Quattro chiacchiere con… G.

E continuano le mie interviste d’assalto! Riesco ad incastrare sempre personaggi portentosi!

Questa volta sono riuscita ad accaparrarmi niente popò di meno che… G.! Ribadisco che la Balivo mi fa un baffo… é solo un tantinin più gnocca e più seguita eh!

Volevo ringraziare il protagonista di queste chiacchiere per avere accettato la mia proposta indecente.

Ti avverto, caro G., come ho fatto con gli intervistati precedenti, che le interazioni tra bloggers a volte non riscuotono un gran seguito, perché potrebbero anche annoiare… Ma noi facciamo le cose per nostro piacere, sperando che sia così anche per chi decide di soffermarsi un attimo a chiacchierare con noi! Altrimenti è come se avessi preso un bel caffè con un bravo scrittore e la sua creaturina!

Chi è G.? Il protagonista del romanzo L’ultimo Abele. Storia di una ossessione di Massimo della Penna. Non lo scrittore, ma il personaggio del libro…! Non metto link, perché questa non vuole essere una pubblicità, ma un momento di incontro, e di riscontro, di curiosità, di confronto. Nulla più! In alcune recensioni è stato rivelato il nome intero di G, ma visto che l’autore lo dice solo alla fine, anche io lo chiamerò con la sua iniziale.

Prima di iniziare: Se fossi una libreria, vorrei che tu fossi in bella vista tra i miei scaffali; se fossi un editore, non mi farei sfuggire l’occasione di averti con me; se fossi un’agenzia letteraria, staremmo sempre a fare macello in giro per farti volare… Ma non sono nulla di tutto questo, e mi accontento di essere stata vicino al tuo autore poco prima e poco dopo che ha pigiato il bottone della pubblicazione! Ci sarò anche per Telemaco e tutti gli altri! 

 

Le presentazioni:

Avvo: Massimo della Penna. ps. scusate se vi siete presi appaura, è nu poco inquiedandO, ma assicuro che è nu bravo guaglione!

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Alessia ed Abeluccio: scovate Abele! Chi lo trova vince un bacino da Avvo o da me… Emh…. Poteva andarvi meglio, lo so… Ma questo passa il convento!

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Iniziamo! ps. se mi viene voglia di fare qualche commento dopo avere letto le tue risposte lo metto nella parentesi quadra sottolineate…!

*purtroppo wp continua a farmi i dispetti decidendo che non posso andare a capo come vorrei e distanziare le domande, perché gli spazi in quello pubblicato sul blog non corrispondono a quelli che io metto nella bozza di scrittura… bah!  allora metto davanti ad ognuna un asterisco, così si capisce meglio… uffa!

 

Via…

* Alessia: Sei stato concepito con carta e penna, a mano? Magari con appunti sparsi e poi assemblati? Oppure sei una creatura puramente digitale?

G: Sono un complesso assemblaggio durato anni. Sono maturato nella sua capoccia bacata, ma poi come sai lui smise di scrivere per 4 lunghi anni e in quegli anni c’erano in giro per casa solo post-it con appunti di me. Poi li ha perduti tutti nel trasloco a Torino… e ha ricominciato da zero. Ma anche stavolta ero un mix. Pezzi di me li puoi trovare ancora oggi nel suo cellulare, pieno di note con dettagli di me. Oppure sulle sue moleskine. Avendo una pessima memoria, ogni volta che gli balzava alla mente qualcosa di me l’appuntava. Ma la scrittura vera e propria, poi, quella è tutta digitale. Non scrive mai a mano quel mattacchione, se non per ricordarsi un pensiero improvviso.

[lo so che purtroppo ha dovuto separarsi da questo suo grande amore per la scrittura… Ma come tutte le passioni vere, tornano e sanno renderci felici]

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* Alessia: Mentre Massimo ti scriveva, ricordi quale era il suo umore? cioè era sempre sicuro di ciò che stava raccontando, oppure ha avuto momenti di sconforto? Mentre ti pensava, scarabocchiava, sentiva anche la musica, oppure era in religioso silenzio?

G: Mi ha spesso scritto con la musica alta, con le cuffie. Era sempre nè euforico nè triste, piuttosto in trance. Quando scrive non connette molto, anche la musica gli scivola via e comunque ha sempre sentito brani senza testo, solo strumentali, spesso valzer o colonne sonore di film (Amelie e Forrest Gump sopra tutti).
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[Amelie…. beh lo sai che sfondi una porta aperta! Mia maestra di vita e sono na pasticciona come lei! In trance mi ricorda un po’ la santeria che prende i cubani quando ballano la salsa. Sai che io la ballavo?]

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* Alessia: Ci dici se Massimo nella vita è disordinato? A propò, sulla scrivania è uno di quelli che tiene la foto dei suoi affetti, vero?

G: Lui è il disordine fatto persona. Non so quante volte ha perso pezzi di me… il file con il libro lo salvava dappertutto per paura di perderlo, ma poi il giorno dopo non ricordava qual era l’ultimo file… quindi prese a mandarsi le mail da solo per sapere quale fosse l’ultimo file ma anche in tal caso dimenticava su QUALE mail lo mandava… insomma è incasinato forte! E sulla scrivania non tiene nessuna foto, nè a casa nè in ufficio….

[si capisce che è un pasticcione! comunque tu sei venuto benissimo! Avrei giurato tenesse una foto sulla scrivania!]

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* Alessia: Come ti senti rispetto al titolo del libro, che si chiama L’ultimo Abele, e  non l’ultimo G.? Chi è il vero protagonista di questo racconto? Io ho una mia idea, ma lascerò che sia tu a rispondere….

G: Il titolo è un altro inganno. Il vero protagonista del racconto è uno solo, a dispetto di tutto: il lettore. In senso molto letterale. Nelle intenzioni dell’autore, credo che né io nè Andrea possiamo fregiarci di essere davvero protagonisti. Solo il lettore, che partecipa con i suoi pregiudizi e le sue sensazioni.

[ecco…. Andrea è un’altra parte fondamentale del romanzo! Ma concordo che questo libro racconta di te G., del tuo scrittore Massimo e di me Alessia, in quanto lettrice… Mi ci sono trovata catapultata dentro,Massimo che mi coccolato portandomi per mano lungo indizi, enigmi, nascondini, salti temporali seminati in tutto lo scritto, ad iniziare dalla numerazione dei capitoli]
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 * Alessia: ti è pesato mettere a nudo la tua vera identità? Quanto piacere hai avuto (o non) che i lettori abbiano sbirciato i tuoi più intimi pensieri?

 

G: La verità è sfuggente… i miei intimi pensieri si possono svelare solo a chi guarda con occhi già predisposti. No, non credo sia messa troppo a nudo la mia identità. La coglie solo chi, come te, già mi vuol bene…

[stesa! eheh! a chi ha abbandonato pregiudizi e protezioni ed è entrato nella storia, non è bastata una sola lettura, ma come me ha dovuto rileggerlo, per il piacere di scoprire tutte le tue sfumature!]
 
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* Alessia: hai pensato che il tuo autore fosse anche molto stronzo a rivelare nel capitolo 0 che il tuo amore alla fine del libro muore?G: Sì, molto stronzo! Non tanto nel rivelarlo… ma nel chiedere poi quello che ha chiesto al mio amore e che tu sai… davvero brutto quello che gli ha fatto promettere!

[Povero G.: non ho parole infatti! Lo so bene si,  ne ho mandate a Massimo duecento registrazioni vocali! :-D]

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* Alessia: Come ha fatto Massimo a costruire una storia così ben fatta, senza che si perda mai il filo logico, nonostante abbia inserito trabocchetti, salti temporali, perdite di memoria… anche se in realtà il filo lo perdiamo noi mentre ti leggiamo, tanto che si va avanti, poi si torna indietro, poi si rilegge qualcosa che avevi inteso in un modo e invece poi capisci che non era così… Ma aggiungo che è proprio questa una delle cose affascinanti di te, mio caro G.

G: Non ne ho idea e non sono sicuro che tutti tengano davvero il filo… in ogni caso, l’amore conta!

[Ligabue docet! 😀 Il filo si tiene eccome! Massimo è stato un bravo ricamatore e tessitore!]

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* Alessia: Sei contento di essere stato scritto in modo che si abbia voglia di rileggerti ancora e non abbandonarti dopo la prima lettura? Ti nascondi tra le righe, ed ogni volta si scopre qualcosa di nuova… Ti senti un po’ uno di quei libri che cambia sfaccettature a seconda del momento e dell’umore che sta avendo il lettore in quel momento?

G: Sì, contentissimo che l’intento dell’autore sia, a quanto pare, riuscito con molti. Tutto è partito dalla prefazione de Una banda di idioti, dove il prof. Walker diceva che Toole aveva scritto un libro che ogni volta che lo rileggeva, cambiava!

[C’è riuscito! Ma chissà se tu sai che il tuo autore scellerato mi ha rivelato la fine del libro prima ancora che lo leggessi…]

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* Alessia: Massimo questa è per te. Come azzarola ti è venuta in mente la numerazione dei capitoli? (visto che tu non me lo dici mai, voglio dirmi brava da sola: visto che ti leggo attentamente io avevo capito subito di cosa si trattasse. Da quel momento ho capito che il libro sarebbe stata una scoperta fantastica!)

Massimo: E’ venuta perché lessi un articolo in quei giorni in cui si parlava del legame tra i numeri e il DNA… originariamente la numerazione seguiva l’andamento di un’opera lirica ma poi c’erano troppi doppioni 😀 (Tipo Andante, Forte, Fortissimo, ecc.)., Volevo creare qualcosa di originale in ogni dettaglio, anche nella numerazione dei capitoli che, a mia memoria, mai nessuno ha usato in modo diciamo non-convenzionale.
[In generale il tuo è un genere che non va a copiarne altri. E’ dinamico, piacevole e originale. Questo libro sa stupire. Appena pensi di avere capito una cosa, nuovi indizi dicono che invece non è così. Un romanzo che segue la formazione e la crescita dei personaggi… o dell’autore stesso? Un crescendo di avvincenti situazioni e descrizioni che portano il protagonisti a crescere e affrontare la propria natura e il proprio destino di “nascita”]
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Altro quiz: chi sa cosa rappresenta la numerazione dei capitoli? si vince la stessa cosa di cui sopra se scovate Abele… emh!
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* Alessia:  G. sei orgoglioso che tra le tue pagine ci siano disseminate tantissime citazioni di autori famosi e importanti, tra cui proprio Della Penna, che si autocita! Si può essere più irriverenti e geniali di così! mado!

G: Ahaha l’autocitazione iniziale mi fa sbellicare da solo! Quanto all’essere orgoglioso ti dirò che no, non ne vado fiero, credo anzi sia un errore di gioventù che non ripeterò. Alla fine viene percepito come inutile ostentazione…

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* Alessia: Che tipo di rapporto vorresti costruire con i tuoi lettori? Vuoi trasmettere degli insegnamenti?

G: Non direi insegnamenti, non credo di avere nulla da insegnare, non so neppure poi chi siano i lettori, come potrei supporre di avere da insegnar loro? No no, quello che mi interessa è emozionarli e stupirli! Mi piacerebbe rimanere in contatto via facebook, dove si può imparare tanto!

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* Alessia: Che effetto fa essere protagonista di un libro che all’apparenza sembra complicato?

G: Nessuna… sono un burattino 😀

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* Alessia: Raccontaci qualcosa di te, la tua personalità, sogni, ossessioni (:-D), paure.

G: Ossessionato dalla figura assente di mio padre… sogni sogni… sogni di diventare uno scrittore affermato… paure paure… paura di morire! Ci tengo troppo alla vita…

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* Alessia: Cosa ti accomuna al tuo papino papà letterario?

G: Non lo ricordo! Ah sì…. la memoria!

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* Alessia: A proposito…. ti rende orgoglioso e pieno di gioia il fatto che qualche giorno dopo la tua pubblicazione abbia visto la luce anche avvo jr, il secondogenito di Massimo?

G: Moltissimo! Un maschio ci vuole… ci vuole sempre un maschio…

[ma con lui è nata anche una sorellina maggiore! Le donne, ah le donne! :-D ]

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* Alessia: G. sappiamo che non hai mai conosciuto tuo padre (hai contato le volte che ce lo hai detto????  prendere un po’ di fosforo aiuterebbe la memoria!). parlaci un po’ del rapporto con tua mamma e della tua infanzia.

G: Mia madre è un’eroina, penso si intuisca dal romanzo. Ha danzato nell’inferno per me con il sorriso sulle labbra… non smetterò mai di esserle riconoscente. La mia infanzia è stata povera ma felice, a tratti drammatica ma come tutte le infanzie, in generale la ricordo con sommo piacere.
[chissà qui chi sta rispondendo…]
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* Alessia: La prima volta che ho versato dei lacrimoni leggendoti è stato quando hai lasciato la tua famiglia per trasferirti a Milano per lavoro… Beh nel momento in cui descrivevi le immagini presenti nel cd che ti aveva lasciato tuo fratello salutandoti io mi sono commossa tantissimo… e Massimo lo sa perchè mentre continuavo a leggerlo (ancor prima che ti pubblicasse: GRAZIE!) parlavo con lui per descrivergli cosa si provava durante questa parte della tua storia… Tutto sto preambolo per chiederti…
Questa è una delle parti autobiografiche, vero? Cosa hai provato quando hai dovuto lasciare la tua terra ed i tuoi affetti?
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Mi sa che qui è Massimo che parla: Assolutamente autobiografica, anche se ho invertito le parti, chi ha fatto quel cd non era mio fratello ma io, e lui non partiva per lavoro ma per matrimonio! Ho provato un senso di sconfitta partendo, e anche di colpa, mi sentivo come uno che scappa dai problemi. Purtroppo temo che al sud siano più grandi di me i problemi…
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* Alessia: G. sei consapevole che il LISTERIN avrà avuto un’impennata nei guadagni grazie a te?

G: AHahhahaah immagino di no! E’ il contrario!

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* Alessia:  cosa desideri per il tuo futuro? Sei in cerca di un editore, vero? Perchè? cosa cambierebbe dall’essere un’autopubblicazione? I diritti? Io non me ne intendo, ma forse ti donerebbe onore e blasone?

G: Sono assolutamente alla ricerca… anche se ho commesso il tipico errore dell’esordiente: non volevo essere giudicato e così ho provato con l’autopubblicazione. L’editore è importante a mio avviso per l’opera di marketing ma soprattutto perchè ti porta nelle librerie, è ancora lì che si vende in Italia!

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* Alessia: Sogniamo. Chi desidereresti interpretasse te e Massimo in una eventuale trasposizione cinematografica?

G: Massimo Troisi, senza alcun dubbio. Proprio un sogno…

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* Alessia: Quando la linea di confine tra autore e personaggio è così fine, non c’è il rischio di confondere i due ruoli…  immedesimarsi e credere di vivere le situazioni dei personaggi di cui si racconta nel proprio libro?
Cosa c’è di te in massimo?

G: La linea di confine è più netta di quanto si pensi. In fondo tutti i personaggi sono “dentro” l’autore, ma non sono MAI l’autore…
[pfui! menomale va!]
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* Alessia:  Attraverso di te massimo rivive un tradimento vissuto in prima persona da parte di un “amico”. Credo che scrivendolo di nascosto tra le tue righe, si sia un po’ alleggerito di questo sassetto? Ti ha presentato dicendo che aveva un buco dentro e che il male era uscito…
G. Sì, molto. E il male che è uscito è proprio il rancore verso quel falso amico. Adesso la questione è chiusa…
 
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* Alessia: raccontaci le sue emozioni nel momento in cui ha pigiato il bottone della pubblicazione… gli tremava il ditino, ve?
G: Assolutamente. Era notte… sua moglie incinta e sua figlia che dormivano… lui solo seduto al pc… una enorme emozione!
 
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* Alessia:  Fatevi una domanda a vicenda!
G: Ci fai o ci sei?
Massimo: Ci sei o ci fai?
[e la risposta ndò sta??]
 
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Porca miseria, mi son dimenticata di chiedere allo SCRITTORE quanto gli piacciono i puntini di sospensione… ce ne sono ottomilamiliardi in tutto il libro!
 
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* Alessia:  Ora ognuno di voi faccia una domanda a me! attenziò, che sono facilmente emozionabile eh!
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Io (Massimo): Ma tu mi vuoi bene veramente?
G: Ma tu lo vuoi bene veramente?
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Alessia: Sei un disgraziato e lo sai! Che ogni volta per dirti qualcosa poi mi devi mandare la rianimazione ( 😀 ) Mo me devi fare vergognare??? e G. che ti asseconda… Uff! Ma secondo te? non se vede???? Varda varda che me lo deve fare dire eh…. TI VOGLIO BENISSIMO, non si vede?!  Mo però devi spendere due minutelli per leggere il mio post prima di questo (se ci fai caso SONO IO), o perlomeno la confessione scritta più grande in grassetto verso la fine. Ti schiaffo pure il link, così fai prima! 
Ti ho incontrato quando ancora eri diffidente e toccava fare na faticaccia per trovare un buchino ed intrufolarsi per arrivare a te. C’ho provato e… o mi denunciavi per stalking o ti prendevo per sfinimento! per fortuna è stata la seconda! 😀  .   Per assurdo sai che ho capito quanta roba sei, molto meglio allora che dovevo fare la spia a Quantico, che se invece ti avessi incontrato adesso che ti fai le vasche nudo per Torino? Forse ora mi sarei lasciata sfuggire l’occasione di conoscerti. Comunque… si capisce che vado in giro a dire a tutti che amico figo ho? Invece tu a me le coccole non me le fai mai e ci fosse na volta che mi inciti! 😀
 
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Ps: Non scherzavo quando ti ho detto che farò un corso di correzione bozze e ti chiedevo se mi avresti regalato Telemaco, o i tuoi futuri best sellers per fare la correzione, appunto!  Sai che anche il mondo dell’editoria mi ha sempre affascinato molto (come quello della pubblicità) e ogni tanto mi immagino libraia! Una di quelle libraie che si contornano di autori e lettori, che propone eventi, letture, condivisioni…. Un po’ tipo agenzia letteraria alla fine! magari!
 
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Bene G. grazie di esserti concesso e vola più in alto che puoi! Noi nel nostro piccolo cerchiamo di aiutarti. Solo ed esclusivamente perchè te lo meriti!
Eccoti in cartaceo, ma sei anche un ebook!
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abele
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Due chiacchiere con… Orso RoMeo

Orso… Orso… Sei on air!

vorrei spiegarti, prima di tutto, che tu sei il mio secondo “Due chiacchiere con…”, dopo quello di mesi fa con il rospetto Cix79!

A me piace molto interagire con i miei amici di blog, tramite reblog, condivisioni, inserire link nei miei post… Non che io sia una di quelle blogger importanti e patinate che fa gola, anzi non sono una blogger manco per niente, però mi piace scambiare opinioni e conoscerci un po’ meglio anche tramite queste robine qui! Ti avverto  che non sono molto seguite, ma non mi interessa perchè facendoti queste domande ho scoperto che sei ancora più ironico, simpatico e sensibile di quel che credevo!

Vorrei dare a Cesare quel che è di Cesare, quindi ammetto che io ti ho mandato le domante tutte arraffate, senza maiuscole, così come venivano e tu, caruccino che sei, me le hai sistemate! La capretta ringrazia!

Ho iniziato a leggerti da un mesetto e posso dirti che non perderò più un lunedì di mungitura della vacchè, come lo chiami tu il giorno in cui pubblichi. Son tutti belli, ma questo post mi è piaciuto moltissimo perchè giocando giocando hai elencato tante piccole cose che danno senso alla vita!

ps. se mi viene voglia di fare qualche commento dopo avere letto le tue risposte le metto nella parentesi quadra sottolineate…!

 

Alessia:

 

Romeo:

 

A: Perché ti chiami orso romeo? Ti senti un po’ orso? O sei un romantico romeo?

R: Orso (bear in inglese) è una categoria dei gay. Pensavi che gli etero fossero complicati eh, i gay invece fischiano. Esistono diverse categorie di gay (Bear, Daddy, Muscole, Admirer, ecc). Io appartengo a quella dei Bear per un discorso di costituzione. Quindi Orso + Romeo che è il mio nome. Non sono particolarmente romantico, ma sono un po’ orso, nel senso che a volte mi piace la solitudine (leggere un libro, guardare un serial TV, ecc.)

[mado, “pe fa la vita meno amara…. te sei magnato na chitara…”  no, vabbè… pure voi complicatelli siete, eh!]

 
A: quanti anni hai? mi dirai 29 e più, vero? 

R: 29 e più, vero.

[ghhhhhhhh ti odio! emh…]

 

A: A 36 anni io ancora non mi conosco appieno, tu puoi dire di sapere tutto di te?

R: Ah se sapessi tutto di me che grande filosofo sarei!!!

 

A: Quanto sei alto? Visto che sul blog non lo dici, non ti chiederò quanto pesi, anche se mi friccicano le ditine!

R: Una via di mezzo fra Pupo e Jovanotti! 1.74. Le mie misure sono: 90-60-90.

[ecco, per queste misure potrei invidiarti molto! va che ti cresce il nasino!]

 

A: occhi?

R: castani.

 

A: capelli?

R: I sopravvissuti? Neri, ma causa età e vitiligine cominciano a tendere al brizzolato! E che ca**o!

 

A: tu sai che io sono pazza di te, vero? e che se io fossi uomo ti avrei rubato, vero? ecco perché mi sono proclamata tuo Giulietto!

R: Mi fai ammazzare …. lo so mio Giulietto!!! E sai che il sentimento è reciproco.

[e guai a chi mi spodesta di questo ruolo così blasonato]

 

A: prometti che mi affitti un balcone? 😀

R: Altro che balcone noi dobbiamo andare al Colosseo ad affacciarci mio Giulietto!!!

[wow! ora mi emoziono però! non se fa accussì tesò!]

 

A: Quando hai capito di essere diversamente abile sessualmente (genere Bear)?

R: Quando ero adolescente ne ho preso coscienza. Poi quando sono diventato più grande, ho messo insieme i puzzle del mio passato e ho capito di essere nato gay.
 

A: E prima di capirlo hai avuto esperienze con le… patate?

R: No, prima di averlo capito mai. Ma le ho avute dopo (per una serie di situazioni). Patate al forno, patate fritte e con ketchup. Ma alla fine siamo quello che siamo, e alle patate io preferisco i finocchi.

[potremmo fare un bel pasticcio di patate e peperoni gratinati]

 

A: Se dovesse piacerci lo stesso uomo, quali armi useresti per mettermi ko?

R: Se è etero tesoro mi posso pure vestire da Monica Bellucci, ma non servirebbe a niente!! Te lo lascio, se è gay potrei metterti ko (potrei).
 

A: Il tuo uomo ideale? (così vediamo se devo preoccuparmi: magari non coincidono!)

R: Fisicamente il genere bear (orso) ma non è detto perché nella vita ho avuto uomini diversi da loro. Sicuramente mi piacerebbe un uomo intelligente, simpatico, sensibile, con senso dell’umorismo e generoso. La bellezza è relativa, ad esempio mi piace James Gandolfini (quello dei Soprano, tra l’altro pure morto) che qualcuno potrebbe definire un orrendo troglodita! Aò a me Brad Pitt, pur essendo un bellissimo uomo, non me piace!
 

A: sesso o amore?

R: L’amore senza sesso è bello, ma dopo un po’ diventa frustrante, perché vuoi quagliare. Il sesso senza amore è divertente, ma poi scatta qualcosa in cui speri di più e diventa problematico. Diciamo che entrambi insieme sarebbero perfetti, comunque il sesso senza amore per me è meno faticoso da gestire dell’amore senza sesso.
 

A: Il primo e l’ultimo bacio dato? …o ricevuto?

R: Il primo a 15 anni, l’ultimo a dicembre del 2015! Sic!!
 

A: Hai mai rubato un bacio? te lo hanno mai rubato?

R: No e no. Non sono Robin Hood.
 

A: Baci ad occhi aperti o chiusi?

R: Dipende dal soggetto. In genere semi-aperti.
 

A: La tua prima volta?

R: A 17 anni.
 

A: da 1 a 10, quanto sei gnocco?

R: Tutto sono meno che gnocco. Mi considero un tipo. E il voto cambia a seconda delle giornate, ma non sono mai andato oltre il 6.
 

A: Sei innamorato? Sei fidanzato?

No, purtroppo ad entrambe.
 

A: Credi nell’amicizia? e in quella tra uomo e donna?

R: Nell’amicizia moltissimo. E sono anche molto fortunato da questo punto di vita. Nell’amicizia tra uomo e donna è complicato darti una risposta, nel senso che tra un gay e una donna c’è sicuramente, e io ne sono un esempio, ma tra un etero e una donna no lo so. Direi di sì, in linea di massima, ma non ci deve essere nessun tipo di attrazione o di chimica altrimenti a lungo andare si rischia di finire al letto. E addio amicizia. Dovresti chiederlo a un etero. C’è qualcuno che può rispondere qui???

[io ci credo fermamente! etero o gay, è uguale!]

 

A: A cosa non sai resistere? e non mi dire le fieste eh!

R: Potrei citare Oscar Wilde quando dice: posso resistere a tutto fuorché alle tentazioni, ma allo stato attuale al cibo in generale. Ma purtroppo legato più ad un concetto di disordine, spesso tendo a riempire dei vuoti con il cibo e non è sano!!!

[credevo avresti scritto un bell’uomo :-D]

 

A: Sei timido? Ti emozioni facile?

R: Sono una persona schietta, ma anche timida. Per stare bene devo sempre trovarmi in una situazione in cui mi sento protetto. Ehhh sì mi emoziono, anche davanti ad un film.

[anche iooooooooo! ma che è na cosa brutta? no! ]

 

A: se ti piace qualcuno ti imbarazzi e diventi goffo (tipo in crisi di ossigeno e ti tremano le mani… :-D),oppure sei sicuro di te e arrivi dritto alla meta?

R: Divento goffo, ma non mi tremano le mani o crisi di ossigeno, più che altro mi tengo alla larga, però se la controparte è interessata mi faccio un poco di coraggio e provo a buttarmi. La maggior parte delle volte con risultati disastrosi.

 

A: Piangi mai? Ti hanno mai visto farlo?

R: Sì ma per pudore lo faccio solo quando sono solo. Ho una forte difficoltà a mettere in piazza le lacrime.

 

A: Quanto porti di piede? Tu sai che sta domanda esiste solo per la gioia di dire che hai 4 numeri più di me, vero???

R: La tua gioia la devi ridurre perché me sa che stamo là tutti e due. Porto il 42/43. Fino a poco tempo fa pensavo che il numero cambiasse in base a quello che mangiavo, invece dipende dalle scarpe!!!

[ma come… Mi hai spezzato il cuore… sallo! mi ricordavo mi avessi detto che portavi 46… uff!]

 

A: a propò… ma quanto ti piacciono i tuoi piedi???

R: Mi piacciono ma non ne sono ossessionato.

[eh, mo ossessionato… esagerato! avevo chiesto perchè hai tutte le fotine ed avatarini con i piedi, scalzi e non!]

 

A: quanto conta per te il giudizio degli altri? 

R: Conta molto se sono le persone che amo e che mi sono attorno, ma cerco di dare anche un certo peso al giudizio che io devo avere nei confronti di me stesso.

 

A: Hai mai fatto una pazzia? ora la faresti? per cosa?

R: Per come sono fatto io la pazzia è stato aprire questo blog e mettere in rete eventi della mia vita

 

A: Sei mai stato deluso da un amico/a?

R: Sì.

 

A: hai avuto più uomini (o donne?) contemporaneamente?

R: Seeeee è già tanto trovarne uno sano de mente, figurati se ho avuto più uomini contemporaneamente.  Absolutely not!!

 

A: hai mai fatto sesso al primo appuntamento?

R: Sì.

[azz!]

 

A: Il luogo più strano dove lo hai fatto?

R: Non ne ricordo, non l’ho fatto in posti così strani. Però ricordo una volta sulla spiaggia. Era notte. Ma lo sconsiglio. La sabbia era fredda e per poco non mi sono venuti i reumatismi.

[non sarai troppo romantico, eh? dici, dici!]

  

A: la prima cosa che guardi in un uomo… emh!

R: In genere l’insieme della persona, guardo molto la stazza, ma non ho dettagli su cui mi focalizzo.

 

A: Avventura o relazione seria?

R: Mi piacerebbe la relazione seria. In assenza…. Avventura.

 

A: L’ultima volta che hai detto ti amo?

R: Troppo tempo fa.

 

A: Hai mai tradito, o fatto soffrire?

R: No, ma sicuramente ho fatto soffrire, anche se involontariamente. Non è solo con un tradimento che puoi ferire qualcuno.

 

A: sei mai stato tradito, o ti hanno fatto soffrire?

R: Sì e sì. Tacci loro.

 

A: Sogno nel cassetto?

R: Avere un compagno. Un lavoro. Stare con gli amici. Avere una normalissima vita tranquilla.

 

A: Metti mai le dita nel naso?

R: Per forza, mica posso usare il cucchiaino per togliere le caccole. Cerco di non farlo in pubblico. Cerco.

 

A: Pollo, patatine e pizza si mangiano con le mani, o con le posate?

R: Rigorosamente con le mani (comunque sta domanda proprio dopo le dita nel naso dovevi farla?).

 

A: prima di questo blog hai mai avuto altre esperienze in rete? e perché hai aperto orsoromeo.wordpress.com?

R: Nessuna esperienza. È la prima volta (touched for the very first time, come cantava Madonna). Negli ultimi anni la mia vita è precipitata, per una serie di motivazioni, personali, lavorative ed economiche. Come ho scritto nella presentazione sul sito. Sono entrato in un loop insano, tra cui il cibo (che ho sempre amato) e mi sono lasciato andare. Poi a gennaio ho deciso di cominciare la dieta e ho usato il blog come pretesto per monitorarmi e forse per raccontarmi, per tirare fuori delle cose mie personali. E anche con grande fatica!!!

[ma sei bravissimo, stai andando molto bene, a giudicare dai kg che perdi a settimana! continua così!]

 

A: che tipo di rapporto hai con i tuoi lettori? siamo tanti? tendi a tenere le distanze, oppure assumi un atteggiamento confidenziale?

R: Non lo so se il numero è alto o basso, credo che i follower siano più di 50. Per me è tanto, anche perché non è racconto chissà che cosa. Tendo molto a comunicare. Secondo me ci sono persone che mettono il “segui” al blog solo perché a loro volta sperano che tu metta il “segui” al loro e poi non ti cagano di striscio. Io, da accanito lettore, invece i “segui” che per ora ho messo li leggo e spesso li commento. A volte è difficile soprattutto quando alcuni toccano argomenti personali, ma il mio approccio è sempre lo stesso. Sono confidenziale, cercando di non essere invadente! Comunque sto cercando di seguire altri blog. Vediamo che si trova.

 

A: vista la tua estrema limpidezza e sincerità su alcuni argomenti, come ti comporteresti se dovessero arrivare provocazioni o commenti gratuiti di cattivo gusto ai tuoi post?

R: All’inizio ci rimarrei male, le parole fanno male. Si sedimentano nella testa e sono gratuite. Però poi risponderei con provocazione e sarcasmo e poi so’ ca**i loro eh!!

 

A: perché hai scelto di mungere le vacche proprio il lunedì? hai mai pensato prima di arrivare su wp, che avresti trovato tanti amici di blog con cui chiacchierare?

R: Pubblico il lunedì perché in questo giorno mi peso. Ho una settimana di tempo per raccogliere le idee, sperando di avere qualcosa da dire (il che non è detto). No. Non avrai mai pensato di conoscere delle persone, sia pur virtualmente, anche perché non racconto nulla di eccezionale, solamente la banalissima vita di un gay bulimico e disoccupato. La mia, per l’appunto.

 

A: cosa ne pensi dei MI PIACE e dei commenti ai tuoi post?

R: Mi mettono un po’ a disagio all’inizio, perché racconto cose mie personali e fare coming out sui sentimenti o sui miei stati d’animo è difficile (almeno per me). Più che altro, per un backgroud personale, sono una persona che ha sempre pensato di non meritare certe cose. Però poi dopo il disagio subentra il piacere, ne sono lusingato, soprattutto perché m’interfaccio con gente sensibile e intelligente.

 

 

A: L’apertura del tuo blog coincide con l’inizio della tua dieta! Stai continuando ad andare anche in palestra?

R: Sì l’apertura del blog coincide con la dieta. E sì sto continuando ad andare in palestra, ci vado quasi tutte le mattine alle 8.40, appena accompagno i bambini a scuola (a quell’ora il mio lavoro è già finito).

[mi permetto di specificare i bambini a cui fai da tato! altro che tata Francesca!]

 

A: Dimmi che non è vero che quando riprenderai possesso del tuo corpo il blog si autodistruggerà…
R: Allo stato attuale ti dico di sì, ma tanto almeno per quest’anno sicuro sarà aperto considerato i chili che devo perdere, ma domani magari cambio idea. Non lo so. Su questa cosa sono in svariati a chiedermelo, non solo in rete, ma anche amici miei. Non credo che il mio blog faccia una grande differenza.

 

A: Romeo pensi di farcela a perdere i chili che hai preso e da impossessarti di nuovo del tuo corpo?

R: Lo spero!!

 

A: uh ah… come alle interrogazione. L’ultima domanda è libera: argomento a piacere! vai, spara! tipo fatti una domanda e datti una risposta!

R: Mmmmmmm odio le domande libere……

[e quindi? l’hai sguisciata…]

 

Ale: fai tu una domanda a me ora! Facile nè che ho l’ansia da prestazione!

Romeo: come deve essere il tuo uomo ideale? e quello che hai rispecchia tali standard?

Ale: Allegro, divertente, simpatico, ironico, tenere banco, pazzerello, ci si dovrebbe poter parlare di tutto, farmi sentire importante. Moro, occhi neri, un po’ di ciccetta sparsa qua e la! emh… più o meno si, ma ha gli occhi verdi e non troppa ciccetta… Neanche a me piace moltissimo Pitt… Ma Gandolfini: e che caspita! Mica ho capito se ho capito chi e… rimarrò col dubbio!
 

A: ora saluta tutti coloro che ci leggono! 

R: Grazie a tutti che avete avuto la pazienza o l’interesse a leggere questa intervista. Ringrazio il mio manager Boy George che ha preso accordi con la svalvolata (ma senza Alzheimer) di Alessia per poter fare questa intervista. Ringrazio tutti i miei fans che si possono contare sulle dita di un monco e li ringrazio soprattutto per l’apertura della pagina facebook: Orso Romeo ci emozioni più di un rutto. Questa intervista la potrete vedere all’estero in streaming sulla ABC e in Italia sui canali Sky. Ringrazio naturalmente il mio Giulietto alias Alessia che ha avuto la folle idea di farmi questa intervista. ❤

[quindi io conosco boy George?? wow! che delicatessen la tua pagina fb, che tra l’altro non mi riconosce come tua amica… ma come devo fa io con ste tecnologie che mi vogliono accoppare? ah, beh, grazie a te che hai giocato con me]