Intervista allo scimmione, emh, Aidan, protagonista del libro “Smash” di Emma Altieri

Eccoci finalmente a una nuova chiacchierata con il protagonista di Smash (link amazon) un libro che ho amato particolarmente. Lo aspettavo da tempo e l’ho letto appena uscito. Le mie aspettative non sono state affatto deluse.
Purtroppo non sono riuscita a pubblicare prima il risultato del mio incontro con lo scimmione. Spero che sia lui sia Emma (pagina autore Amazon) potranno perdonare il mio enorme ritardo.

Ma ora, bando alle ciance, sono sicura che vi innamorerete di Aidan.

Dalla mia recensione per il blog Romance Non-Stop, pubblicata anche su Amazon:
Smash è l’inizio di tutto. Arriva alla fine, ma da qui in realtà si parte.
Nei tre capitoli precedenti abbiamo apprezzato le storie di Ryan e Jamie prima e di Ian poi. The Smartness Serie è piena di emozioni e adrenalina. Corse automobilistiche, moto, il brivido della vittoria… ma anche tanto amore e passione. E una chiave inglese!
Attendevo questo capitolo finale perché, da subito, sono rimasta affascinata da Aidan Pedrini, che, nei due capitoli precedenti, conosciamo quando già è ben inserito nella società Ducati Corse e fa coppia stabile con Paige. In Smash, finalmente, possiamo sbirciare la nascita del loro amore e l’inizio dell’ascesa professionale dello scimmione.
Il racconto è autoconclusivo, ma ogni volume della serie è appassionante e consiglio davvero di leggerli tutti.
Ci voleva questa golosa appendice, un cameo per andare a completare il puzzle, ora ogni tessera è al suo posto.

foto Emma

Questo incontro è stato davvero emozionante per me. Aidan è davvero un adorabile scimmiotto molto hot.

Ecco le mie domande e le sue risposte.

Aidan, quali sono le tue emozioni, ora che Emma ha finalmente deciso di farti uscire dalla sua penna?
Era ora! Sono stato ad aspettare una vita prima che mi desse l’importanza che meritavo ma adesso ho un romanzo tutto mio. Sono strafelice perché la mia storia non è da meno delle altre, poi vuoi mettere adesso come sembro figo agli occhi di tutte le lettrici della serie? Prima ero solo uno di passaggio…
Ahia (scusate Paige mi ha appena mollato una sberla in testa. Si è messa qui dietro di me mentre rispondo alle domande. Ha detto che deve controllare tutti gli strafalcioni che scrivo. Che donna malfidata.)

In questa storia, scopriamo un giovane Aidan di 22 anni. Che impressione ti ha fatto leggere ora, che sei un uomo con una posizione lavorativa e sentimentale molto appagante, i tuoi inizi?
Mi ha fatto strano in effetti. Rivedere il me stesso di allora e riprovare sulla mia pelle tutto il dolore e l’ansia di quel periodo mi ha lasciato un graffio sul cuore. C’erano cose a cui non pensavo da una vita, come la malattia di mio padre o l’aver perso il nostro bambino. Adesso sono un uomo con una famiglia solida con me e l’amore che merito, ma anche se è stata dura arrivare fino a qui, non rifarei nulla diversamente.

Cosa prometti ai tuoi lettori?
Oltre al fatto di leggere di questo splendido esemplare di uomo?
Ahia (sempre Paige. Ha detto che dovrei essere modesto. Ma io lo sono! Sono modestamente un gran figo!)
Ai lettori posso dire che non mancheranno risate e lacrime, emozioni forti e la nostra solita famiglia ingombrante, ma questa è un po’ la nostra particolarità. Senza non saremmo noi.

Tra queste pagine troviamo anche tua sorella Jamie, la trovi cambiata da qui al momento in cui è stata la protagonista di Adrenalin?
Peggiorata vorrai dire! No, sono buono. Fortunatamente è migliorata da allora, è cresciuta sicuramente, anche perché quello che abbiamo vissuto soprattutto con la malattia di papà ci ha fatto apprezzare tutte le piccole cose della vita. Adesso che è mamma e moglie e sa quanto è importante la famiglia. In Adrenalin era cocciuta, ma sicuramente molto più matura dei suoi diciannove anni in Smash. Adesso poi ha Ryan da torturare, quindi io sono più tranquillo.

Ti va di parlarci dei Crow?
Bella coppia di geni pure quelli. No scherzo, ho un buon rapporto con entrambi ma non posso nascondere che il mio legame con Ryan è di vera fratellanza. Quando le ragazze ci hanno lasciato per andare a Barcellona ci sono legati moltissimo. Abbiamo lottato insieme e ne siamo venuti fuori vincitori. Diciamo che i gemelli Crow sono fatti di una tempra quasi uguale all’acciaio. Molto dipende da George, che gli è stato ostile per molto tempo e ha fatto si che i suoi figli diventassero caparbi e determinati anche senza di lui. Jason ha subito molto meno staccandosi quasi subito da tutto per percorrere la sua strada. Non sarò mai abbastanza riconoscente a Ian di essere stato vicino alle mie ragazze quando noi non c’eravamo. Devo molto ai fratelli Crow, ma non diteglielo altrimenti si montano la testa.

E Paige?
Cosa posso dirvi della mia ragione di vita. La mattina di solito sono il primo a svegliarmi e la guardo dormire. Appoggiata sul cuscino con l’aria serena sembra in pace con il mondo e io mi sento l’uomo più fortunato dell’universo. Ringrazio Dio tutti i giorni per avermi messo sulla sua strada quel giorno. Se ci fosse stata un’altra officina nel raggio di qualche metro io non l’avrei mai incontrata e magari oggi non avrei una vita così piena e felice. Lei è il mio tutto. (Non vi dico ora come mi sta guardando! Ragazzi torno fra poco a rispondere perché ho una cosa urgentissima da fare che non può aspettare).

Immagino le riunioni familiari Pedrini – Crow. Una caciara… Vero?
Eccomi di nuovo. (Paige è più sfatta di prima, ma è sempre qui che vigila). Diceva delle riunioni di famiglia. Mamma santa che gran casino. Adesso che i gemelli sono cresciuti e abbiamo la bellezza di quattro gravidanze quasi contemporanee (penso che lo avete letto in Lovin Xmas, la raccolta di racconti natalizia pubblicata insieme a Catherine BC) quando ci riuniamo sembra un centro di igiene mentale. Se viene la voglia a una si scatenano tutte quante per non parlare delle crisi ormonali; le ragazze passano dal piangerti su un braccio ad urlarti contro prendendoti a parolacce. Diciamo che fra me, Jason, Ryan e Ian, non sappiamo più a chi dare i resti. Meno male che Lucinda e George e Dante con Sally ci aiutano a tenerle buone. Quando tutti questi Crow-Pedrini saranno poi sfornati ci ricovereranno direttamente.
Ahia, ahia, ahiaaa (Paige mi sta picchiando ripetutamente con il telecomando della televisione. Che donna violenta.)

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Mentre Emma ti scriveva, hai seguito alla lettera la sua penna, oppure sei stato prepotente e hai fatto di testa tua?
Questa domanda è inutile tanto sapete perfettamente quale sia la risposta. Emma mi ha sempre detto di essere il più indisciplinato fra i suoi personaggi e vado fiero di questa cosa. Nessuno può contenermi, ormai è chiaro a tutti.

Vuoi sposarmi?
Ops. Mi avvalgo della facoltà di non rispondere prima di perdere i gioielli di famiglia a causa di Paige.

Sai se Emma ha altri progetti nel prossimo futuro?
Lei ha detto che con Smash si chiude la serie ma trovo davvero una cattiveria chiudere proprio ora che ci sono dei dolci frugoletti in arrivo. Chi non è curioso di conoscere queste meraviglie? Sono certo che Emma cambierà idea. Ci parlo io
ahahahahaahah (era la risata di Emma)
Mai dire mai.

Vuoi dire altro?
Ci sarebbe così tanto da dire, ma non potete capire cosa significa scrivere con due donne che ti guardano in cagnesco brandendo attrezzi di vario genere sopra la tua testa per picchiarti al primo passo falso. Posso dirvi che dovete assolutamente leggere Smash perché è pieno di emozioni coinvolgenti e se non lo avete fatto poi correte a leggervi tutto il resto della serie. Dovete assolutamente entrare a far parte di questa strampalata famiglia. Ve ne innamorerete.

Hai il fuoco nelle vene, Aidan… Povera Paige, avrà avuto bisogno dello zabaione… Come ha fatto Emma a tenere a bada il tuo estro? Mi correggo, non l’ha tenuto affatto a bada, sei stato prorompente! Quanto è importante l’erotismo in una relazione? Anzi, nella tua relazione con Paige?
Nessuno si è accorto che Paige è più infuocata di me? Ok, io ho corso il rischio delle palle blu numerose volte ma ricordate bene chi mi è saltata addosso per fare la prima volta l’amore e soprattutto come era vestita. La nostra relazione è stata un crescendo ma c’è stata fin da subito una forte chimica che ci ha unito. Ho sentito una forza che mi attraeva verso di lei anche se non ci avevo scambiato che poche parole poi il fuoco è divampato. Si Emma è diventata pazza a un certo punto poi ci ha lasciato liberi di accoppiarci come meglio credevamo tanto, lo ha ammesso lei per prima, era inutile perché saremmo comunque scoppiati. Quindi non ci siamo per niente trattenuti ma credo proprio che ai lettori non sia dispiaciuto per niente. Come si fa a resistere a un pezzo d’uomo come me? Ahia (Ok, mi è scoppiato il mal di testa quindi la smetto altrimenti queste due mi fanno secco. )

Alla prossima e non perdetevi tutta la Smartness Series!

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Grazie mille ad Aidan, Paige ed Emma. In attesa dei tuoi prossimi libri.

Ps. Menzione d’onore alla chiave inglese protagonista indiscussa dei primi due capitoli della serie. 😀

In cucina con… Chi? Golem Edizioni

Chiacchierando riguardo ai libri letti o da leggere, mi sono resa conto che spesso i protagonisti maschili sono perfetti, o quasi.
Invece io credo che anche un personaggio più “umano” possa fare innamorare i lettori. Ho colto la sfida.
Grazie a Golem Edizioni che ha creduto nella mia storia e nei personaggi. Schiaffandomi su Amazon (in e-book e gratis con Unlimited), nelle librerie on line e nelle librerie fisiche.
Link Amazon
Emozione!

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Con In cucina con… Chi? ho voluto creare un uomo un po’ diverso dal maschio alfa: lui non è sicuro e perfetto, anzi è robusto e umano. Quanto ci ho litigato, durante la stesura, perché ho voluto metterlo alla prova, mostrando ogni sua fragilità e debolezza, affiancandolo però a Ermanno Folchi, un cuoco bellissimo, sbruffone e sicuro di sé.

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Magari sarà difficile farlo emergere tra tutti gli uomini perfetti spesso descritti, ma io credo che anche lui abbia tanto da dire, un grande carisma e non gli manchi nulla per essere considerato perfetto, sotto tutti i punti di vista. Calcolando, ovviamente, che nessuno è perfetto. Nessuno è mai davvero giusto per qualcun altro, siamo tutti incastri sbilencamente combacianti con la persona di cui ci innamoriamo.
Questo personaggio è la mia scommessa.

In realtà, ero molto titubante sulla decisione di scrivere o meno un racconto. Credevo di non sapere neanche da dove cominciare. Tempo fa, una persona mi disse di iniziare dal punto e virgola. Quindi, ci ho provato, perché avevo l’urgenza di parlare di un protagonista diverso, un personaggio come piace a me. Me lo sono costruito a immagine e somiglianza di qualcuno che a me farebbe impazzire, proprio come è successo a Emma.
I limiti, anche fisici, esistono per essere affrontati e superati, non aggirati. Trovando l’equilibrio dentro di noi, stiamo bene anche con gli altri e il cuore può battere liberamente per qualcuno che decida di restare, che non regali assenze, ma immense presenze. Due anime diventano una, pur rimanendo ben distinte e fedeli a loro stesse. Per amore non ci si annulla, per amore si cresce, si scalano le montagne, si soffre, e ci si ricostruisce, ma mai ci si annulla.

“Desidero un uomo: uno sconosciuto, incontrato per caso al lago, che continuo a incrociare per mia volontà. Probabilmente, non sa neanche della mia esistenza. Lui è robusto, senza nemmeno un muscolo o tartarughe arroccate sul corpo, ma è bello più del sole e ha tanta sostanza da sfoggiare. E poi c’è Ermanno, sfacciatamente bello e perfetto; è maleducato, insolente e provocatorio quando siamo vicini, ma durante le sue inspiegabili telefonate serali mi dona la sua anima.” Emma

Sembra che un tipo robusto non possa essere attraente, soprattutto se non incarna l’immaginario del solito maschio alfa, ma Emma, ora, desidera il corpo dello sconosciuto ancor più di quello sfacciatamente perfetto di Ermanno.

“Come posso scegliere, posto il fatto che lo chef, quando siamo vicini, è antipatico e strafottente e non mi considera affatto, mentre lo sconosciuto non mi conosce, altrimenti sarebbe conosciuto e non più sconosciuto?” Emma

In realtà, nel personaggio femminile ho riversato un po’ di me stessa, perché io ho sempre desiderato fare questo mestiere. Per un po’ ci sono riuscita, e avrei davvero voluto incontrare uno come Giordano, il suo nuovo datore di lavoro. Sarebbe stata una gran botta di fortuna! Il disastro capitato a Emma durante il primo capitolo, poverina, è successo davvero a me, mentre mi recavo, e durante, un colloquio di lavoro. Andò bene, ma il mio capo non era proprio come Giordano, purtroppo.

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Intervista a Michelino, protagonista dei romanzi di Ferdinando Salamino.

Oh, eccoci qua! Finalmente ci siamo. Sono passati esattamente quattro anni, dalla mia prima INTERVISTA AL PERSONAGGIO proprio qui, su questo blog, ma ora non nascondo la mia agitazione perché l’ospite di oggi è nientepopodimeno che Michelino, il protagonista della dilogia, che a breve diventerà trilogia, di Ferdinando Salamino.
Il Kamikaze di cellophane (Link amazon)
Il margine della notte (Link amazon)
Tutti editi da Golem Edizioni (sito della CE), hanno delle copertine accattivanti ed evocative.
Si tratta di romanzi noir, quindi capirete bene che un pochino di ansia ci sta. 

Michele si è da subito accalappiato l’attenzione dei lettori, attirando consensi e anche affetto, strano per un personaggio del genere, ma tant’è. Gli hanno addirittura affibbiato un diminutivo come nomignolo. Chissà se l’autore ne ha capito il motivo.

Questa volta, c’è una guest star a condurre l’intervista insieme a me. Si tratta di Valentina Piazza, altra formidabile autrice che già molti conoscono e apprezzano. Qualche giorno fa ho intervistato Gabriel, il protagonista del suo ultimo romanzo (link)

Ma bando alle ciance… si inizia proprio con l’irriverente Valentina, che ha già letto tutti e tre i romanzi, anche quello ancora inedito, e conosce bene sia la storia che Michele.

Vale: Ciao Michele, come vanno le voci? Parlano adesso o stanno in silenzio?
Michelino: Bene. Male. Non so. Ci ho trascorso tre quarti della mia vita, con le voci nella testa. Di solito, mi obbligavano a tagliarmi. Usavo di tutto: vetro, lamette, persino la guardia di una lattina, una volta. Ai demoni di cellophane nascosti nella mia corteccia cerebrale piaceva vedermi sanguinare e io li accontentavo, come si fa con le divinità. Non promettevano vita eterna o altre ricompense, soltanto qualche ora di silenzio.
Avevo trascorso metà della mia esistenza convinto che, se fossi riuscito a mandare via i demoni, sarebbe cambiato tutto.
Quando Elena mi ha lasciato, i demoni se ne sono andati con lei. Niente più voci, né tagli e, sorpresa delle sorprese, mi sento perso, senza di loro. Più solo.

Ascolta, io e qualche altra lettrice ti seguiamo (siamo un po’ le tue groupies, no) quindi a noi lo puoi dire… Quanto è pesante Elena? Non tanto di peso corporeo, quanto morale… Ecco… Diccelo, dai, non lo diciamo a nessuno.
Come peso corporeo Elena è leggerissima. Come peso morale, impossibile giudicare qualcuno a cui è successo tutto ciò che è successo a lei. Mi arrabbio un pochino quando la definiscono una “lagna”, perché se vieni abusata da ragazzina e poi qualcuno ti stermina la famiglia, secondo me, hai diritto al dolore. D’altra parte, se ti volti un po’ intorno, in questi giorni c’è un sacco di gente che dice “chi se ne frega, tanto schiattano solo i vecchi!”.
Ecco, poi se vuoi possiamo parlare delle cose che succedono quando mi arrabbio un pochino.

Hai mai pensato di lasciarla? (la domanda è totalmente disinteressata).
La lascerei soltanto per te.

In caso di risposta affermativa alla precedente domanda: ti vorresti mettere con me? Si-no. Barra la casellina. Se hai risposto negativamente, ignora la domanda.
Sì, vorrei tanto. Divorzi?

Poi, parliamo un po’ di te: cosa volevi fare da piccolo? E adesso che sei grande? Hai sempre sognato di filettare la gente o è stata una rivelazione tardiva?
Da piccolo volevo fare il pediatra. Ti rendi conto? Mi ci vedi, in una stanza con un bambino e tanti oggetti appuntiti? Il problema è che ho un problemino col controllo della rabbia, ma ci sto lavorando. Da grande ho fatto il paziente psichiatrico, il factotum in una palestra, il poliziotto, il detective privato e lo scrittore.
In realtà io ho iniziato filettando me stesso. E’ stata la mia prima specialità. L’idea di farlo con gli altri è arrivata col tempo, quando ho iniziato a capire che in giro c’erano mostri peggiori di me.

Ti lasciamo nel Kamikaze in fuga, e ti ritroviamo poliziotto, vuoi parlarcene? Cioè, perché? Ma perché? (Soprattutto perché ti continui a tenere LA SECCA?! MA WHY???)
Beh, tutti da bambini giochiamo a guardie e ladri, e a volte facciamo le guardie, altre volte i ladri. Siccome da bambino non è che avessi molte occasioni di giocare – un po’ perché ero timido, un po’ perché mio padre era un violento ubriacone e l’ultimo suo pensiero era portarmi al parchetto – ho iniziato a giocarci da grande.
Scherzi a parte, essere un poliziotto mi piaceva. Il mio psichiatra ti direbbe che quelli come me spesso entrano in organizzazioni militari perché hanno bisogno di struttura, di qualcosa che li tenga insieme perché hanno un’anima frammentata. Magari ha ragione. Sarebbe la prima volta.
Sto con Elena aspettando che tu lasci tuo marito e scappi con me, non si era capito?

Hai mai pensato di scrivere un manuale: 1001 modi per usare un rasoio?
In realtà, di modi per usare un rasoio ne ho sempre conosciuto soltanto uno. Poi qualcuno mi ha spiegato che si può usare anche per radersi.

Un pregio e 10 difetti di elenuccia?
Elena sa guardare la propria meschinità senza fuggirne, senza giustificarsi e senza inventare scuse per sentirsi meglio con se stessa. Si guarda allo specchio e vede le cicatrici di ogni singola mostruosità che è avvenuta nella sua storia. Elena non mente mai per sentirsi meglio, né a se stessa, né agli altri. Questo è il suo più grande pregio. Ed è anche l’equivalente di dieci difetti.

E, per finire, come sarebbe un figlio tuo e della secca? (mamma mia, non voglio neanche pensarci…)
Bellissimo come lei, disturbato come me. O disturbato come lei e… vabbè, meglio non pensarci.

Caspita, che storia. Davvero interessante. Siete due folli! Ora, però, tocca a me, soddisfare alcune curiosità che spero siano gradite anche ai tuoi lettori. Intanto ti chiedo perdono, ma ancora non sono riuscita a leggerti, ma a breve rimedierò.

Io: Quando il tuo papà letterario ha posto sul foglio la prima parola della tua storia, avresti mai pensato di fare un cammino così lungo e intenso?
Michelino: Se non mi hai ancora letto nonostante tutte le cose belle che ti dicono di me, può significare solo due cose: o non ti fidi degli altri (e fai bene) o hai paura di me (e fai bene).
A dir la verità, quanto sarebbe stato lungo il cammino, da quella prima parola, non lo sapeva neanche il mio papà.

Il primo titolo, Il kamikaze di cellophane, è molto accattivante e particolare. Cosa significa? Cosa rappresenta per te? Lo ha scelto Ferdinando oppure sei stato tu a soffiarglielo nelle orecchie?
Non ricordo chi lo abbia sussurrato a chi, però ci unisce e parla di me.
Il Kamikaze, il “vento divino”, era un tizio che accettava di schiantarsi contro una portaerei, distruggere se stesso per annientare il nemico. Perché lo faceva? Per amore. Per proteggere qualcosa di più grande, più importante di se stesso. Io sono così.
Il cellophane? Io e papà chiamiamo Cellophane il demone che, ogni tanto, vuole portarci via dal mondo e dalla vita.

Parlaci di Elena e del sentimento che vi lega.
I Kamikaze erano pronti a morire per la patria. Elena è la mia patria. Non so spiegartelo meglio di così.

Chi sei tu, Michelino?
Un bravo ragazzo.
Un divoratore di libri.
Un timido.
Un violento.
Un figlio devoto.
Un assassino.
Un pugile.
Uno psicopatico.
Un poliziotto.
Un paranoico.
Un uomo innamorato.
Scegli tu.

Caspita… tutte belle identità, eh…
Ti senti bene nel nomignolo a cui i lettori ti hanno associato? Sembra più una coccola. Forse, a te, ci si affeziona? È strano, sai?
Con tutte le cose che ho fatto, mi sarei aspettato odio e diffidenza, invece un sacco di persone hanno finito per amarmi. A volte mi chiedo cosa ci sia, in me, che induce chi mi legge a perdonarmi qualunque cosa. L’ho chiesto a mio padre, ma non lo sa neanche lui.

Le ombre… cosa rappresentano?
Luce, da qualche altra parte.

Tanto non ci sente… Mentre Ferdinando ti scriveva, hai seguito esattamente le direttive della sua penna? Oppure sei stato prepotente ed è stato il contrario? Magari tu stesso hai guidato l’autore nel raccontare la tua storia.
Io non faccio mai quello che mi si dice, è uno dei miei problemi. E’ anche il motivo per cui finisco nei guai così spesso. Però non sono un prepotente, ho molti difetti ma non quello di voler imporre la mia volontà. Per chi come me è stato prigioniero tanto a lungo, la libertà è il valore più importante. Non mi sognerei mai di toglierla a qualcuno.

Dicci qualche curiosità su Ferdinando, qualche aneddoto divertente.
Non c’è niente di divertente su Ferdinando. Lui crede di essere uno spasso, in realtà è di una noia mortale. Ma tu non dirglielo, che metti caso poi gli viene voglia di farmi fuori.

È stato facile scriverti? Sei venuto fuori subito oppure hai avuto una gestazione più lunga?
Dieci anni. Tu che dici?

Vuoi dire qualcosa ai tuoi lettori?
Siccome molti lettori mi scrivono dicendo “sai, dopo averti letto mi sono venute un sacco di idee” vorrei soprattutto dire “don’t try this at home”. Lasciate perdere, a vendicarsi si vive male, ve lo dice un esperto.

E a Fedinando?
Papi, adesso basta.

Infine, hai campo libero se vuoi dire qualcosa che ancora non hai avuto modo di dire.
Pensateci bene, prima di leggermi. Magari siete persone a cui piace pensare che esista un confine ben definito tra i buoni e i cattivi, tra i folli e i sani di mente. Se decidete di ascoltare la mia storia, potreste cominciare a dubitare, e il dubbio è una macchia d’olio sul mare piatto.

Grande! L’intervista è finita. Ora conosciamo qualcosa in più su di te, anzi, ti conoscevamo già molto, perché sei un tipino molto seguito, osservato e amato, quindi sembra quasi che tu non abbia più segreti per le tue lettrici, ma non credo sia davvero così. Come tutti, mantieni sicuramente i tuoi segreti che dovremo scoprire da soli man mano.
Ti lasciamo tornare ai tuoi affari e alla tua Elena. Grazie mille di essere stato con noi, soprattutto in modo tranquillino e pacato. 

Pfui! È andata… Tutto a posto!

In molti consigliano la lettura di questi volumi, che sono collegati ma godibili perfettamente in modo singolo. Dei noir d’autore, che catturano le sinapsi e, a quanto pare, avvolgono tra le loro spire e non ti lasciano più andare.

Intervista a Gabriel, protagonista del libro “La scelta dell’angelo” di Valentina Piazza

Emoziooooneeeeee!
Io ho conoscenze alte… ma quando dico alte, intendo proprio alte… ma alte elevate… ma elevate putenti… 
sto parlando nientepopodimenoche…
…di un ARCANGELO. Gabriel, il protagonista del nuovo romanzo “La scelta dell’angelo” di Valentina Piazza. (Link amazon) Un libro che intreccia sapientemente presente e passato, ricostruendo le vicende storiche del nostro passato, come la peste, la carestia, la violenza ai tempi dei nazisti, la conquista… tutte cose che Gabriel e i suoi fratelli hanno dovuto combattere.
Come al solito, Valentina ci fa camminare sul filo che divide, unendo, la realtà dalla fantasia, e i loro fili si intrecciano senza riuscire più a capire dove finisca l’una e dove inizi l’altra. 
Gabriel nasconde un segreto. Come tutti i suoi fratelli, ha attraversato le ere della storia, compiendo una scelta che ha cambiato il suo presente, determinando per lui un nuovo futuro. 

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Ma cosa succede quando Gabriel incontra Lilith?
“Gabriel è pronto a sfidare ogni legge, pur di salvarla. Darà tutto, solo per poterla amare…”

“Il mio amore per te è estremo, nasconde una potente luce che folgora, ma brilla a tal punto da proiettare su di me le ombre eterne della nostra dannazione.” 

Eccolo, emana una luce avvolgente, cioè non posso vederla ma la percepisco, entra dentro di me e mi riscalda. Ed è bellissimo. I suoi occhi sono profondi, da perdersi al loro interno. E sembra potente, dà sicurezza.
Mi tremano un po’ le gambe, lui in silenzio si avvicina a me e mi saluta. Io lo faccio accomodare e inizio subito con la prima domanda.

* Parlami brevemente di te, Gabriel.
Ciao Alessia, è un piacere rivederti. Io sono un medico primario, ma tu già lo sai… Per la precisione un chirurgo pediatrico del Saint Thomas Hospital di Londra. Ho lavorato per Medici Senza Frontiere e ho visto il mondo, ma Londra è quanto di più vicino a una casa io abbia mai avuto.

* Cosa hai sentito, mentre Valentina scriveva il romanzo? Eri come risucchiato dalla forza della sua penna?
Valentina mi ha semplicemente lasciato vivere, devo dire di essere stato prepotente nel voler raccontare la mia storia, non tacevo mai e mi sono riversato sulla pagina. Un comportamento molto poco angelico da parte mia…

* Vuoi dirle qualcosa?
Vorrei dirle grazie e chiederle scusa se sono stato impetuoso nel raccontarmi, ma non potevo farne a meno, so anche che lei lo sa già.

* E Lilith?
La mia Lilith è l’ancora che mi tiene sulla terra, il perno che mi permette di bilanciare il divino e il terreno, è l’amore della mia vita. Se chiudo gli occhi mi sembra di vederla, è sdraiata sul divano e sta leggendo un libro; è bellissima… 

* Mentre Valentina scriveva, quindi, hai detto di non aver seguito le sue idee, ma sei stato prepotente e capriccioso e hai fatto di testa tua?
All’inizio ho obbedito, sono stato calmo e ho seguito l’idea di Valentina fedelmente, ma presto è uscito il mio vero carattere e la rabbia che mi attraversava, unita all’amore che iniziavo a vivere, ha fatto esplodere le emozioni che, a quel punto, sono state difficili da contenere. Allora ho iniziato a essere prepotente, a voler dire e fare.

* Saresti contento se Valentina scrivesse degli altri Arcangeli, i tuoi fratelli?
Mio fratello Michael ha un passato difficile e un avvenire da scrivere, sarei felicissimo se Valentina parlasse di lui, come anche Rafael, il più ponderato fra noi, potrebbe avere dei segreti, nascosti nel suo nobile cuore.

* Cosa si prova a spiegare le ali e a volare? E ad amare?
Volare per me è lasciare che l’angelo viva. Tenere le ali nascoste è difficile, è una punizione; volare è la libertà. Amare, d’altra parte, mi fa sentire umano e la Terra è il posto che io ho scelto; prima amare era impensabile, ma ora è inevitabile, trovare Lilith è stata una fortuna, tenerla con me sarà una sfida. Dopotutto, lei resta umana… ma non voglio pensarci per adesso, voglio vivere il nostro amore. Se verranno dei problemi sono sicuro di poterli affrontare. 

Mentre risponde a questa domanda si alza e spiega le ali. E il mio cuore inizia a correre veloce: è immenso, regale, irreale. Eppure è qui, davanti a me, e io mi sento invadere da un calore e da una sensazione così piacevoli che mi sembra di essere protetta e invincibile.

* Ultima curiosità. Vuoi dire qualcosa ai tuoi lettori?
Ai lettori dico grazie, grazie della fiducia e della compagnia. Già, compagnia, perché se io la offro a voi con un libro da leggere, non vuol dire che voi non la diate a me con la vostra presenza… Grazie di cuore. 
Io credo che questo messaggio arrivi da parte di Valentina che la lascia dire dalla bocca del suo angelo.

Grazie Alessia, è stato davvero un piacere parlare con te, spero che ci rivedremo presto.
Grazie a te, Gabriel, di tutte le emozioni che mi hai fatto provare.

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Bene, Valentina, questa è una cosa che io dico a te, e anche molte altre lettrici te lo impongono, immagino. Ora devi regalarci anche la storia di Michael e di Rafael… Ma in realtà potresti continuare ancora, eh. Vogliamo l’Enciclica… ahahahah! (Link pagina autrice facebook)

Leggendo questo libro io mi  emozionata e ho vissuto alcuni stralci delle epoche passate col fiato sospeso. Gli ingredienti ci sono tutti. Mistero, suspense, amore, avventura e passione. Sì, perché l’angelo, in quanto a passione, non ha nulla da invidiare ad altri. La sua passione è tutta umana. Quindi mescola nel suo animo la sua immortalità di angelo eterno e divino con gli istinti di noi mortali. Mix esplosivo.

Grazie di avermi aperto le porte del Paradiso.   

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Richiesta di panda

eccolooooo!!!!!! il pandino, dico! visto che ysintricchio non ha confessato che ero io ad avergli chiesto il disegnetto dell’animalotto in via d’estinzione perchè è pigro, lo grido io a tutto wordpress!!!!! hahaah!!!!! Non so se avete letto “L’Ysingrinus cortese”, ma con Incagliatoh abbiamo convenuto che Ysin sia un disegnatore gentilone, e per questo ci siamo un po’ scompisciati, ma è così perchè lui soddisfa tutte le nostre richieste disegnettolesche! anche se stavolta mentre disegnava il mio socino ha dovuto prendere la vitamina c… Vedi che significa frequentare il dio delgli starnuti?!?!?!

Discussioni concentriche

Si aggiunge un nuovo animale alla collezione di animali richiesti da altri. Per quanto si dica che i panda siano animali calmi lui non stava fermo un attimo, ho dovuto rinchiuderlo in una cornice nera per mantenerlo calmo.
Non avendo un pennello sotto mano ho usato le dita per acquerellare la matita acquerellabile.1
Se non mi ridate il mio bambú ne avrete di che pentirvene. Se non mi ridate il mio bambú ne avrete di che pentirvene.
Bello non sarà bello, bravo non sarà bravo, ma alla fine è un panda.


  1. Inoltre l’acqua era sporca di vitamina C che avevo preso prima di bagnarmi le dita.?

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Intervista a Lia

stamattina mi è venuta voglia di ribbloggare un’intervista a lia di aprile! in tre mesi ne sono successe di cose… addio sisotta, spannolinamento, bagni al mare di acqua e sabbia!!! però visto che sta crescendo sempre più e a settembre andrà a scuola finalmente, stamattina mi rileggo le “sue” parole!

ilmioblogpercaso

Ciao Lia, quanti anni hai?

2 e più!

quando sei nata?

il 23/11/2012 all’ospedale sandro pertini di roma

cosa ricordi di quando eri nella mia pancia?

ricordo che quando sono arrivata e ancora non lo sapevi ci hai messo un po’ per renderti conto perchè non ti sembrava possibile fossi arrivata così in fretta!

la serenità, l’allegria, le cosine che mangiavi pochine e in continuazione…

eh si, ma avevo la nausea tutto il giorno! Poi?

la musica che ascoltavamo

il ginecologo che appena mi vedeva con l’ecografia mi diceva “buongiorno” e quando mi faceva le foto diceva “ecco le zampette”.

e la prima volta che ho sentito il tuo cuore battere, mi è sembrata la corsa di un cavallo lungo il mara, un tamburo a festa, un martello pneumatico a festa… scusa, continua.

ricordo le parole che mi dicevi e le carezze che mi davi, le coccole col nostro coniglietto…

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Sarà la primavera…

ma che ti ribblogghi da sola????? hihih!!!! eh già, perchè mi sono accorta che il tempo corre corre e probabilmente non serve a nulla affannarsi per cercare di raggiungerlo…. quando sei piccolina le estati sembrano infinite. da ragazza vuoi fare tante cose e non ti accorgi che passa. oggi la mia estate sta volando… non me ne accorgerò e già sarà natale! quindi mi voglio rileggere quel post che avevo scritto a primavere! una volta ho dedicato piccola stella senza cielo di ligabue a qualcuno, ora la dedico alla mia piccola lia, che prima o poi diventerà una stellina per qualcuno…

ilmioblogpercaso

In questi giorni sono in vena di ricordi, sentimentalismi… Sarà la primavera…

I pensieri di quando sei ragazza sono tutt’altro di quando hai una famiglia…

Ricordo i primi giorni di scuola, le prime cotte per il compagno di classe, o per il bello dell’istituto…

le prime emozioni guardando un film immedesimandosi nella protagonista…

Vuoi essere mia amica…

scriviamo un bigliettino a Fabio e digli che ti piace…

Mi passi il compito…

Ma come ti sei vestita???

le prime uscite con le amiche…

la prima vacanza da sola…

la patente…

le prime cotte…

io e la mia amica che ci svegliamo all’alba per andare a prendere un caffè a santa marinella

le prime gite con il gruppo di amici di allora…

quando ho passato due ore a stirare i miei capelli mossi perchè dovevo uscire con un tipino carino e lui poi, chiacchierando, ha detto che adora i capelli ricci… è…

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Cookie Law Banner: Finalmente WordPress ha rilasciato il WIDGET ufficiale!

grazie ai cookie ho conosciuto un altro spazio virtuale da seguire! il suo articolo è stato ribbloggato da una mia amica di blog, ed ora lo faccio anche io, cosicchè possa essere visto da più persone possibili! Grazie dell’aiuto, piero!

Geometria delle Emozioni

Finalmente WORDPRESS si è adeguata alla legge sui cookie voluta dalla EU, entrata in vigore anche in Italia circa un mese fa.

Ora possiamo eliminare i fastidiosi widget testo che occupavano spazio e impedivano di mettere in rilievo altre informazioni, sostituendoli con un comodo banner che scompare al click.

Il banner si chiama EU COOKIE LAW BANNER ed è presente tra i widget del nostro menu PERSONALIZZA. È un WIDGET come tutti gli altri.

Dovete solo accedere e personalizzarlo. Se lo lasciate così com’è, rimane in Inglese  e fa riferimento all’informativa ufficiale di WordPress.

Cookie Law

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Giochiamo a comporre

hihihih!!!!! ci si deve sempre inventare qualcosa di carino!!!!!

Mamma Tester

La fase dell’organizzazzione casa/vita/attivita’ del cucciolo piu’ grande sta procedendo, lenta ma bene.
Abbiamo gia’ riordinato l’armadio nel corridoio del piano terra e gettato cose inutili ed inutilizzate, il vecchio cappotto di Nino (il nostro cucciolo a 4 zampe di cui vi parlero’ piu avanti perché merita un post tutto suo 🙂 ) che per sbaglio ho butttato in lavatrice a 90 gradi 😀 :-D, e sistemato scopettine, borsettine, scarpettine, tutte le cose ine ine insomma.

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