ahhhh! proprio ci voleva!

Ahhh! La giornata di domenica a Campaegli e Cervara di Roma nell’oasi dei monti simbruini, proprio ci voleva! Abbiamo respirato a pieni polmoni e goduto dell’arietta frizzantina, visto che ci trovavamo un bel pó  più in alto rispetto a Roma! Momenti di relax gli spettacolo che la natura puó offrire e il buon cibo! Mi sembra proprio che i bambini in questi posti ritrovino un hatitat per loro naturale! Ci sono i cavalli liberi nel parco e sotto un grande albero abbiamo avuto l’emozione di trovare le mamme con i cucciolotto! Ce n’era uno che prendeva il latte dalla mamma! Che spettacolo spettacoloso! Poi c’era Furia in un recinto. Era un pó agitato… Forse é uno stallone! È bellissimo, fiero e nero come il caffè!

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Poi nella baita abbiamo deliziato le panzotte felici con pappardelle, cinghiale, porcini… Lia ha fatto amicizia con una bambina e si è divertita! Noi ci siamo goduti il sole, la natura e l’aria pulita nella terrazza!

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Come vola il tempo quando stai sereno e in buona compagnia… Grazie ai nostri amicotti Antonella ed Emanuele per la bella giornata!

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Riuscire a pubblicare un post col cellulare é una vittoria!

La ciliegina sulla rorta ora sarebbe che l’esimio orgoglAVVO e il socio ysin appiccicassero all’ultima frase di questo post, una NOTA (io non ho la più pallida idea di come si faccia e loro ne hanno da vendere) che dica che credevo non sarei mai riuscita a scrivere nulla ad agosto senza il pc sotto mano e col cellulare che spesso si addinosaura! Hihi!

La festa dei serpari a Cocullo

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Il 1 maggio 2014 ho vissuto un’esperienza diversa da tutte quelle avute fino a quel momento.

Quando è possibile si sfrutta questa giornata per fare una gita fuori porta. Tempo prima mia cognata mi aveva parlato di una festa tradizionale alla quale aveva già partecipato e che era piaciuta a tutti. L’unico particolare era che si svolgeva il primo giovedì di maggio, che solitamente capita durante un  giorno lavorativo, quindi era difficile ripetere l’esperienza. Era la festa dei serpari a Cocullo, un piccolo borgo abruzzese in provincia dell’Aquila, molto caratteristico. Però dal 2012 questa festa, dedicata a San Domenico, patrono del paese, fu spostata al 1 maggio.

Che gioia! Avevo proprio voglia e curiosità di partecipare al suggestivo rito.

Ovviamente siamo partiti molto presto per non rischiare di trovarci bloccati nel traffico o non riuscire a parcheggiare. E’ stata un’idea ottima, nonostante non fosse eccessivamente tardi abbiamo dovuto parcheggiare all’uscita dell’autostrada: fortunatamente erano ben organizzati con le navette.

I serpari, durante la brutta stagione, raccolgono nei monti e boschi circostanti i serpenti, non velenosi, durante il letargo. Li conservano fino al giorno della festa in cassette di legno, e alla fine vengono rilasciati liberi in natura.

La piazza principale è il luogo dove, in attesa della processione, esibiscono con orgoglio le varie tipi di serpi che sono riusciti a catturare.

Si inizia la camminata lungo le viuzze contornate dalle bancarelle tipiche delle feste e delle sagre. Fortunatamente ci ha accompagnato un bel sole piecevole! Proprio durante la passeggiata che porta alla chiesa di San Domenico, alcuni serpari, mostrano ai turisti i serpenti dando la possibilità di accarezzarli, prenderli e fotografarsi.

A mezzogiorno, dopo la messa, inizia la processione, accompagnata dalla banda,  che percorre il centro storico insieme ai fedeli , con la statua del santo ricoperta dei serpenti.

Noi ovviamente, compresa la piccola Lia, che allora aveva 18 mesi, abbiamo parlato con i serpari, curiosato fra le bancarelle, visitato gli angoli suggestivi del paese, ci siamo emozionati all’uscita della statua di San Domenico, abbiamo accarezzato e preso in mano i serpenti per fotografarci ed avere un bel ricordo di questa giornata particolare.

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Anche per i bambini è stato divertente, perché dopo tutte queste emozioni hanno anche potuto divertirsi sulle altalene del parco, mentre mangiavamo dei gustosi panini.

Sicuramente un’esperienza che vorrò riprovare, infatti  quella dei serpari è una tradizione in cui vale la pena di entrare.

Tra le papere al laghetto Granieri

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Da qualche tempo i miei hanno preso una casa a nettuno, località balneare del litorale laziale.

In estate si popola e spesso vengono organizzati eventi a cui è divertente partecipare.

Un giorno parlando con una vicina di ombrellone, abbiamo scoperto l’esistenza del laghetto granieri, che si trova nel bosco del foglino.  Non voglio parlare di com’era un tempo e di com’è ora, di quello che si poteva fare prima e quello che non si può fare ore…  Semplicemente volevo riportare l’entusiasmo di adulti, ragazzi e bambini nel visitare le sponde del lago! Dopo una mattinata passata in spiaggi, per stemperare il calore di un pomeriggio di luglio due anni fa abbiamo deciso di fare una rilassante e gradevole passeggiata sul lungo lago. Camminando in quest’oasi naturale si possono ammirare vari tipi di animali, si possono noleggiare canoe e spazi per il barbecue. Inoltre ci sono aree di ristorazione e uno spazio dove si organizzano eventi.

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E’ proprio vero, appena arrivati si entra a contatto con la natura e con gli animali che lo popolano. Ci sono le papere che evidentemente sono abituate agli “umani” e appena ti vedono ti vengono incontro perché sanno che gli offrirai qualcosa da mangiare, come del pane. La prima volta con noi sono andate maluccio, perché non sapevamo di questa usanza e quindi non avevamo nulla. Ma poi siamo tornati attrezzati per interagire con loro. Abbiamo visto da vicino papere con i loro anatroccoli, vari tipi di pesci e nutrie.granieri 1

La piccola Lia già mi sta chiedendo quando andremo al mare e quando porteremo da mangiare alle papere! Quest’anno se le godrà di più, perchè in estate avrà poco più di 2 anni e mezzo e quindi sarà più autonoma.