SEI PIU’ BRAVA TU DI ME…

Non credevo che la prendesse così bene… Mi ero detta, speriamo che riesca a darle la sisotta almeno fino ad un anno. Passato l’anno ho deciso che avrei continuato fino ai 18 mesi. Passati 18 mesi ho voluto continuare fino a due anni. Passati due anni ho voluto continuare ancora, perché vedevo che ne aveva bisogno, dicendo che sarei arrivata a più o meno due anni e mezzo. Mi preoccupava il modo in cui sarei riuscita a toglierle questa sicurezza, invece mi sono stupita di come ha reagito. Ha sempre avuto l’allattamento esclusivo al seno fino allo svezzamento. Ho avuto la fortuna di avere abbastanza latte e ben nutriente! Ovviamente non si è più o meno mamme relativamente alla sisotta, semplicemente ognuno sceglie come comportarsi. Poi dipende anche da questioni fisiologiche, capita che il latte non ci sia, o non basti…

Passati i 18 mesi hanno iniziato a non comprendere la mia scelta, per gli effetti negativi che avrebbe avuto su di noi… La pediatra ha detto di fare come mi sentivo di fare io.

Il periodo dell’allattamento è stato bellissimo, non mi è mai pesato, e secondo me è servito anche a lei per creare un buon attaccamento, darle sicurezza e renderla autonoma, SI, secondo me ho fatto bene!

Era un momento tutto nostro, ed era divertente vedere che quando ciucciavi, nulla poteva distrarti, tu dovevi fare quello e basta! Poi quando sei cresciuta, ballava anche mentre ciucciava, mugolava canzoncine…

Ora, da più grande è stato un modo per calmarla, o per coccolarci se eravamo state lontane mentre ero al lavoro, o per addormentarsi. Noi occidentali non vediamo di buon occhio questa situazione, perché è strano vedere un bimbino, non neonato, attaccato al seno. Quando Lia ciucciava, mi guardava, sorrideva con gli occhi, mi accarezzava… Dopo si leccava i baffi e diceva “mmm, buona la sisotta” Ho iniziato tre mesetti fa ad accontentarla quando lo chiedeva solo per il riposino quotidiano e per la notte. Poi poco tempo fa solo per la notte. Inizialmente ho dovuto usare un escamotage: mettevo un po’ di aceto sulla sisa, cosicchè trovasse l’odore non più piacevole. Al suo posto le offrivamo caramelle, oppure cercavamo di distrarla.

La sera si addormentava ciucciando, ultimamente, dopo aver bevuto da una sisotta, diceva “mamma, l’altra, che questa è finita”, e così anche con l’altra… evidentemente stava diminuendo. Però a lei bastava ed era contenta! Da qualche parte ho letto che i bambini capiscono da soli quando è il momento di smettere. Secondo me invece Lia non lo avrebbe capito senza un aiutino…!  Ero preoccupatissima, credevo che ci sarebbero state urla, isterismi, notti insonni. Così mi dicevano, visto che più si va avanti e più si  attaccano… bah! Poi intorno ai due anni, prima di decidere di ridurre le poppate, me lo chiedeva spesso e si agitava se le dicevo di no senza motivo…

Lavoro in una scuola di specializzazione in psicoterapia basata sulla teoria dell’attaccamento. E’ frequentata da psicologi e medici che vogliono diventare psicoterapeuti. Essendo in età “da marito” molte allieve fanno bambini, che poi portano a scuola per i primi mesi. C’è una di loro, che ha allattato la figlia fino a due anni e mezzo, e mi parlava della sua esperienza, così mi sono rincuorata ed ho deciso di andare avanti per la mia strada!

Ognuno dovrebbe riuscire a fare quello che in quel momento ritiene giusto!

Domenica 14 giugno 2015 è stata l’ultima volta che Lia ha preso la sisotta! La sera prima di dormire mi chiede “mamma, la sisa puzza? Ah vabbè, allora l’acqua” e mangia una caramellina mentre siamo sul lettone a cercare di dormire! E anche quando si sveglia la notte, visto che la sisa puzza prende l’acqua e basta!

Probabilmente il pericolo di dipendenza era per la mamma, e non per la figlia… A settembre andrà alla scuola materna (lei non vede l’ora) e credo che sarebbero stati troppi cambiamenti. Vista la sua reazione era proprio questo il momento giusto…

Che brava sei stata piccola mia… Molto più di me…Ora che lo sto scrivendo mi viene il magone… Probabilmente è stato più difficile per me, che per te… stai crescendo…  Eri piccolina, tutta da proteggere, ti cambiavo sulla lavatrice per non farti prendere freddo, sembravi fragile, come tutti i neonati, che poi in realtà forse così fragili non siete. Non mi sembra di averti fatto tutto questo male ad averti allattato fino ad ora: nonostante i tuoi 32 mesi di età, sei fiera, forte, socievole, indipendente, difendi bene le tue idee. Fai subito amicizia quando andiamo al parco: ti metti davanti agli altri bambini, anche più grandi, e chiedi come si chiamano, per poi correre e giocare!  Grazie per avermi regalato tutte queste emozioni. Questi momenti solo nostri probabilmente non li dimenticheremo e sono fiera di averti dato il seno fino ad ora…

basta che sennò piango!

Mamma mamma, corri… c’è un popotamo!!!!

Qualche giorno fa stavo cucinando e Lia era sul balcone a giocare con Pocchiolino, il nostro coniglietto nano.

Ad un certo punto Lia entra di corsa e mi dice tutta euforica: “Mamma mamma, corri… c’è un popotamo!!!!”

“Ma dove Lia, sul balcone???”

“Nooooooo, vieniiiii!!!!! vediiii!!!!”

Al che vado fuori e…. Ecco il suo Ippopotamo!

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Poi ha trovato anche il mare con il delfino!

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Beh, tutti ci siamo divertiti a trovare le varie forme guardando le nuvole!!!!!

come cresci!!!!!

Mi sembra ieri che abbiamo fatto il bagnetto insieme!

eravamo a casa di mia mamma è non avevo la vaschetta piccolina per il bagnetto di Lia, che aveva solo 4 mesi e quindi non potevo metterla nella vascona grande grande!!!!

Allora abbiamo fatto il bagno insieme!!!! che esperienza meravigliosa! Ovviamente io prima di tuffarmi, mi sono praticamente lavata tutta!

Secondo me lei si è resa conto che stavolta il rito del bagnetto era diverso: mi posava la testa sulla mia pancia, provava a galleggiare, mi accarezzava, mi faceva le smorfiette! non sarei più voluta uscire.

A adesso tra una settimana compie 2 anni e mezzo e prova a farsi la doccia da sola… mamma mia, è stato un attimo il trascorrere del tempo!

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Auguri a…

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…alla mia mamma. Perchè mi ha sempre aiutato e sostenuto in tutto, e continua a farlo! oggi le ho portato una rosa che Lia le ha consegnato da parte mia.

…a me. Per il terzo anno! che strano. Tutto ciò che desidero, è che lia sia serena e felice. D’altronde come tutte le mamme.

…alle mie amiche mamme di vecchia data.

Se penso alla parola amicizia, una delle persone che mi viene in mente è Silvia. Siamo andate alle superiori insieme. Quando tornavamo a casa da scuola ci telefonavamo… ancora oggi i nostri genitori si chiedono cosa avessimo da dirci a così breve distanza. Uscivamo, facevamo i compiti insieme, andavo a mangiare dai suoi, veniva dai miei… Oggi non riusciamo a vederci molto spesso, ma quando ci incontriamo è come se ci fossimo viste il giorno prima. Qualche settimana fa ci ha invitati a pranzo e siamo riusciti a incontrare anche i suoi genitori e sua nonna: con loro mi sento a casa! Quando è arrivato Valerio, il suo primo figlio, ho avuto la grande emozione di prenderlo in braccio dopo poche ore dalla nascita! ora colleziona figurine dei calciatori! E Flavio, fra poco più di un mese compie tre anni!

…a Federica, che da pochissimi giorni ha creato il suo personalissimo spettacolo, Gaia, che ancora non ho conosciuto, ma spero di farlo al più presto!

…a Barbara, per Massimotto e Giulia. Con lei non ci vediamo praticamente quasi più, però ci incontriamo al mare, dove le nostre case sono una di fronte all’altra!

…alle nuove amiche acquisite. Tipo Vera, la moglie di Andrea, un amico di Nino, il mio compagno. E’ una ragazza molto simpatica e disponibile! Soprattutto mooooolto indaffarata, con Emma che fa la prima elementare e le due ultime nate, le gemelline Emma e Ludovica, poco più che duenni!

…alle mie cognate, che ci hanno regalato 4 bei nipotozzi!

…a Voi mamme mie amiche di blog!

…a tutte le mamme, chi sta per diventarlo e chi ci sta pensando!

THE FINGER FAMILY

Lia impazzisce per le canzoncine che abbiamo trovato in rete. Questa è una di quelle in inglese che non conoscevo, ma in realtà mi sembra invece molto famosa tra i bambini ed usata per educare un po’ all’inglese. E’ facile ed orecchiabile, infatti Lia l’ha imparata presto e la canticchia spesso. Poi noi la animiamo insieme. La sorella Chiara ha disegnato dei pupazzetti a dita, ai quali dietro ho attaccato con lo scotch un anello di carta, raffiguranti i personaggi della canzone.  E’ molto carino e cercando in rete si trovano diverse versioni: con cagnolini, peppa, principessa sofia, famiglia indiana…

finger family

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The Finger Family.

Ecco il testo:

Daddy finger, daddy finger, where are you?
Here I am, here I am. How do you do?

Mommy finger, Mommy finger, where are you?
Here I am, here I am. How do you do?

Brother finger, Brother finger, where are you?
Here I am, here I am. How do you do?

Sister finger, Sister finger, where are you?
Here I am, here I am. How do you do?

Baby finger, Baby finger, where are you?
Here I am, here I am. How do you do?

Due antichi mestieri!

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La mamma e il bambino, Io e Lia, entrambi nuovi a questi due antichi mestieri, abbiamo saputo da subito cosa fare, ci siamo confortati dopo le fatiche del parto… Quando è nata Lia ha sofferto un pochino, quindi nel mese successivo ci sono stati i dovuti accertamenti, e anche se “sapevo” che era tutto a posto, non smettevo di avere ansie e paure, ed infatti non ho goduto subito appieno delle gioie di questa nuova vita… L’ecografia alla testolina, al cuoricino. La neuropsichiatra che mi diceva che Lia ad un mese doveva toccarsi i piedini, io pensavo che invece lei nemmeno sapeva di averli, oppure quella volta che Lia stava scoprendo la lingua e quindi se la mordicchiava e la tirava fuori: la neuropsichiatra mi ha chiesto se faceva sempre così. Il giorno dopo l’ho passato a metterle dentro la lingua!  La pediatra ha detto che non mi avrebbe fatto più ricette per andare da questa strana dottoressa… La crescita e le reazioni di Lia andavano benissimo e quindi mi tranquillizzò informandomi delle cose che sarebbero piaciute alla piccoletta: sentirsi contenuta con le braccia, perché fino a pochissimo tempo prima lei era abituata a stare ovattata e protetta nella pancia; dovevo cullarla, col bagnetto, con una ninna nanna, con le parole; darle tutte le attenzioni di cui aveva bisogno per renderla indipendente nel suo futuro. Mi ha detto di rilassarmi e godermi tutto ciò che lei poteva darmi, e di stupirmi di tutte le sue prime volte. Che buffi i neonati quando scoprono le manine e cercano di portarle vicino al naso per vederle ed esplorarle meglio storcendo gli occhi! Nell’istante in cui ho potuto avere già in ospedale Lia tutta per me, mi sono stupita della grande sensibilità che hanno i neonati di rivolgersi subito in direzione del seno e del suo caldo profumo. Una piccola nuova creaturina che dipende esclusivamente da te! In quello stesso momento è nato anche un padre, Nino, di nuovo… E sono nate anche due nuove sorelle, Eliana e Chiara, le figlie di Nino… Se ascoltavamo con attenzione, era proprio Lia a guidarci verso le sue necessità, fin dai primi attimi… Piano piano si inizia ad interpretare la loro lingua… Magari si sbaglia, ma poi si ritorna sui giusti binari… E così la vita quotidiana prende tutta un’altra forma…

Eliana, la figlia più grande di Nino, per l’esame di terza media che ha sostenuto lo scorso anno, ha portato una tesina intitolata “Il ruolo della Donna nella storia”. L’argomento per scienze era questo: Donna e mamma. La gravidanza.” Secondo me è stata molto brava a reperire ed assemblare tutte le informazioni prese da internet e libri. Non so la fonte e gli indirizzi dei siti a cui si è rivolta, quindi non posso citarli, però ci sono dei passaggi proprio carini!

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Intervista a Lia

Ciao Lia, quanti anni hai?

2 e più!

quando sei nata?

il 23/11/2012 all’ospedale sandro pertini di roma

cosa ricordi di quando eri nella mia pancia?

ricordo che quando sono arrivata e ancora non lo sapevi ci hai messo un po’ per renderti conto perchè non ti sembrava possibile fossi arrivata così in fretta!

la serenità, l’allegria, le cosine che mangiavi pochine e in continuazione…

eh si, ma avevo la nausea tutto il giorno! Poi?

la musica che ascoltavamo

il ginecologo che appena mi vedeva con l’ecografia mi diceva “buongiorno” e quando mi faceva le foto diceva “ecco le zampette”.

e la prima volta che ho sentito il tuo cuore battere, mi è sembrata la corsa di un cavallo lungo il mara, un tamburo a festa, un martello pneumatico a festa… scusa, continua.

ricordo le parole che mi dicevi e le carezze che mi davi, le coccole col nostro coniglietto, le coccole con papi e le sorelline

la leggerezza di quando nuotavamo nel mare

il rilassamento di quando facevamo la doccia e puntavi l’acqua dritta sulla pancia,

le ansie e i dubbi che avevi

la gioia di accogliermi

le scale e le passeggiate che facevi alla fine per stimolare la mia decisione di nascere… però ero troppo comoda li dentro… anche se poi ho scoperto che è bello anche fuori

Appena nata cosa è successo?

Aiuto, mi stanno chiamando… devo uscire… che succede… forse devo spingere anche io… mi facevo strada con la testolina e tu spingevi, ti dicevano che era presto, però poi si sono accorti che ero io e ti hanno detto di continuare…

sai che ancora adesso nemmeno io ho capito bene…

Dentro stavo calda, protetta, ovattata… ora? sono nuda… che siete??? mi poggiano qui sopra… uh mi sa proprio che questa è mamma… che buon’odore, che del tepore, che tranquillità…

è durato poco però…

eh si, nella pancia eri talmente biricchina e ballerina che ti sei tutta intorcigliata col cordone, collo, gambe, patatina…

mmm la prima notte non ho potuto starti vicino, perchè avevi un po’ sofferto e dovevano controllare, però venivo spesso al nido per vedere quanto eri bella!

si, è vero, che bello essere tra le tue braccia! ma quella cos’è… una sisotta!!!! si ciuccia!!!! che gioia!!!! di nuovo quel profumo, quel tepore, quella tranquillità! sono invincibile, qui con te non potrà succedermi nulla! Però ricordo che poi siamo state sempre insieme in camera…

si, si!!! abbiamo iniziato a conoscerci, scrutarci, capirci…

che bello!

cosa ti piace fare?

tante cose! giocare, correre, ballare, cantare, leggere con i miei, conoscere i bambini, andare al parco, giocare con amichetti e cuginetti, disegnare con i colori a dita, usare il tablet cellulare e computer… Sono un po’ testarda, però mi diverto!

lo so che ti diverti, non stai ferma un secondo!

ma mamma, questo è il mio lavoro!

ah dimenticavo, adoro i peluches di ogni forma e colore!

cosa ti rilassa?

le canzoncine cantate piano piano e la sisotta!

la sisotta?!?!?! ancora la prendi?

eemmhhh, si, perchè? che c’è di male? ogni tanto ci dicono che dobbiamo smettere, però è così buona! e poi tu non me la dai più così spesso come prima, a volte mi sembra che cerchi di distrarmi o mi offri qualcosa di cui sono golosa…. vabbè mi accontento dei momenti della nanna o se proprio sono inconsolabile, va!

il tuo sogno nel cassetto da bambina di 2 anni?

io devo andare a scuola, come le mie sorelle! e l’anno prossimo vado alla scuola mia con i bambini che ballano e l’arcobaleno. gioco, studio, faccio i compiti…

hihi! sei troppo buffa quando vuoi andare a scuola per forza… chissà se sarà davvero così!

Ti piace il mare?

non vedo l’ora di andarci questa estate! devo fare i castelli, il bagno, giocare con la sabbia…

scusa mamma, ma devo andare da chiarina (mia sorella) a giocare con le costruzioni.

ciao, a dopo!

Il mio rifugio sicuro

Un genitore è sempre pronto ad offrire cure e attenzioni continuative, a riconoscere i bisogni del figlio, è capace e disponibile a rispondere immediatamente alle sue richieste, quindi diventa un rifugio sicuro, che lo accarezza e lo prende in braccio per dare conforto se il piccolo è a dsagio.

Grazie ai professori che insegnano nella scuola di specializzazione in psicoterapia (basata sulla teoria dell’Attaccamento) e agli allievi psicologi che la frequentano, ho capito che al compimento del primo anno, la mamma diventa la sua base sicura, dal quale il bambino si può allontanare tranquillamente per effettuare le proprie esplorazioni ed affacciarsi al mondo, per poi tornare da lei in caso di necessità.

La mamma dovrebbe porsi al figlio facendogli capire che sarà pronta a proteggerlo se ce ne sarà la necessità. Però non sarà una figura soffocante ed iperprotettiva, ma si metterà da parte se il bimbo non manifesterà il bisogno dell’aiuto.

L’attaccamento sicuro si crea proprio in questo modo. Il bambino saprà esprimere le sue emozioni di paura e di gioia, perchè la sua figura di attaccamento ha accettate e continua a farlo, quindi anche gli altri sapranno accoglierle e ben interpretare. Il genitore sicuro vede il mondo dal punto di vista del piccolo, e viceversa; è capace di amarlo per quello che è e non per quello che dovrebbe essere.

Ci sono vari tipi di attaccamento (sicuro, insicuro, evitante, ambivalente, disorganizzato…), ma non sono in grado di parlarne. Volevo solo proporre una bella visione del legame genitore-figlio, che si crea fin dal concepimento e secondo me continua tutta la vita.

MAMMA PERFETTA?!?!?

Per costruire la cognizione di un bambino che nasce, serve l’attenzione dei suoi genitori e di chi gli ruota intorno. Tutte le sue prime volte serviranno a determinare la personalità.

Rispondiamo alle richieste, consoliamolo se piange, accarezziamolo e culliamolo, ascoltiamo insieme la musica e i suoni della natura, leggiamo e cantiamo per e insieme a lui/lei. Creiamo dei momenti rituali che si ripetano e possano dare idea di tranquillità e benessere. Il bagnetto, o la preparazione alla nanna, sono quelli tra i più importanti e magici!

Alla nascita Lia ha sofferto un pochino e la pediatra mi ha detto di stimolarla anche con il contatto fisico, ad esempio strofinando i piedini sui diversi tessuti per attivare i suoi sensi. Col nostro contatto e i massaggi, trasmettiamo amore, sostegno, benessere… Anche la stimolazione uditiva è importante, con parole, discorsi, filastrocche, canzoncine, musica, fiabe… Gli input vengono dati anche attraverso il gioco, sia per lo sviluppo motorio, che psicologico.

Detto questo, io lavoro in una scuola di specializzazione quadriennale in psicoterapia, basata sulla teoria dell’Attaccamento. Una dei nostri insegnanti è la Prof.ssa Grazia Attili, che ha portato in italia e studia questa teoria, ed è spesso ospite in programmi televisivi come Porta a Porta. Quindi, Attaccamento evitante, insicuro, sicuro…

Aiuto, che ansia!!!

Poi scopro che le psicologhe che studiano qui che diventano mamme, in realtà seguono l’istinto e sbagliano anche, come me comune mortale, perchè alla fine quasi mai seguono le regole psicologiche nel vero senso della parola che hanno studiato sui libri. Certo, possono avere un aiuto in più, ma nessuno quando diventa genitore per la prima volta conosce in anticipo cosa accadrà.

Si deve solo cercare di trasmettere amore, tranquillità, affetto e cercare di passare quante più informazioni e sensazioni, senza sovraccaricare la testolina del piccolo erede, semplicemente conoscendosi e vivendo la quotidianità.

Quando vedevo le altre mamme, senza ancora esserlo, non capivo la portata dell’esperienza. Quando iniziavo a pensare ad un bimbo, vedevo le altre all’opera con i piccoli e mi dicevo:” io non farò mai così, sarò il genitore perfetto, non mangerà “zozzerie”, non vedrà mai la televisione, senza strillare capirà subito come ci si comporta, sarà calma ed educata…”

Beh, non sarò mai quella mamma perfetta che credevo prima! E per fortuna… sai che noia pazzesca?!?!

Ogni tanto Lia mangia le patatine, la cioccolata o le merendine. Se vede che beviamo la Coca Cola, la vuole anche lei, Lia fa i capricci, anche in pubblico: credo proprio sia normale, perchè è una bambina e quello è il suo mestiere! Lia guarda i cartoni animate e gioca col tablet… E’ vero, lo sviluppo cognitivo, le attività costruttive, eccetera eccetera.

Non credo di rovinare la sua futura vita se oltre a tutte le altre attività che facciamo, guardiamo Peppa Pig, Masha e l’Orso, l’Albero Azzurro, Sofia la principessa, la D.ssa Peluches. Ovviamente non li segue sempre tutti, ma quello che c’è quando ci troviamo ad accendele la tv.

Non tutti i programmi le piacciono, ma segue attivamente ed interattivamente ciò che le interessa, canta i motivetti col microfono, balla quando ci sono le musiche… D’altra parte noi non ci appassioniamo ai nostri programmi preferiti???

Per il tablet le ho scaricato delle applicazioni per bambini ed abbiamo imparato forme e colori, suoni e rumori, numeri, poi c’è un simpatico giochino di Masha che la fa ridere tanto! Quando la prima volta ha messo il cerchio al posto del cerchio, è stata una festa ed ha urlato “ce l’ho fatta!”

E comunque mica ci gioca tutto il giorno, credo che 15/20 minuti ogni tanto non le faranno poi così male!!!

Un genitore appena nato non può sapere tutto… e per fortuna! Il bello è proprio conoscere l’erede mano mano che si vive insieme, farlo sentire amato, apprezzato, gioire delle sue vittorie e spiegare le sconfitte. L’importante è che stia bene, rida, sia attivo ed allegro.

Poi il resto verrà da sé!

Leggiamo! Raccontiamo! Parliamo!

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Fin dal primo giorno che ho scoperto la mia gravidanza ho iniziato a parlare con la nuova vita che cresceva dentro di me. Le raccontavo le mie giornate, le cantavo canzoncine o recitavo filastrocche, le spiegavo cosa immaginavo di lui (ancora non sapevo che si trattava di una lei), leggevo racconti, favole o libri. Poi sentivamo la musica, quella che piace a me, oppure quella dei bambini e dei cartoni animati. A me è venuto subito spontaneo, però sembra che questi atteggiamenti siano importantissimi per un buono sviluppo del feto. Sembra che già da li dentro sia in grado di riconoscere e ricordare suoni e voci. E’ per questo che anche suo papà quotidianamente veniva a fare le coccole alla pancia. Le dava dei colpettini, delle carezze, che poi lei potesse ricordare e custodire e le diceva parole dolci, cosicchè potesse sentire vicino anche il suo papà. Nino, il mio compagno, ha già due bambine, Eliana e Chiara. Quando hanno saputo che presto sarebbe arrivata una sorellina, sono state contente e stupite. Mi ricordo che quando Lia ha iniziato a muoversi, Chiara voleva sentirla a tutti i costi, così passava le giornate calde di agosto 2012 abbarbicata alla mia pancia in attesa di creare un contatto con l’esserino al suo interno… Beh, appena nata, da subito mi è sembrato che tra di loro si fosse instaurato un legame forte e speciale! Lia cercava Chiara, rideva e a modo suo voleva di comunicare con lei.
Dopo la nascita i nostri rituali sono continuati tutti… le coccole, le carezze, i massaggi, gli sguardi, le canzoni e le filastrocche, i contatti, le canzoni e la musica… Sembra che tutto ciò aiuti lo sviluppo cognitivo del bambino, ed io aggiungerei che sicuramente lo rende partecipe, felice e sereno.
Io lavoro in una scuola di specializzazione in psicoterapia, basata sull’attaccamento. Spesso, quando Lia era piccola avevo la possibilità di portarla con me. Lei ha sempre elargito grandi sorrisi, ed è sempre stata pronta a reagire agli stimoli ed a scoprire il mondo. Una professoressa mi disse che aveva avuto da subito gli stimoli giusti. Se è così gioviale e allegra vuol dire che mangia bene, dorme bene ed ha un buono sviluppo cognitivo! Nessuno nasce imparato e scoprire che fino a quel momento che la piccolina aveva appena 4 mesi , avevamo capito tutti i suoi bisogni è stato fantastico!
Anche se il bambino appena nato, per ovvie ragioni, non può parlare, la sua voglia di conoscenza è eccezionale e la sensibilità ai suoni e alle parole è grande. Per imparare a parlare, ha bisogno di una continua stimolazione con le parole. Mentre ci si coccola con le frasine, le filastrocche, le ninne nanne, il cucciolino avidamente incamera, ricorda, assorbe e memorizza.

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Il linguaggio si crea giorno dopo giorno, mattoncino dopo mattoncino, i piccoletti lo costruiscono a proprio modo ascoltando chi parla con loro, soprattutto durante il primo anno. Prima o poi il linguaggio sboccerà: ogni bambino è a se, quindi non si può sapere quando, ma prima o poi arriverà!

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Con Lia è stata tutta una scoperta. Quando qualcuno parlava lei sembrava proprio che cercasse di interagire, quasi come se a modo suo volesse rispondere, guardava la bocca mentre pronunciavamo le parole. Lia ha iniziato a parlare abbastanza presto e a 18 mesi ha pronunciato la sua prima vera frase. Che emozione! Eravamo al parco e c’era una bimba che voleva andare sullo scivolo. Lia l’ha presa per mano e le ha detto: ”bimba, tu sola no, ti appagno io!” E insieme, traballanti ma contente sono andate verso lo scivolo sotto la nostra supervisione! Da li è stato un crescendo, imparava sempre cose nuove e si divertiva a fare discorsetti. In realtà, come quando era nel pancione, non sta ferma e zitta un attimo. Anche se è sul passeggino canticchia da sola e ripete le filastrocche che ha imparato. Se arriva una parola o una frase difficile che non ha mai sentito la ripete finchè non riesce a dirla ed alla fine esclama: ”ce l’ho fatta!”.
Le piace la musica e ballare: riesce a danzara anche sul suono della campana o dell’ambulanza!
Quando leggo con Lia, le mimo le scene, intono i discorsetti, guardiamo le figure e facciamo gli indovinelli!
Ci ritagliamo sempre ogni giorno dei momenti per giocare, leggere, vedere i video insieme…

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Questo è uno dei libri di quando ero piccolina che mia mamma ha conservato!

E poi sei arrivata tu…!

Grazie mia piccola per tutte le emozioni che mi fai vivere. Non riesco a credere che sono già passati 2 anni e 4 mesi da quando hai visto il mondo per la prima volta.

Grazie perchè vedi la vita a colori, grazie per la tua allegria, grazie per la tua tenerezza.

Stavo prendendo la pillola anticoncezionale, anche perchè stavo avendo uno sfogo sul viso. La ginecologa aveva detto che non serviva fare gli accertamenti ormonali, evidentemente non ovulavo bene… che vuol dire? quando deciderai di avere un bambino ci vorrà un po’ più di tempo.

Mmmmh, vabbè, in quel momento non era ancora nei miei pensieri e programmi.

Avevo conosciuto da poco Nino, il mio attuale compagno e ancora dovevo trovare un’occupazione stabile che ci permettesse di creare una famiglie a una casa insieme.

Alla fine del 2011, dopo la nascita dei miei due ultimi nipoti, figli di due sue sorelle, mi sono ritornate casualmente in testa le parole passate della dottoressa. Mmmmh, chissà se avrò la fortuna di diventare mamma, quanto dovrò aspettare e desiderare, magari un tempo fatto di speranze e delusioni per un fagottino che non arriva…

Smetto di prendere la pillola, staremo attenti fin quando non andrò dalla dottoressa e potremo iniziare questo viaggio.

Dopo un mese, a gennaio 2012, il ciclo non viene, per me un ritardo era del tutto normale. Quando passano altri 10 giorni, mi viene l’ansia: “ecco, ora devo capire perche il ciclo non viene…” Per andare al lavoro spesso correvo dietro ai treni da pendolare. Aiuto! non ce la faccio, che fatica! Mmmmh, che problema c’è? proprio ora che volevamo accogliere un pancione… Nino dice:”Senti un po’, ma non sarà il caso di fare un test di gravidanza???”

Nella mia testolina, non mi passato affatto il pensiero che la pancia già stesse per arrivare…

Uargh! Il test della farmacia è positivo. Le analisi sono positive!

Eccoti qui, piccolo fagiolino, non ti sei fatto aspettare neanche un po’… Poi abbiamo scoperto che in realtà si trattava di una fagiolina: Lia!

Inizia la vita da mamma!

E’ difficile capire da dove iniziare a parlare della vita da mamma… di cosa parlo, come lo dico, sarà noioso…

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Quando sei ragazza, catapultata tra tutti i tuoi interessi e pensieri  importanti in quel momento, non puoi neanche immaginare come sarà l’esperienza della maternità… Si è mamma da prima che arrivi il piccoletto, anzi da quando si inizia a pensare di esserlo. Non si nasce imparati, e a volte avevo paura che non avrei saputo cosa fare, capire le sue necessità, fatto qualcosa di sbagliato. Tutte paure che probabilmente rimangono, ma esce una forza innata che secondo me sta dentro di noi in attesa di dimostrare che invece siamo perfettamente all’altezza. E’ proprio Lia a farmi capire le sue necessità. E’ nata il 23 novembre 2012 dopo una gravidanza senza particolari problemi, a parte la nausea durata tutti i nove mesi. Poi stava talmente comoda che l’abbiamo dovuta stimolare per farla uscire! Che emozione indescrivibile, si crea subito un legame indissolubile e intenso… tutto nostro. Ho partorito a Roma in un ospedale dove viene praticato il roamin in durante il giorno e la notte. E’ stato fantastico averla vicino a me già da subito. E’ incredibile il fatto che ovviamente non eravamo sole in ospedale, ma se la notte stavamo riposando e un piccolo si svegliava piangendo, noi neo mamme riconoscevamo subito chi di loro era ad aver bisogno. Dopo la prima notte mi è venuta la montata lattea e con le altre ragazze della mia stanza che facevano il tifo, ho iniziato a massaggiare il seno, attaccare continuamente Lia, per farla ciucciare. Le ostetriche mi hanno detto di riempire una bottiglietta con dell’acqua bollente e passarla sul seno per farlo scendere, poi di mettere gli asciugamani bagnati caldi. E di nuovo Lia a ciucciare…. Alla fine, era quasi l’alba, finalmente, eccolo!!!!!! Si era sciolto tutto e Lia ha potuto iniziare a cibarsi del mio latte. Se ci penso è troppo bello e strano che per i primi mesi, chi ha la possibilità di avere un allattamento esclusivo al seno, questa nuova piccola vita dipende solo da te, si nutre da te, si fida di te… Ho capito subito che era importante consolarla quando piangeva, accarezzarla dolcemente sul viso e sul corpo per farle capire il contatto, parlarle e raccontarle tutto ciò che mi veniva in mente, renderla partecipe. Le abitudini che avevamo mentre era nella pancia, le abbiamo continuate dal primo istante in cui è nata. Sicuramente da dentro i bambini sentono ciò che accade fuori. Ad agosto 2012 ero incinta di 7 mesi e sua sorella chiara, la figlia del mio compagno, col caldo che faceva passava le ore attaccata a me per sentire Lia che si muoveva, e dopo nata mi sono accorta che avevano un legame particolare.

Chiara e Lia

Chiara e Lia

A Lia piace molto l’acqua e il mare, infatti l’estate che era dentro di me abbiamo fatto lunghi bagni al mare, nuotando rilassandoci tra le onde.

MASHA E ORSO!

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Quanto è bello, divertente e simpatico questo cartone!

Oserei dire anche… educativo! Ovviamente non per i mille e più pasticci che combina la pestifera Masha, ma perché grazie alla lei la mia piccola Lia ha inserito nel suo vocabolario tante frasette sfiziose… Ad esempio: “ho combinato un pasticcio”, oppure “che bella giornata”…

Quando abbiamo scoperto questo cartone di origine russa ci siamo tutti incantati a scoprire le disavventure del grande orso e tutte le buffe situazioni in cui Masha lo coinvolge. Lia si diverte tantissimo e secondo me è un bell’esempio di convivenza tra bimbi, animali e natura! I disegno 3d, i colori e le canzoni sono belli e accattivanti.

Ogni tanto per scherzare chiamo mia figlia “Masha” perchè come lei una ne fa e ottomila ne pensa.

Masha è una bimbetta entusiasta e vivace che vive in un mondo allegro e spensierato: proprio per queste sue caratteristiche combina tanti quai, mai con cattiveria. Vuole molto bene al suo amicone orso, che al contrario ama la tranquillità. Orso, malgrado non parli, comunicando tramite rugiti o gesti, risulta ben comprensibile a tutti. Sa cucinare, pescare, leggere, scrivere, pitturare… E’ stato un artista del circo! A volte sembra che senza Masha si annoi… A suo modo anche lui le dimostra il suo affetto, sembra quasi un papà: la accudisce, si prende cura di lei, la castiga…

Sono carini anche tutti gli animali che ruotano intorno alle storie: coniglio, lupi, orsa, scoiattoli, cane, tigre, pinguino, panda…

Domenica per caso in un centro commerciale abbiamo trovato un libro gioco con i quiz e la penna elettronica che suona se la risposta è esatta: ovviamente il merchandising è arrivato anche in Italia, come per tutte le cose che hanno successo e sono molto seguite.

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Tra tutti Lia ha scelto “Quiz e filastrocche”. Lia ha compiuto 2 anni a novembre 2014, quindi dobbiamo giocare insieme: leggiamo le filastrocche e lei trova la risposta esatta, se indovina fa una festa! Ci sono dei quiz per capire, ad esempio, se sono di più le mele o le carote raccolte: questa domanda per Lia è facile, perchè sa contare fino a quindici, quindi è molto orgogliosa quando indovina quali sono quelle “tante tante”.