come cresci!!!!!

Mi sembra ieri che abbiamo fatto il bagnetto insieme!

eravamo a casa di mia mamma è non avevo la vaschetta piccolina per il bagnetto di Lia, che aveva solo 4 mesi e quindi non potevo metterla nella vascona grande grande!!!!

Allora abbiamo fatto il bagno insieme!!!! che esperienza meravigliosa! Ovviamente io prima di tuffarmi, mi sono praticamente lavata tutta!

Secondo me lei si è resa conto che stavolta il rito del bagnetto era diverso: mi posava la testa sulla mia pancia, provava a galleggiare, mi accarezzava, mi faceva le smorfiette! non sarei più voluta uscire.

A adesso tra una settimana compie 2 anni e mezzo e prova a farsi la doccia da sola… mamma mia, è stato un attimo il trascorrere del tempo!

IMG_20150429_174055     IMG_20150429_174040

Estratto dall’articolo su Vienna!

nel tragitto per raggiungere le case vediamo un uomo steso in una specie di campo da calcio con del sangue vicino… Mamma mia, che succede????? Poi però ci accorgiamo che non c’è polizia, ne allarmismo… bah, strano… C’è un cagnolone pastore tedesco, un uomo che mi sembra di conoscere e… Kaspar kapparoni?!?!?!? Stanno girando le puntate austriache del Commissario Rex, quando ormai la regia era passata in Italia. Io adoro quell’attore! Mentre mi affannavo e mi arrampicavo a fare foto, da un pizzetto dove mi ero accovacciata vedo che Nino parlava con un tipo della produzione e saluta Kaspar, mi fa vieni “ciao ciao” con la manina… Mi affretto a raggiungerlo, ma essendo dall’altra parte del campo non faccio in tempo e kaspar se ne vaaaaaa… uffiiiii!!!!!!!

DSCN1427 kaspar

L’ultimo giorno abbiamo fatto due passi vicino al nostro albergo entrando nei negozietti. Il mio numero di scarpe è 42 (dopo il parto forse anche qualcosina di più, ma shhhh) e qui a roma non è particolarmente facile trovarle. Mentre a Vienna è pieno di negozi che vendono scarpe “barche”, evidentemente li è molto più frequente che qui avere il piedone!

Vienna imperiale, Vienna romantica, Vienna sognatrice, Vienna classica o moderna, Vienna del Valzer e della musica, Vienna dell’arte e dei pittori, Vienna divertente, Vienna organizzata… Ci è rimasta nel cuore e nei pensieri. (Metticelo un titolo, no?!?!)

Vienna imperiale, Vienna romantica, Vienna sognatrice, Vienna classica o moderna, Vienna del Valzer e della musica, Vienna dell’arte e dei pittori, Vienna divertente, Vienna organizzata… Ci è rimasta nel cuore e nei pensieri.

Nel 2008, quando ancora eravamo ignari della bella famiglia che avremmo creato, il mio compagno nino ed io siamo andati a Vienna per 5 giorni. Da sempre avevo avuto la curiosità di visitare questa città, ai miei occhi piena di fascino e romanticismo. Dopo averla conosciuta, incontrata e vissuta posso dire che è stata all’altezza delle mie aspettative. L’ho trovata magica e avvolgente, colorata e attenta. Prima di partire mi ero documentata sulle varie attività e attrazioni, per cercare di ottimizzare al massimo il tempo a disposizione. Ovviamente non abbiamo potuto vedere tutto, ma siamo riusciti comunque a sfruttare ogni nostro momento per iniziare ad esplorare Vienna. Se tornassimo di nuovo vorrei visitare ciò che quella volta abbiamo lasciato indietro e mi piacerebbe addentrarmi anche nei suoi dintorni, ad esempio la valle della wachau, dichiarata patrimonio culturale dell’UNESCO. Noi siamo andati ad agosto perché così abbiamo potuto sfruttare le ferie estive, ma sarebbe bello immergersi nell’atmosfera fiabesca dei mercatini natalizi, anche se probabilmente il clima potrebbe essere un po’ avverso. Ovviamente ci siamo lasciati del tempo per andare a zonzo nelle stradine della città, guardando negozi, turisti, centri commerciali e rilassarci! Quando si visita una nuova città, è importante avere guida e cartina, ma per noi è “necessario anche seguire le emozioni e la pancia perdendoci e ammirando quartieri, costruzioni, negozi, viottoli che magari non sono negli itinerari standard!

Noi siamo stati fortunati in tutto: le giornate erano calde e soleggiate, ma la non umidità presente nell’aria faceva in modo che riuscissimo a fare tutte le nostre camminate comodamente e senza accaldarci troppo. Inoltre abbiamo trovato utile e divertente che qua e là ci fossero disseminate lungo le vie delle “doccette” (non so come chiamarle, forse dionizzatori?) che spruzzavano finissime e leggerissime gocce d’acqua in modo da potersi rinfrescare “senza bagnarsi” e ripararsi se faceva troppo caldo. Per i turisti che vanno in giro a visitare tutti gli angoli di Vienna credo sia proprio una bella trovata!

Anche l’albergo era perfetto, non era in zona centralissima, ma con poche fermate si raggiungeva il fulcro della vita di Vienna. Il nome del nostro alloggio era Hotel Wien, sono stati tutti molto gentili ed educati. Buona e abbondante la colazione, così come la pulizia.

DSCN1496

Il primo giorno abbiamo visitato lo Schönbrunn, antica residenza estiva della famiglia imperiale, in arte barocca. Con l’audio guida abbiamo curiosato nelle stanze reali e i loro sfarzi, poi passeggiato nel parco, ricco di verde, fiori e fontane. Purtroppo non siamo riusciti a visitare anche la Serra delle Palme, La Gloriette, il Giardino Zoologico e il Labirinto, però abbiamo apprezzato a pieno la visita del castello e dei suoi grandi esterni! I giardini sono bellissimi e ben curati con fiori e fontane. Abbiamo incontrato anche degli scoiattoli! I collegamenti sono molto comodi: la fermata è davanti al castello! Questa a mio avviso è una delle attrazioni da vedere in un viaggio, seppur breve, a Vienna.

DSCN1183    DSCN1190DSCN1219     DSCN1191 DSCN1196      DSCN1202 DSCN1215      DSCN1216

Il secondo giorno abbiamo fatto una lunga, istruttiva e divertente passeggiata in centro: Vienna imperiale con tutto il suo sfarzo dell’Hofburg  (e le carrozze con i cavalli che portano a passeggio i turisti) da una parte, Vienna modaiola con i negozi e i bar e ristoranti dall’altra. Passeggiando liberamente, ma con un occhio di riguardo alla cartina per imbatterci nelle attrazioni da gustare, abbiamo visto la chiesa St. Michael, Karlskirche, l’Hofburg e lo Schatzkammer, il Cafè Mozart, La Saatsoper, la serra delle farfalle, l’Albertina, Ringstrassen Galerien, il Museum Quartier, il Volkstheater (teatro popolare)…  Il centro di vienna è dichiarato patrimonio storico e culturale dell’umanità dall’Unesco.

volkstheater  DSCN1250  DSCN1258  DSCN1259 DSCN1349  DSCN1353

Grazie all’Hofburg, complesso in stile barocco, si scopre e si capisce lo sfarzo della vita dei monarchi austro-ungarici dell’epoca: si possono visitare sia le camere private per entrare nella quotidianità dell’imperatore Francesco Giuseppe, la sua Elisabetta (Sissi), i loro figli ed il loro seguito, che quelle di rappresentanza da cui gli Asburgo guidavano il loro regno. Al suo interno sono presenti anche molti musei e collezioni artistiche, un centro congressi ed è l’attuale residenza del presidente della repubblica austriaca. Si possono ammirare i numerosi saloni, la camera dove si tenevano le conferenze del consiglio dei ministri e della corona, le sale adibite per gli ufficiali dello stato maggiore, la sala delle udienze, lo studio dell’imperatore, il salone e la camera di Sissi…

complesso hofburg    DSCN1253

Tra tutti i musei a disposizione nel complesso Hofburg, abbiamo deciso di visitare la camera del tesoro (Schatzkammer), dove abbiamo ammirato, tra tutte le altre cose, la corona del sacro romano impero e degli Asburgo, i gioielli e i paramenti reali. Si resta a bocca aperta davanti a cotanto sfarzo, testimonianze conservate del potere  e della sontuosità che hanno anche un inestimabile valore.

La serra delle farfalle: spettacolo vero! Si entra nella riproduzione di una piccola foresta, dove sono lasciate in libertà tantissime farfalle esotiche di ogni specie. Lo scenario è l’ideale per fare delle foto particolari, le farfalle che ti svolazzano attorno, cascate, mini stagni, ponticelli di roccia…! Anche se siamo usciti moooolto accaldati, perché all’interno ci sono 26°, ma con un altissimo tasso di umidità,  questa secondo me è un’esperienza che merita di essere vissuta.

DSCN1327    DSCN1324

DSCN1314    DSCN1326serra delle farfalle    DSCN1313

Da non dimenticare, ma anzi, da ringraziare, sono i due parchi accanto all’Hofburg, il Volksgarten e il Burggarten, per averci fatto rilassare e riposare nel loro verde. Nel primo parco c’è la statua di Sissi, mentre nel secondo parco in stile inglese  ci siamo rinfrancati dopo aver visitato le farfalle ed ospita la statua di Mozart con un’aiuola a forma di chiave di violino.

DSCN1401    volksgarten

Nel Museumsquartier ci sono una grande varietà di laboratori artistici, negozi, musei moderni, bar e ristorantini, che hanno fatto in modo che diventasse uno dei centri dell’attività culturale di Vienna e un agglomerato artistico tra i più grandi d’europa.DSCN1360    museum quartier

Il terzo giorno abbiamo visto Il duomo di Santo Stefano (Stephansdom), che è la cattedrale di Vienna, nonché un altro dei suoi simboli. Costruzione gotica il cui tetto è ricoperto di tegole di tanti colori con la riproduzione dell’aquila imperiale. Salendo sulla torre si ha un bel panorama della città dall’alto. In conclusione li abbiamo fatto un po’ i romantici! Poi abbiamo passeggiato per il Graben, ovvero la via pedonale e modaiola, al cui centro si trova la statua della Peste: è il cuore dello shopping a Vienna, piena di ristoranti, bar e negozi.  Continuando la camminata siamo arrivati alla piazza Hoher Markt, dove c’è un orologio particolare perché, seguendo la musica, al rintoccare di ogni ora gira una statua di un personaggio storico, e a mezzogiorno passano tutte le statue insieme al musicista Haydn, proprio come un carillon!

DSCN1370  DSCN1493     DSCN1391  DSCN1397

Siamo passati davanti al Parlamento (Reichsrat), al municipio (Rathaus) e al Burgtheater, che è uno dei teatri europei più importanti. Tra l’università e il parlamento c’è un parco, diviso a metà dalla piazza del municipio. Siamo capitati mentre stavano facendo una specie di sagra con banchetti di cibo e concertino! Qui hanno luogo delle  manifestazioni, come il mercatino di Natale, operette liriche e cinema all’aperto in estate.

rathaus

Trovo sia importante citare anche Stadspark, altro bel parco, diviso in due dal torrente Wien che ospita le statue e i busti di artisti famosi come Franz Schubert.

Essendo un pochino stanchini, ho letteralmente trascinato Nino a vedere le case di “Hundertwasser”, che sono degli edifici colorati, bizzarri e particolari. Ne è valsa la pena, prima di tutto perché sono spettacolari! Questo artista e architetto austriaco, progettando un mondo coloratissimo, ha riqualificato il quartiere di LandStrassedato con degli edifici eccentrici.

DSCN1419 DSCN1423 DSCN1425

Poi perché nel tragitto per raggiungere le case vediamo un uomo steso in una specie di campo da calcio con del sangue vicino… Mamma mia, che succede????? Poi però ci accorgiamo che non c’è polizia, ne allarmismo… bah, strano… C’è un cagnolone pastore tedesco, un uomo che mi sembra di conoscere e… Kaspar kapparoni?!?!?!? Stanno girando le puntate austriache del Commissario Rex, quando ormai la regia era passata in Italia. Io adoro quell’attore! Mentre mi affannavo e mi arrampicavo a fare foto, da un pizzetto dove mi ero accovacciata vedo che Nino parlava con un tipo della produzione e saluta Kaspar, mi fa vieni “ciao ciao” con la manina… Mi affretto a raggiungerlo, ma essendo dall’altra parte del campo non faccio in tempo e kaspar se ne vaaaaaa… uffiiiii!!!!!!!

DSCN1427 kaspar

Dopo una cenetta in un ristorantino tipico abbiamo fatto una romantica passeggiata attraversando il Danubio e ce ne siamo tornati in albergo per una notte ristoratrice!

Il quarto giorno lo abbiamo dedicato ancora a un po’ di libero cammino e al Belvedere, complesso formato da due palazzi che sono separati da un enorme giardino molto bello e colorato! Al suo interno numerosi musei, ma noi abbiamo visitato solo quello del Belvedere superiore perché ero curiosa di ammirare i capolavori di Klimt, soprattutto il Bacio e la Giugitta. Il Bacio era posizionato solo quasi al centro di una stanza, e non credevo fosse così grande! Ho preso una stampa che ho appeso in sala a casa!

DSCN1451   DSCN1447

Abbiamo chiuso la giornata con la visita al Prater: parco divertimenti cittadino con attrazioni per grandi e bambini, ma anche parco verde per rilassarsi. L’attrazione principale è la ruota panoramica “Riesenradplatz” più antica d’Europa alta 64,75 metri, forse un po’ esoso il costo del biglietto, ma il giro è quasi d’obbligo…e a me è piaciuto molto. Nella cabina davanti a quella dove eravamo noi ed altri turisti, una coppia ne aveva riservata una per una cena romantica, dove ad ogni giro i camerieri lasciavano una portata… chissà cosa stavano festeggiando!

DSCN1460    DSCN1479 DSCN1484

L’ultimo giorno abbiamo fatto due passi vicino al nostro albergo entrando nei negozietti. Il mio numero di scarpe è 42 (dopo il parto forse anche qualcosina di più, ma shhhh) e qui a roma non è particolarmente facile trovarle. Mentre a Vienna è pieno di negozi che vendono scarpe “barche”, evidentemente li è molto più frequente che qui avere il piedone!  Abbiamo notato le “piscine” sul danubio, o piccole spiagge create e munite di bar, che permettono di godersi il sole o fare un bel tuffo in estate!

In conclusione Vienna ci è piaciuta molto, pulita, tranquilla, colorata e divertente! Quando siamo andati noi non era così strabordante di turisti come possono essere altre città europee… In alcuni punti sembra di tornare indietro nel tempo e sentendo le carrozze trainate dai cavalli, vivere nella sfarzosa Vienna imperiale.

Per fortuna siamo andati all’aereoporto con un larghissimo anticipo per comprare qualche ricordino, perchè il nostro volo era stato cancellato e non ci avevano avvertito, ma le hostess gentilissime ci hanno indirizzato verso un altro volo della linea austriaca che stava chiudendo in quei momenti gli imbarchi: corri, corri… pericolo scampato, aereo preso al volo!

Chi siamo?

Ciao a tutti!

scrivo una breve presentazione per capire meglio i contenuti di questo blog.

Mi chiamo Alessia e sono nata il 19 ottobre 1979.

Mi piace fare esperienze, conoscere gente, sperimentare e provare…

Ho sempre avuto molti amici e con loro condiviso gioie, curiosità. dolori, pensieri.

Nel 2005 ho conosciuto Nino, che ora è il mio compagno e nel 2012 è nata la nostra bimba Lia.

Io sono figlia unica, invece Nino ha altri due fratelli e tre sorelle, tutti con accompagnati da mogli, mariti e figli: è difficile annoiarsi!

Nino ha anche due figlie nate da una precedente unione, Eliana e Chiara, che vivono con noi. Proprio per cercare di fare  qualcosa di particolare insieme abbiamo provato a costruire questo blog. Potrebbe essere una bella scusa di aggregazione. Non che ci servano scuse per avere attimi interessanti ed importanti insieme, però ci piaceva creare qualcosa per noi!

Quando ero ancora ragazza mi divertivo ad uscire, conoscere, fare esperienze con gli amici di scuola o con quelli che frequentavo al di fuori. Ogni minuto era prezioso! Con la mia amica di allora, la domenica ci svegliavamo presto e chi delle due si alzava prima, chiamava l’altra per proporre un caffè, magari a Torvaianica, o ad anzio…! Facevamo gite ed escursioni di un giorno ad Orvieto, Firenze, sulla neve a Campo Felice…

Perché ora un blog? Non hai nulla da fare? Chi vuoi che ti legga? Tra il lavoro, Lia, le ragazze, la casa e… non ultimo il tuo uomo, a volte è difficile trovare il tempo anche per fare una doccia… Di certo un blog non per seguire la moda, o per strane aspettative… Nel film Radiofreccia di Ligabue, il protagonista, interpretato da Stefano Accorsi, diceva una frase, che in questo momento voglio fare mia: “se qualcuno ti chiede perché, tu semplicemente rispondi perché no.” Non ricordo le parole precise, ma questo era il senso e mi è rimasto nella mente: se riuscissimo a metterla in pratica a volte sarebbe tutto un po’ più facile.

Quindi, perché ilmioblogpercaso? Per ricordare tutte le esperienze vissute, le mie emozioni, i momenti vissuti con il mio pagnottello Nino, le attività condivise con lui e le sue bimbe, le emozioni e la gioia per l’arrivo e la vita della mia, nostra piccola Lia.

Grazie a chi vorrà condividere con me questo viaggio!

Il sottotitolo al plurale, perché noi no, arriva dalla speranza che anche Eliana e Chiara (e fra un po’ Lia) vorranno condividere su questo spazio quello che gli passa per la mente!

Leggiamo! Raccontiamo! Parliamo!

IMG_20150403_181636[1]     IMG_20150403_154734[1]

Fin dal primo giorno che ho scoperto la mia gravidanza ho iniziato a parlare con la nuova vita che cresceva dentro di me. Le raccontavo le mie giornate, le cantavo canzoncine o recitavo filastrocche, le spiegavo cosa immaginavo di lui (ancora non sapevo che si trattava di una lei), leggevo racconti, favole o libri. Poi sentivamo la musica, quella che piace a me, oppure quella dei bambini e dei cartoni animati. A me è venuto subito spontaneo, però sembra che questi atteggiamenti siano importantissimi per un buono sviluppo del feto. Sembra che già da li dentro sia in grado di riconoscere e ricordare suoni e voci. E’ per questo che anche suo papà quotidianamente veniva a fare le coccole alla pancia. Le dava dei colpettini, delle carezze, che poi lei potesse ricordare e custodire e le diceva parole dolci, cosicchè potesse sentire vicino anche il suo papà. Nino, il mio compagno, ha già due bambine, Eliana e Chiara. Quando hanno saputo che presto sarebbe arrivata una sorellina, sono state contente e stupite. Mi ricordo che quando Lia ha iniziato a muoversi, Chiara voleva sentirla a tutti i costi, così passava le giornate calde di agosto 2012 abbarbicata alla mia pancia in attesa di creare un contatto con l’esserino al suo interno… Beh, appena nata, da subito mi è sembrato che tra di loro si fosse instaurato un legame forte e speciale! Lia cercava Chiara, rideva e a modo suo voleva di comunicare con lei.
Dopo la nascita i nostri rituali sono continuati tutti… le coccole, le carezze, i massaggi, gli sguardi, le canzoni e le filastrocche, i contatti, le canzoni e la musica… Sembra che tutto ciò aiuti lo sviluppo cognitivo del bambino, ed io aggiungerei che sicuramente lo rende partecipe, felice e sereno.
Io lavoro in una scuola di specializzazione in psicoterapia, basata sull’attaccamento. Spesso, quando Lia era piccola avevo la possibilità di portarla con me. Lei ha sempre elargito grandi sorrisi, ed è sempre stata pronta a reagire agli stimoli ed a scoprire il mondo. Una professoressa mi disse che aveva avuto da subito gli stimoli giusti. Se è così gioviale e allegra vuol dire che mangia bene, dorme bene ed ha un buono sviluppo cognitivo! Nessuno nasce imparato e scoprire che fino a quel momento che la piccolina aveva appena 4 mesi , avevamo capito tutti i suoi bisogni è stato fantastico!
Anche se il bambino appena nato, per ovvie ragioni, non può parlare, la sua voglia di conoscenza è eccezionale e la sensibilità ai suoni e alle parole è grande. Per imparare a parlare, ha bisogno di una continua stimolazione con le parole. Mentre ci si coccola con le frasine, le filastrocche, le ninne nanne, il cucciolino avidamente incamera, ricorda, assorbe e memorizza.

IMG_20150403_154349[1]     IMG_20150403_154504[1]
Il linguaggio si crea giorno dopo giorno, mattoncino dopo mattoncino, i piccoletti lo costruiscono a proprio modo ascoltando chi parla con loro, soprattutto durante il primo anno. Prima o poi il linguaggio sboccerà: ogni bambino è a se, quindi non si può sapere quando, ma prima o poi arriverà!

IMG_20150404_110437[1]      IMG_20150404_110534[1]
Con Lia è stata tutta una scoperta. Quando qualcuno parlava lei sembrava proprio che cercasse di interagire, quasi come se a modo suo volesse rispondere, guardava la bocca mentre pronunciavamo le parole. Lia ha iniziato a parlare abbastanza presto e a 18 mesi ha pronunciato la sua prima vera frase. Che emozione! Eravamo al parco e c’era una bimba che voleva andare sullo scivolo. Lia l’ha presa per mano e le ha detto: ”bimba, tu sola no, ti appagno io!” E insieme, traballanti ma contente sono andate verso lo scivolo sotto la nostra supervisione! Da li è stato un crescendo, imparava sempre cose nuove e si divertiva a fare discorsetti. In realtà, come quando era nel pancione, non sta ferma e zitta un attimo. Anche se è sul passeggino canticchia da sola e ripete le filastrocche che ha imparato. Se arriva una parola o una frase difficile che non ha mai sentito la ripete finchè non riesce a dirla ed alla fine esclama: ”ce l’ho fatta!”.
Le piace la musica e ballare: riesce a danzara anche sul suono della campana o dell’ambulanza!
Quando leggo con Lia, le mimo le scene, intono i discorsetti, guardiamo le figure e facciamo gli indovinelli!
Ci ritagliamo sempre ogni giorno dei momenti per giocare, leggere, vedere i video insieme…

IMG_20150403_154756[1]     IMG_20150403_154830[1]

Questo è uno dei libri di quando ero piccolina che mia mamma ha conservato!

Civita di Bagnoreggio

civita 1   civita 2

Tra i 18 e i 25 anni, con gli amici e i conoscenti che frequentavo in quel periodo, ho vissuto tantissime esperienze. Ci divertivamo ad esplorare e conoscere.

Un giorno uno di noi disse che gli sarebbe piaciuto visitare Civita di Bagnoregio, di cui aveva sentito parlare. Tutti affascinati dalla sua presentazione decidemmo che saremmo andati in gita la domenica, o il sabato successivo (non ricordo il giorno preciso, ma visto che alcuni lavoravano quasi tutte le escursioni le facevamo durante il fine settimana). Era l’anno 2003.

Civita è una frazione del comune di Bagnoregio in provincia di Viterbo, conosciuta come “La città che muore” e attualmente abitata da pochissime persone. L’antico borgo medievale sorge su una collina di tufo, che è in continua erosione e si può raggiungere solo a piedi grazie a un ponte di cemento armato che la collega a Bagnoreggio. Da questo ponte si può ammirare il paesaggio sottostante e i calanchi.

E’ citata tra i borghi più belli d’Italia. E veramente suggestivo visitare le tipiche stradine, con le casette basse caratteristiche, le piccole botteghe, qualche ristorante e le terrazze per poter godere del panorama. E’ stranissimo non vedere alcuna macchina, sembra che il tempo non scorra mai, proprio come l’incanto di una favola!

Sicuramente questa è una delle prossime escursioni che vorrò fare di nuovo con la mia attuale famiglia e gli amici di adesso, per viverla di nuovo facendo altre considerazioni e rimanendo ancora stupita di cotanto spettacolo, ora che ho qualche anno in più! Speriamo che sia rimasto tutto così com’era, anche se leggendo qua e là in internet informazioni di chi c’è stato ultimamente, mi sembra che alcune cose come il parcheggio e l’ingresso alla porta della città siano diventate a pagamento…

civita 3 civita 4

Ps. Nelle foto non ci sono strane presenze, ma ho coperto le persone per la privacy!

Il parco dei mostri a Bomarzo

Più o meno sei anni fa, sono andata a visitare il parco dei mostri a bomarzo, in provincia di Viterbo. Ero con il mio compagno nino, le sue due figlie, suo fratello con la moglie: ci siamo divertiti ad osservare e vivere questo “sacro bosco”. Si tratta di un “labirinto” dove sono presenti enormi statue che rappresentano figure mitologiche, Dei, creature enormi di roccia che possono sembrare mostruose (Ercole, Pegaso, la Tartaruga, Saturno, Ninfa, Ninfeo, Cerere, l’Elefante, il Drago, l’Orco, Cerbero …). L’enigmaticità, il mistero e il simbolismo si possono intravedere già all’entrata del parco, dove sono presenti due piccole sfingi. E’ passato un po’ di tempo da quando lo abbiamo visitato, e non voglio aprire una discussione sul metodi di gestione, di mantenimento del sito, o del costo del biglietto di 10 euro a testa per gli adulti, che per una famiglia numerosa può essere un po’ altino. Mi piace semplicemente ricordare una giornata ed un’esperienza affascinante ed insolita…

Questo parco fu voluto dal principe Pier Francesco (detto Vicino) Orsini, nel 1552, e realizzato dall’architetto Pirro Ligorio.

Abbiamo scattato tante foto bizzarre, purtroppo alcune sono andate perse e sono rimasta malissimo…

bomarzo 3

L’escursione completa può essere effettuata in un’ora e mezza, ma se ci prendiamo un po’ più di tempo possiamo cercare di interpretare le scritte scolpite sulle sculture, oppure, se siamo con dei bambini, come eravamo noi, possiamo divertirci ad inventare racconti fantastici. Per quanto riguarda la storia reale di ogni monumento, sulla cartina che ci hanno fornito all’entrata, non c’è scritto nulla, quindi prima di andare, se si vuole entrare appieno nella “vita” delle creature, ci si deve documentare… La vegetazione e le cascate d’acqua aiutano a rendere il posto suggestivo.

Le sculture sono tutte particolari e degne di nota, ma io vorrei ricordarne due in particolare che sono rimaste impresse anche nei ricordi delle bambine: la casa pendente e l’orco.

bomarzo1  bomarzo2

Appena si entra nella casa pendente sembra di non riuscire a mantenere l’equilibrio e ci si sente stralunati, come se si stesse costantemente sul punto di cadere. Noi facevamo a gara a chi resisteva di più!

“Ucci ucci, sento odor di cristianucci”. Secondo le tradizioni folcloristiche e nelle fiabe nordiche, gli orchi sono mostri enormi, cattivi che mangiano uomini e bambini. La scultura dell’Orco di Bomarzo, a prima vista sembra proprio svolgere la sua funzione di spaventare i visitatori, con la  grande bocca aperta e gli occhi sbarrati. Sulle labbra c’è scritto: ogni pensiero vola. Noi ci siamo fatti coraggio e siamo entrati tutti insieme piano piano salendo le scale che introducono fin dentro la bocca, con la speranza che non ci avrebbe inghiottito al suo interno chiudendo le labbra e i suoi due dentoni dietro di noi… Siamo entrati ed invece per fortuna abbiamo trovato un tavolo in pietra centrale con una panca, ci siamo seduti a fare merenda e a rilassarci un po’ al fresco delle sue grandi fauci!