Due antichi mestieri!

IMG_20150424_064350[1]

La mamma e il bambino, Io e Lia, entrambi nuovi a questi due antichi mestieri, abbiamo saputo da subito cosa fare, ci siamo confortati dopo le fatiche del parto… Quando è nata Lia ha sofferto un pochino, quindi nel mese successivo ci sono stati i dovuti accertamenti, e anche se “sapevo” che era tutto a posto, non smettevo di avere ansie e paure, ed infatti non ho goduto subito appieno delle gioie di questa nuova vita… L’ecografia alla testolina, al cuoricino. La neuropsichiatra che mi diceva che Lia ad un mese doveva toccarsi i piedini, io pensavo che invece lei nemmeno sapeva di averli, oppure quella volta che Lia stava scoprendo la lingua e quindi se la mordicchiava e la tirava fuori: la neuropsichiatra mi ha chiesto se faceva sempre così. Il giorno dopo l’ho passato a metterle dentro la lingua!  La pediatra ha detto che non mi avrebbe fatto più ricette per andare da questa strana dottoressa… La crescita e le reazioni di Lia andavano benissimo e quindi mi tranquillizzò informandomi delle cose che sarebbero piaciute alla piccoletta: sentirsi contenuta con le braccia, perché fino a pochissimo tempo prima lei era abituata a stare ovattata e protetta nella pancia; dovevo cullarla, col bagnetto, con una ninna nanna, con le parole; darle tutte le attenzioni di cui aveva bisogno per renderla indipendente nel suo futuro. Mi ha detto di rilassarmi e godermi tutto ciò che lei poteva darmi, e di stupirmi di tutte le sue prime volte. Che buffi i neonati quando scoprono le manine e cercano di portarle vicino al naso per vederle ed esplorarle meglio storcendo gli occhi! Nell’istante in cui ho potuto avere già in ospedale Lia tutta per me, mi sono stupita della grande sensibilità che hanno i neonati di rivolgersi subito in direzione del seno e del suo caldo profumo. Una piccola nuova creaturina che dipende esclusivamente da te! In quello stesso momento è nato anche un padre, Nino, di nuovo… E sono nate anche due nuove sorelle, Eliana e Chiara, le figlie di Nino… Se ascoltavamo con attenzione, era proprio Lia a guidarci verso le sue necessità, fin dai primi attimi… Piano piano si inizia ad interpretare la loro lingua… Magari si sbaglia, ma poi si ritorna sui giusti binari… E così la vita quotidiana prende tutta un’altra forma…

Eliana, la figlia più grande di Nino, per l’esame di terza media che ha sostenuto lo scorso anno, ha portato una tesina intitolata “Il ruolo della Donna nella storia”. L’argomento per scienze era questo: Donna e mamma. La gravidanza.” Secondo me è stata molto brava a reperire ed assemblare tutte le informazioni prese da internet e libri. Non so la fonte e gli indirizzi dei siti a cui si è rivolta, quindi non posso citarli, però ci sono dei passaggi proprio carini!

tesina 1 tesina 2tesina 3

Sarà la primavera…

In questi giorni sono in vena di ricordi, sentimentalismi… Sarà la primavera…

I pensieri di quando sei ragazza sono tutt’altro di quando hai una famiglia…

Ricordo i primi giorni di scuola, le prime cotte per il compagno di classe, o per il bello dell’istituto…

le prime emozioni guardando un film immedesimandosi nella protagonista…

Vuoi essere mia amica…

scriviamo un bigliettino a Fabio e digli che ti piace…

Mi passi il compito…

Ma come ti sei vestita???

le prime uscite con le amiche…

la prima vacanza da sola…

la patente…

le prime cotte…

io e la mia amica che ci svegliamo all’alba per andare a prendere un caffè a santa marinella

le prime gite con il gruppo di amici di allora…

quando ho passato due ore a stirare i miei capelli mossi perchè dovevo uscire con un tipino carino e lui poi, chiacchierando, ha detto che adora i capelli ricci… è vabbè, allora ditelo!

il mio personale bello e impossibile di quel gruppo che non mi fila, mi scherza, mi ci fa credere, poi mi ributta giù… i momenti in cui era bello prepararsi per farti notare proprio da lui…

I suoi occhi neri grandi e profondi che mi colpivano dritti alla pancia…

Quello che invece ti filava, ma tu non lo guardavi, perchè ti piaceva l’altro…

i pianti…

le delusioni…

le risate…

i successi…

hei, ma quel tipo guarda proprio me…

come sto? i capelli non mi piacciono… uffi però!

il primo bacio, come si fa… aiuto… uh che emozione!!!

Cose che non torneranno mai più, ma vissute appieno prendendo tutto quello che potevo avere in quel momento… che guardando indietro rifarei diversamente, semplicemente perchè col senno del poi e con qualche esperienza in più si ha più consapevolezza… ma è stato giusto viverle proprio così come sono venute…

l’arrivo del mio amore…

la ricerca del lavoro…

la costruzione di una famiglia…

altri tipi di esperienze…

le amicizie che sono rimaste da allora, che a loro volta sono cresciute con, e come me!

le nuove amicizie…

i nipoti…

la ricerca di una nuova vita da amare…

l’arrivo della nuova vita da amare…

le paure e le ansie per questa nuova vita da amare…

sarò in grado di fare la mamma…? nessun genitore è più bravo o meno di un altro, semplicemente ognuno è diverso e speciale per il suo bimbo…

le gioie e le emozioni per questa nuova vita da amare…

Eccoti qui, piccola mia, già sono passati più di due anni e invece mi sembra ieri che ti abbracciavo per la prima volta…

Sono felice che tu stia crescendo, e questo devi fare, ma non nascondo che ogni tanto guardandoti mi viene un po’ di malinconia… Per fortuna ho un lavoro che mi permette di seguirti in tutto e per tutto durante questo tuo viaggio che ti accompagnerà a diventare una donna… Io da mamma ti spingo a diventare autonoma, intraprendente, a crescere, e mi diverto quando mi dici “da sola” quando vuoi che nessuno ti aiuti. Sono orgogliosa della tua caparbietà e della tua voglia di conoscenza… Però poi, solo per un momento mi rattristo un pochino, perchè tu piccola donnina di due anni e poco più stai crescendo velocemente, con delle idee ben delineate nella tua testa… credo che per ogni mamma arriva questo momento, la porta che si socchiude dal sonosempreatuadisposizione, al eccohounpo’piùditempoperme… magari oggi faccio la doccia in pace senza dover chiedere tempo a qualcuno!

Tu piccolo “gnocchetto” così simile, ma per fortuna così diversa da me… con una tua identità…

adesso ci sarà il momento in cui ti dovrò rincorrere, stagioni della tua vita, belle ed emozionanti comunque…

con tutte le tue, di prime volte…

quelle emozioni di cui parlavo all’inizio, che ho avuto io, le avrai anche tu…

Non potrò, e soprattutto non dovrò proteggerti dalle delusioni…

Anche a te piacerà un ragazzino che ti farà battere il cuore…

Io ci sarò per ogni dubbio o incertezza. ti rialzerò se cadrai, allungherò la mano se avrai voglia di prenderla…

mi farò da parte se non vorrai parlare…

gioiremo insieme dei tuoi successi e dei traguardi che raggiungerai…

,….

….

….

Intervista a Lia

Ciao Lia, quanti anni hai?

2 e più!

quando sei nata?

il 23/11/2012 all’ospedale sandro pertini di roma

cosa ricordi di quando eri nella mia pancia?

ricordo che quando sono arrivata e ancora non lo sapevi ci hai messo un po’ per renderti conto perchè non ti sembrava possibile fossi arrivata così in fretta!

la serenità, l’allegria, le cosine che mangiavi pochine e in continuazione…

eh si, ma avevo la nausea tutto il giorno! Poi?

la musica che ascoltavamo

il ginecologo che appena mi vedeva con l’ecografia mi diceva “buongiorno” e quando mi faceva le foto diceva “ecco le zampette”.

e la prima volta che ho sentito il tuo cuore battere, mi è sembrata la corsa di un cavallo lungo il mara, un tamburo a festa, un martello pneumatico a festa… scusa, continua.

ricordo le parole che mi dicevi e le carezze che mi davi, le coccole col nostro coniglietto, le coccole con papi e le sorelline

la leggerezza di quando nuotavamo nel mare

il rilassamento di quando facevamo la doccia e puntavi l’acqua dritta sulla pancia,

le ansie e i dubbi che avevi

la gioia di accogliermi

le scale e le passeggiate che facevi alla fine per stimolare la mia decisione di nascere… però ero troppo comoda li dentro… anche se poi ho scoperto che è bello anche fuori

Appena nata cosa è successo?

Aiuto, mi stanno chiamando… devo uscire… che succede… forse devo spingere anche io… mi facevo strada con la testolina e tu spingevi, ti dicevano che era presto, però poi si sono accorti che ero io e ti hanno detto di continuare…

sai che ancora adesso nemmeno io ho capito bene…

Dentro stavo calda, protetta, ovattata… ora? sono nuda… che siete??? mi poggiano qui sopra… uh mi sa proprio che questa è mamma… che buon’odore, che del tepore, che tranquillità…

è durato poco però…

eh si, nella pancia eri talmente biricchina e ballerina che ti sei tutta intorcigliata col cordone, collo, gambe, patatina…

mmm la prima notte non ho potuto starti vicino, perchè avevi un po’ sofferto e dovevano controllare, però venivo spesso al nido per vedere quanto eri bella!

si, è vero, che bello essere tra le tue braccia! ma quella cos’è… una sisotta!!!! si ciuccia!!!! che gioia!!!! di nuovo quel profumo, quel tepore, quella tranquillità! sono invincibile, qui con te non potrà succedermi nulla! Però ricordo che poi siamo state sempre insieme in camera…

si, si!!! abbiamo iniziato a conoscerci, scrutarci, capirci…

che bello!

cosa ti piace fare?

tante cose! giocare, correre, ballare, cantare, leggere con i miei, conoscere i bambini, andare al parco, giocare con amichetti e cuginetti, disegnare con i colori a dita, usare il tablet cellulare e computer… Sono un po’ testarda, però mi diverto!

lo so che ti diverti, non stai ferma un secondo!

ma mamma, questo è il mio lavoro!

ah dimenticavo, adoro i peluches di ogni forma e colore!

cosa ti rilassa?

le canzoncine cantate piano piano e la sisotta!

la sisotta?!?!?! ancora la prendi?

eemmhhh, si, perchè? che c’è di male? ogni tanto ci dicono che dobbiamo smettere, però è così buona! e poi tu non me la dai più così spesso come prima, a volte mi sembra che cerchi di distrarmi o mi offri qualcosa di cui sono golosa…. vabbè mi accontento dei momenti della nanna o se proprio sono inconsolabile, va!

il tuo sogno nel cassetto da bambina di 2 anni?

io devo andare a scuola, come le mie sorelle! e l’anno prossimo vado alla scuola mia con i bambini che ballano e l’arcobaleno. gioco, studio, faccio i compiti…

hihi! sei troppo buffa quando vuoi andare a scuola per forza… chissà se sarà davvero così!

Ti piace il mare?

non vedo l’ora di andarci questa estate! devo fare i castelli, il bagno, giocare con la sabbia…

scusa mamma, ma devo andare da chiarina (mia sorella) a giocare con le costruzioni.

ciao, a dopo!

Impariamo… o giochiamo?

Lia ha compiuto 2 anni il 23 novembre 2014, è una bambina allegra e vivace. Non sta ferma e zitta un attimo, per fortuna aggiungerei!

Certo, quando torni a casa stanca ed hai le faccende da sbrigare a volte proprio non ce la fai a starle dietro, ma è una bambina e questo è il suo lavoro!

Dal primo momento che è nata le abbiamo parlato e raccontato il mondo con i nostri occhi, cosicchè poi lei potesse farsene un’immagine tutta sua. Secondo me la sua idea è una vita piena di colori, musica, amici, idee, pasticci da combinare. Una ne fa e ottomila ne pensa! Quando era nella pancia ascoltavamo la musica, parlavamo, ci accarezzavamo e così abbiamo continuato anche dopo la sua nascita. Ora ogni suono è perfetto per ballare, anche una campana o addirittura l’ambulanza… Suona i tasti della sua pianoletta per accompagnare le sue canzoncine preferite, tipo “cappuccetto rosso vieni vieni qua…”, “farfallina bella e bianca…” “tanti auguri…”, “twinkle twinkle little star…”, “the finger family…”. Ha imparato presto a parlare e ad assemblare frasi di senso compiuto: la prima è stata al parco a 19 mesi quando a detto ad una bimba sullo scivolo “bimba no sola tu, ti appagno io!”. Da quel momento ha iniziato a parlare tantissimo ed è per questo che non si sta un attimo zitta e ferma. Con lei di certo non c’è un modo di annoiarsi! Ma del resto è come tantissimi bambini che ho conosciuto in questo periodo che trovano mille modi per far capire cosa vogliono. Cerchiamo sempre nuove attività da fare per imparare cose e divertirci. Ho trovato dei filmati in inglese, non perché volessi già insegnarle l’inglese, ogni cosa a suo tempo, ma perché tra gli altri video carini di cartoni, sigle, filastrocche e canzoncine sono capitati. E allora abbiamo imparato l’alfabeto, i colori, e i numeri fino a 15, i numeri in inglese fino a 10, twinkle twinkle little star, the finger family, happy birthday, jingle bells…  Sapete che penso? Non mi chiedo più se fare una determinata cosa e il perchè, la faccio e basta. Poi se lei vuole si diverte e mi segue, altrimenti troviamo altri modi per passare i momenti insieme! Comunque lia, chiede sempre perché, che fai, come si fa, come si dice, chi è, che c’è scritto… finchè la sua curiosità non viene soddisfatta. se poi riesce in fretta a capire, a dire o a fare urla felice: ”ce l’ho fatta!”. Nei cd che ascoltiamo e cantiamo in macchina mentre andiamo e torniamo dal lavoro (Lia poi rimane dai miei) ci sono tante canzoncine e filastrocche carine, tra cui quelle dello zecchino d’oro, oppure quelle più vecchiotte tipo La bella lavanderina, Cincirinella, quelle che recitano l’alfabeto e i colori…  Come ripeto non voglio per forza immettere nella sua testolina troppe informazioni e troppo presto, però lei le recepisce, reagisce e si diverte, quindi perché no? Ho già avuto modo di capire che a questa età i bambini sono spugne avide di sapere cosa c’è intorno a loro! Mentre faccio le cose a casa, se sono sola perché le sorelle sono a scuola e il papà è al lavoro, Lia gioca con le sue cose, inventa scenette, e guarda la televisione. Però a lei piace soprattutto rai yoyo e spesso i cartoni sono sempre gli stessi, allora per variare ho trovato dei video in rete molto carini, come sigle di vecchi cartoni che vedevo io da piccola, filastrocche animate, le canzoni di Mary Poppins, il volo fantastico di Falco della Storia Infinita, Basta un poco di zucchero del libro della giungla… Mi sono casualmente imbattuta in video anche istruttivi, o in inglese che Lia gradisce!

Questi sono alcuni momenti della nostra giornata, ma combiniamo tante altre cose e pasticci, con amici, cuginetti, zii, nonni , all’aperto, a casa… Ci divertiamo giocando, cantando e ballando insieme! Mi sono accorta che giocando, creando ed inventando Lia impara moltissime cose, anche se quello che stavamo facendo era finalizzato al puro divertimento!

Il mio rifugio sicuro

Un genitore è sempre pronto ad offrire cure e attenzioni continuative, a riconoscere i bisogni del figlio, è capace e disponibile a rispondere immediatamente alle sue richieste, quindi diventa un rifugio sicuro, che lo accarezza e lo prende in braccio per dare conforto se il piccolo è a dsagio.

Grazie ai professori che insegnano nella scuola di specializzazione in psicoterapia (basata sulla teoria dell’Attaccamento) e agli allievi psicologi che la frequentano, ho capito che al compimento del primo anno, la mamma diventa la sua base sicura, dal quale il bambino si può allontanare tranquillamente per effettuare le proprie esplorazioni ed affacciarsi al mondo, per poi tornare da lei in caso di necessità.

La mamma dovrebbe porsi al figlio facendogli capire che sarà pronta a proteggerlo se ce ne sarà la necessità. Però non sarà una figura soffocante ed iperprotettiva, ma si metterà da parte se il bimbo non manifesterà il bisogno dell’aiuto.

L’attaccamento sicuro si crea proprio in questo modo. Il bambino saprà esprimere le sue emozioni di paura e di gioia, perchè la sua figura di attaccamento ha accettate e continua a farlo, quindi anche gli altri sapranno accoglierle e ben interpretare. Il genitore sicuro vede il mondo dal punto di vista del piccolo, e viceversa; è capace di amarlo per quello che è e non per quello che dovrebbe essere.

Ci sono vari tipi di attaccamento (sicuro, insicuro, evitante, ambivalente, disorganizzato…), ma non sono in grado di parlarne. Volevo solo proporre una bella visione del legame genitore-figlio, che si crea fin dal concepimento e secondo me continua tutta la vita.

MAMMA PERFETTA?!?!?

Per costruire la cognizione di un bambino che nasce, serve l’attenzione dei suoi genitori e di chi gli ruota intorno. Tutte le sue prime volte serviranno a determinare la personalità.

Rispondiamo alle richieste, consoliamolo se piange, accarezziamolo e culliamolo, ascoltiamo insieme la musica e i suoni della natura, leggiamo e cantiamo per e insieme a lui/lei. Creiamo dei momenti rituali che si ripetano e possano dare idea di tranquillità e benessere. Il bagnetto, o la preparazione alla nanna, sono quelli tra i più importanti e magici!

Alla nascita Lia ha sofferto un pochino e la pediatra mi ha detto di stimolarla anche con il contatto fisico, ad esempio strofinando i piedini sui diversi tessuti per attivare i suoi sensi. Col nostro contatto e i massaggi, trasmettiamo amore, sostegno, benessere… Anche la stimolazione uditiva è importante, con parole, discorsi, filastrocche, canzoncine, musica, fiabe… Gli input vengono dati anche attraverso il gioco, sia per lo sviluppo motorio, che psicologico.

Detto questo, io lavoro in una scuola di specializzazione quadriennale in psicoterapia, basata sulla teoria dell’Attaccamento. Una dei nostri insegnanti è la Prof.ssa Grazia Attili, che ha portato in italia e studia questa teoria, ed è spesso ospite in programmi televisivi come Porta a Porta. Quindi, Attaccamento evitante, insicuro, sicuro…

Aiuto, che ansia!!!

Poi scopro che le psicologhe che studiano qui che diventano mamme, in realtà seguono l’istinto e sbagliano anche, come me comune mortale, perchè alla fine quasi mai seguono le regole psicologiche nel vero senso della parola che hanno studiato sui libri. Certo, possono avere un aiuto in più, ma nessuno quando diventa genitore per la prima volta conosce in anticipo cosa accadrà.

Si deve solo cercare di trasmettere amore, tranquillità, affetto e cercare di passare quante più informazioni e sensazioni, senza sovraccaricare la testolina del piccolo erede, semplicemente conoscendosi e vivendo la quotidianità.

Quando vedevo le altre mamme, senza ancora esserlo, non capivo la portata dell’esperienza. Quando iniziavo a pensare ad un bimbo, vedevo le altre all’opera con i piccoli e mi dicevo:” io non farò mai così, sarò il genitore perfetto, non mangerà “zozzerie”, non vedrà mai la televisione, senza strillare capirà subito come ci si comporta, sarà calma ed educata…”

Beh, non sarò mai quella mamma perfetta che credevo prima! E per fortuna… sai che noia pazzesca?!?!

Ogni tanto Lia mangia le patatine, la cioccolata o le merendine. Se vede che beviamo la Coca Cola, la vuole anche lei, Lia fa i capricci, anche in pubblico: credo proprio sia normale, perchè è una bambina e quello è il suo mestiere! Lia guarda i cartoni animate e gioca col tablet… E’ vero, lo sviluppo cognitivo, le attività costruttive, eccetera eccetera.

Non credo di rovinare la sua futura vita se oltre a tutte le altre attività che facciamo, guardiamo Peppa Pig, Masha e l’Orso, l’Albero Azzurro, Sofia la principessa, la D.ssa Peluches. Ovviamente non li segue sempre tutti, ma quello che c’è quando ci troviamo ad accendele la tv.

Non tutti i programmi le piacciono, ma segue attivamente ed interattivamente ciò che le interessa, canta i motivetti col microfono, balla quando ci sono le musiche… D’altra parte noi non ci appassioniamo ai nostri programmi preferiti???

Per il tablet le ho scaricato delle applicazioni per bambini ed abbiamo imparato forme e colori, suoni e rumori, numeri, poi c’è un simpatico giochino di Masha che la fa ridere tanto! Quando la prima volta ha messo il cerchio al posto del cerchio, è stata una festa ed ha urlato “ce l’ho fatta!”

E comunque mica ci gioca tutto il giorno, credo che 15/20 minuti ogni tanto non le faranno poi così male!!!

Un genitore appena nato non può sapere tutto… e per fortuna! Il bello è proprio conoscere l’erede mano mano che si vive insieme, farlo sentire amato, apprezzato, gioire delle sue vittorie e spiegare le sconfitte. L’importante è che stia bene, rida, sia attivo ed allegro.

Poi il resto verrà da sé!

Leggiamo! Raccontiamo! Parliamo!

IMG_20150403_181636[1]     IMG_20150403_154734[1]

Fin dal primo giorno che ho scoperto la mia gravidanza ho iniziato a parlare con la nuova vita che cresceva dentro di me. Le raccontavo le mie giornate, le cantavo canzoncine o recitavo filastrocche, le spiegavo cosa immaginavo di lui (ancora non sapevo che si trattava di una lei), leggevo racconti, favole o libri. Poi sentivamo la musica, quella che piace a me, oppure quella dei bambini e dei cartoni animati. A me è venuto subito spontaneo, però sembra che questi atteggiamenti siano importantissimi per un buono sviluppo del feto. Sembra che già da li dentro sia in grado di riconoscere e ricordare suoni e voci. E’ per questo che anche suo papà quotidianamente veniva a fare le coccole alla pancia. Le dava dei colpettini, delle carezze, che poi lei potesse ricordare e custodire e le diceva parole dolci, cosicchè potesse sentire vicino anche il suo papà. Nino, il mio compagno, ha già due bambine, Eliana e Chiara. Quando hanno saputo che presto sarebbe arrivata una sorellina, sono state contente e stupite. Mi ricordo che quando Lia ha iniziato a muoversi, Chiara voleva sentirla a tutti i costi, così passava le giornate calde di agosto 2012 abbarbicata alla mia pancia in attesa di creare un contatto con l’esserino al suo interno… Beh, appena nata, da subito mi è sembrato che tra di loro si fosse instaurato un legame forte e speciale! Lia cercava Chiara, rideva e a modo suo voleva di comunicare con lei.
Dopo la nascita i nostri rituali sono continuati tutti… le coccole, le carezze, i massaggi, gli sguardi, le canzoni e le filastrocche, i contatti, le canzoni e la musica… Sembra che tutto ciò aiuti lo sviluppo cognitivo del bambino, ed io aggiungerei che sicuramente lo rende partecipe, felice e sereno.
Io lavoro in una scuola di specializzazione in psicoterapia, basata sull’attaccamento. Spesso, quando Lia era piccola avevo la possibilità di portarla con me. Lei ha sempre elargito grandi sorrisi, ed è sempre stata pronta a reagire agli stimoli ed a scoprire il mondo. Una professoressa mi disse che aveva avuto da subito gli stimoli giusti. Se è così gioviale e allegra vuol dire che mangia bene, dorme bene ed ha un buono sviluppo cognitivo! Nessuno nasce imparato e scoprire che fino a quel momento che la piccolina aveva appena 4 mesi , avevamo capito tutti i suoi bisogni è stato fantastico!
Anche se il bambino appena nato, per ovvie ragioni, non può parlare, la sua voglia di conoscenza è eccezionale e la sensibilità ai suoni e alle parole è grande. Per imparare a parlare, ha bisogno di una continua stimolazione con le parole. Mentre ci si coccola con le frasine, le filastrocche, le ninne nanne, il cucciolino avidamente incamera, ricorda, assorbe e memorizza.

IMG_20150403_154349[1]     IMG_20150403_154504[1]
Il linguaggio si crea giorno dopo giorno, mattoncino dopo mattoncino, i piccoletti lo costruiscono a proprio modo ascoltando chi parla con loro, soprattutto durante il primo anno. Prima o poi il linguaggio sboccerà: ogni bambino è a se, quindi non si può sapere quando, ma prima o poi arriverà!

IMG_20150404_110437[1]      IMG_20150404_110534[1]
Con Lia è stata tutta una scoperta. Quando qualcuno parlava lei sembrava proprio che cercasse di interagire, quasi come se a modo suo volesse rispondere, guardava la bocca mentre pronunciavamo le parole. Lia ha iniziato a parlare abbastanza presto e a 18 mesi ha pronunciato la sua prima vera frase. Che emozione! Eravamo al parco e c’era una bimba che voleva andare sullo scivolo. Lia l’ha presa per mano e le ha detto: ”bimba, tu sola no, ti appagno io!” E insieme, traballanti ma contente sono andate verso lo scivolo sotto la nostra supervisione! Da li è stato un crescendo, imparava sempre cose nuove e si divertiva a fare discorsetti. In realtà, come quando era nel pancione, non sta ferma e zitta un attimo. Anche se è sul passeggino canticchia da sola e ripete le filastrocche che ha imparato. Se arriva una parola o una frase difficile che non ha mai sentito la ripete finchè non riesce a dirla ed alla fine esclama: ”ce l’ho fatta!”.
Le piace la musica e ballare: riesce a danzara anche sul suono della campana o dell’ambulanza!
Quando leggo con Lia, le mimo le scene, intono i discorsetti, guardiamo le figure e facciamo gli indovinelli!
Ci ritagliamo sempre ogni giorno dei momenti per giocare, leggere, vedere i video insieme…

IMG_20150403_154756[1]     IMG_20150403_154830[1]

Questo è uno dei libri di quando ero piccolina che mia mamma ha conservato!

E poi sei arrivata tu…!

Grazie mia piccola per tutte le emozioni che mi fai vivere. Non riesco a credere che sono già passati 2 anni e 4 mesi da quando hai visto il mondo per la prima volta.

Grazie perchè vedi la vita a colori, grazie per la tua allegria, grazie per la tua tenerezza.

Stavo prendendo la pillola anticoncezionale, anche perchè stavo avendo uno sfogo sul viso. La ginecologa aveva detto che non serviva fare gli accertamenti ormonali, evidentemente non ovulavo bene… che vuol dire? quando deciderai di avere un bambino ci vorrà un po’ più di tempo.

Mmmmh, vabbè, in quel momento non era ancora nei miei pensieri e programmi.

Avevo conosciuto da poco Nino, il mio attuale compagno e ancora dovevo trovare un’occupazione stabile che ci permettesse di creare una famiglie a una casa insieme.

Alla fine del 2011, dopo la nascita dei miei due ultimi nipoti, figli di due sue sorelle, mi sono ritornate casualmente in testa le parole passate della dottoressa. Mmmmh, chissà se avrò la fortuna di diventare mamma, quanto dovrò aspettare e desiderare, magari un tempo fatto di speranze e delusioni per un fagottino che non arriva…

Smetto di prendere la pillola, staremo attenti fin quando non andrò dalla dottoressa e potremo iniziare questo viaggio.

Dopo un mese, a gennaio 2012, il ciclo non viene, per me un ritardo era del tutto normale. Quando passano altri 10 giorni, mi viene l’ansia: “ecco, ora devo capire perche il ciclo non viene…” Per andare al lavoro spesso correvo dietro ai treni da pendolare. Aiuto! non ce la faccio, che fatica! Mmmmh, che problema c’è? proprio ora che volevamo accogliere un pancione… Nino dice:”Senti un po’, ma non sarà il caso di fare un test di gravidanza???”

Nella mia testolina, non mi passato affatto il pensiero che la pancia già stesse per arrivare…

Uargh! Il test della farmacia è positivo. Le analisi sono positive!

Eccoti qui, piccolo fagiolino, non ti sei fatto aspettare neanche un po’… Poi abbiamo scoperto che in realtà si trattava di una fagiolina: Lia!

Pocchiolino

Pocchiolino è un coniglietto nano, il nostro tenero e batuffoloso amico.

DSC00278 DSCN3746  DSCN2155 DSCN2178 DSCN2460 DSCN3031 pocchio

E’ entrato a far parte della nostra famiglia perché Chiara voleva un cucciolo da coccolare ed accudire. Ci siamo documentati bene sulle sue esigenze e sull’impegno che ci avrebbe richiesto. Il veterinario ha detto che è un animale delicato, quindi se avevamo bimbi piccoli dovevamo stare attenti a non fargli fare male… Eravamo tutti in età da capire come trattare il ns futuro ospite! Fatte le dovute riflessioni abbiamo deciso di lanciarci in questa nuova avventura! A settembre 2010 è arrivato Pocchio, aveva solo due mesi, era un batuffolino di peli piccolino e indifeso che sembrava dipendere solo da noi… Che spettacolo! Quando è arrivato a casa si è dovuto ambientare. Giorno dopo giorno lo abbiamo abituato a mangiare le verdure, più salutari per lui dei mangimi. Inizialmente era un po’ restio nel nutrirsi. Mi ricordo che il mio compagno ed io ci sedevamo la sera a vedere la tv sul divano con Pocchio piccolino piccolino per provare a fargli mangiare la carotina… ricordo ancora il suo primo morso… abbiamo iniziato a ridere, accarezzarlo, dirgli che era stato bravo, a fargli le coccole… Da allora tutto è andato liscio ed è bello vederlo crescere e fare cose buffe! Ci siamo documentati e abbiamo imparato molte cose su questi animali.
Avendo gli occhi ai lati del musetto, vedono benissimo, a 360 gradi tranne che in un unico punto  davanti al muso. Le orecchie sono delicate e piene di vasi sanguigni, quindi si deve stare attenti a non tirargliele. Non è assolutamente sciocco,  riesce a dimostrarci il suo affetto in diversi modi: a volte viene a darci dei colpetti col muso sulle gambe, oppure, se lo stiamo accarezzando capita spesso che ci dia leccatine  o dei piccoli morsi delicati che non fanno male. Non vorrei dire una stupidaggine, ma a volte emette un suono come se stesse facendo le fusa! E’ vero che è diffidente per natura e non ama stare troppo spesso per aria, infatti quando si arrabbia o non vuole essere preso può capitare che tenti invece di dare dei veri morsi a difesa del suo pensiero. Pocchio  ha un bel caratterino e si fa rispettare! Quando lo lasciamo libero dobbiamo stare attenti a che non rosicchi nulla, soprattutto i fili della corrente, perché un coniglio di fatto è un roditore.  Mangia, carote, insalata, sedano, finocchi, cerchiamo di variare i suoi alimenti. Sempre fieno a disposizione. A volte per premiarlo gli diamo un po’ di mangime in pellet, quello di fieno pressato o un piccolo cubetto di frutta: che festa per lui, perché non potendone abusare non la mangia molto spesso!

Che sfizio quando strofina le cose o i nostri piedi con il mento: ho cercato cosa volesse dire ed ho capito che così lui marca il territorio, per far capire che siamo di sua proprietà.

Non è un coniglio che vive in gabbia, praticamente ci sta solo la notte. Comunque l’ha riconosciuta come la sua casa, se si sente in pericolo, o vuole riposarsi capita che salti dentro da solo a rilassarsi. Di giorno se è bel tempo sta sul terrazzo a giocare con il pallone, e le cose che ha a disposizione per divertirsi. Se è brutto tempo sta in sala con noi. Libero in casa però rimane solo se ci siamo anche noi, altrimenti potrebbe creare danni, o farsi male.

E’ proprio divertente osservarlo nelle sue azioni quotidiane, con un po’ di attenzione si capisce benissimo cosa ci vuole dire: se si spaventa, o avverte un pericolo batte forte a terra i piedoni posteriori; se si alza come un omino, è curioso e vuole vedere di cosa si tratta ciò che ha intorno; se ci da dei piccoli colpetti, morsetti, leccatine, vuole le coccole o ci dice che ci vuole bene; se scrolla le zampette davanti è arrivato il sacro momento della toeletta, si pulisce ogni millimetro del corpo; quando non vuole essere disturbato ci “attacca” con le zampette, ringhia o morde; quando gli facciamo le coccole ci fa capire che è felice perché ci da le leccatine, dei mozzichetti leggeri, si accoccola, chiude gli occhietti, fa tipo le fusa, e se smettiamo ci mordicchia la maglietta per dirci di continuare! Abbiamo capito che si fida di noi perché spesso si gira anche di schiena e non rimane fisso a squadrarci, oppure si butta con le zampette all’aria per poi squacquaracquarsi a terra. La prima volta che l’ho visto fare questa cosa mi sono spaventata perché pensavo si sentisse male, invece si era solo… rilassato. Quando è contento ed eccitato fa dei salti alti anche da fermo. Sul terrazzo ha sempre a disposizione un pallone. Abbiamo capito che quella è la sua fidanzata! Il suo è stato un corteggiamento graduale: la prima volta che lo ha visto non si è avvicinato, ma lo ha studiato da lontano, piano piano ha iniziato ad avvicinarsi, poi a girargli intorno, annusarlo, dargli dei colpetti… Solo dopo qualche giorno ha iniziato a spingerlo e corrergli dietro. Non è stato sterilizzato, e non avendo una femminuccia vera, il suo interesse va tutto al pallone! Il suo è stato amore a prima vista. Quando ci gira intorno ai piedi forse vuole dirci che gli piacciamo anche noi!

E’ capitato che per necessità dovessero tenerlo i miei genitori: non c’è nulla da fare, il piccoletto manca, e ci ritrovavamo a chiedere come stava e cosa faceva!

i due piccoli di casa

i due piccoli di casa

Poi nel 2012 è arrivata la mia pancia… E’ stata una gravidanza bellissima, a parte la nausea durata per tutti i nove mesi. E Pocchiolino??? Ho cercato di cambiare la lettiera con i guanti o di farlo fare agli altri, e sono stata attenta a non farmi mordere o graffiare… Sorpresa sorpresa, secondo me si è accorto che qualcosa stava cambiando. Durante il nono mese capitava che la mattina dopo aver sbrigato tutte le faccende mi sdraiassi un po’ sul divano e lui veniva ad accoccolarsi vicino a me e alla pancia. Non si stancava mai di farsi coccolare, se smettevo mi guardava e si arrampicava, scendeva solo per andare un attimo nella gabbietta, presumo per  fare la pipì e poi tornare. Quando è nata Lia, per ovvie ragioni non ho preso più così’ spesso Pocchio in braccio se c’era la piccoletta sveglia, altrimenti avrei poi dovuto pulire i vestiti per paura di eventuali allergie. Ora che la bimba è cresciuta mi rendo conto che Pocchio è proprio “utile”: le si avvicina con tenerezza, non ha mai avuto verso di lei atteggiamenti aggressivi, come se avesse capito che si sta relazionando con un altro cucciolo. Giocano insieme, lei lo accarezza e vuole tenerlo in braccio, naturalmente sotto la nostra supervisione per non fargli male. Il nostro coniglietto fa da calmante e aggregante. Tornassi indietro lo prenderei nuovamente!

MASHA E ORSO!

IMG_20150317_103847[1]

Quanto è bello, divertente e simpatico questo cartone!

Oserei dire anche… educativo! Ovviamente non per i mille e più pasticci che combina la pestifera Masha, ma perché grazie alla lei la mia piccola Lia ha inserito nel suo vocabolario tante frasette sfiziose… Ad esempio: “ho combinato un pasticcio”, oppure “che bella giornata”…

Quando abbiamo scoperto questo cartone di origine russa ci siamo tutti incantati a scoprire le disavventure del grande orso e tutte le buffe situazioni in cui Masha lo coinvolge. Lia si diverte tantissimo e secondo me è un bell’esempio di convivenza tra bimbi, animali e natura! I disegno 3d, i colori e le canzoni sono belli e accattivanti.

Ogni tanto per scherzare chiamo mia figlia “Masha” perchè come lei una ne fa e ottomila ne pensa.

Masha è una bimbetta entusiasta e vivace che vive in un mondo allegro e spensierato: proprio per queste sue caratteristiche combina tanti quai, mai con cattiveria. Vuole molto bene al suo amicone orso, che al contrario ama la tranquillità. Orso, malgrado non parli, comunicando tramite rugiti o gesti, risulta ben comprensibile a tutti. Sa cucinare, pescare, leggere, scrivere, pitturare… E’ stato un artista del circo! A volte sembra che senza Masha si annoi… A suo modo anche lui le dimostra il suo affetto, sembra quasi un papà: la accudisce, si prende cura di lei, la castiga…

Sono carini anche tutti gli animali che ruotano intorno alle storie: coniglio, lupi, orsa, scoiattoli, cane, tigre, pinguino, panda…

Domenica per caso in un centro commerciale abbiamo trovato un libro gioco con i quiz e la penna elettronica che suona se la risposta è esatta: ovviamente il merchandising è arrivato anche in Italia, come per tutte le cose che hanno successo e sono molto seguite.

IMG_20150316_165116[1]

Tra tutti Lia ha scelto “Quiz e filastrocche”. Lia ha compiuto 2 anni a novembre 2014, quindi dobbiamo giocare insieme: leggiamo le filastrocche e lei trova la risposta esatta, se indovina fa una festa! Ci sono dei quiz per capire, ad esempio, se sono di più le mele o le carote raccolte: questa domanda per Lia è facile, perchè sa contare fino a quindici, quindi è molto orgogliosa quando indovina quali sono quelle “tante tante”.

La festa del mio papino paperotto!

festa papino paperotto

Il tempo vola, ed eccoci di nuovo ad escogitare qualcosa di bello per la festa del nostro papino paperotto!

La festa del papà o festa del babbo è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo. In Italia si festeggia il 19 marzo, il giorno di san Giuseppe, padre putativo di Gesù, che insieme a Maria e Gesù bambino sono riconosciuti come Sacra Famiglia. San Giuseppe, rappresenta la figura del padre e del marito devoto, quindi nella tradizione protegge anche gli orfani, le giovani nubili e le persone meno fortunate. Festeggiare la paternità è un uso diffuso in tutto il mondo, ma in date diverse: ad esempio in Russia viene celebrata il 2 febbraio come festa dei difensori della patria, in Germania 40 giorni dopo la Pasqua durante il giorno dell’Ascensione…

La prima celebrazione del papà avvenne il 5 Luglio 1908 a Fairmont, nel West Virginia, nella chiesa metodista locale. Non conoscendo la festa di Fairmont, il 19 giugno 1910 la signora Sonora Smart Dodd a Spokane (Washington) volle dedicare un momento speciale al suo papà, che era un veterano della guerra di secessione americana, il giorno del suo compleanno, sollecitando l’ufficializzazione di questa ricorrenza. La signora Dodd, si ispirò ad un sermone che ascoltò in chiesa nel 1909 durante la festa della mamma.

Quindi è dai primi decenni del XX secolo, che festeggiamo la paternità e i nostri padri in tutto il mondo e spesso ci facciamo aiutare da un dono, come una parte di una medaglia condivisa con la festa della mamma.

Quando l’usanza arrivò in Italia ci si accordò per celebrarla il giorno della Festa di San Giuseppe.

Da buona donna campana, Nonna Vinci (la mamma del mio compagno), come la chiamano i nipotini e anche noi adulti, ci prepara tutti gli anni le zeppole di san Giuseppe: sono delle frittelle schiacciate con sopra crema pasticcera o marmellata, che possono essere fritte o al forno. Lei ce le prepara fritte e fa anche una variante a ciambella… Stiamo tutti intrepida attesa…!

Questo è un dolce che si prepara in campania, ma ci sono diverse tradizioni a seconda del luogo in cui ci si trova.

Inizialmente era considerata Festa Nazionale, poi abrogata, quindi ora è rimasta come occasione per bambini e adulti di dedicare un momento speciale ai propri padri. Siamo sempre alla ricerca di idee per stupirli: tante sono le cose da poter regalare, ma spesso le più graditi risultano quelli create con le proprie manine! Infatti noi da ora ci mettiamo all’opera escogitando qualcosa di carino! Speriamo…!