“e poi ci troveremo come le star, a bere del whisky al roxy bar…”

Sono nata nel 1979… (uffffffaaaaaaa bassssstttttaaaaa!)

ma ve lo ricordate il Roxy bar di Red Ronnie?????

La prima vera trasmissione interattiva!!!!!

quanto l’ho amato Red, con quella sua voce che ti lasciava incollata a sentire tutto ciò che promuoveva!!!! e il microfonone, rigorosamente tenuto a mano, col quale faceva discutere tutti negli spalti? se dico tutti, dico proprio tutti… fan, giovani e meno giovani, artisti e cantanti, tutti a chiacchierare, messi sullo stesso piano…

era il padrone indiscusso di quel bar. E questa è casa mia, e qui comando io!

In questo spazio venivano invitati, condividendo il palcoscenico, cantanti alle prime armi che dovevano farsi conoscere, alla stregua di quelli già affermati nazionali ed internazionali! e si poteva parlare di tutto, anche al di là della musica, con red che raccoglieva le curiosità e faceva da moderatore!

sembrava che non ci fosse un copione da seguire, ma che gli eventi venissero così come arrivavano e tutti in studio ne potevano venire coinvolti!

ahhhh amata e compianta videomusic!

te lo ricordi: giucas casella!

Ho appena letto un articolo del mio amico di blog cix79: https://cix79.wordpress.com/2015/06/26/groviglio/comment-page-1/#comment-5898. Oltre a capire che è un bravo poeta, mi ha fatto venire in mente un’idea per un post te lo ricordi. Grazie!

Ora l’immancabile frase: sono nata nel 1979…

In televisione a domenica in c’era mara venier che amava molto giucas casella e si divertiva con i suoi numeri di magia.

C’era un periodo che il mago proponeva in studio di unire le mani ed intrecciare le dita… le mani sarebbero rimaste incollate fino a “quando lo dico io” per citare le sue parole.

Molti di loro in studio rimanevano incollati e serviva il tocco delle sue mani per slegarli, mentre gli altri si liberavano da soli al suo dire…

Capitava che molti da casa provassero e rimanessero incollati, cosicchè poi dovevano correre da lui per farsi slacciare… io non ho mai capito se crederci o meno… comunque nel dubbio non ho mai provato!

hiohihih!!!!

cix, con questo posto non voglio sminuire le parole del tuo post che sono molto belle!

Te la ricordi: La storia infinita!

Sono nata nel 1979 (ANCORA!) e come tanti bambini ho sognato di volare in groppa a Falkor!

Dal romanzo di Michael Ende, nel 1984 viene prodotto in Germania il film “La storia Infinita”. L’autore non è stato molto contento di come è stato tradotto in pellicola il suo libro, ma questa è un’altra storia. Secondo me questo film ha accompagnato l’infanzia di molti di noi!  realtà e fantasia si fondono, si abbracciano e si completano. Non è la solita lotta tra bene e male, ma ci porta a capire che nessuno dovrebbe mai abbandonarsi al NULLA, alla rinuncia dei propri sogni e all’indifferenza. coltivare più i nostri sogni.

Come dimenticare la colonna sonora portante “Neverending story” che ancora oggi ogni tanto mi ritrovo a canticchiare!

Non amo troppo i romanzi, o film fantasy, ma questo a mio parere è un capolavoro, che ci riporta un po’ coi “piedi per aria”…

Bastian è un bambino che ha perso la mamma, ed è oggetto di bullismo da parte dei suoi compagni di scuola. Un giorno, per fuggire a queste angherie entra in unva libreria dove scova il libro “La Storia Infinita. Il libraio gli dice “Lascia perdere… questo libro non è per te!”. Ed ovviamente invece Bastian lo sottrae in un momento di distrazione dell’uomo. Io però non potrò mai dimenticare lo sguardo del libraio quando Bastian esce dalla libreria. La sua raccomandazione di non prenderlo era stata pronunciata proprio per spingere Bastan a portarlo via. E’ come se il ragazzo fosse predestinato a leggerlo.

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Quando scopre che ad aspettarlo in classe c’era una verifica, si nasconde nella soffitta della scuola per iniziare questa lettura. In una foresta “incantata” popolata da creature fantastiche, come i mordiroccia, si discute del grande male che rischia di distruggere il loro regno, Fantàsia. Si tratta del NULLA. Si deve arrivare alla Torre d’Avorio per salvare l’imperatrice bambina e tutto il regno.

Atreyu è il valoroso e coraggioso guerriero che sarà incaricato di portare a termine questa missione e sconfiggere il NULLA armato solo di un medaglione…

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Non potrò mai dimenticare il suo volo il groppa a FALCOR, il fortunadrago che lo strappa dalle grinfie di Gmork, un servo del nulla.

C’è la palude che fa affogare chiunque si abbandoni alla tristezza; l’oracolo del sud, porta che può essere attraversate solo da chi invece ha fiducia in sé stesso; la porta dello specchio magico ti mette pericolosamente davanti al proprio io… Tutte prove che Atreyu deve affrontare, lasciando Bastian col fiato sospeso…

Questo film insegna ad avere fiducia nella vita e nelle proprie possibilità, a non rinunciare ai sogni, e che a volte si può varcare il filo tra realtà e fantasia…

All’inizio il papà dice a Bastian di stare sempre con i piedi per terra. Invece Gmork spiega ad Atreyu che Fantàsia è un regno senza confini e senza un’ubicazione precisa. perché è fatta dei sogni degli esseri umani, e che il Nulla è la dimostrazione che gli umani non sognano più. “Fantàsia muore perché la gente ha rinunciato a sperare e dimentica i propri sogni, così il Nulla dilaga”. Per  sconfiggere  il Nulla, si deve trovare un nuovo nome per l’imperatrice, e solo un essere umano lo può fare.

Dopo mille peripezie e credendo di essere stato sconfitto Atreyu cerca della Torre d’Avorio per comunicato all’imperatrice di aver fallito. Ma lei invece è contenta e gli dice che invece ha vinto. Bastian è un giovane umano che ha seguito tutta la loro storia e si ritrova li con loro. Ovviamente Bastian non vuole credere che stiano parlando proprio di lui, Ma la sovrana lo chiama per nome e lui si lascia trasportare dalla sua fantasia fino al regno e capisce di essere l’unico a poter salvare Fantàsia. Bastian eliminerà il nulla donando all’imperatrice il nome di sua mamma. Il NULLA ha perso!

Tutto ciò che rimane del regno è un piccolo granello di sabbia luminoso. Bastian dovrà ricostruire quel mondo attraverso i suoi desideri, qualsiasi esso sia. Chiederà di ritrovare tutte le creature del regno vive ed in salute e di fare un giro su Falkor, che l’aiuterà anche a vendicarsi dei suoi compagni di classe bulli. Vivrà mille avventure e capirà la differenza tra desideri importanti e futili prima di tornare a casa.

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Io ovviamente a Lia tra i tanti video di canzoncine, filastrocche e giochini che ho scaricato ho infilato anche quello del volo di Falkor!

Eliana e Chiara non conoscono questo film, come tanti altri della mia “epoca” e mi dispiace tantissimo, perché credo che l’argomento trattato in questo film (non conosco il libro) sia molto attuale e reale. E’ vero, si deve stare con i piedi per terra, ma si deve anche continuare sempre a sognare e desiderare, per andare sempre avanti e non fermarsi ad arrovellarsi su quello che non abbiamo. Difficile però!

TE LI RICORDI: GLI SNORKY!

Sono nata nel 1979 (AHHHH VABBE’ ALLORA è UN VIZIO!).

Oggi pomeriggio Lia si è addormentata giocando con i miei altri “pezzi da museo”: gli Snorky!!!! Esserini simpatici e colorati che vivono in fondo al mare e col tubicino sulla testa respirano, si muovono e fanno suoni!

Anche questi esserini mi piacevano molto e mi sa, ma non ci metterei la mano sul fuoco che ultimamente li abbiano riproposti…

Ho letto su internet che fecero solo quattro stagioni, perchè furono surclassati dai più fortunati Puffi… In Italia li riassunsero in solo due stagioni, ma a me è bastato per divertirmi tanto con loro!

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Ecco i puffi surclassatori! Non posso fare un “te lo ricordi” perchè sono attualissimi ancora oggi!

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TE LI RICORDI: POPPLES?

Sono nata nel 1979. (E ALLORA???? E’ UN VIZIO??? OGGI VA COSI’!)

Sono nata il 19 ottobre 1979.

Questo per ricordare I POPPLES.

Ovviamente come oggi i bambini vanno dietro a peppa, masha, thomas… ieri andavamo dietro ai nostri di personaggi. E sempre c’è stato, come c’è oggi e ci sarà domani merchandising e consumismo…

Comunque questi animali erano orsetti coloratissimi con una tasca sulla schiena, che se veniva rivoltata c’entrava tutto il popples e diventava una palla! Avevano una coda lunga che finiva con un pon pon peloso.

Dai peluches poi è nata una breve serie animata. Gli stravaganti orsetti ne combinavano di tutti i colori e dalla loro tasca facevano uscire ogni cosa. Vivono segretamente con Billy e Bonnie, bamb ini che fanno di tutto per nasconderli agli adulti e rimediare ai loro guai. Pian piano i bambini scoprono che ci sono altri bambini che possiedono Popples di ogni tipo!

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La foto è sfocata perchè sgrinfietta ci voleva giocare e me lo rubava!

TE LO RICORDI: TAMAGOTCHI?

Io sono nata nel 1979. (Ancora???? e a noi…???)

Questo è per ricordare questo giochino che quando è arrivato in italia dal Giappone ha portato con se non poche polemiche…

Me lo aveva regalato non mi ricordo chi, e all’inizio mi sono divertita un mondo, perchè per la prima volta ti trovavi a dover accudire un esserino in tutto e per tutto, dal momento della sua nascita. Che fosse un animaletto o un alieno, si doveva cercare di farlo vivere il più a lungo possibile ed interagire con lui, nutrendolo, giocandoci, curandolo, facendolo dormire, pulendolo, disciplinandolo. C’erano i punteggi che ti facevano capire se era ben trattato controllando peso, felicità, età… Per la prima volta ti faceva sentire indispensabile per qualcuno.

Con i compagni di scuola facevamo a gare per vedere quale durava di più! In realtà dopo un po’ mi sono stufata di ricominciare e di stargli dietro, quindi man mano l’entusiasmo è scemato. Però non ho avuto traumi quando il pupazzino virtuale moriva, e non è stato poi così diseucativo come molti all’epoca gridavano. E’ stato un gioco, come tanti altri!

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TE LA RICORDI POOCHIE?!?!?

Sono nata nel 1979. (E CHI SE NE IMPORTA!)

Questa data è per introdurre un personaggio che adoravo da ragazzina: Poochie, una cagnolina bianca con i capelli fucsia legati in due codini e con gli occhiali azzurri. Aveva un fiorellino disegnato sotto le zampette che l’asciava l’impronta ed è nato negli anni ’80 dall’inventiva della Mattel. Vedevo il cartone, leggevo il suo giornalino e avevo il timbrino. Del suo passaggio nella mia vita sono rimasti due adesivi attaccati ad una presa di corrente nella cucina dei miei genitori. Mi spiace che non avessi un peluche, cosicchè oggi magari potesse giocarci anche la mia sgrinfietta che tanto adora i peluches.

E ricordate: “Dove c’è Poochie c’è amicizia”. Era il suo slogan!

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