E poi sei arrivata tu…!

Grazie mia piccola per tutte le emozioni che mi fai vivere. Non riesco a credere che sono già passati 2 anni e 4 mesi da quando hai visto il mondo per la prima volta.

Grazie perchè vedi la vita a colori, grazie per la tua allegria, grazie per la tua tenerezza.

Stavo prendendo la pillola anticoncezionale, anche perchè stavo avendo uno sfogo sul viso. La ginecologa aveva detto che non serviva fare gli accertamenti ormonali, evidentemente non ovulavo bene… che vuol dire? quando deciderai di avere un bambino ci vorrà un po’ più di tempo.

Mmmmh, vabbè, in quel momento non era ancora nei miei pensieri e programmi.

Avevo conosciuto da poco Nino, il mio attuale compagno e ancora dovevo trovare un’occupazione stabile che ci permettesse di creare una famiglie a una casa insieme.

Alla fine del 2011, dopo la nascita dei miei due ultimi nipoti, figli di due sue sorelle, mi sono ritornate casualmente in testa le parole passate della dottoressa. Mmmmh, chissà se avrò la fortuna di diventare mamma, quanto dovrò aspettare e desiderare, magari un tempo fatto di speranze e delusioni per un fagottino che non arriva…

Smetto di prendere la pillola, staremo attenti fin quando non andrò dalla dottoressa e potremo iniziare questo viaggio.

Dopo un mese, a gennaio 2012, il ciclo non viene, per me un ritardo era del tutto normale. Quando passano altri 10 giorni, mi viene l’ansia: “ecco, ora devo capire perche il ciclo non viene…” Per andare al lavoro spesso correvo dietro ai treni da pendolare. Aiuto! non ce la faccio, che fatica! Mmmmh, che problema c’è? proprio ora che volevamo accogliere un pancione… Nino dice:”Senti un po’, ma non sarà il caso di fare un test di gravidanza???”

Nella mia testolina, non mi passato affatto il pensiero che la pancia già stesse per arrivare…

Uargh! Il test della farmacia è positivo. Le analisi sono positive!

Eccoti qui, piccolo fagiolino, non ti sei fatto aspettare neanche un po’… Poi abbiamo scoperto che in realtà si trattava di una fagiolina: Lia!

Inizia la vita da mamma!

E’ difficile capire da dove iniziare a parlare della vita da mamma… di cosa parlo, come lo dico, sarà noioso…

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Quando sei ragazza, catapultata tra tutti i tuoi interessi e pensieri  importanti in quel momento, non puoi neanche immaginare come sarà l’esperienza della maternità… Si è mamma da prima che arrivi il piccoletto, anzi da quando si inizia a pensare di esserlo. Non si nasce imparati, e a volte avevo paura che non avrei saputo cosa fare, capire le sue necessità, fatto qualcosa di sbagliato. Tutte paure che probabilmente rimangono, ma esce una forza innata che secondo me sta dentro di noi in attesa di dimostrare che invece siamo perfettamente all’altezza. E’ proprio Lia a farmi capire le sue necessità. E’ nata il 23 novembre 2012 dopo una gravidanza senza particolari problemi, a parte la nausea durata tutti i nove mesi. Poi stava talmente comoda che l’abbiamo dovuta stimolare per farla uscire! Che emozione indescrivibile, si crea subito un legame indissolubile e intenso… tutto nostro. Ho partorito a Roma in un ospedale dove viene praticato il roamin in durante il giorno e la notte. E’ stato fantastico averla vicino a me già da subito. E’ incredibile il fatto che ovviamente non eravamo sole in ospedale, ma se la notte stavamo riposando e un piccolo si svegliava piangendo, noi neo mamme riconoscevamo subito chi di loro era ad aver bisogno. Dopo la prima notte mi è venuta la montata lattea e con le altre ragazze della mia stanza che facevano il tifo, ho iniziato a massaggiare il seno, attaccare continuamente Lia, per farla ciucciare. Le ostetriche mi hanno detto di riempire una bottiglietta con dell’acqua bollente e passarla sul seno per farlo scendere, poi di mettere gli asciugamani bagnati caldi. E di nuovo Lia a ciucciare…. Alla fine, era quasi l’alba, finalmente, eccolo!!!!!! Si era sciolto tutto e Lia ha potuto iniziare a cibarsi del mio latte. Se ci penso è troppo bello e strano che per i primi mesi, chi ha la possibilità di avere un allattamento esclusivo al seno, questa nuova piccola vita dipende solo da te, si nutre da te, si fida di te… Ho capito subito che era importante consolarla quando piangeva, accarezzarla dolcemente sul viso e sul corpo per farle capire il contatto, parlarle e raccontarle tutto ciò che mi veniva in mente, renderla partecipe. Le abitudini che avevamo mentre era nella pancia, le abbiamo continuate dal primo istante in cui è nata. Sicuramente da dentro i bambini sentono ciò che accade fuori. Ad agosto 2012 ero incinta di 7 mesi e sua sorella chiara, la figlia del mio compagno, col caldo che faceva passava le ore attaccata a me per sentire Lia che si muoveva, e dopo nata mi sono accorta che avevano un legame particolare.

Chiara e Lia

Chiara e Lia

A Lia piace molto l’acqua e il mare, infatti l’estate che era dentro di me abbiamo fatto lunghi bagni al mare, nuotando rilassandoci tra le onde.