Non ho sonno…

Non ho sonno…

Chiudo gli occhi e conto le pecore, ma inevitabilmente queste iniziano a guardarmi strane, a farmi le smorfie e saltare gli steccati facendo le acrobazie… Evidentemente hanno mangiato un po’ di erbetta della mia amica Blondie che poi è anche la fornitrice di haidi…

Quindi il mio cervello frulla, gira e va… La mia capoccina non ci capisce più nulla. Questo periodo mi sento sospesa… Come in una bolla, o in bilico su un filo che unisce due nuvole. Guardo giù e mi gira la testa, ho paura di cadere… Che caspita di sensazione: sono seduta sul letto, appoggiata al mio comodo cuscino eppure mi sembra di perdere l’equilibrio… Se la bolla di sapone scoppia? O se metto male un piede mentre cammino sul filo e faccio la frittata?

Se invece provo a essere coraggiosa e vado avanti, arrivo sulla nuvola di zucchero filato, e chissà che mondo particolare trovo… Omini cicciotti fatti di mashmellows? Unicorni che mi invitano a giocare con loro usando le nuvole come fossero tappeti elastici? Oppure potrei fare lo scivolo sull’arcobaleno, e magari trovare anche il pentolone con il tesoro degli gnomi!

Perché anche se sotto diluvia, sopra le nuvole c’è sempre il sole, e magari riuscirei anche a conoscere finalmente nonno in cariola con le mutande viola che è responsabile dei tuoni durante i temporali…

Qualche giorno fa in un commento ho scritto che ognuno di noi è sempre l’altro di qualcuno… O l’altrove..  C’è sempre una controparte… Non siamo da soli, fortunatamente, aggiungerei… C’è quindi la possibilità di far bene, o anche di ferire invece, anche involontariamente…
Menomale che è l’una di notte e questo post non lo leggerà nessuno perché mi rendo conto che sto scrivendo pensieri sconnessi, sbilenchi, senza un vero significato, ma che stavano per scoppiarmi dentro e dovevano per forza uscire prepotenti.

Io cerco di essere sempre positiva e lasciare un sorriso, e chi mi conosce, o esce con me sa che sono una capretta pazzerella, tranne quando mi impegno ad essere seria… Ma a volte ho bisogno di sedermi, contenere i miei spazi, guardando magari uno spigolo a cui aggrapparmi….

Che ne è di me bambina? Potevo dire anche “che ne sai tu di un campo di grano” ma poi non avrei potuto scrivere che invece che chiederci cosa vuoi fare da grande, dovrebbero domandarci cosa vuoi fare da piccolo? Mi piacerebbe vedere il mio mondo di ora con gli occhi di me bambina, quando tutto era immenso e nuovo, da scoprire…

Quante cose che mi vengono da scrivere, ma sono troppo affollati i miei pensieri che non mi ci stanno facendo capire più nulla…

Prima scrivevo molto di più su questo mio strampalato blog, aperto per caso, nonostante io non abbia le capacità per scrivere dei testi o dei racconti stilisticamente corretti. In realtà all’inizio neanche sapevo cosa e se avrei scritto davvero… Invece mano mano che andavo avanti scoprivo, e continuo a scoprire cose di me che non conoscevo… Sinceramente sta cosa mi destabilizza un po’…

E poi io prima di qui, non ero mai stata così sociale, infatti con molte conoscenze di questo strano mondo di WP ci siamo connessi anche su altri social… E per me, che un anno fa non entravo mai ad esempio su FB, sta cosa è stranissima… A volte, come questo periodo sento il bisogno di staccare un po’… Ma poi mi spiace lasciare questo mio angolino “virtuale” riservato e protetto che mi serve a sua volta a staccare dal mondo cosiddetto “reale”…
E grazie a questo blog ho conosciuto delle persone con le quali ormai mi sento telefinicamente  e mi chiacchiero anche fuori di qua… Perché alla fine le persone sono persone, indipendentemente dal modo in cui le conosci… E ho sperimentato che quando poi ci si incontra faccia a faccia, e ci si abbraccia ciccia a ciccia, le sensazioni sono bellissime e sembra di conoscersi da tempo!

Bene… Vorrei provare a leggere un libro, o guardare un po’ di televisione, che magari arriva Morfeo e mi rapisce… Che sia gnocco almeno. Mi accontenterei anche di un Morpheus come quello di Matrix!

E però sto continuando a scrivere perché non so come chiudere questo post… Come lo chiudo? Boh… Ci penso da almeno venti righe… Potrei semplicemente non chiuderlo, lasciandolo sospeso come mi sento io ora… Magari provo a mettermi a testa in giù e vedere le cose da un’altra prospettiva… Boh… Poi vi faccio sapere cosa ho visto eh…!

Bene. Mi scuso per eventuali errori, o le cose senza senso che potrei avere scritto, ma veramente questo, come d’altronde quasi tutti quelli che pubblico, è un post che ho scritto sull’onda delle pecore che stavo contando per addormentarmi… Come se stessi affidando pensieri e sensazioni al vento, che se li porta via. Dove non è dato sapere…

Di sicuro non mi legge rete vista l’ora, ma se qualcuno per caso si accorge di questo mio post ed è compagno di sonno che non arriva…   Allora buonanotte… O almeno ci proviamo.

Ci vorrebbe il vento…

Come hai fatto? Perché lo ha fatto?
Sei arrivato in punta di piedi e sei entrato dentro di me…
Sei riuscito a camminare a modo tuo nei miei pensieri, dietro ai miei occhi.
Ho sentito il tuo odore, poi sei sceso alla bocca e mi hai fatto gustare il tuo sapore… Io lì, proprio li, superata la gola avevo messo un cancello, un lucchetto che tu hai scassinato. Sei arrivato al nucleo bollente che avevo ibernato… Ma il magma incandescente che non ricordavo di avere ha incendiato tutto… Mi hai presa per mano e mi sono vista con i tuoi occhi. Dicevi che riuscivi a specchiarti in me, che mi avresti camminato accanto…

Poi sei sceso più giù e hai travolto ogni mio senso… Ti ho sentito nei miei respiri, nei miei battiti… A lungo hai danzato sopra di me, sopra il mio corpo nudo e assetato di te, di noi, della tua pelle, dei tuoi respiri dentro ai miei… E ci siamo scambiati tutto quello che potevamo scambiare, mescolandoci l’uno nell’altro… I battiti che rallentavano, poi acceleravano al ritmo del nostro possederci. Ho abbandonato tutti i miei orpelli, le mie paure, nuda di ogni vestito e pensiero, davanti a te, con tutte le mie cicatrici che tu volevi cospargere di miele…

Invece ci hai tirato il sale. e come brucia ora tutto questo…

Ora dove sei? Perché hai trovato l’uscita? Le tue impronte sono rimaste dentro di me, come le orme sull’ardente deserto… Ci vorrebbe il vento… Non puoi essere tu ora soffiare sul mio animo per spostare la sabbia e cancellare il tuo passaggio…

Nessuno potrà riempire quel mio pezzettino di cuore, perché ti appartiene…

Ora posso solo aspettare la marea, che come in spiaggia arriva e porta via con sé le scritte lasciate sul bagnasciuga…

Per una cosa devo ringraziarti però… Hai finalmente riaperto la porta del mio cuore, e stavolta non la chiudo, semplicemente la accosto, in attesa di una nuova brezza, un brivido che faccia ancora vibrare tutti i miei sensi, per potere gustare quel sapore così buono e intenso.

E allora respiro e aspetto un nuovo giorno e un nuovo orizzonte…

 

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Bentrovati! che belli che siete! Mi siete mancati!

Ciao a tuttiiiii!!!!!

che bello ritrovarsi di nuovo qui in questo piccolo spazietto virtuale dove possiamo chiacchierare tranquilli! Dopo un sacchissimissimo di tempo riesco di nuovo a coccolarmi un po’ scrivendo un saluto a tutti i miei amici di blog e leggendovi… Ma sorpresona… sto finendo in spam! uffa…. e allora mi fermo e aspetto di guarire di nuovo! Keypax, Lila, Lella, Topper, Massimo Legnani… Mi tirate su di nuovo da quel brutto posto melmoso e appiccicaticcio che è lo spam por favor! grazieeee!!!! Invece da Guido tutto a posto, sono rimasta alla luce del sole… boh!

Credevate vi foste liberati di me… e invece nooooo|!!!!

Volevo andare a chiacchierare con Laura, Silvia, Scint, Pattina, Mela, Tatella, Silviatico, Thelmina… un po’ tutti ecco, senza che vi nomino, ma visto che non posso commentare aspetto di risalire!

 

Oggi non scrivo nessun post particolare perché volevo prima venirvi a trovare, ma se non esco di nuovo dallo spam non posso…

Quindi semplicemente vi abbraccio e vi mando tanti bacini!

A presto!

 

Piccole bolle sospese… (e scusate l’assenza)

In questi giorni non riesco a essere molto presente nella lettura dei miei amici di blog vecchi e nuovi, o nella scrittura per il mio, perché sto veramente incasinata: mi sono iscritta a un corso, il lavoro un po’ impicciato, il parco fino a tardi… Appena mi spallottolo recupero tutto… Intanto non dimenticatemi eh! Tipo Renato Zero!

Volevo comunque liberare nell’aria delle piccole bolle sospese… L’ultima riguarda un pensiero sul corso che sto facendo, le altre sono tutte diverse!

 

 

Le mie piccole bolle sospese:

 

* Nonostante siamo distanti centinaia di chilometri, mi fa stare bene sapere che stasera ci ritroviamo a godere della stessa luna sensuale, ricamata su un cielo puntellato di stelle abitato da comete e pianeti sconosciuti….

luna

 

 

* La camera da letto vuota… Un letto troppo grande, inutilmente grande. Nessuna cravatta fuori dal cassetto, nessun calzino fuori posto…

L’orologio segnava le quattro, tra un’ora si sarebbero rivisti. Stava iniziando a piovere e i suoi occhi si velarono: raramente piangeva Elena se soffriva, ma per assurdo le venivano i lucciconi se era felice.
Pioveva e Matteo sarebbe arrivato fradicio. Eccolo, la guarda. Il cuore si ferma. Matteo ride e per Elena fu come se vedesse spuntare di nuovo il sole.

donna

 

 

* Percorro  il viale, saltello sulle foglie, gli alberi mi osservano mentre il mio cuore impazzisce…
Le mie parole regalate al vento, dove arriveranno non è dato sapere…
E se anche il cielo piove, io mi specchio nei tuoi occhi e vivo gli infiniti mondi a cui apparteniamo.
Camminiamo sulla sottile linea di confine che separa, ma unisce indissolubile le nostre anime…
Silenzio avvolgente, urla silenziose, corse da ferma, fermate affannose. Ghiaccio bollente sei tu sopra di me.
Ci mischiamo la pelle, le anime, i respiri, in questo mondo perso per sempre e trovato dal mai…

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ps. La foto con i fiori gialli l’ho sgraffignata a delle Orearovescio!

 

 

* Il sapere non occupa spazio…

sapere

 

 

* Ed ora vorrei estrarre una citazione dal mio libro…

Un libro fatto di sensualità, dove due amanti si incontrano danzando l’uno sull’altro, respirandosi, vivendosi, scambiandosi pelle ed anima da non capirci più nulla…

Oppure di vecchie librerie di legno che scricchiolano sotto i piedi che profumano di zenzero, cannella e pagine di libri…

Oppure di me che diventata una piuma leggera, mi confondo tra le nuvole dalle mille forme, fatte di zucchero filato e panna montata… mi fermo su alberi, panchine, davanzali, tetti… quanto mondo riesco a vedere…

ups… MA IO NON HO SCRITTO UN LIBRO… e neanche saprei da dove iniziare…!

libro

 

 

 

* Tornare  dopo un po’ di tempo a fare qualcosa esclusivamente per me stessa… Una cosa che probabilmente non mi porterà a nulla di particolare se non piacere e soddisfazione personale. Una delle mie passioni dopo la pubblicità (nella quale ho lavorato), il mondo dei libri e l’editoria… Avendo esperienza come impaginatrice già un pochino mi ero avvicinata in passato, ma… Una redazione, l’editing, la CORREZIONE DI BOZZE. Da qui ho iniziato. Entrare in una famosa agenzia letteraria che ha a che fare con editori e scrittori giornalmente… Conoscere gli altri ragazzi che come te sono lì a imparare questa arte. Chi da Firenze, chi da Avellino, chi da vicino come te… Prendere da sola di nuovo la metro per andare in un posto dove imparerai, ti divertirai e ti metterai alla prova. Perdermi cercando una strada che in teoria dovrei conoscere… Respirare… Wow!

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A presto!

Quattro chiacchiere con… G.

E continuano le mie interviste d’assalto! Riesco ad incastrare sempre personaggi portentosi!

Questa volta sono riuscita ad accaparrarmi niente popò di meno che… G.! Ribadisco che la Balivo mi fa un baffo… é solo un tantinin più gnocca e più seguita eh!

Volevo ringraziare il protagonista di queste chiacchiere per avere accettato la mia proposta indecente.

Ti avverto, caro G., come ho fatto con gli intervistati precedenti, che le interazioni tra bloggers a volte non riscuotono un gran seguito, perché potrebbero anche annoiare… Ma noi facciamo le cose per nostro piacere, sperando che sia così anche per chi decide di soffermarsi un attimo a chiacchierare con noi! Altrimenti è come se avessi preso un bel caffè con un bravo scrittore e la sua creaturina!

Chi è G.? Il protagonista del romanzo L’ultimo Abele. Storia di una ossessione di Massimo della Penna. Non lo scrittore, ma il personaggio del libro…! Non metto link, perché questa non vuole essere una pubblicità, ma un momento di incontro, e di riscontro, di curiosità, di confronto. Nulla più! In alcune recensioni è stato rivelato il nome intero di G, ma visto che l’autore lo dice solo alla fine, anche io lo chiamerò con la sua iniziale.

Prima di iniziare: Se fossi una libreria, vorrei che tu fossi in bella vista tra i miei scaffali; se fossi un editore, non mi farei sfuggire l’occasione di averti con me; se fossi un’agenzia letteraria, staremmo sempre a fare macello in giro per farti volare… Ma non sono nulla di tutto questo, e mi accontento di essere stata vicino al tuo autore poco prima e poco dopo che ha pigiato il bottone della pubblicazione! Ci sarò anche per Telemaco e tutti gli altri! 

 

Le presentazioni:

Avvo: Massimo della Penna. ps. scusate se vi siete presi appaura, è nu poco inquiedandO, ma assicuro che è nu bravo guaglione!

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Alessia ed Abeluccio: scovate Abele! Chi lo trova vince un bacino da Avvo o da me… Emh…. Poteva andarvi meglio, lo so… Ma questo passa il convento!

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Iniziamo! ps. se mi viene voglia di fare qualche commento dopo avere letto le tue risposte lo metto nella parentesi quadra sottolineate…!

*purtroppo wp continua a farmi i dispetti decidendo che non posso andare a capo come vorrei e distanziare le domande, perché gli spazi in quello pubblicato sul blog non corrispondono a quelli che io metto nella bozza di scrittura… bah!  allora metto davanti ad ognuna un asterisco, così si capisce meglio… uffa!

 

Via…

* Alessia: Sei stato concepito con carta e penna, a mano? Magari con appunti sparsi e poi assemblati? Oppure sei una creatura puramente digitale?

G: Sono un complesso assemblaggio durato anni. Sono maturato nella sua capoccia bacata, ma poi come sai lui smise di scrivere per 4 lunghi anni e in quegli anni c’erano in giro per casa solo post-it con appunti di me. Poi li ha perduti tutti nel trasloco a Torino… e ha ricominciato da zero. Ma anche stavolta ero un mix. Pezzi di me li puoi trovare ancora oggi nel suo cellulare, pieno di note con dettagli di me. Oppure sulle sue moleskine. Avendo una pessima memoria, ogni volta che gli balzava alla mente qualcosa di me l’appuntava. Ma la scrittura vera e propria, poi, quella è tutta digitale. Non scrive mai a mano quel mattacchione, se non per ricordarsi un pensiero improvviso.

[lo so che purtroppo ha dovuto separarsi da questo suo grande amore per la scrittura… Ma come tutte le passioni vere, tornano e sanno renderci felici]

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* Alessia: Mentre Massimo ti scriveva, ricordi quale era il suo umore? cioè era sempre sicuro di ciò che stava raccontando, oppure ha avuto momenti di sconforto? Mentre ti pensava, scarabocchiava, sentiva anche la musica, oppure era in religioso silenzio?

G: Mi ha spesso scritto con la musica alta, con le cuffie. Era sempre nè euforico nè triste, piuttosto in trance. Quando scrive non connette molto, anche la musica gli scivola via e comunque ha sempre sentito brani senza testo, solo strumentali, spesso valzer o colonne sonore di film (Amelie e Forrest Gump sopra tutti).
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[Amelie…. beh lo sai che sfondi una porta aperta! Mia maestra di vita e sono na pasticciona come lei! In trance mi ricorda un po’ la santeria che prende i cubani quando ballano la salsa. Sai che io la ballavo?]

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* Alessia: Ci dici se Massimo nella vita è disordinato? A propò, sulla scrivania è uno di quelli che tiene la foto dei suoi affetti, vero?

G: Lui è il disordine fatto persona. Non so quante volte ha perso pezzi di me… il file con il libro lo salvava dappertutto per paura di perderlo, ma poi il giorno dopo non ricordava qual era l’ultimo file… quindi prese a mandarsi le mail da solo per sapere quale fosse l’ultimo file ma anche in tal caso dimenticava su QUALE mail lo mandava… insomma è incasinato forte! E sulla scrivania non tiene nessuna foto, nè a casa nè in ufficio….

[si capisce che è un pasticcione! comunque tu sei venuto benissimo! Avrei giurato tenesse una foto sulla scrivania!]

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* Alessia: Come ti senti rispetto al titolo del libro, che si chiama L’ultimo Abele, e  non l’ultimo G.? Chi è il vero protagonista di questo racconto? Io ho una mia idea, ma lascerò che sia tu a rispondere….

G: Il titolo è un altro inganno. Il vero protagonista del racconto è uno solo, a dispetto di tutto: il lettore. In senso molto letterale. Nelle intenzioni dell’autore, credo che né io nè Andrea possiamo fregiarci di essere davvero protagonisti. Solo il lettore, che partecipa con i suoi pregiudizi e le sue sensazioni.

[ecco…. Andrea è un’altra parte fondamentale del romanzo! Ma concordo che questo libro racconta di te G., del tuo scrittore Massimo e di me Alessia, in quanto lettrice… Mi ci sono trovata catapultata dentro,Massimo che mi coccolato portandomi per mano lungo indizi, enigmi, nascondini, salti temporali seminati in tutto lo scritto, ad iniziare dalla numerazione dei capitoli]
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 * Alessia: ti è pesato mettere a nudo la tua vera identità? Quanto piacere hai avuto (o non) che i lettori abbiano sbirciato i tuoi più intimi pensieri?

 

G: La verità è sfuggente… i miei intimi pensieri si possono svelare solo a chi guarda con occhi già predisposti. No, non credo sia messa troppo a nudo la mia identità. La coglie solo chi, come te, già mi vuol bene…

[stesa! eheh! a chi ha abbandonato pregiudizi e protezioni ed è entrato nella storia, non è bastata una sola lettura, ma come me ha dovuto rileggerlo, per il piacere di scoprire tutte le tue sfumature!]
 
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* Alessia: hai pensato che il tuo autore fosse anche molto stronzo a rivelare nel capitolo 0 che il tuo amore alla fine del libro muore?G: Sì, molto stronzo! Non tanto nel rivelarlo… ma nel chiedere poi quello che ha chiesto al mio amore e che tu sai… davvero brutto quello che gli ha fatto promettere!

[Povero G.: non ho parole infatti! Lo so bene si,  ne ho mandate a Massimo duecento registrazioni vocali! :-D]

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* Alessia: Come ha fatto Massimo a costruire una storia così ben fatta, senza che si perda mai il filo logico, nonostante abbia inserito trabocchetti, salti temporali, perdite di memoria… anche se in realtà il filo lo perdiamo noi mentre ti leggiamo, tanto che si va avanti, poi si torna indietro, poi si rilegge qualcosa che avevi inteso in un modo e invece poi capisci che non era così… Ma aggiungo che è proprio questa una delle cose affascinanti di te, mio caro G.

G: Non ne ho idea e non sono sicuro che tutti tengano davvero il filo… in ogni caso, l’amore conta!

[Ligabue docet! 😀 Il filo si tiene eccome! Massimo è stato un bravo ricamatore e tessitore!]

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* Alessia: Sei contento di essere stato scritto in modo che si abbia voglia di rileggerti ancora e non abbandonarti dopo la prima lettura? Ti nascondi tra le righe, ed ogni volta si scopre qualcosa di nuova… Ti senti un po’ uno di quei libri che cambia sfaccettature a seconda del momento e dell’umore che sta avendo il lettore in quel momento?

G: Sì, contentissimo che l’intento dell’autore sia, a quanto pare, riuscito con molti. Tutto è partito dalla prefazione de Una banda di idioti, dove il prof. Walker diceva che Toole aveva scritto un libro che ogni volta che lo rileggeva, cambiava!

[C’è riuscito! Ma chissà se tu sai che il tuo autore scellerato mi ha rivelato la fine del libro prima ancora che lo leggessi…]

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* Alessia: Massimo questa è per te. Come azzarola ti è venuta in mente la numerazione dei capitoli? (visto che tu non me lo dici mai, voglio dirmi brava da sola: visto che ti leggo attentamente io avevo capito subito di cosa si trattasse. Da quel momento ho capito che il libro sarebbe stata una scoperta fantastica!)

Massimo: E’ venuta perché lessi un articolo in quei giorni in cui si parlava del legame tra i numeri e il DNA… originariamente la numerazione seguiva l’andamento di un’opera lirica ma poi c’erano troppi doppioni 😀 (Tipo Andante, Forte, Fortissimo, ecc.)., Volevo creare qualcosa di originale in ogni dettaglio, anche nella numerazione dei capitoli che, a mia memoria, mai nessuno ha usato in modo diciamo non-convenzionale.
[In generale il tuo è un genere che non va a copiarne altri. E’ dinamico, piacevole e originale. Questo libro sa stupire. Appena pensi di avere capito una cosa, nuovi indizi dicono che invece non è così. Un romanzo che segue la formazione e la crescita dei personaggi… o dell’autore stesso? Un crescendo di avvincenti situazioni e descrizioni che portano il protagonisti a crescere e affrontare la propria natura e il proprio destino di “nascita”]
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Altro quiz: chi sa cosa rappresenta la numerazione dei capitoli? si vince la stessa cosa di cui sopra se scovate Abele… emh!
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* Alessia:  G. sei orgoglioso che tra le tue pagine ci siano disseminate tantissime citazioni di autori famosi e importanti, tra cui proprio Della Penna, che si autocita! Si può essere più irriverenti e geniali di così! mado!

G: Ahaha l’autocitazione iniziale mi fa sbellicare da solo! Quanto all’essere orgoglioso ti dirò che no, non ne vado fiero, credo anzi sia un errore di gioventù che non ripeterò. Alla fine viene percepito come inutile ostentazione…

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* Alessia: Che tipo di rapporto vorresti costruire con i tuoi lettori? Vuoi trasmettere degli insegnamenti?

G: Non direi insegnamenti, non credo di avere nulla da insegnare, non so neppure poi chi siano i lettori, come potrei supporre di avere da insegnar loro? No no, quello che mi interessa è emozionarli e stupirli! Mi piacerebbe rimanere in contatto via facebook, dove si può imparare tanto!

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* Alessia: Che effetto fa essere protagonista di un libro che all’apparenza sembra complicato?

G: Nessuna… sono un burattino 😀

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* Alessia: Raccontaci qualcosa di te, la tua personalità, sogni, ossessioni (:-D), paure.

G: Ossessionato dalla figura assente di mio padre… sogni sogni… sogni di diventare uno scrittore affermato… paure paure… paura di morire! Ci tengo troppo alla vita…

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* Alessia: Cosa ti accomuna al tuo papino papà letterario?

G: Non lo ricordo! Ah sì…. la memoria!

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* Alessia: A proposito…. ti rende orgoglioso e pieno di gioia il fatto che qualche giorno dopo la tua pubblicazione abbia visto la luce anche avvo jr, il secondogenito di Massimo?

G: Moltissimo! Un maschio ci vuole… ci vuole sempre un maschio…

[ma con lui è nata anche una sorellina maggiore! Le donne, ah le donne! :-D ]

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* Alessia: G. sappiamo che non hai mai conosciuto tuo padre (hai contato le volte che ce lo hai detto????  prendere un po’ di fosforo aiuterebbe la memoria!). parlaci un po’ del rapporto con tua mamma e della tua infanzia.

G: Mia madre è un’eroina, penso si intuisca dal romanzo. Ha danzato nell’inferno per me con il sorriso sulle labbra… non smetterò mai di esserle riconoscente. La mia infanzia è stata povera ma felice, a tratti drammatica ma come tutte le infanzie, in generale la ricordo con sommo piacere.
[chissà qui chi sta rispondendo…]
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* Alessia: La prima volta che ho versato dei lacrimoni leggendoti è stato quando hai lasciato la tua famiglia per trasferirti a Milano per lavoro… Beh nel momento in cui descrivevi le immagini presenti nel cd che ti aveva lasciato tuo fratello salutandoti io mi sono commossa tantissimo… e Massimo lo sa perchè mentre continuavo a leggerlo (ancor prima che ti pubblicasse: GRAZIE!) parlavo con lui per descrivergli cosa si provava durante questa parte della tua storia… Tutto sto preambolo per chiederti…
Questa è una delle parti autobiografiche, vero? Cosa hai provato quando hai dovuto lasciare la tua terra ed i tuoi affetti?
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Mi sa che qui è Massimo che parla: Assolutamente autobiografica, anche se ho invertito le parti, chi ha fatto quel cd non era mio fratello ma io, e lui non partiva per lavoro ma per matrimonio! Ho provato un senso di sconfitta partendo, e anche di colpa, mi sentivo come uno che scappa dai problemi. Purtroppo temo che al sud siano più grandi di me i problemi…
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* Alessia: G. sei consapevole che il LISTERIN avrà avuto un’impennata nei guadagni grazie a te?

G: AHahhahaah immagino di no! E’ il contrario!

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* Alessia:  cosa desideri per il tuo futuro? Sei in cerca di un editore, vero? Perchè? cosa cambierebbe dall’essere un’autopubblicazione? I diritti? Io non me ne intendo, ma forse ti donerebbe onore e blasone?

G: Sono assolutamente alla ricerca… anche se ho commesso il tipico errore dell’esordiente: non volevo essere giudicato e così ho provato con l’autopubblicazione. L’editore è importante a mio avviso per l’opera di marketing ma soprattutto perchè ti porta nelle librerie, è ancora lì che si vende in Italia!

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* Alessia: Sogniamo. Chi desidereresti interpretasse te e Massimo in una eventuale trasposizione cinematografica?

G: Massimo Troisi, senza alcun dubbio. Proprio un sogno…

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* Alessia: Quando la linea di confine tra autore e personaggio è così fine, non c’è il rischio di confondere i due ruoli…  immedesimarsi e credere di vivere le situazioni dei personaggi di cui si racconta nel proprio libro?
Cosa c’è di te in massimo?

G: La linea di confine è più netta di quanto si pensi. In fondo tutti i personaggi sono “dentro” l’autore, ma non sono MAI l’autore…
[pfui! menomale va!]
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* Alessia:  Attraverso di te massimo rivive un tradimento vissuto in prima persona da parte di un “amico”. Credo che scrivendolo di nascosto tra le tue righe, si sia un po’ alleggerito di questo sassetto? Ti ha presentato dicendo che aveva un buco dentro e che il male era uscito…
G. Sì, molto. E il male che è uscito è proprio il rancore verso quel falso amico. Adesso la questione è chiusa…
 
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* Alessia: raccontaci le sue emozioni nel momento in cui ha pigiato il bottone della pubblicazione… gli tremava il ditino, ve?
G: Assolutamente. Era notte… sua moglie incinta e sua figlia che dormivano… lui solo seduto al pc… una enorme emozione!
 
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* Alessia:  Fatevi una domanda a vicenda!
G: Ci fai o ci sei?
Massimo: Ci sei o ci fai?
[e la risposta ndò sta??]
 
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Porca miseria, mi son dimenticata di chiedere allo SCRITTORE quanto gli piacciono i puntini di sospensione… ce ne sono ottomilamiliardi in tutto il libro!
 
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* Alessia:  Ora ognuno di voi faccia una domanda a me! attenziò, che sono facilmente emozionabile eh!
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Io (Massimo): Ma tu mi vuoi bene veramente?
G: Ma tu lo vuoi bene veramente?
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Alessia: Sei un disgraziato e lo sai! Che ogni volta per dirti qualcosa poi mi devi mandare la rianimazione ( 😀 ) Mo me devi fare vergognare??? e G. che ti asseconda… Uff! Ma secondo te? non se vede???? Varda varda che me lo deve fare dire eh…. TI VOGLIO BENISSIMO, non si vede?!  Mo però devi spendere due minutelli per leggere il mio post prima di questo (se ci fai caso SONO IO), o perlomeno la confessione scritta più grande in grassetto verso la fine. Ti schiaffo pure il link, così fai prima! 
Ti ho incontrato quando ancora eri diffidente e toccava fare na faticaccia per trovare un buchino ed intrufolarsi per arrivare a te. C’ho provato e… o mi denunciavi per stalking o ti prendevo per sfinimento! per fortuna è stata la seconda! 😀  .   Per assurdo sai che ho capito quanta roba sei, molto meglio allora che dovevo fare la spia a Quantico, che se invece ti avessi incontrato adesso che ti fai le vasche nudo per Torino? Forse ora mi sarei lasciata sfuggire l’occasione di conoscerti. Comunque… si capisce che vado in giro a dire a tutti che amico figo ho? Invece tu a me le coccole non me le fai mai e ci fosse na volta che mi inciti! 😀
 
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Ps: Non scherzavo quando ti ho detto che farò un corso di correzione bozze e ti chiedevo se mi avresti regalato Telemaco, o i tuoi futuri best sellers per fare la correzione, appunto!  Sai che anche il mondo dell’editoria mi ha sempre affascinato molto (come quello della pubblicità) e ogni tanto mi immagino libraia! Una di quelle libraie che si contornano di autori e lettori, che propone eventi, letture, condivisioni…. Un po’ tipo agenzia letteraria alla fine! magari!
 
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Bene G. grazie di esserti concesso e vola più in alto che puoi! Noi nel nostro piccolo cerchiamo di aiutarti. Solo ed esclusivamente perchè te lo meriti!
Eccoti in cartaceo, ma sei anche un ebook!
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abele

Volevo scrivere un post fatto di sensualità… CHE GHEZ DI TAG DEVO METTERE? boh! PUBBLICATO

Volevo scrivere un post fatto di sensualità, dove due amanti si incontravano danzando l’uno sull’altro, respirandosi, vivendosi, scambiandosi pelle ed anima da non capirci più nulla…

Oppure scrivere di vecchie librerie di legno che scricchiolano sotto i piedi che profumano di zenzero, cannella e pagine di libri…

Oppure fare un post divertente e irriverente…

Invece? uffa! non riesco a capire cosa ho bisogno di scrivere…

Ci sono giorni in cui ti senti la regina del mondo! Invincibile. Bellissima che nessuno sappia resisterti. Ti muovi come se tutti gli uomini dell’universo da un momento all’altro dovessero dirti “vieni qui che ti scarto e ti assaporo lentamente sciogliendoti sotto la lingua come se stessi gustando uno di quei cioccolatino con la crema dentro…”

Altri in cui ti senti un cesso ambulante, che non servi a nulla, che tutti ti guardano per dire ma guarda questa come si è conciata. ma non si è guardata allo specchio prima di uscire?

sto per pubblicare un non post…. lo sto schiaffando qui sul mio non blog… 

 

Che vuol dire?

E che ne so?

Non ho idee? Ho percezioni strane, diverse, sbagliate, giuste di me…? Boh…

Oggi non mi so capire…

 

 

A volte ti viene da ridere da sola al punto che cerchi di nasconderti per non fare una figura brutta… Risata fragorosa… Risata pienotta… risata coinvolgente… Risata che ristora…

E quando ti va di ballare, o di cantare a squarcia gola? che sensazione fantastica…

Ci sono momenti in cui invece arrivano le lacrime da sole… smosse da chissà cosa che neanche lo vai a cercare sto motivo… Perchè fondamentalmente non ne hai… Lacrime salate… Lacrime calde… Lacrime avvolgenti…

E’ che sto fatto che se sei cupa e buia, o dentro hai tanto dolore, o hai passato tante disgrazie poi se brilli sembra che questo scintillio sia più importante, mi manda ai pazzi….

Invece se hai passato le “sofferenze normali” del crescere? allora quando sorridi tu è meno importante?

Un fulmine…. una luce…. un bagliore… se c’è buio si vede di più.

Se però uno di quei fulmini belli, anzi, ancor più splendente e luminoso, arriva dove non è buio  potrebbe non ricevere la giusta attenzione o importanza solo perchè già è sereno? Allora poi diventa buio e freddo anche li.

Buio e luce si alternano sempre…. Quando vediamo qualcuno che soffre ci facciamo super eroi… Lasciando indietro qualcuno che invece non ha problemi… Beh qual’è la novità? anche le caprette e le pazzerelle hanno bisogno di coccole… di conferme… di vicinanze…

Non sono capace a scrivere… Quanto mi piacerebbe saperlo fare… Eppure mi sono messa a scrivere i miei pensieri su un blog… Perchè? A che serve? E non so dare una risposta…

Il problema mio fondamentale è che se piove cerco sempre di andare sopra le nuvole…. Anche se sotto di loro c’è una tempesta sopra c’è per forza un bel sole splendente. Oppure una luna cicciotta e capricciosa! Sono sicura che la luna sia Donna, non potrebbe essere altrimenti. 

E’ che provo gioia anche ad andare a piedi nudi nell’erba fresca, oppure sdraiarmi sulla sabbia calda e farmela scivolare sul corpo, oppure appiccicare sulla pelle bagnata per poi tuffarmi nel mare…

Ho divagato, come al solito… Se fossi una scrittrice non avrei bisogno di tutti questi puntini e andrei dritta al punto. PUNTO! 

A volte è bello che vengano fatti dei complimenti… e non che sempre si pensi, ma tanto lei non ne ha bisogno…

Oppure che rabbia quando tu che stai sempre li ad incoraggiare e ti fa sentire, passi in secondo piano perchè si stende il tappeto rosso a chi se la tira ed arriva quando vuole o fa comodo… allora? la presenza che arriva a comodo è forse più importante di chi è sempre accanto, anche silenziosamente??? ghhhhhh!

 

Posso fare una confessione??? tanto è un post strano questo…

ho delle difficoltà a “dire” le sensazioni, le emozioni e i sentimenti che provo… proprio mi si stringe la pancia… Anche a scriverlo… Dire ad esempio ti voglio bene mi fa aggrovigliare tutte le budella… Diverso è invece dimostrarlo… In quello sono più brava perchè, anche li mi sicuramente mi imbarazzo, ma io ci sono… te lo dimostro il mio affetto e anche con uno sguardo da lontano mi puoi sentire…

Quindi quando invece il “TI VOGLIO BENE” riesco a dirlo, vuol dire che doveva proprio uscire fuori prepotente!

 

 

Chissà quante altre cose avrei da dire, ma ora non mi vengono…

e allora che faccio??? schiaccio il pulsante “pubblica”??? A che scopo?? Tanto con questo post non sto insegnando nulla a nessuno… Non sto dicendo nulla di particolare… Non farò ridere, ne emozionare… Sarà grammaticalmente scorretto… nessuno potrà dirmi che bei versi hai scritto, o che bel racconto ci hai regalato, o più in generale grazie di averci regalato queste parole…

Pubblico??? non pubblico??? ma si, in fondo non sono una di quelle blogger d’assalto o dive tipo che ne so, quella gnocca di Caterina Balivo, o Chiara Maci (per nominarne due) che non devono sbagliare un post…

E poi non so mai che ghez di tag mettere… Chi si occupa di posizionamento siti o marketing, dice che i tag sono importantissimi per farsi trovare….. io li metto sempre a capocchia perchè ad esempio ora non saprei proprio che tag mettere per posizionarmi e farmi trovare… Certo che è meglio nascondersi perchè se trovassero questo post pensando di leggere chissà cosa, probabilmente mi manderebbero affangul!

I post io lo sbaglio… ma li scrivo col cuore e con la pancia… Quasi mai li rileggo e correggo… Vado, scrivo, pubblico e poi dopo un po’ rileggo per vedere le scemate che ho scritto…

allora…. mi trema il ditino…. vai. vai. vai. Struca el boton!

Pubblica…

PUBBLICATO.

Ups!

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Ps. Questa foto l’ho rubata a kalosf per passeggiare un po’ sulle belle nuvole che ha immortalato a cornice di un così bel paesaggio… letteralmente rubata, perchè lui non lo sa! 😀

…come una piuma

Sentirsi una piuma….

Trovarsi in balia del vento e delle sensazioni…

Un viaggio in continuo movimento, che cambia direzione, si alza su su su e poi torna giù giù giù…

Fermarsi da qualche parte perché è cessato il vento e poi tornare a volare quando ritorna quel soffio.

Una piuma  leggera, che si confonde tra le nuvole dalle mille forme, fatte di zucchero filato e panna montata… si ferma su alberi, panchine, davanzali, tetti… quanto mondo riesce a vedere…

* Due amanti che fanno l’amore: si desiderano, si cercano, si trovano, si scambiano la pelle, si amano, non si risparmiano, si conoscono, fanno giochi erotici, si bendano, si passano il ghiaccio sulla pelle nuda sudata, si accarezzano, si mordono, si annusano, si sussurrano, si nutrono l’uno dell’altro, non pensano ad altro, si guardano, si perdono, si intrecciano… La piuma va e li lascia soli a vivere il fiume in piena di queste sensazioni…

* Un bimbo che nasce: “Aiuto, mi stanno chiamando… devo uscire… che succede… forse devo spingere anche io…  Dentro si stava caldi, protetti, ovattati… ora? sono nudo… che siete??? mi poggiano qui sopra… uh mi sa proprio che questa è mamma… che buon odore, che del tepore, che tranquillità…che bello essere tra le tue braccia! ma quella cos’è… una sisotta!!!! si ciuccia!!!! che gioia!!!! di nuovo quel profumo, quel tepore, quella tranquillità! sono invincibile, qui con te non potrà succedermi nulla!”

* Un albero in mezzo ad un parco: i bambini che corrono, che urlano, che cadono, che piangono…. che sono disarmati e spontanei… si trovano, si danno le manine, altalena, vieni c’è lo scivolo, scendiamo insieme… raccogliamo i sassetti, che sono i soldini: io cucino e tu chiedi e mi paghi coi sassetti… 

Una panchina con dei vecchietti che sereni si godono la giornata di sole dopo essere stati al centro anziani a fare una partita a carte… Guardano cosa accade nel parco ricordandosi delle loro vite, progettando un “vicino” futuro…

Il recinto per i cagnolini che corrono felici, saltellano, zompettano… che occhioni quel cucciolo. c’è un cagnolino di piccola taglia che abbaia come non ci fosse un domani ed il cane chow chow, grande, lo guarda come a dire: ma tu che vuoi?? stai calmo! corriamo, va!

Uh ora tra i rami di questo albero si è fermata una rondinella. Che fa? Ma c’è un nido, non l’avevo visto e neanche avevo fatto caso al cinguettio affamato dei piccolini che ora avidi mangiano dal becco della loro mamma…  Che spettacolo la natura…

Ho immaginato di essere io questa piuma. Ho girato il mondo, entrando in treni, battelli, posandomi sulle spalle delle persone. Ho attraversato deserti, mari, oceani, scalato montagne… Ho incrociato le guerre ed avrei voluto farmi piuma da scrittura per redigere un atto di pace… Ho vissuto momenti in case di persone poverissime, ma ricche di sentimento, dove i bambini giocavano con nulla e ridevano felici ed inconsapevoli… ho girato in castelli pieni di sfarzo e ricchezza dove i bambini ed adulti erano imprigionati e non sognavano altro che fare una bella svolazzata insieme a me… Ho riso, ho pianto, ho desiderato fermarmi in un bel posto accogliente ma poi arrivava quel vento che mi portava di nuovo lontano… Ho vissuto ogni luogo, ogni tempo passato e futuro…

Questa piuma ora si ferma sulla mia spalla, ricordandomi di tornare umana con i piedi per terra, mi sussurra parole in un orecchio: a volte basta un po’ di leggerezza, di magia, ci devi credere. Guarda il mondo dall’altro, saltella, fatti leggera. Se piove, tu arrampicati fin sopra alle nuvole, perchè anche se sotto c’è tempesta, sopra invece splende sempre il sole. Lasciati andare alle tue sensazioni, proprio come hai fatto quando hai immaginato di essere me. Ora se vuoi tienimi con te, che di strada già ne ho fatta tanta e torna a guardarmi ogni volta che hai bisogno di un po’ di fantasia così ti ricordo il nostro viaggio fantastico.