Io… Principessa 2.0… con l’etichetta di fuori.

Vorrei dirti…

Vieni con me.

Ti porto nel mio strambo mondo al rovescio…

Dove ai grandi si chiede cosa volete fare da piccoli… vogliamo imbrattare, ridere, saltare…

Si cade verso l’alto perché la terra è tonda e quindi non possiamo andare più giù dalla parte dei piedi, ma cadendo andremmo più su dalla parte della testa… strana gravità la nostra…

Baricentro sbilenco che mi fa sbandare e sbagliare la retta via del labirinto, così invece di cercare il Bianconiglio che cammina all’indietro inseguito dal tempo (ma non era viceversa?), mi prendo una cotta per il Cappellaio

Mondo sbagliato (o giusto? Chissà!) dove se la principessa bacia un rospo, lei diventa una rana e lui rimane anfibio…

E quando Bella bacia il suo principe, lui diventa la Bestia e alla rosa tornano i petali…

…dove il cattivo non è il lupo, ma Cappuccetto rosso che mangia le ricottine di Maria Piccinina

Per curiosità, l’uomo di latta si è messo le scarpine rosse e ora non può smettere di ballare.

Storia al rovescio che inizia dal lieto fine… anche se partendo dai titoli di coda sapremmo già tutto e… di nuovo sarebbe tutto sbagliato…

…e poi chi l’ha detto che il fine sia lieto?

Magari ad Anastasia si rimpicciolisce il piede, quindi la scarpina di cristallo le entra facilmente e ruba il principe a Cenerentola, la quale andrebbe a consolarsi nel bosco e… incontra un tizio gnocco. Inciampa, cade tra le sue braccia e vanno via insieme sul cavallo bianco di lui… Più avanti sette piccoli nani disperati vegliano il corpo inerme di Biancaneve nella teca di cristallo che purtroppo non riesce a risvegliarsi… Il principe mai più arriverà…

Invece io voglio salvare Fantàsia e la Principessa bambina, volando su Falcor insieme ad Atreyu vivendo una storia infinita… oppure viaggiare nell’imprecisato mondo impossibile su Cassiopea, la tartaruga luminosa, indicando la strada alla piccola Momo per sconfiggere il fumo degli uomini grigi che rubano il tempo…

Voglio mangiare un Umpa Lumpa inzuppato nella cioccolata calda mentre vado su Plutone con l’ascensore trasparente sparato a tutta velocità dalla Fabbrica di cioccolato

Magari mi perdessi nel Labyrinth della Life on Marz insieme al duca bianco… Anzi di Plutone, visto che sto già lì insieme a Willy Wonka.

Nel mio mondo posso finire tra le pagine dei libri e…

…mi innamoro dello strano aviatore di nome Antoine, che guarda le stelle come lo faccio io. Chissà se anche lui, come me, in un tempo lontano, abbia incontrato un certo Piccolo Principe che gli ha cambiato la vita… Lui, de Saint-Exupéry, disegna elefanti mangiati da serpenti… mentre io disegno pipistrelli appesi agli alberi che sembrano ombrelli…

…poi cado nella trappola del pirata enigmista Massimo della Penna che dissemina e centellina indizi della trama dei suoi libri, cosicché divento avida e ho bisogno di continuare a leggere fino alla fine della storia… perché a volte ci sono dei romanzi, come Boris, nei quali puoi trovare una parte mancante di te…

…invece di ballare sogni di rock ‘n’ roll sul mondo insieme a Lighino bevendo lambrusco e mangiando pop corn… inizio danzando un valzer sull’orlo di Merlino, sperando di non pestare i piedi a Cesare, io intanto mi commuovo e cado nella storia con tutte le scarpe e… mi ritrovo al ballo delle debuttanti di Vienna scalza e coi jeans strappati a ballare il twist con Rosario de Meo

…soffio sopra una lieve polvere che era su alcuni ricordi di Giorgia Golfetto… trovo il coraggio di affrontare cose che non capisco o non conosco di me… perché se non è ora, probabile sarà poi: arriva arriva quello che deve arrivare

IMG_20170525_141507Questo ti direi… Perché sono una principessa 2.0 che inciampa, fa le smorfie, ci rimane male se qualcuno cambia atteggiamento senza motivo…. che arriva agli appuntamenti con un tacco rotto e i pantaloni bianchi maculati al color del fango perché una macchina ha deciso che la pozzanghera sarebbe stata meglio sopra di lei che sull’asfalto…

Che vuole abbracciare, ma anche dare sberle se servono e aiutano…

Che ride ride e sorride… ma poi piange e ha bisogno di coccole e bacini…

E invece:

* tu sei, sei, sei… così perfetto… così dannatamente perfetto… preciso…

* e io sono… così semplicemente normale, ma al rovescio… con le cuciture di fuori, come quando indossi un indumento al contrario e si vede l’etichetta, perché tutto questo mio macello alla fine è colorato e imbrattato, ma trasparente…

Poi arrivi e non sono più capace a parlare… ma riesco benissimo ad avere il fiatone, a fermare i battiti e poi i respiri… Sono molto brava a non capirci più nulla e a perdermi nel nero dei tuoi occhi…

E invece…

<<Sembri disegnata… fatta a posta per essere qui con me ora…>>

<<Ma tu sei sicuro che, per come sono io… per come intendo la vita… io non sono adatta per essere accanto a te>>.

<<Eppure, averti accanto, renderebbe me migliore… come uomo>>.

. . .

E vissero tutti……………….

THE END, ma…

Non so come vissero… se felici e contenti… o felici e sbilenchi…

…sicuramente lottando ed emozionandosi. Senza incastri perfetti, ma giusti in quel momento, anche se i pezzi non riescono a essere perfettissimamente allineati…

Foto personali dei libri di Antoine, Giorgia, Massimo e Rosario.

Foto da web di Momo, La storia infinita, La fabbrica del cioccolato e Labirynth

Annunci

Ci vorrebbe il vento…

Come hai fatto? Perché lo ha fatto?
Sei arrivato in punta di piedi e sei entrato dentro di me…
Sei riuscito a camminare a modo tuo nei miei pensieri, dietro ai miei occhi.
Ho sentito il tuo odore, poi sei sceso alla bocca e mi hai fatto gustare il tuo sapore… Io lì, proprio li, superata la gola avevo messo un cancello, un lucchetto che tu hai scassinato. Sei arrivato al nucleo bollente che avevo ibernato… Ma il magma incandescente che non ricordavo di avere ha incendiato tutto… Mi hai presa per mano e mi sono vista con i tuoi occhi. Dicevi che riuscivi a specchiarti in me, che mi avresti camminato accanto…

Poi sei sceso più giù e hai travolto ogni mio senso… Ti ho sentito nei miei respiri, nei miei battiti… A lungo hai danzato sopra di me, sopra il mio corpo nudo e assetato di te, di noi, della tua pelle, dei tuoi respiri dentro ai miei… E ci siamo scambiati tutto quello che potevamo scambiare, mescolandoci l’uno nell’altro… I battiti che rallentavano, poi acceleravano al ritmo del nostro possederci. Ho abbandonato tutti i miei orpelli, le mie paure, nuda di ogni vestito e pensiero, davanti a te, con tutte le mie cicatrici che tu volevi cospargere di miele…

Invece ci hai tirato il sale. e come brucia ora tutto questo…

Ora dove sei? Perché hai trovato l’uscita? Le tue impronte sono rimaste dentro di me, come le orme sull’ardente deserto… Ci vorrebbe il vento… Non puoi essere tu ora soffiare sul mio animo per spostare la sabbia e cancellare il tuo passaggio…

Nessuno potrà riempire quel mio pezzettino di cuore, perché ti appartiene…

Ora posso solo aspettare la marea, che come in spiaggia arriva e porta via con sé le scritte lasciate sul bagnasciuga…

Per una cosa devo ringraziarti però… Hai finalmente riaperto la porta del mio cuore, e stavolta non la chiudo, semplicemente la accosto, in attesa di una nuova brezza, un brivido che faccia ancora vibrare tutti i miei sensi, per potere gustare quel sapore così buono e intenso.

E allora respiro e aspetto un nuovo giorno e un nuovo orizzonte…

 

girl-1521914_960_720

 

 

Piccole bolle sospese… (e scusate l’assenza)

In questi giorni non riesco a essere molto presente nella lettura dei miei amici di blog vecchi e nuovi, o nella scrittura per il mio, perché sto veramente incasinata: mi sono iscritta a un corso, il lavoro un po’ impicciato, il parco fino a tardi… Appena mi spallottolo recupero tutto… Intanto non dimenticatemi eh! Tipo Renato Zero!

Volevo comunque liberare nell’aria delle piccole bolle sospese… L’ultima riguarda un pensiero sul corso che sto facendo, le altre sono tutte diverse!

 

 

Le mie piccole bolle sospese:

 

* Nonostante siamo distanti centinaia di chilometri, mi fa stare bene sapere che stasera ci ritroviamo a godere della stessa luna sensuale, ricamata su un cielo puntellato di stelle abitato da comete e pianeti sconosciuti….

luna

 

 

* La camera da letto vuota… Un letto troppo grande, inutilmente grande. Nessuna cravatta fuori dal cassetto, nessun calzino fuori posto…

L’orologio segnava le quattro, tra un’ora si sarebbero rivisti. Stava iniziando a piovere e i suoi occhi si velarono: raramente piangeva Elena se soffriva, ma per assurdo le venivano i lucciconi se era felice.
Pioveva e Matteo sarebbe arrivato fradicio. Eccolo, la guarda. Il cuore si ferma. Matteo ride e per Elena fu come se vedesse spuntare di nuovo il sole.

donna

 

 

* Percorro  il viale, saltello sulle foglie, gli alberi mi osservano mentre il mio cuore impazzisce…
Le mie parole regalate al vento, dove arriveranno non è dato sapere…
E se anche il cielo piove, io mi specchio nei tuoi occhi e vivo gli infiniti mondi a cui apparteniamo.
Camminiamo sulla sottile linea di confine che separa, ma unisce indissolubile le nostre anime…
Silenzio avvolgente, urla silenziose, corse da ferma, fermate affannose. Ghiaccio bollente sei tu sopra di me.
Ci mischiamo la pelle, le anime, i respiri, in questo mondo perso per sempre e trovato dal mai…

viale  fullsizerender1

ps. La foto con i fiori gialli l’ho sgraffignata a delle Orearovescio!

 

 

* Il sapere non occupa spazio…

sapere

 

 

* Ed ora vorrei estrarre una citazione dal mio libro…

Un libro fatto di sensualità, dove due amanti si incontrano danzando l’uno sull’altro, respirandosi, vivendosi, scambiandosi pelle ed anima da non capirci più nulla…

Oppure di vecchie librerie di legno che scricchiolano sotto i piedi che profumano di zenzero, cannella e pagine di libri…

Oppure di me che diventata una piuma leggera, mi confondo tra le nuvole dalle mille forme, fatte di zucchero filato e panna montata… mi fermo su alberi, panchine, davanzali, tetti… quanto mondo riesco a vedere…

ups… MA IO NON HO SCRITTO UN LIBRO… e neanche saprei da dove iniziare…!

libro

 

 

 

* Tornare  dopo un po’ di tempo a fare qualcosa esclusivamente per me stessa… Una cosa che probabilmente non mi porterà a nulla di particolare se non piacere e soddisfazione personale. Una delle mie passioni dopo la pubblicità (nella quale ho lavorato), il mondo dei libri e l’editoria… Avendo esperienza come impaginatrice già un pochino mi ero avvicinata in passato, ma… Una redazione, l’editing, la CORREZIONE DI BOZZE. Da qui ho iniziato. Entrare in una famosa agenzia letteraria che ha a che fare con editori e scrittori giornalmente… Conoscere gli altri ragazzi che come te sono lì a imparare questa arte. Chi da Firenze, chi da Avellino, chi da vicino come te… Prendere da sola di nuovo la metro per andare in un posto dove imparerai, ti divertirai e ti metterai alla prova. Perdermi cercando una strada che in teoria dovrei conoscere… Respirare… Wow!

bozze

 

 

A presto!

…come una piuma

Sentirsi una piuma….

Trovarsi in balia del vento e delle sensazioni…

Un viaggio in continuo movimento, che cambia direzione, si alza su su su e poi torna giù giù giù…

Fermarsi da qualche parte perché è cessato il vento e poi tornare a volare quando ritorna quel soffio.

Una piuma  leggera, che si confonde tra le nuvole dalle mille forme, fatte di zucchero filato e panna montata… si ferma su alberi, panchine, davanzali, tetti… quanto mondo riesce a vedere…

* Due amanti che fanno l’amore: si desiderano, si cercano, si trovano, si scambiano la pelle, si amano, non si risparmiano, si conoscono, fanno giochi erotici, si bendano, si passano il ghiaccio sulla pelle nuda sudata, si accarezzano, si mordono, si annusano, si sussurrano, si nutrono l’uno dell’altro, non pensano ad altro, si guardano, si perdono, si intrecciano… La piuma va e li lascia soli a vivere il fiume in piena di queste sensazioni…

* Un bimbo che nasce: “Aiuto, mi stanno chiamando… devo uscire… che succede… forse devo spingere anche io…  Dentro si stava caldi, protetti, ovattati… ora? sono nudo… che siete??? mi poggiano qui sopra… uh mi sa proprio che questa è mamma… che buon odore, che del tepore, che tranquillità…che bello essere tra le tue braccia! ma quella cos’è… una sisotta!!!! si ciuccia!!!! che gioia!!!! di nuovo quel profumo, quel tepore, quella tranquillità! sono invincibile, qui con te non potrà succedermi nulla!”

* Un albero in mezzo ad un parco: i bambini che corrono, che urlano, che cadono, che piangono…. che sono disarmati e spontanei… si trovano, si danno le manine, altalena, vieni c’è lo scivolo, scendiamo insieme… raccogliamo i sassetti, che sono i soldini: io cucino e tu chiedi e mi paghi coi sassetti… 

Una panchina con dei vecchietti che sereni si godono la giornata di sole dopo essere stati al centro anziani a fare una partita a carte… Guardano cosa accade nel parco ricordandosi delle loro vite, progettando un “vicino” futuro…

Il recinto per i cagnolini che corrono felici, saltellano, zompettano… che occhioni quel cucciolo. c’è un cagnolino di piccola taglia che abbaia come non ci fosse un domani ed il cane chow chow, grande, lo guarda come a dire: ma tu che vuoi?? stai calmo! corriamo, va!

Uh ora tra i rami di questo albero si è fermata una rondinella. Che fa? Ma c’è un nido, non l’avevo visto e neanche avevo fatto caso al cinguettio affamato dei piccolini che ora avidi mangiano dal becco della loro mamma…  Che spettacolo la natura…

Ho immaginato di essere io questa piuma. Ho girato il mondo, entrando in treni, battelli, posandomi sulle spalle delle persone. Ho attraversato deserti, mari, oceani, scalato montagne… Ho incrociato le guerre ed avrei voluto farmi piuma da scrittura per redigere un atto di pace… Ho vissuto momenti in case di persone poverissime, ma ricche di sentimento, dove i bambini giocavano con nulla e ridevano felici ed inconsapevoli… ho girato in castelli pieni di sfarzo e ricchezza dove i bambini ed adulti erano imprigionati e non sognavano altro che fare una bella svolazzata insieme a me… Ho riso, ho pianto, ho desiderato fermarmi in un bel posto accogliente ma poi arrivava quel vento che mi portava di nuovo lontano… Ho vissuto ogni luogo, ogni tempo passato e futuro…

Questa piuma ora si ferma sulla mia spalla, ricordandomi di tornare umana con i piedi per terra, mi sussurra parole in un orecchio: a volte basta un po’ di leggerezza, di magia, ci devi credere. Guarda il mondo dall’altro, saltella, fatti leggera. Se piove, tu arrampicati fin sopra alle nuvole, perchè anche se sotto c’è tempesta, sopra invece splende sempre il sole. Lasciati andare alle tue sensazioni, proprio come hai fatto quando hai immaginato di essere me. Ora se vuoi tienimi con te, che di strada già ne ho fatta tanta e torna a guardarmi ogni volta che hai bisogno di un po’ di fantasia così ti ricordo il nostro viaggio fantastico.

a te mio caro angelo… a te mia cara Zia…

ciao zia,

sono passati tanti anni da quando te ne sei andata… 17 per l’esattezza…

ma io ancora ti parlo, ancora ti cerco, ancora vorrei sentirti, abbracciarti, telefonarti ed alla fine per attaccare la cornetta dire insieme a te “uno, due, tre, via! ciao, ciao, ciao!”

ancora piango a volte se ti penso come sto facendo in questo momento… Prima mi era passata un po’, ma ora con la nascita di Lia questo vuoto si è di nuovo aperto…

quanti momenti passati insieme… tu che purtroppo hai avuto la sfortuna di non riuscire a portare avanti le tue gravidanze, hai aiutato tua sorella, mia mamma, visto che lei lavorava, e quindi passavamo molto tempo insieme…

quando ero picciolina picciolina e non volevo mangiare tu mi raccontavi, mi cantavi… mi rimbambivi di parole e di amore…

grazie a te potevo fare un’estate piena piena, perchè i miei genitori avevano solo un mese di ferie: a luglio andavamo al mare a torvaianica, e ad agosto ad anticoli corrado, in collina…

A torvaianica mi divertivo, ho trovato tanti amici, che poi da ragazzetta sono diventati la mia comitiva estiva… Quando invece ero ancora piccolina ci mettevamo sul balcone della casa affittata con tuo marito, zio luigi, ad aspettare che passasse Mezzanotte… io non la vedevo e ci rimanevo male… lui diceva che era arrivata e che dovevamo andare a dormire perchè il giorno dopo ci aspettavano gli amici in spiaggia!

e ad anticoli, il paese in agosto si popolava e c’erano i nostri parenti, zii, cugini… ah a pensare che molti di loro ora non ci sono più… quei natali non torneranno più…

Lia non potrà mai conoscerti e questo mi fa male… te ne sei andata troppo presto, avevi solo 58 anni… ed io quasi 18… era il 1998… tu volevi vedere gli anni 2000 che avrebbero rivoluzionato il mondo… invece è tutto uguale…

mi piacerebbe che lia potesse accostare il suo orecchio al tuo per sentire cosa si dicono le vostre testoline, proprio come facevamo noi…

ti ho sognata solo una volta, poco dopo che te ne sei andata, che mi dicevi che ora stavi benissimo e potevo stare serena! perchè non sei mai più tornata?

chissà se da lia sei andata…? Magari sta sognando proprio te una di quelle volte incui ride o sorride mentre dorme! una volta le ho chiesto dove stava zia Lucia, e lei mi ha indicato la madonnina… che coincidenze… eppure l’hai protetta, eccome se l’hai protetta quando è nata, visto che sta biricchina non voleva proprio uscire dalla pancia e si era tutta arrotolata… ha sofferto per vedere il mondo, ma per fortuna è andato tutto bene, tu l’hai presa per mano! sei il nostro ANGELO!

sai che a volte in alcune espressioni lia ti somiglia… sai che mi piaceva molto il nome lucia e glielo avrei anche messo, però non mi andava, perchè tu sei tu, e lei è lei…

ora ti dico una cosa buffa, e so che sono una scema, però te la dico…

ti ricordi il primo natale che abbiamo passato a casa di mamma senza di te? c’era anche tiziana, con aldo suo marito e andrea il figlio. Lei è figlia di tua cugina zia margherita, e ti era presa cura anche di lei da piccolina. Poi c’era tuo marito, il mio zione luigi con la sua nuova compagna.

Eravamo a fare una partita a carte… ad un certo punto parte la musica dell’albero di natale… la spina delle lucette era solo attaccata, e per far partire luci e suoni si doveva premere un bottone. noi ci eravamo dimenticati di accenderlo e così eravamo senza musica… ad un certo punto parte la melodia natalizia… tra di noi silenzio totale… andrea il piccoletto trasale e dice che andava a spegnere… sia mamma, che tiziana, che io in quel momento stavamo pensando a te, ce lo siamo confessate e abbiamo intimato al povero andrea di non andare a spengere nulla…. ci piaceva pensare che eri tu che ci avevi fatto capire che stavi tra di noi e non ci avevi lasciato… che ci volevi far sentire il tuo calore e la tua presenza…

si lo so che l’elettricità nei fili fa contatti… ma non ditemelo e lasciatemi sognare che in quel momento fosse proprio lei!

e’ da quando è nato questo blog che volevo scriverti, ma non avevo mai trovato il coraggio…!

Ps. hai visto nonna marci come è orgogliosa della mia piccola? come si divertono quando stanno insieme! i nonni, che grande risorsa! ma questo tu lo sai, perchè lassù, dalla tua nuvoletta ci vedi benissimo!

Ciao mia cara Zia

il Girasole e il suo amore sconfinato…

Per mitologia greca la ninfa Clizia che era follemente innamorata, non ricambiata, del dio Apollo. lo seguiva ogni giorno con i suoi occhi mentre lui guidava il carro che trasportava il sole. Per 9 giorni è stata li a guardare senza mangiare, allora Zeus, per aiutarla la trasformò in un girasole, cosicchè avesse avuto la capacità di volgersi sempre a seguire il sole…

DSCN0571

io amo il girasole, un’esplosione di simpatia e colore… esempio di di fedeltà e amore unico ed indissolubile!

Il suo grande progetto di vita è seguire il suo punto di riferimento. Lui non abbandonerà neanche per un secondo il sole che si muove nel cielo, così la loro storia d’amore non avrà mai fine e neanche per un istante si lasceranno. E lui passa tutta la sua vita insieme al suo adorato!

Non c’è cosa più romantica della loro storia d’amore! In cima allo stelo alto alto che vuole arrivare fino in cielo, sboccia un fiore bellissimo che ricorda tantissimo proprio il sole!

Questo si che è un bell’esempio da seguire… il girasole ha un obiettivo da raggiungere per essere felice, e in qualsiasi modo possa, ci arriva! Spesso noi ci abbattiamo e ci perdiamo per strada… invece dovremmo guardare un girasole e riprendere il cammino verso la nostra meta! 

Lui si che si fa letteralmente baciare dal sole! In casa mia ci sono molti richiami… Tornando a casa dal lavoro si passa per una specie di autostrada e quest’anno con mio immenso stupore c’è una distesa di girasoli! che colori, che gioia, che allegria!

DSCN4355

Quando è capitato che in questo periodo sono andata in Umbria mi sono riempita gli occhi di questo fiore imponente e determinato!

PORTAMI IL GIRASOLE  CH’IO LO TRAPIANTI di Eugenio Montale

Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

PS. QUESTA è LA PRIMA VOLTA CHE PROVO AD INSERIRE UN VIDEO… CHISSà SE MI RIESCE!

GIRASOLE di Giorgia

E come un girasole giro intorno a te
che sei il mio sole anche di notte
e come un girasole giro intorno a te
che sei il mio sole anche di notte
tu non ti stanchi mai tu non ti fermi mai
con gli occhi neri e quelle labbra disegnate
e come un girasole giro intorno a te
che sei il mio sole anche di notte
tu non mi basti mai prendimi l’anima
e non mi basti mai muoviti amore sopra di me
e come un girasole io ti seguirò
e mille volte ancora ti sorprenderò
e come un girasole guardo solo te
quando sorridi tu mi lasci senza fiato
e come un girasole giro intorno a te
che sei il mio sole anche di notte
e metti le tue mani grandi su di me
mi tieni stretta così forte
tu non ti stanchi mai tu non ti fermi mai
con gli occhi neri e quelle labbra disegnate
e come un girasole giro intorno a te
che sei il mio sole anche di notte
tu non mi basti mai prendimi l’anima
e non mi basti mai muoviti amore sopra di me
e come un girasole mi aprirò per te
chiedimi tutto anche quello che non c’e’
e come un girasole io ti seguirò
e ancora ti dirò che non mi basti mai
non mi basti mai
e mille volte ancora io te lo direi
che non c’e’ nessun altro al mondo che vorrei
e come un girasole io ti seguirò
e mille volte ancora mi innamorerò
mi innamorerò
e non mi basti mai
non mi basti mai
e non mi basti mai
non mi basti mai…

LA SABBIA NELLE VENE di Sandro Maria Carucci

IMG_20150607_091311

Sono sempre stata attratta e affascinata dall’Africa, quindi anche rispetto al post di ieri, anni fa ho per caso incrociato il libreria “La sabbia nelle vene” di Sandro Maria Carucci. Ovviamente è stato subito mio! Sia il titolo che l’immagine sulla copertina con i colori e l’immensità del Sahara e la verde oasi hanno subito suscitato un’attrazione fortissima per me!

E’ un romanzo molto bello e ben scritto e avvincente da subito. Adatto a tutti e non solo a chi ama l’africa, perché viste le prime righe di questo post, poteva essere riduttivo!

Il bel tenebroso Franco Briganti è un giovane rampante avvocato, nato in Libia e dove ha vissuto per anni, lavorando nell’azienda agricola del padre. Con Meriam, affascinante e misteriosa ragazza berbera con “i capelli color del grano e gli occhi del cielo dell’alba”, inizia una bella storia d’amore nella magia del grande deserto.

Le vicissitudini che incontra con la rivoluzione di gheddafi e la perdita dell’azienda, lo costringono a rientrare forzatamente a Roma. Qui intraprende il suo lavoro d’oro che lo ricopre di fama e denaro. Ha una moglie bella, innamorata e fedele per la quale prova “affetto”.

Ma a lui non basta… non ha pace e serenità… non ha più un’identità… gli hanno strappato la sua terra… gli hanno strappato il suo amore Meriam, che è rimasta in Libia… Il ricordo della sua Africa lontana e di quella fanciulla si fondono e si confondono…

Franco tenta di tornare illegalmente in Libia varcando clandestinamente la frontiera, iniziano una serie di rocambolesche avventure e di viaggi di fortuna che gli fanno riabbracciare LE SUE amate. Ritroverà vorticosamente il suo passato mai dimenticato. Ma Meriam è veramente il suo grande amore, o è un sogno d’amore legato alle sue radici?

Leggendo questo libro si capisce che all’autore è rimasta la nostalgia e la memoria della sua gente, dei suoi deserti, dei suoi grandi spazi incontaminati, della magia della Libia prima della rivoluzione.

Franco Briganti ha un comportamento forse un po’ maschilista, e attraverso le sue vicende racconta la storia del triangolo amoroso tra lui, la moglie e Meriam, che incarna “l’immagine meravigliosa del deserto fattasi donna”. Questo non è un “conflitto” solo amoroso, ma anche esistenziale di un uomo che ha ben fissi nella mente i colori, la magia e le luci di quella terra, che trasferisce sulle pagine del romanzo in modo che il lettore possa immedesimarsi.

La sabbia nelle vene non è solo un romanzo d’amore, ma anche di avventura, di passione, di riflessione, che vive di fantasie e di realtà, che a me è piaciuto molto, non solo per lo sfondo in cui si svolgono le vicende, ma perché l’ho trovato avvincente, ben scritto e non mi stancavo mai di leggerlo.

Alla fine il nostro protagonista avrà trovato la sua pace interiore o rimarrà l’uomo inquieto che abbiamo conosciuto all’inizio???