Tu ed io…

Facciamoci le coccole prima di alzarci dal letto! Piedino contro piedone!

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come cresci!!!!!

Mi sembra ieri che abbiamo fatto il bagnetto insieme!

eravamo a casa di mia mamma è non avevo la vaschetta piccolina per il bagnetto di Lia, che aveva solo 4 mesi e quindi non potevo metterla nella vascona grande grande!!!!

Allora abbiamo fatto il bagno insieme!!!! che esperienza meravigliosa! Ovviamente io prima di tuffarmi, mi sono praticamente lavata tutta!

Secondo me lei si è resa conto che stavolta il rito del bagnetto era diverso: mi posava la testa sulla mia pancia, provava a galleggiare, mi accarezzava, mi faceva le smorfiette! non sarei più voluta uscire.

A adesso tra una settimana compie 2 anni e mezzo e prova a farsi la doccia da sola… mamma mia, è stato un attimo il trascorrere del tempo!

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Il mio rifugio sicuro

Un genitore è sempre pronto ad offrire cure e attenzioni continuative, a riconoscere i bisogni del figlio, è capace e disponibile a rispondere immediatamente alle sue richieste, quindi diventa un rifugio sicuro, che lo accarezza e lo prende in braccio per dare conforto se il piccolo è a dsagio.

Grazie ai professori che insegnano nella scuola di specializzazione in psicoterapia (basata sulla teoria dell’Attaccamento) e agli allievi psicologi che la frequentano, ho capito che al compimento del primo anno, la mamma diventa la sua base sicura, dal quale il bambino si può allontanare tranquillamente per effettuare le proprie esplorazioni ed affacciarsi al mondo, per poi tornare da lei in caso di necessità.

La mamma dovrebbe porsi al figlio facendogli capire che sarà pronta a proteggerlo se ce ne sarà la necessità. Però non sarà una figura soffocante ed iperprotettiva, ma si metterà da parte se il bimbo non manifesterà il bisogno dell’aiuto.

L’attaccamento sicuro si crea proprio in questo modo. Il bambino saprà esprimere le sue emozioni di paura e di gioia, perchè la sua figura di attaccamento ha accettate e continua a farlo, quindi anche gli altri sapranno accoglierle e ben interpretare. Il genitore sicuro vede il mondo dal punto di vista del piccolo, e viceversa; è capace di amarlo per quello che è e non per quello che dovrebbe essere.

Ci sono vari tipi di attaccamento (sicuro, insicuro, evitante, ambivalente, disorganizzato…), ma non sono in grado di parlarne. Volevo solo proporre una bella visione del legame genitore-figlio, che si crea fin dal concepimento e secondo me continua tutta la vita.

MAMMA PERFETTA?!?!?

Per costruire la cognizione di un bambino che nasce, serve l’attenzione dei suoi genitori e di chi gli ruota intorno. Tutte le sue prime volte serviranno a determinare la personalità.

Rispondiamo alle richieste, consoliamolo se piange, accarezziamolo e culliamolo, ascoltiamo insieme la musica e i suoni della natura, leggiamo e cantiamo per e insieme a lui/lei. Creiamo dei momenti rituali che si ripetano e possano dare idea di tranquillità e benessere. Il bagnetto, o la preparazione alla nanna, sono quelli tra i più importanti e magici!

Alla nascita Lia ha sofferto un pochino e la pediatra mi ha detto di stimolarla anche con il contatto fisico, ad esempio strofinando i piedini sui diversi tessuti per attivare i suoi sensi. Col nostro contatto e i massaggi, trasmettiamo amore, sostegno, benessere… Anche la stimolazione uditiva è importante, con parole, discorsi, filastrocche, canzoncine, musica, fiabe… Gli input vengono dati anche attraverso il gioco, sia per lo sviluppo motorio, che psicologico.

Detto questo, io lavoro in una scuola di specializzazione quadriennale in psicoterapia, basata sulla teoria dell’Attaccamento. Una dei nostri insegnanti è la Prof.ssa Grazia Attili, che ha portato in italia e studia questa teoria, ed è spesso ospite in programmi televisivi come Porta a Porta. Quindi, Attaccamento evitante, insicuro, sicuro…

Aiuto, che ansia!!!

Poi scopro che le psicologhe che studiano qui che diventano mamme, in realtà seguono l’istinto e sbagliano anche, come me comune mortale, perchè alla fine quasi mai seguono le regole psicologiche nel vero senso della parola che hanno studiato sui libri. Certo, possono avere un aiuto in più, ma nessuno quando diventa genitore per la prima volta conosce in anticipo cosa accadrà.

Si deve solo cercare di trasmettere amore, tranquillità, affetto e cercare di passare quante più informazioni e sensazioni, senza sovraccaricare la testolina del piccolo erede, semplicemente conoscendosi e vivendo la quotidianità.

Quando vedevo le altre mamme, senza ancora esserlo, non capivo la portata dell’esperienza. Quando iniziavo a pensare ad un bimbo, vedevo le altre all’opera con i piccoli e mi dicevo:” io non farò mai così, sarò il genitore perfetto, non mangerà “zozzerie”, non vedrà mai la televisione, senza strillare capirà subito come ci si comporta, sarà calma ed educata…”

Beh, non sarò mai quella mamma perfetta che credevo prima! E per fortuna… sai che noia pazzesca?!?!

Ogni tanto Lia mangia le patatine, la cioccolata o le merendine. Se vede che beviamo la Coca Cola, la vuole anche lei, Lia fa i capricci, anche in pubblico: credo proprio sia normale, perchè è una bambina e quello è il suo mestiere! Lia guarda i cartoni animate e gioca col tablet… E’ vero, lo sviluppo cognitivo, le attività costruttive, eccetera eccetera.

Non credo di rovinare la sua futura vita se oltre a tutte le altre attività che facciamo, guardiamo Peppa Pig, Masha e l’Orso, l’Albero Azzurro, Sofia la principessa, la D.ssa Peluches. Ovviamente non li segue sempre tutti, ma quello che c’è quando ci troviamo ad accendele la tv.

Non tutti i programmi le piacciono, ma segue attivamente ed interattivamente ciò che le interessa, canta i motivetti col microfono, balla quando ci sono le musiche… D’altra parte noi non ci appassioniamo ai nostri programmi preferiti???

Per il tablet le ho scaricato delle applicazioni per bambini ed abbiamo imparato forme e colori, suoni e rumori, numeri, poi c’è un simpatico giochino di Masha che la fa ridere tanto! Quando la prima volta ha messo il cerchio al posto del cerchio, è stata una festa ed ha urlato “ce l’ho fatta!”

E comunque mica ci gioca tutto il giorno, credo che 15/20 minuti ogni tanto non le faranno poi così male!!!

Un genitore appena nato non può sapere tutto… e per fortuna! Il bello è proprio conoscere l’erede mano mano che si vive insieme, farlo sentire amato, apprezzato, gioire delle sue vittorie e spiegare le sconfitte. L’importante è che stia bene, rida, sia attivo ed allegro.

Poi il resto verrà da sé!

Pocchiolino

Pocchiolino è un coniglietto nano, il nostro tenero e batuffoloso amico.

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E’ entrato a far parte della nostra famiglia perché Chiara voleva un cucciolo da coccolare ed accudire. Ci siamo documentati bene sulle sue esigenze e sull’impegno che ci avrebbe richiesto. Il veterinario ha detto che è un animale delicato, quindi se avevamo bimbi piccoli dovevamo stare attenti a non fargli fare male… Eravamo tutti in età da capire come trattare il ns futuro ospite! Fatte le dovute riflessioni abbiamo deciso di lanciarci in questa nuova avventura! A settembre 2010 è arrivato Pocchio, aveva solo due mesi, era un batuffolino di peli piccolino e indifeso che sembrava dipendere solo da noi… Che spettacolo! Quando è arrivato a casa si è dovuto ambientare. Giorno dopo giorno lo abbiamo abituato a mangiare le verdure, più salutari per lui dei mangimi. Inizialmente era un po’ restio nel nutrirsi. Mi ricordo che il mio compagno ed io ci sedevamo la sera a vedere la tv sul divano con Pocchio piccolino piccolino per provare a fargli mangiare la carotina… ricordo ancora il suo primo morso… abbiamo iniziato a ridere, accarezzarlo, dirgli che era stato bravo, a fargli le coccole… Da allora tutto è andato liscio ed è bello vederlo crescere e fare cose buffe! Ci siamo documentati e abbiamo imparato molte cose su questi animali.
Avendo gli occhi ai lati del musetto, vedono benissimo, a 360 gradi tranne che in un unico punto  davanti al muso. Le orecchie sono delicate e piene di vasi sanguigni, quindi si deve stare attenti a non tirargliele. Non è assolutamente sciocco,  riesce a dimostrarci il suo affetto in diversi modi: a volte viene a darci dei colpetti col muso sulle gambe, oppure, se lo stiamo accarezzando capita spesso che ci dia leccatine  o dei piccoli morsi delicati che non fanno male. Non vorrei dire una stupidaggine, ma a volte emette un suono come se stesse facendo le fusa! E’ vero che è diffidente per natura e non ama stare troppo spesso per aria, infatti quando si arrabbia o non vuole essere preso può capitare che tenti invece di dare dei veri morsi a difesa del suo pensiero. Pocchio  ha un bel caratterino e si fa rispettare! Quando lo lasciamo libero dobbiamo stare attenti a che non rosicchi nulla, soprattutto i fili della corrente, perché un coniglio di fatto è un roditore.  Mangia, carote, insalata, sedano, finocchi, cerchiamo di variare i suoi alimenti. Sempre fieno a disposizione. A volte per premiarlo gli diamo un po’ di mangime in pellet, quello di fieno pressato o un piccolo cubetto di frutta: che festa per lui, perché non potendone abusare non la mangia molto spesso!

Che sfizio quando strofina le cose o i nostri piedi con il mento: ho cercato cosa volesse dire ed ho capito che così lui marca il territorio, per far capire che siamo di sua proprietà.

Non è un coniglio che vive in gabbia, praticamente ci sta solo la notte. Comunque l’ha riconosciuta come la sua casa, se si sente in pericolo, o vuole riposarsi capita che salti dentro da solo a rilassarsi. Di giorno se è bel tempo sta sul terrazzo a giocare con il pallone, e le cose che ha a disposizione per divertirsi. Se è brutto tempo sta in sala con noi. Libero in casa però rimane solo se ci siamo anche noi, altrimenti potrebbe creare danni, o farsi male.

E’ proprio divertente osservarlo nelle sue azioni quotidiane, con un po’ di attenzione si capisce benissimo cosa ci vuole dire: se si spaventa, o avverte un pericolo batte forte a terra i piedoni posteriori; se si alza come un omino, è curioso e vuole vedere di cosa si tratta ciò che ha intorno; se ci da dei piccoli colpetti, morsetti, leccatine, vuole le coccole o ci dice che ci vuole bene; se scrolla le zampette davanti è arrivato il sacro momento della toeletta, si pulisce ogni millimetro del corpo; quando non vuole essere disturbato ci “attacca” con le zampette, ringhia o morde; quando gli facciamo le coccole ci fa capire che è felice perché ci da le leccatine, dei mozzichetti leggeri, si accoccola, chiude gli occhietti, fa tipo le fusa, e se smettiamo ci mordicchia la maglietta per dirci di continuare! Abbiamo capito che si fida di noi perché spesso si gira anche di schiena e non rimane fisso a squadrarci, oppure si butta con le zampette all’aria per poi squacquaracquarsi a terra. La prima volta che l’ho visto fare questa cosa mi sono spaventata perché pensavo si sentisse male, invece si era solo… rilassato. Quando è contento ed eccitato fa dei salti alti anche da fermo. Sul terrazzo ha sempre a disposizione un pallone. Abbiamo capito che quella è la sua fidanzata! Il suo è stato un corteggiamento graduale: la prima volta che lo ha visto non si è avvicinato, ma lo ha studiato da lontano, piano piano ha iniziato ad avvicinarsi, poi a girargli intorno, annusarlo, dargli dei colpetti… Solo dopo qualche giorno ha iniziato a spingerlo e corrergli dietro. Non è stato sterilizzato, e non avendo una femminuccia vera, il suo interesse va tutto al pallone! Il suo è stato amore a prima vista. Quando ci gira intorno ai piedi forse vuole dirci che gli piacciamo anche noi!

E’ capitato che per necessità dovessero tenerlo i miei genitori: non c’è nulla da fare, il piccoletto manca, e ci ritrovavamo a chiedere come stava e cosa faceva!

i due piccoli di casa

i due piccoli di casa

Poi nel 2012 è arrivata la mia pancia… E’ stata una gravidanza bellissima, a parte la nausea durata per tutti i nove mesi. E Pocchiolino??? Ho cercato di cambiare la lettiera con i guanti o di farlo fare agli altri, e sono stata attenta a non farmi mordere o graffiare… Sorpresa sorpresa, secondo me si è accorto che qualcosa stava cambiando. Durante il nono mese capitava che la mattina dopo aver sbrigato tutte le faccende mi sdraiassi un po’ sul divano e lui veniva ad accoccolarsi vicino a me e alla pancia. Non si stancava mai di farsi coccolare, se smettevo mi guardava e si arrampicava, scendeva solo per andare un attimo nella gabbietta, presumo per  fare la pipì e poi tornare. Quando è nata Lia, per ovvie ragioni non ho preso più così’ spesso Pocchio in braccio se c’era la piccoletta sveglia, altrimenti avrei poi dovuto pulire i vestiti per paura di eventuali allergie. Ora che la bimba è cresciuta mi rendo conto che Pocchio è proprio “utile”: le si avvicina con tenerezza, non ha mai avuto verso di lei atteggiamenti aggressivi, come se avesse capito che si sta relazionando con un altro cucciolo. Giocano insieme, lei lo accarezza e vuole tenerlo in braccio, naturalmente sotto la nostra supervisione per non fargli male. Il nostro coniglietto fa da calmante e aggregante. Tornassi indietro lo prenderei nuovamente!

Inizia la vita da mamma!

E’ difficile capire da dove iniziare a parlare della vita da mamma… di cosa parlo, come lo dico, sarà noioso…

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Quando sei ragazza, catapultata tra tutti i tuoi interessi e pensieri  importanti in quel momento, non puoi neanche immaginare come sarà l’esperienza della maternità… Si è mamma da prima che arrivi il piccoletto, anzi da quando si inizia a pensare di esserlo. Non si nasce imparati, e a volte avevo paura che non avrei saputo cosa fare, capire le sue necessità, fatto qualcosa di sbagliato. Tutte paure che probabilmente rimangono, ma esce una forza innata che secondo me sta dentro di noi in attesa di dimostrare che invece siamo perfettamente all’altezza. E’ proprio Lia a farmi capire le sue necessità. E’ nata il 23 novembre 2012 dopo una gravidanza senza particolari problemi, a parte la nausea durata tutti i nove mesi. Poi stava talmente comoda che l’abbiamo dovuta stimolare per farla uscire! Che emozione indescrivibile, si crea subito un legame indissolubile e intenso… tutto nostro. Ho partorito a Roma in un ospedale dove viene praticato il roamin in durante il giorno e la notte. E’ stato fantastico averla vicino a me già da subito. E’ incredibile il fatto che ovviamente non eravamo sole in ospedale, ma se la notte stavamo riposando e un piccolo si svegliava piangendo, noi neo mamme riconoscevamo subito chi di loro era ad aver bisogno. Dopo la prima notte mi è venuta la montata lattea e con le altre ragazze della mia stanza che facevano il tifo, ho iniziato a massaggiare il seno, attaccare continuamente Lia, per farla ciucciare. Le ostetriche mi hanno detto di riempire una bottiglietta con dell’acqua bollente e passarla sul seno per farlo scendere, poi di mettere gli asciugamani bagnati caldi. E di nuovo Lia a ciucciare…. Alla fine, era quasi l’alba, finalmente, eccolo!!!!!! Si era sciolto tutto e Lia ha potuto iniziare a cibarsi del mio latte. Se ci penso è troppo bello e strano che per i primi mesi, chi ha la possibilità di avere un allattamento esclusivo al seno, questa nuova piccola vita dipende solo da te, si nutre da te, si fida di te… Ho capito subito che era importante consolarla quando piangeva, accarezzarla dolcemente sul viso e sul corpo per farle capire il contatto, parlarle e raccontarle tutto ciò che mi veniva in mente, renderla partecipe. Le abitudini che avevamo mentre era nella pancia, le abbiamo continuate dal primo istante in cui è nata. Sicuramente da dentro i bambini sentono ciò che accade fuori. Ad agosto 2012 ero incinta di 7 mesi e sua sorella chiara, la figlia del mio compagno, col caldo che faceva passava le ore attaccata a me per sentire Lia che si muoveva, e dopo nata mi sono accorta che avevano un legame particolare.

Chiara e Lia

Chiara e Lia

A Lia piace molto l’acqua e il mare, infatti l’estate che era dentro di me abbiamo fatto lunghi bagni al mare, nuotando rilassandoci tra le onde.

Tra le papere al laghetto Granieri

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Da qualche tempo i miei hanno preso una casa a nettuno, località balneare del litorale laziale.

In estate si popola e spesso vengono organizzati eventi a cui è divertente partecipare.

Un giorno parlando con una vicina di ombrellone, abbiamo scoperto l’esistenza del laghetto granieri, che si trova nel bosco del foglino.  Non voglio parlare di com’era un tempo e di com’è ora, di quello che si poteva fare prima e quello che non si può fare ore…  Semplicemente volevo riportare l’entusiasmo di adulti, ragazzi e bambini nel visitare le sponde del lago! Dopo una mattinata passata in spiaggi, per stemperare il calore di un pomeriggio di luglio due anni fa abbiamo deciso di fare una rilassante e gradevole passeggiata sul lungo lago. Camminando in quest’oasi naturale si possono ammirare vari tipi di animali, si possono noleggiare canoe e spazi per il barbecue. Inoltre ci sono aree di ristorazione e uno spazio dove si organizzano eventi.

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E’ proprio vero, appena arrivati si entra a contatto con la natura e con gli animali che lo popolano. Ci sono le papere che evidentemente sono abituate agli “umani” e appena ti vedono ti vengono incontro perché sanno che gli offrirai qualcosa da mangiare, come del pane. La prima volta con noi sono andate maluccio, perché non sapevamo di questa usanza e quindi non avevamo nulla. Ma poi siamo tornati attrezzati per interagire con loro. Abbiamo visto da vicino papere con i loro anatroccoli, vari tipi di pesci e nutrie.granieri 1

La piccola Lia già mi sta chiedendo quando andremo al mare e quando porteremo da mangiare alle papere! Quest’anno se le godrà di più, perchè in estate avrà poco più di 2 anni e mezzo e quindi sarà più autonoma.