Aquila, molto caratteristico. Però dal 2012 questa festa, dedicata a San Domenico, patrono del paese, fu spostata al 1 maggio.

Che gioia! Avevo proprio voglia e curiosità di partecipare al suggestivo rito.

Ovviamente siamo partiti molto presto per non rischiare di trovarci bloccati nel traffico o non riuscire a parcheggiare. E’ stata un’idea ottima, nonostante non fosse eccessivamente tardi abbiamo dovuto parcheggiare all’uscita dell’autostrada: fortunatamente erano ben organizzati con le navette.

I serpari, durante la brutta stagione, raccolgono nei monti e boschi circostanti i serpenti, non velenosi, durante il letargo. Li conservano fino al giorno della festa in cassette di legno, e alla fine vengono rilasciati liberi in natura.

La piazza principale è il luogo dove, in attesa della processione, esibiscono con orgoglio le varie tipi di serpi che sono riusciti a catturare.

Si inizia la camminata lungo le viuzze contornate dalle bancarelle tipiche delle feste e delle sagre. Fortunatamente ci ha accompagnato un bel sole piecevole! Proprio durante la passeggiata che porta alla chiesa di San Domenico, alcuni serpari, mostrano ai turisti i serpenti dando la possibilità di accarezzarli, prenderli e fotografarsi.

A mezzogiorno, dopo la messa, inizia la processione, accompagnata dalla banda,  che percorre il centro storico insieme ai fedeli , con la statua del santo ricoperta dei serpenti.

Noi ovviamente, compresa la piccola Lia, che allora aveva 18 mesi, abbiamo parlato con i serpari, curiosato fra le bancarelle, visitato gli angoli suggestivi del paese, ci siamo emozionati all’uscita della statua di San Domenico, abbiamo accarezzato e preso in mano i serpenti per fotografarci ed avere un bel ricordo di questa giornata particolare.

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Anche per i bambini è stato divertente, perché dopo tutte queste emozioni hanno anche potuto divertirsi sulle altalene del parco, mentre mangiavamo dei gustosi panini.

Sicuramente un’esperienza che vorrò riprovare, infatti  quella dei serpari è una tradizione in cui vale la pena di entrare.

Tra le papere al laghetto Granieri

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Da qualche tempo i miei hanno preso una casa a nettuno, località balneare del litorale laziale.

In estate si popola e spesso vengono organizzati eventi a cui è divertente partecipare.

Un giorno parlando con una vicina di ombrellone, abbiamo scoperto l’esistenza del laghetto granieri, che si trova nel bosco del foglino.  Non voglio parlare di com’era un tempo e di com’è ora, di quello che si poteva fare prima e quello che non si può fare ore…  Semplicemente volevo riportare l’entusiasmo di adulti, ragazzi e bambini nel visitare le sponde del lago! Dopo una mattinata passata in spiaggi, per stemperare il calore di un pomeriggio di luglio due anni fa abbiamo deciso di fare una rilassante e gradevole passeggiata sul lungo lago. Camminando in quest’oasi naturale si possono ammirare vari tipi di animali, si possono noleggiare canoe e spazi per il barbecue. Inoltre ci sono aree di ristorazione e uno spazio dove si organizzano eventi.

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E’ proprio vero, appena arrivati si entra a contatto con la natura e con gli animali che lo popolano. Ci sono le papere che evidentemente sono abituate agli “umani” e appena ti vedono ti vengono incontro perché sanno che gli offrirai qualcosa da mangiare, come del pane. La prima volta con noi sono andate maluccio, perché non sapevamo di questa usanza e quindi non avevamo nulla. Ma poi siamo tornati attrezzati per interagire con loro. Abbiamo visto da vicino papere con i loro anatroccoli, vari tipi di pesci e nutrie.granieri 1

La piccola Lia già mi sta chiedendo quando andremo al mare e quando porteremo da mangiare alle papere! Quest’anno se le godrà di più, perchè in estate avrà poco più di 2 anni e mezzo e quindi sarà più autonoma.

Pet therapy

Non sono una psicologa o una dottoressa e neanche voglio provare minimamente a farlo, quindi non posso realmente parlare di pet therapy, però posso capire il ruolo che assume il “sentirsi importante” e indispensabile per qulcuno. In questo caso parliamo di un amico pelosetto! In Italia da decenni si ricorre alle terapie con gli animali per patologie psichiatriche o per riabilitazioni. Leggendo qua e là ho imparato che il miglior terapeuta tra gli animali è il cane, ma vengono impiegati anche gatti, conigli, capre, cavalli, asini, uccelli, tartarughe…

Ovviamente non sto dicendo di prendere per forza un animale in casa, perchè non sempre è possibile per problemi di tempo, spazio, soldi, o semplicemente perchè non ci va… Infatti è un grande impegno e prima di accogliere un nuovo amico si deve valutare bene se possiamo assumerci tutte le responsabilità connesse: costi, vacanze, pulizia…

Noi da quasi 5 anni abbiamo  un “Pocchiolino”…