I nostri due altri noi stessi potrebbero essere sul mondo parallelo delle scelte perdute…

Ti bastava uno sguardo per darmi i brividi sotto pelle…

I tuoi dettagli sono quelli che mi entravano dentro e non sono più riuscita a cacciare, perché continuano ancora a rimbalzare tra testa e anima…

Non posso tornare indietro, sei stato lo sbaglio che rifarei all’infinito… Ma le strade si dividono…

Chissà in quale orizzonte ora starai camminando… Se di nuovo riesci a superare e ad annientare la sottile linea di confine che separa e unisce te e qualcun altro come facevi con me… Ricordo ancora la tua carne che danza sopra di me… Credevo di avere perso il tuo ricordo…

E invece oggi…

Che profumo… Non è colpa del forno a cui sono appena passata davanti… Mi bagno… Non mi ero accorta piovesse… Vago in una città che non sento più mia… C’è una quercia, ora ricordo… La nostra panchina su cui ci rifugiavamo quando pioveva non esiste più… C’eri tu che dicevi tanto senza parlare perché credevi di non saperlo dire…
Complice un profumo ora mi era sembrato piovesse mentre invece il sole è robusto. Starai anche tu guardando questo cielo che all’orizzonte si perde e si fonde con la maestosità del mare?

E invece oggi… Sei tornato prepotente e giri scalzo tra i miei pensieri… Ci fosse un antibiotico lo prenderei… Se è vero che scrivere è un po’ come entrare nelle OreARovescio fare uscire dalla penna queste parole potrebbe farmi camminare sulle lancette impazzite di quel tempo che si piega, ma non si spezza… perché se tutto è relativo, in questo momento, i nostri due altri noi stessi potrebbero essere sul mondo parallelo delle scelte perdute e io non avrei paura di dirti:”Non ho bisogno di una favola quando sei con me, ma della realtà. La nostra. Vivila Con Me”. Il pensiero di noi due uniti da qualche parte mi manda avanti… Posso solo aspettare di ricongiungermi con l’altra me per vivere, tramite lei, quello che mi sono fatta scappare in questa mia strampalata vita…

 

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Mi spiace rovinare un momento forse un po’ romantico, ma…

* Pochi giorni fa ho riletto un vecchio post di uno strano cavallo pazzo… Mi è capitato ultimamente di entrare in un Saloon nel lontano West perché stavo partecipando alla corsa all’oro… Dicevo… Entrata in un saloon, scorgo un cavallo che indossa gli stivali da sceriffo con tanto di sperone, seduto al bancone che sorseggia qualcosa da un bicchiere… Non faccio in tempo a sgranare gli occhi che lo stallone nero mi fa cenno con lo zoccolo di avvicinarmi… Io un po’ titubante mi avvicino e lui mi dice: “Hey bimba, vieni che ti offro un drink…” Ho divagato, come al solito… Dicevo, mi è capitato di leggere il vecchio post “Io non so parlar d’amore” di Avvocatolo… Perchè? Perchè sì! Insomma, mi è piaciuto anche il  commento che gli lasciai e allora ho voluto, modestamente, schiaffarlo in un post!  😀

* Mi piace molto la definizione che scrivere sia un po’ come entrare nelle ore a rovescio del blog di ML.

Gianni ho cronometrato… Per far tutto sto strano post ci ho messo tipo quindici minuti… Dal momento in cui ho riletto il mio vecchio commento da Avvo e gli ho costruito la storiella intorno, passando per queste precisazioni, sorpassando  il punto esclamativo finale per arrivare alla canzone di Damien Rice che mi fa veramente stringere la pancia! bellissimo. Per correttezza riguardo ciò che dico, non rileggo questo scritto, quindi mi scuso per eventuali errori! Capisco che vista la semplicità del post, se ci avessi impiegato di più tempo, sarei ancora più capretta di come lo sono! hua hua!

 

Video Youtube, dal canale di Beatriz