Ci vorrebbe il vento…

Come hai fatto? Perché lo ha fatto?
Sei arrivato in punta di piedi e sei entrato dentro di me…
Sei riuscito a camminare a modo tuo nei miei pensieri, dietro ai miei occhi.
Ho sentito il tuo odore, poi sei sceso alla bocca e mi hai fatto gustare il tuo sapore… Io lì, proprio li, superata la gola avevo messo un cancello, un lucchetto che tu hai scassinato. Sei arrivato al nucleo bollente che avevo ibernato… Ma il magma incandescente che non ricordavo di avere ha incendiato tutto… Mi hai presa per mano e mi sono vista con i tuoi occhi. Dicevi che riuscivi a specchiarti in me, che mi avresti camminato accanto…

Poi sei sceso più giù e hai travolto ogni mio senso… Ti ho sentito nei miei respiri, nei miei battiti… A lungo hai danzato sopra di me, sopra il mio corpo nudo e assetato di te, di noi, della tua pelle, dei tuoi respiri dentro ai miei… E ci siamo scambiati tutto quello che potevamo scambiare, mescolandoci l’uno nell’altro… I battiti che rallentavano, poi acceleravano al ritmo del nostro possederci. Ho abbandonato tutti i miei orpelli, le mie paure, nuda di ogni vestito e pensiero, davanti a te, con tutte le mie cicatrici che tu volevi cospargere di miele…

Invece ci hai tirato il sale. e come brucia ora tutto questo…

Ora dove sei? Perché hai trovato l’uscita? Le tue impronte sono rimaste dentro di me, come le orme sull’ardente deserto… Ci vorrebbe il vento… Non puoi essere tu ora soffiare sul mio animo per spostare la sabbia e cancellare il tuo passaggio…

Nessuno potrà riempire quel mio pezzettino di cuore, perché ti appartiene…

Ora posso solo aspettare la marea, che come in spiaggia arriva e porta via con sé le scritte lasciate sul bagnasciuga…

Per una cosa devo ringraziarti però… Hai finalmente riaperto la porta del mio cuore, e stavolta non la chiudo, semplicemente la accosto, in attesa di una nuova brezza, un brivido che faccia ancora vibrare tutti i miei sensi, per potere gustare quel sapore così buono e intenso.

E allora respiro e aspetto un nuovo giorno e un nuovo orizzonte…

 

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Il vento caldo dell’Africa!

Il mio viaggio dei sogni: l’Africa nera…

Da quando sono ragazza che sogno il mio primo incontro e appuntamento con l’Africa.

Ora posso solo immaginarla attraverso la televisione, i libri, gli scritti e i racconti di persone che ci sono state.

L’Africa non è una delle prerogative del mio compagno, ed è un viaggio per noi un po’ difficile per ora, sia per impegni lavorativi e familiari, sia perchè si tratta di un viaggio impegnativo ed oneroso… Però nella mia vita “devo” assolutamente andare all’appuntamento che ho fissato con questa terra…

Quando avevo più o meno 20 anni frequentavo una comitiva dove c’era una ragazza impiegata per un tour operator. Quell’estate aveva avuto l’incarico “lavorativo” di accompagnare un gruppo di turisti nel loro tour per namibia, botswana, Mozambico… Al ritorno ne parlava come se avesse lasciato un pezzo del suo cuore in quelle distese incontaminate…

Io credo che il Mal d’Africa mi abbia già contagiata, perchè è un pensiero fisso. Vorrei incontrare le popolazione berbere, i tuareg, vedere le loro tende, gli accampamenti… Vorrei visitare l’Africa con le sue infinite sfaccettature, la storia dell’Egitto e i colori della sua barriera corallina, il Marocco con i suoi deserti, le spiagge kenyote, le savane colorate…

Certo, la parte che più mi affascina è quella nera subsahariana, quella più lontana, vera ed incontaminata, ma forse si potrebbe iniziare da qualcosa di più facile e vicino ma comunque affascinante, anche se in modo diverso e meno impegnativo…

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ecco, in questo momento sono lì, senza tutta la nostra tecnologia e piena della sua natura. In questa splendida terra, in mezzo ai suoi profumi e colori, ai mercati con le spezie, mentre ammiro la flora e la fauna, la vita selvaggia, la terra, il mare cristallino e trasparente, i villaggi, i panorami che mozzano il fiato e la meraviglia degli sguardi dei bambini…

Incontrare la povertà di quella gente e la loro dignità, emozionarmi davanti ai loro sorrisi, alla loro gentilezza e accoglienza, come mi hanno raccontato i miei amici Antonella ed Emanuele che lo scorso anno sono stati in Kenya. Le foto che inserisco le ho rubate a loro!

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Voglio sentire il mio cuore che batte insieme ai loro tamburi, ballare a piedi nudi insieme ai bambini, vedere gli animali che corrono liberi nella savana, prendere un tè in un villaggio berbero o tuareg… Voglio che il vento caldo mi accarezzi i capelli… Voglio abbracciare un baobab… voglio toccare il cielo arancione con un dito…

Voglio fare un faticoso safari, voglio emozionarmi davanti ai tramonti che infuocano le dune del deserto…

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Prima di conoscere il mio compagno frequentavo degli amici con i quali andavamo a ballare la salsa, perchè facevamo il corso e ci divertivamo tantissimo. Un giorno ho conosciuto una ragazza che insieme al fratello gestiva uno stabilimento in una isola Africana, stavano un pò di tempo a giro, e quando era il suo momento faceva il pieno per poi ricordarle quando tornava a roma. E li aveva a sua volta conosciuto una ragazza che era approdata in quel posto (che ora precisamente non ricordo quale fosse) quando ancora non c’era l’elettricità.

Un ragazzo milanese che avevo conosciuto si è trasferito a capoverde, aprendo un chioschetto sulla spiaggia, poi ha sposato una capoverdiana e…

Ammiro il loro coraggio ed ho un po’ di “invidia” perchè loro hanno provato e sono riusciti…

Certo, ora non potrei mai trasferirmi con tutta la mia famiglia incasinata e piacevolmente ingombrante, ma in questa vita non devo mancare il mio appuntamento con la “mia” Africa.