TE LI RICORDI: POPPLES?

Sono nata nel 1979. (E ALLORA???? E’ UN VIZIO??? OGGI VA COSI’!)

Sono nata il 19 ottobre 1979.

Questo per ricordare I POPPLES.

Ovviamente come oggi i bambini vanno dietro a peppa, masha, thomas… ieri andavamo dietro ai nostri di personaggi. E sempre c’è stato, come c’è oggi e ci sarà domani merchandising e consumismo…

Comunque questi animali erano orsetti coloratissimi con una tasca sulla schiena, che se veniva rivoltata c’entrava tutto il popples e diventava una palla! Avevano una coda lunga che finiva con un pon pon peloso.

Dai peluches poi è nata una breve serie animata. Gli stravaganti orsetti ne combinavano di tutti i colori e dalla loro tasca facevano uscire ogni cosa. Vivono segretamente con Billy e Bonnie, bamb ini che fanno di tutto per nasconderli agli adulti e rimediare ai loro guai. Pian piano i bambini scoprono che ci sono altri bambini che possiedono Popples di ogni tipo!

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La foto è sfocata perchè sgrinfietta ci voleva giocare e me lo rubava!

TE LO RICORDI: TAMAGOTCHI?

Io sono nata nel 1979. (Ancora???? e a noi…???)

Questo è per ricordare questo giochino che quando è arrivato in italia dal Giappone ha portato con se non poche polemiche…

Me lo aveva regalato non mi ricordo chi, e all’inizio mi sono divertita un mondo, perchè per la prima volta ti trovavi a dover accudire un esserino in tutto e per tutto, dal momento della sua nascita. Che fosse un animaletto o un alieno, si doveva cercare di farlo vivere il più a lungo possibile ed interagire con lui, nutrendolo, giocandoci, curandolo, facendolo dormire, pulendolo, disciplinandolo. C’erano i punteggi che ti facevano capire se era ben trattato controllando peso, felicità, età… Per la prima volta ti faceva sentire indispensabile per qualcuno.

Con i compagni di scuola facevamo a gare per vedere quale durava di più! In realtà dopo un po’ mi sono stufata di ricominciare e di stargli dietro, quindi man mano l’entusiasmo è scemato. Però non ho avuto traumi quando il pupazzino virtuale moriva, e non è stato poi così diseucativo come molti all’epoca gridavano. E’ stato un gioco, come tanti altri!

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CHE FACCIAMO?

La scorsa settimana ci sono state delle giornate di pioggia in cui ci siamo coccolati e divertiti in casa!

Qualche giorno prima avevamo visto le foto di quando aveva più o meno 6 mesi e ci mettevamo sulla coperta a giocare in sala con tutti i suoi oggettini. Avevamo anche creato un CESTO DEI TESORI! Mi cognata Silvia lavora all’asilo nido di sua cognata Barbara dove Lia ogni tanto è andata ed ho conosciuto questo “gioco”!

DA WIKIPEDIA: Il cesto dei tesori è una tecnica ludica, sperimentata oltre trent’anni fa da Elinor Goldschmied, una psicopedagogista britannica e rivolto ai bambini di età compresa fra i 6 e i 10 mesi:  essendo ancora limitata la possibilità di raggiungere materialmente i moltissimi oggetti che vede nell’ambiente intorno a sé, un’attività da svolgere seduto risulta efficace per appagare la sua curiosità verso gli oggetti. Il cesto dei tesori consiste in un cesto di vimini o altro materiale naturale di circa 35 cm di diametro e circa 12 cm di altezza riempito con circa 60/100 oggetti vari che hanno la caratteristica di essere “non strutturati”, sono cioè oggetti molto semplici fatti esclusivamente con materiali naturali: legno, metallo,gomma, carta, tessuto, pelle, pelo, cartone, corno ecc. Nella versione originale, sono banditi gli oggetti di plastica e qualunque oggetto di altro materiale sintetico. Ai bambini, seduti di fronte al cesto viene lasciata massima libertà di esplorare gli oggetti che preferiscono, gli oggetti vengono afferrati, toccati, passati da una mano all’altra e portati alla bocca; esaurita l’esplorazione di un certo oggetto, il bambino ne sceglierà un altro. Il ruolo dell’adulto in questo gioco è quello del mero osservatore, la sua presenza ha lo scopo di garantire serenità senza intervenire. Durante il gioco col cesto dei tesori i bambini dimostrano una grande capacità di concentrazione, il gioco riesce a coinvolgerli per intervalli di tempo che, considerata l’età, sono sorprendenti.

ovviamente noi lo abbiamo fatto a modo nostro ed effettivamente si è divertita molto e passava da un gioco ad un altro dopo averlo esplorato in tutto e per tutto proprio come descritto sopra! Era bellissimo vederla scoprire ed esplorare!

Insomma, la settimana scorsa vedendo quelle foto ha voluto replicare la pennichella pomeridiana sul pavimento in sala!

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Col tempo i cestini per contenere le sue cosine sono diventati tre, e ce ne vorrebbero altri! E si diverte ancora a passare da un gioco ad un altro, costruendo, girando viti di plastica, suonando le pianoline, tintinnando chiavi di plastica, facendo costruzioni e torrette da impilare… Le piace anche riscoprire i giochini che usava “quando ero piccola” come dice lei “ora sono grande! ho due anni e mezzo!”

Quando le pare è grande grande, e quando le conviene è piccola piccola!

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Poi abbiamo fatto un bel giochino assemblando le facciotte di un maschietto e una femminuccia. Di solito il pomeriggio riusciamo quasi sempre ad uscire, e quando invece rimaniamo in casa “adda passà ‘a jurnata!”. Ho disegnato la sagoma di un viso e poi 2 tipi di occhi, bocca, naso…

Non credevo, ma Lia si è proprio divertita e mi invitava a fare le foto alle facciotte! Poi chiamava le sorelle e diceva: guarda che ho fatto!!!!! tutta soddisfatta!

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MASHA E ORSO!

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Quanto è bello, divertente e simpatico questo cartone!

Oserei dire anche… educativo! Ovviamente non per i mille e più pasticci che combina la pestifera Masha, ma perché grazie alla lei la mia piccola Lia ha inserito nel suo vocabolario tante frasette sfiziose… Ad esempio: “ho combinato un pasticcio”, oppure “che bella giornata”…

Quando abbiamo scoperto questo cartone di origine russa ci siamo tutti incantati a scoprire le disavventure del grande orso e tutte le buffe situazioni in cui Masha lo coinvolge. Lia si diverte tantissimo e secondo me è un bell’esempio di convivenza tra bimbi, animali e natura! I disegno 3d, i colori e le canzoni sono belli e accattivanti.

Ogni tanto per scherzare chiamo mia figlia “Masha” perchè come lei una ne fa e ottomila ne pensa.

Masha è una bimbetta entusiasta e vivace che vive in un mondo allegro e spensierato: proprio per queste sue caratteristiche combina tanti quai, mai con cattiveria. Vuole molto bene al suo amicone orso, che al contrario ama la tranquillità. Orso, malgrado non parli, comunicando tramite rugiti o gesti, risulta ben comprensibile a tutti. Sa cucinare, pescare, leggere, scrivere, pitturare… E’ stato un artista del circo! A volte sembra che senza Masha si annoi… A suo modo anche lui le dimostra il suo affetto, sembra quasi un papà: la accudisce, si prende cura di lei, la castiga…

Sono carini anche tutti gli animali che ruotano intorno alle storie: coniglio, lupi, orsa, scoiattoli, cane, tigre, pinguino, panda…

Domenica per caso in un centro commerciale abbiamo trovato un libro gioco con i quiz e la penna elettronica che suona se la risposta è esatta: ovviamente il merchandising è arrivato anche in Italia, come per tutte le cose che hanno successo e sono molto seguite.

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Tra tutti Lia ha scelto “Quiz e filastrocche”. Lia ha compiuto 2 anni a novembre 2014, quindi dobbiamo giocare insieme: leggiamo le filastrocche e lei trova la risposta esatta, se indovina fa una festa! Ci sono dei quiz per capire, ad esempio, se sono di più le mele o le carote raccolte: questa domanda per Lia è facile, perchè sa contare fino a quindici, quindi è molto orgogliosa quando indovina quali sono quelle “tante tante”.