SEI PIU’ BRAVA TU DI ME…

Non credevo che la prendesse così bene… Mi ero detta, speriamo che riesca a darle la sisotta almeno fino ad un anno. Passato l’anno ho deciso che avrei continuato fino ai 18 mesi. Passati 18 mesi ho voluto continuare fino a due anni. Passati due anni ho voluto continuare ancora, perché vedevo che ne aveva bisogno, dicendo che sarei arrivata a più o meno due anni e mezzo. Mi preoccupava il modo in cui sarei riuscita a toglierle questa sicurezza, invece mi sono stupita di come ha reagito. Ha sempre avuto l’allattamento esclusivo al seno fino allo svezzamento. Ho avuto la fortuna di avere abbastanza latte e ben nutriente! Ovviamente non si è più o meno mamme relativamente alla sisotta, semplicemente ognuno sceglie come comportarsi. Poi dipende anche da questioni fisiologiche, capita che il latte non ci sia, o non basti…

Passati i 18 mesi hanno iniziato a non comprendere la mia scelta, per gli effetti negativi che avrebbe avuto su di noi… La pediatra ha detto di fare come mi sentivo di fare io.

Il periodo dell’allattamento è stato bellissimo, non mi è mai pesato, e secondo me è servito anche a lei per creare un buon attaccamento, darle sicurezza e renderla autonoma, SI, secondo me ho fatto bene!

Era un momento tutto nostro, ed era divertente vedere che quando ciucciavi, nulla poteva distrarti, tu dovevi fare quello e basta! Poi quando sei cresciuta, ballava anche mentre ciucciava, mugolava canzoncine…

Ora, da più grande è stato un modo per calmarla, o per coccolarci se eravamo state lontane mentre ero al lavoro, o per addormentarsi. Noi occidentali non vediamo di buon occhio questa situazione, perché è strano vedere un bimbino, non neonato, attaccato al seno. Quando Lia ciucciava, mi guardava, sorrideva con gli occhi, mi accarezzava… Dopo si leccava i baffi e diceva “mmm, buona la sisotta” Ho iniziato tre mesetti fa ad accontentarla quando lo chiedeva solo per il riposino quotidiano e per la notte. Poi poco tempo fa solo per la notte. Inizialmente ho dovuto usare un escamotage: mettevo un po’ di aceto sulla sisa, cosicchè trovasse l’odore non più piacevole. Al suo posto le offrivamo caramelle, oppure cercavamo di distrarla.

La sera si addormentava ciucciando, ultimamente, dopo aver bevuto da una sisotta, diceva “mamma, l’altra, che questa è finita”, e così anche con l’altra… evidentemente stava diminuendo. Però a lei bastava ed era contenta! Da qualche parte ho letto che i bambini capiscono da soli quando è il momento di smettere. Secondo me invece Lia non lo avrebbe capito senza un aiutino…!  Ero preoccupatissima, credevo che ci sarebbero state urla, isterismi, notti insonni. Così mi dicevano, visto che più si va avanti e più si  attaccano… bah! Poi intorno ai due anni, prima di decidere di ridurre le poppate, me lo chiedeva spesso e si agitava se le dicevo di no senza motivo…

Lavoro in una scuola di specializzazione in psicoterapia basata sulla teoria dell’attaccamento. E’ frequentata da psicologi e medici che vogliono diventare psicoterapeuti. Essendo in età “da marito” molte allieve fanno bambini, che poi portano a scuola per i primi mesi. C’è una di loro, che ha allattato la figlia fino a due anni e mezzo, e mi parlava della sua esperienza, così mi sono rincuorata ed ho deciso di andare avanti per la mia strada!

Ognuno dovrebbe riuscire a fare quello che in quel momento ritiene giusto!

Domenica 14 giugno 2015 è stata l’ultima volta che Lia ha preso la sisotta! La sera prima di dormire mi chiede “mamma, la sisa puzza? Ah vabbè, allora l’acqua” e mangia una caramellina mentre siamo sul lettone a cercare di dormire! E anche quando si sveglia la notte, visto che la sisa puzza prende l’acqua e basta!

Probabilmente il pericolo di dipendenza era per la mamma, e non per la figlia… A settembre andrà alla scuola materna (lei non vede l’ora) e credo che sarebbero stati troppi cambiamenti. Vista la sua reazione era proprio questo il momento giusto…

Che brava sei stata piccola mia… Molto più di me…Ora che lo sto scrivendo mi viene il magone… Probabilmente è stato più difficile per me, che per te… stai crescendo…  Eri piccolina, tutta da proteggere, ti cambiavo sulla lavatrice per non farti prendere freddo, sembravi fragile, come tutti i neonati, che poi in realtà forse così fragili non siete. Non mi sembra di averti fatto tutto questo male ad averti allattato fino ad ora: nonostante i tuoi 32 mesi di età, sei fiera, forte, socievole, indipendente, difendi bene le tue idee. Fai subito amicizia quando andiamo al parco: ti metti davanti agli altri bambini, anche più grandi, e chiedi come si chiamano, per poi correre e giocare!  Grazie per avermi regalato tutte queste emozioni. Questi momenti solo nostri probabilmente non li dimenticheremo e sono fiera di averti dato il seno fino ad ora…

basta che sennò piango!

Due antichi mestieri!

IMG_20150424_064350[1]

La mamma e il bambino, Io e Lia, entrambi nuovi a questi due antichi mestieri, abbiamo saputo da subito cosa fare, ci siamo confortati dopo le fatiche del parto… Quando è nata Lia ha sofferto un pochino, quindi nel mese successivo ci sono stati i dovuti accertamenti, e anche se “sapevo” che era tutto a posto, non smettevo di avere ansie e paure, ed infatti non ho goduto subito appieno delle gioie di questa nuova vita… L’ecografia alla testolina, al cuoricino. La neuropsichiatra che mi diceva che Lia ad un mese doveva toccarsi i piedini, io pensavo che invece lei nemmeno sapeva di averli, oppure quella volta che Lia stava scoprendo la lingua e quindi se la mordicchiava e la tirava fuori: la neuropsichiatra mi ha chiesto se faceva sempre così. Il giorno dopo l’ho passato a metterle dentro la lingua!  La pediatra ha detto che non mi avrebbe fatto più ricette per andare da questa strana dottoressa… La crescita e le reazioni di Lia andavano benissimo e quindi mi tranquillizzò informandomi delle cose che sarebbero piaciute alla piccoletta: sentirsi contenuta con le braccia, perché fino a pochissimo tempo prima lei era abituata a stare ovattata e protetta nella pancia; dovevo cullarla, col bagnetto, con una ninna nanna, con le parole; darle tutte le attenzioni di cui aveva bisogno per renderla indipendente nel suo futuro. Mi ha detto di rilassarmi e godermi tutto ciò che lei poteva darmi, e di stupirmi di tutte le sue prime volte. Che buffi i neonati quando scoprono le manine e cercano di portarle vicino al naso per vederle ed esplorarle meglio storcendo gli occhi! Nell’istante in cui ho potuto avere già in ospedale Lia tutta per me, mi sono stupita della grande sensibilità che hanno i neonati di rivolgersi subito in direzione del seno e del suo caldo profumo. Una piccola nuova creaturina che dipende esclusivamente da te! In quello stesso momento è nato anche un padre, Nino, di nuovo… E sono nate anche due nuove sorelle, Eliana e Chiara, le figlie di Nino… Se ascoltavamo con attenzione, era proprio Lia a guidarci verso le sue necessità, fin dai primi attimi… Piano piano si inizia ad interpretare la loro lingua… Magari si sbaglia, ma poi si ritorna sui giusti binari… E così la vita quotidiana prende tutta un’altra forma…

Eliana, la figlia più grande di Nino, per l’esame di terza media che ha sostenuto lo scorso anno, ha portato una tesina intitolata “Il ruolo della Donna nella storia”. L’argomento per scienze era questo: Donna e mamma. La gravidanza.” Secondo me è stata molto brava a reperire ed assemblare tutte le informazioni prese da internet e libri. Non so la fonte e gli indirizzi dei siti a cui si è rivolta, quindi non posso citarli, però ci sono dei passaggi proprio carini!

tesina 1 tesina 2tesina 3

Sarà la primavera…

In questi giorni sono in vena di ricordi, sentimentalismi… Sarà la primavera…

I pensieri di quando sei ragazza sono tutt’altro di quando hai una famiglia…

Ricordo i primi giorni di scuola, le prime cotte per il compagno di classe, o per il bello dell’istituto…

le prime emozioni guardando un film immedesimandosi nella protagonista…

Vuoi essere mia amica…

scriviamo un bigliettino a Fabio e digli che ti piace…

Mi passi il compito…

Ma come ti sei vestita???

le prime uscite con le amiche…

la prima vacanza da sola…

la patente…

le prime cotte…

io e la mia amica che ci svegliamo all’alba per andare a prendere un caffè a santa marinella

le prime gite con il gruppo di amici di allora…

quando ho passato due ore a stirare i miei capelli mossi perchè dovevo uscire con un tipino carino e lui poi, chiacchierando, ha detto che adora i capelli ricci… è vabbè, allora ditelo!

il mio personale bello e impossibile di quel gruppo che non mi fila, mi scherza, mi ci fa credere, poi mi ributta giù… i momenti in cui era bello prepararsi per farti notare proprio da lui…

I suoi occhi neri grandi e profondi che mi colpivano dritti alla pancia…

Quello che invece ti filava, ma tu non lo guardavi, perchè ti piaceva l’altro…

i pianti…

le delusioni…

le risate…

i successi…

hei, ma quel tipo guarda proprio me…

come sto? i capelli non mi piacciono… uffi però!

il primo bacio, come si fa… aiuto… uh che emozione!!!

Cose che non torneranno mai più, ma vissute appieno prendendo tutto quello che potevo avere in quel momento… che guardando indietro rifarei diversamente, semplicemente perchè col senno del poi e con qualche esperienza in più si ha più consapevolezza… ma è stato giusto viverle proprio così come sono venute…

l’arrivo del mio amore…

la ricerca del lavoro…

la costruzione di una famiglia…

altri tipi di esperienze…

le amicizie che sono rimaste da allora, che a loro volta sono cresciute con, e come me!

le nuove amicizie…

i nipoti…

la ricerca di una nuova vita da amare…

l’arrivo della nuova vita da amare…

le paure e le ansie per questa nuova vita da amare…

sarò in grado di fare la mamma…? nessun genitore è più bravo o meno di un altro, semplicemente ognuno è diverso e speciale per il suo bimbo…

le gioie e le emozioni per questa nuova vita da amare…

Eccoti qui, piccola mia, già sono passati più di due anni e invece mi sembra ieri che ti abbracciavo per la prima volta…

Sono felice che tu stia crescendo, e questo devi fare, ma non nascondo che ogni tanto guardandoti mi viene un po’ di malinconia… Per fortuna ho un lavoro che mi permette di seguirti in tutto e per tutto durante questo tuo viaggio che ti accompagnerà a diventare una donna… Io da mamma ti spingo a diventare autonoma, intraprendente, a crescere, e mi diverto quando mi dici “da sola” quando vuoi che nessuno ti aiuti. Sono orgogliosa della tua caparbietà e della tua voglia di conoscenza… Però poi, solo per un momento mi rattristo un pochino, perchè tu piccola donnina di due anni e poco più stai crescendo velocemente, con delle idee ben delineate nella tua testa… credo che per ogni mamma arriva questo momento, la porta che si socchiude dal sonosempreatuadisposizione, al eccohounpo’piùditempoperme… magari oggi faccio la doccia in pace senza dover chiedere tempo a qualcuno!

Tu piccolo “gnocchetto” così simile, ma per fortuna così diversa da me… con una tua identità…

adesso ci sarà il momento in cui ti dovrò rincorrere, stagioni della tua vita, belle ed emozionanti comunque…

con tutte le tue, di prime volte…

quelle emozioni di cui parlavo all’inizio, che ho avuto io, le avrai anche tu…

Non potrò, e soprattutto non dovrò proteggerti dalle delusioni…

Anche a te piacerà un ragazzino che ti farà battere il cuore…

Io ci sarò per ogni dubbio o incertezza. ti rialzerò se cadrai, allungherò la mano se avrai voglia di prenderla…

mi farò da parte se non vorrai parlare…

gioiremo insieme dei tuoi successi e dei traguardi che raggiungerai…

,….

….

….

Inizia la vita da mamma!

E’ difficile capire da dove iniziare a parlare della vita da mamma… di cosa parlo, come lo dico, sarà noioso…

lia1 lia3

Quando sei ragazza, catapultata tra tutti i tuoi interessi e pensieri  importanti in quel momento, non puoi neanche immaginare come sarà l’esperienza della maternità… Si è mamma da prima che arrivi il piccoletto, anzi da quando si inizia a pensare di esserlo. Non si nasce imparati, e a volte avevo paura che non avrei saputo cosa fare, capire le sue necessità, fatto qualcosa di sbagliato. Tutte paure che probabilmente rimangono, ma esce una forza innata che secondo me sta dentro di noi in attesa di dimostrare che invece siamo perfettamente all’altezza. E’ proprio Lia a farmi capire le sue necessità. E’ nata il 23 novembre 2012 dopo una gravidanza senza particolari problemi, a parte la nausea durata tutti i nove mesi. Poi stava talmente comoda che l’abbiamo dovuta stimolare per farla uscire! Che emozione indescrivibile, si crea subito un legame indissolubile e intenso… tutto nostro. Ho partorito a Roma in un ospedale dove viene praticato il roamin in durante il giorno e la notte. E’ stato fantastico averla vicino a me già da subito. E’ incredibile il fatto che ovviamente non eravamo sole in ospedale, ma se la notte stavamo riposando e un piccolo si svegliava piangendo, noi neo mamme riconoscevamo subito chi di loro era ad aver bisogno. Dopo la prima notte mi è venuta la montata lattea e con le altre ragazze della mia stanza che facevano il tifo, ho iniziato a massaggiare il seno, attaccare continuamente Lia, per farla ciucciare. Le ostetriche mi hanno detto di riempire una bottiglietta con dell’acqua bollente e passarla sul seno per farlo scendere, poi di mettere gli asciugamani bagnati caldi. E di nuovo Lia a ciucciare…. Alla fine, era quasi l’alba, finalmente, eccolo!!!!!! Si era sciolto tutto e Lia ha potuto iniziare a cibarsi del mio latte. Se ci penso è troppo bello e strano che per i primi mesi, chi ha la possibilità di avere un allattamento esclusivo al seno, questa nuova piccola vita dipende solo da te, si nutre da te, si fida di te… Ho capito subito che era importante consolarla quando piangeva, accarezzarla dolcemente sul viso e sul corpo per farle capire il contatto, parlarle e raccontarle tutto ciò che mi veniva in mente, renderla partecipe. Le abitudini che avevamo mentre era nella pancia, le abbiamo continuate dal primo istante in cui è nata. Sicuramente da dentro i bambini sentono ciò che accade fuori. Ad agosto 2012 ero incinta di 7 mesi e sua sorella chiara, la figlia del mio compagno, col caldo che faceva passava le ore attaccata a me per sentire Lia che si muoveva, e dopo nata mi sono accorta che avevano un legame particolare.

Chiara e Lia

Chiara e Lia

A Lia piace molto l’acqua e il mare, infatti l’estate che era dentro di me abbiamo fatto lunghi bagni al mare, nuotando rilassandoci tra le onde.