Tatua la tua forma sul mio corpo… noi e la nostra eclissi.

Poi svegliarsi una mattina e scoprire di essere diventata la LUNA… La TUA luna.

Tra le lenzuola di un letto troppo grande per me, spero ogni sera di sentire i tuoi passi mentre arrivi e ti intrufoli nel mio desiderio…

Invece la notte e il suo giorno si trascinano uguali in attesa che tu porti di nuovo il tuo Continente nel mio…

Mi travolgi ogni volta che arrivi, soffi i tuoi respiri d’Africa dentro i miei. Mi annusi, mi sfiori. La tua lingua prima fintamente timorosa, poi audace e decisa mi assapora, torturando le mie labbra, le orecchie, il collo… 

Le tue mani nere esplorano e infuocano ogni centimetro della mia pelle bianca. La schiena mi si riempie di brividi che sperano che quell’attimo infinito stavolta duri per sempre… Fondiamo e confondiamo i nostri confini liquidi… 

I tuoi occhi mi accendono l’anima, liberando ogni fantasia, e qualcosa di primordiale, che non posso frenare, fa pulsare le mie più intime profondità, dando vita a una danza tribale, primitiva, arcaica… 

Aggrovigliamo i nostri corpi assetati di noi, dissetandoci senza parlare con idiomi diversi: bastano i nostri sguardi a dire più di mille parole.

Vorrei catturare un’emozione, un brivido, un battito. Vorrei che il tempo si arresti per giocare con l’infinito. Vorrei dirlo al vento, ma neanche lui può aiutarmi. Come arrivi, te ne vai. Ogni volta… Torni in Africa e ti rivedrò tra mesi… interminabili… impassibili… perfidi…

Il sapore di te resta intrappolato nelle maglie del mio desiderio…

E mi rimane tatuata sulla pelle la tua passione, in attesa di una nostra nuova ECLISSI…

“Ecco, sono di nuovo qui, ad aspettare che tu sorga nel nostro CIELO, mio SOLE… I pochi minuti in cui possiamo amarci e fonderci al volgere della notte in giorno, protetti dalla voluttuosità delle nuvole, sono preziosi per me. Siamo destinati a guardarci da lontano, ma nulla potrà mai separarmi da te”.

“Oh mia LUNA, ancora questo CIELO, casa di entrambi, ci unisce per poi dividerci di nuovo… Adoro e attendo con ansia il momento in cui tu, divenuta piccolo spicchio, mi aspetti a volte per alcuni attimi la mattina, cosicché io possa ammirarti e desiderarti dal mio posto…
…In attesa di una nuova eclissi che farà vivere i miei respiri nei tuoi… consumeremo la nostra ardente passione, audacemente senza nasconderci tra le nuvole… uniformeremo i nostri battiti, allineando l’ardore dei miei raggi al tuo affascinante pallore”

La Luna e il Sole. 

Li ascolto sussurarsi queste parole d’amore mentre io mi siedo sulla punta di una stella… magari tu, amore mio lontano, puoi vedermi anche dalla tua parte di cielo…

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LA SABBIA NELLE VENE di Sandro Maria Carucci

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Sono sempre stata attratta e affascinata dall’Africa, quindi anche rispetto al post di ieri, anni fa ho per caso incrociato il libreria “La sabbia nelle vene” di Sandro Maria Carucci. Ovviamente è stato subito mio! Sia il titolo che l’immagine sulla copertina con i colori e l’immensità del Sahara e la verde oasi hanno subito suscitato un’attrazione fortissima per me!

E’ un romanzo molto bello e ben scritto e avvincente da subito. Adatto a tutti e non solo a chi ama l’africa, perché viste le prime righe di questo post, poteva essere riduttivo!

Il bel tenebroso Franco Briganti è un giovane rampante avvocato, nato in Libia e dove ha vissuto per anni, lavorando nell’azienda agricola del padre. Con Meriam, affascinante e misteriosa ragazza berbera con “i capelli color del grano e gli occhi del cielo dell’alba”, inizia una bella storia d’amore nella magia del grande deserto.

Le vicissitudini che incontra con la rivoluzione di gheddafi e la perdita dell’azienda, lo costringono a rientrare forzatamente a Roma. Qui intraprende il suo lavoro d’oro che lo ricopre di fama e denaro. Ha una moglie bella, innamorata e fedele per la quale prova “affetto”.

Ma a lui non basta… non ha pace e serenità… non ha più un’identità… gli hanno strappato la sua terra… gli hanno strappato il suo amore Meriam, che è rimasta in Libia… Il ricordo della sua Africa lontana e di quella fanciulla si fondono e si confondono…

Franco tenta di tornare illegalmente in Libia varcando clandestinamente la frontiera, iniziano una serie di rocambolesche avventure e di viaggi di fortuna che gli fanno riabbracciare LE SUE amate. Ritroverà vorticosamente il suo passato mai dimenticato. Ma Meriam è veramente il suo grande amore, o è un sogno d’amore legato alle sue radici?

Leggendo questo libro si capisce che all’autore è rimasta la nostalgia e la memoria della sua gente, dei suoi deserti, dei suoi grandi spazi incontaminati, della magia della Libia prima della rivoluzione.

Franco Briganti ha un comportamento forse un po’ maschilista, e attraverso le sue vicende racconta la storia del triangolo amoroso tra lui, la moglie e Meriam, che incarna “l’immagine meravigliosa del deserto fattasi donna”. Questo non è un “conflitto” solo amoroso, ma anche esistenziale di un uomo che ha ben fissi nella mente i colori, la magia e le luci di quella terra, che trasferisce sulle pagine del romanzo in modo che il lettore possa immedesimarsi.

La sabbia nelle vene non è solo un romanzo d’amore, ma anche di avventura, di passione, di riflessione, che vive di fantasie e di realtà, che a me è piaciuto molto, non solo per lo sfondo in cui si svolgono le vicende, ma perché l’ho trovato avvincente, ben scritto e non mi stancavo mai di leggerlo.

Alla fine il nostro protagonista avrà trovato la sua pace interiore o rimarrà l’uomo inquieto che abbiamo conosciuto all’inizio???