Il vento caldo dell’Africa!

Il mio viaggio dei sogni: l’Africa nera…

Da quando sono ragazza che sogno il mio primo incontro e appuntamento con l’Africa.

Ora posso solo immaginarla attraverso la televisione, i libri, gli scritti e i racconti di persone che ci sono state.

L’Africa non è una delle prerogative del mio compagno, ed è un viaggio per noi un po’ difficile per ora, sia per impegni lavorativi e familiari, sia perchè si tratta di un viaggio impegnativo ed oneroso… Però nella mia vita “devo” assolutamente andare all’appuntamento che ho fissato con questa terra…

Quando avevo più o meno 20 anni frequentavo una comitiva dove c’era una ragazza impiegata per un tour operator. Quell’estate aveva avuto l’incarico “lavorativo” di accompagnare un gruppo di turisti nel loro tour per namibia, botswana, Mozambico… Al ritorno ne parlava come se avesse lasciato un pezzo del suo cuore in quelle distese incontaminate…

Io credo che il Mal d’Africa mi abbia già contagiata, perchè è un pensiero fisso. Vorrei incontrare le popolazione berbere, i tuareg, vedere le loro tende, gli accampamenti… Vorrei visitare l’Africa con le sue infinite sfaccettature, la storia dell’Egitto e i colori della sua barriera corallina, il Marocco con i suoi deserti, le spiagge kenyote, le savane colorate…

Certo, la parte che più mi affascina è quella nera subsahariana, quella più lontana, vera ed incontaminata, ma forse si potrebbe iniziare da qualcosa di più facile e vicino ma comunque affascinante, anche se in modo diverso e meno impegnativo…

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ecco, in questo momento sono lì, senza tutta la nostra tecnologia e piena della sua natura. In questa splendida terra, in mezzo ai suoi profumi e colori, ai mercati con le spezie, mentre ammiro la flora e la fauna, la vita selvaggia, la terra, il mare cristallino e trasparente, i villaggi, i panorami che mozzano il fiato e la meraviglia degli sguardi dei bambini…

Incontrare la povertà di quella gente e la loro dignità, emozionarmi davanti ai loro sorrisi, alla loro gentilezza e accoglienza, come mi hanno raccontato i miei amici Antonella ed Emanuele che lo scorso anno sono stati in Kenya. Le foto che inserisco le ho rubate a loro!

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Voglio sentire il mio cuore che batte insieme ai loro tamburi, ballare a piedi nudi insieme ai bambini, vedere gli animali che corrono liberi nella savana, prendere un tè in un villaggio berbero o tuareg… Voglio che il vento caldo mi accarezzi i capelli… Voglio abbracciare un baobab… voglio toccare il cielo arancione con un dito…

Voglio fare un faticoso safari, voglio emozionarmi davanti ai tramonti che infuocano le dune del deserto…

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Prima di conoscere il mio compagno frequentavo degli amici con i quali andavamo a ballare la salsa, perchè facevamo il corso e ci divertivamo tantissimo. Un giorno ho conosciuto una ragazza che insieme al fratello gestiva uno stabilimento in una isola Africana, stavano un pò di tempo a giro, e quando era il suo momento faceva il pieno per poi ricordarle quando tornava a roma. E li aveva a sua volta conosciuto una ragazza che era approdata in quel posto (che ora precisamente non ricordo quale fosse) quando ancora non c’era l’elettricità.

Un ragazzo milanese che avevo conosciuto si è trasferito a capoverde, aprendo un chioschetto sulla spiaggia, poi ha sposato una capoverdiana e…

Ammiro il loro coraggio ed ho un po’ di “invidia” perchè loro hanno provato e sono riusciti…

Certo, ora non potrei mai trasferirmi con tutta la mia famiglia incasinata e piacevolmente ingombrante, ma in questa vita non devo mancare il mio appuntamento con la “mia” Africa.

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Estratto dall’articolo su Vienna!

nel tragitto per raggiungere le case vediamo un uomo steso in una specie di campo da calcio con del sangue vicino… Mamma mia, che succede????? Poi però ci accorgiamo che non c’è polizia, ne allarmismo… bah, strano… C’è un cagnolone pastore tedesco, un uomo che mi sembra di conoscere e… Kaspar kapparoni?!?!?!? Stanno girando le puntate austriache del Commissario Rex, quando ormai la regia era passata in Italia. Io adoro quell’attore! Mentre mi affannavo e mi arrampicavo a fare foto, da un pizzetto dove mi ero accovacciata vedo che Nino parlava con un tipo della produzione e saluta Kaspar, mi fa vieni “ciao ciao” con la manina… Mi affretto a raggiungerlo, ma essendo dall’altra parte del campo non faccio in tempo e kaspar se ne vaaaaaa… uffiiiii!!!!!!!

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L’ultimo giorno abbiamo fatto due passi vicino al nostro albergo entrando nei negozietti. Il mio numero di scarpe è 42 (dopo il parto forse anche qualcosina di più, ma shhhh) e qui a roma non è particolarmente facile trovarle. Mentre a Vienna è pieno di negozi che vendono scarpe “barche”, evidentemente li è molto più frequente che qui avere il piedone!

Vienna imperiale, Vienna romantica, Vienna sognatrice, Vienna classica o moderna, Vienna del Valzer e della musica, Vienna dell’arte e dei pittori, Vienna divertente, Vienna organizzata… Ci è rimasta nel cuore e nei pensieri. (Metticelo un titolo, no?!?!)

Vienna imperiale, Vienna romantica, Vienna sognatrice, Vienna classica o moderna, Vienna del Valzer e della musica, Vienna dell’arte e dei pittori, Vienna divertente, Vienna organizzata… Ci è rimasta nel cuore e nei pensieri.

Nel 2008, quando ancora eravamo ignari della bella famiglia che avremmo creato, il mio compagno nino ed io siamo andati a Vienna per 5 giorni. Da sempre avevo avuto la curiosità di visitare questa città, ai miei occhi piena di fascino e romanticismo. Dopo averla conosciuta, incontrata e vissuta posso dire che è stata all’altezza delle mie aspettative. L’ho trovata magica e avvolgente, colorata e attenta. Prima di partire mi ero documentata sulle varie attività e attrazioni, per cercare di ottimizzare al massimo il tempo a disposizione. Ovviamente non abbiamo potuto vedere tutto, ma siamo riusciti comunque a sfruttare ogni nostro momento per iniziare ad esplorare Vienna. Se tornassimo di nuovo vorrei visitare ciò che quella volta abbiamo lasciato indietro e mi piacerebbe addentrarmi anche nei suoi dintorni, ad esempio la valle della wachau, dichiarata patrimonio culturale dell’UNESCO. Noi siamo andati ad agosto perché così abbiamo potuto sfruttare le ferie estive, ma sarebbe bello immergersi nell’atmosfera fiabesca dei mercatini natalizi, anche se probabilmente il clima potrebbe essere un po’ avverso. Ovviamente ci siamo lasciati del tempo per andare a zonzo nelle stradine della città, guardando negozi, turisti, centri commerciali e rilassarci! Quando si visita una nuova città, è importante avere guida e cartina, ma per noi è “necessario anche seguire le emozioni e la pancia perdendoci e ammirando quartieri, costruzioni, negozi, viottoli che magari non sono negli itinerari standard!

Noi siamo stati fortunati in tutto: le giornate erano calde e soleggiate, ma la non umidità presente nell’aria faceva in modo che riuscissimo a fare tutte le nostre camminate comodamente e senza accaldarci troppo. Inoltre abbiamo trovato utile e divertente che qua e là ci fossero disseminate lungo le vie delle “doccette” (non so come chiamarle, forse dionizzatori?) che spruzzavano finissime e leggerissime gocce d’acqua in modo da potersi rinfrescare “senza bagnarsi” e ripararsi se faceva troppo caldo. Per i turisti che vanno in giro a visitare tutti gli angoli di Vienna credo sia proprio una bella trovata!

Anche l’albergo era perfetto, non era in zona centralissima, ma con poche fermate si raggiungeva il fulcro della vita di Vienna. Il nome del nostro alloggio era Hotel Wien, sono stati tutti molto gentili ed educati. Buona e abbondante la colazione, così come la pulizia.

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Il primo giorno abbiamo visitato lo Schönbrunn, antica residenza estiva della famiglia imperiale, in arte barocca. Con l’audio guida abbiamo curiosato nelle stanze reali e i loro sfarzi, poi passeggiato nel parco, ricco di verde, fiori e fontane. Purtroppo non siamo riusciti a visitare anche la Serra delle Palme, La Gloriette, il Giardino Zoologico e il Labirinto, però abbiamo apprezzato a pieno la visita del castello e dei suoi grandi esterni! I giardini sono bellissimi e ben curati con fiori e fontane. Abbiamo incontrato anche degli scoiattoli! I collegamenti sono molto comodi: la fermata è davanti al castello! Questa a mio avviso è una delle attrazioni da vedere in un viaggio, seppur breve, a Vienna.

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Il secondo giorno abbiamo fatto una lunga, istruttiva e divertente passeggiata in centro: Vienna imperiale con tutto il suo sfarzo dell’Hofburg  (e le carrozze con i cavalli che portano a passeggio i turisti) da una parte, Vienna modaiola con i negozi e i bar e ristoranti dall’altra. Passeggiando liberamente, ma con un occhio di riguardo alla cartina per imbatterci nelle attrazioni da gustare, abbiamo visto la chiesa St. Michael, Karlskirche, l’Hofburg e lo Schatzkammer, il Cafè Mozart, La Saatsoper, la serra delle farfalle, l’Albertina, Ringstrassen Galerien, il Museum Quartier, il Volkstheater (teatro popolare)…  Il centro di vienna è dichiarato patrimonio storico e culturale dell’umanità dall’Unesco.

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Grazie all’Hofburg, complesso in stile barocco, si scopre e si capisce lo sfarzo della vita dei monarchi austro-ungarici dell’epoca: si possono visitare sia le camere private per entrare nella quotidianità dell’imperatore Francesco Giuseppe, la sua Elisabetta (Sissi), i loro figli ed il loro seguito, che quelle di rappresentanza da cui gli Asburgo guidavano il loro regno. Al suo interno sono presenti anche molti musei e collezioni artistiche, un centro congressi ed è l’attuale residenza del presidente della repubblica austriaca. Si possono ammirare i numerosi saloni, la camera dove si tenevano le conferenze del consiglio dei ministri e della corona, le sale adibite per gli ufficiali dello stato maggiore, la sala delle udienze, lo studio dell’imperatore, il salone e la camera di Sissi…

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Tra tutti i musei a disposizione nel complesso Hofburg, abbiamo deciso di visitare la camera del tesoro (Schatzkammer), dove abbiamo ammirato, tra tutte le altre cose, la corona del sacro romano impero e degli Asburgo, i gioielli e i paramenti reali. Si resta a bocca aperta davanti a cotanto sfarzo, testimonianze conservate del potere  e della sontuosità che hanno anche un inestimabile valore.

La serra delle farfalle: spettacolo vero! Si entra nella riproduzione di una piccola foresta, dove sono lasciate in libertà tantissime farfalle esotiche di ogni specie. Lo scenario è l’ideale per fare delle foto particolari, le farfalle che ti svolazzano attorno, cascate, mini stagni, ponticelli di roccia…! Anche se siamo usciti moooolto accaldati, perché all’interno ci sono 26°, ma con un altissimo tasso di umidità,  questa secondo me è un’esperienza che merita di essere vissuta.

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Da non dimenticare, ma anzi, da ringraziare, sono i due parchi accanto all’Hofburg, il Volksgarten e il Burggarten, per averci fatto rilassare e riposare nel loro verde. Nel primo parco c’è la statua di Sissi, mentre nel secondo parco in stile inglese  ci siamo rinfrancati dopo aver visitato le farfalle ed ospita la statua di Mozart con un’aiuola a forma di chiave di violino.

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Nel Museumsquartier ci sono una grande varietà di laboratori artistici, negozi, musei moderni, bar e ristorantini, che hanno fatto in modo che diventasse uno dei centri dell’attività culturale di Vienna e un agglomerato artistico tra i più grandi d’europa.DSCN1360    museum quartier

Il terzo giorno abbiamo visto Il duomo di Santo Stefano (Stephansdom), che è la cattedrale di Vienna, nonché un altro dei suoi simboli. Costruzione gotica il cui tetto è ricoperto di tegole di tanti colori con la riproduzione dell’aquila imperiale. Salendo sulla torre si ha un bel panorama della città dall’alto. In conclusione li abbiamo fatto un po’ i romantici! Poi abbiamo passeggiato per il Graben, ovvero la via pedonale e modaiola, al cui centro si trova la statua della Peste: è il cuore dello shopping a Vienna, piena di ristoranti, bar e negozi.  Continuando la camminata siamo arrivati alla piazza Hoher Markt, dove c’è un orologio particolare perché, seguendo la musica, al rintoccare di ogni ora gira una statua di un personaggio storico, e a mezzogiorno passano tutte le statue insieme al musicista Haydn, proprio come un carillon!

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Siamo passati davanti al Parlamento (Reichsrat), al municipio (Rathaus) e al Burgtheater, che è uno dei teatri europei più importanti. Tra l’università e il parlamento c’è un parco, diviso a metà dalla piazza del municipio. Siamo capitati mentre stavano facendo una specie di sagra con banchetti di cibo e concertino! Qui hanno luogo delle  manifestazioni, come il mercatino di Natale, operette liriche e cinema all’aperto in estate.

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Trovo sia importante citare anche Stadspark, altro bel parco, diviso in due dal torrente Wien che ospita le statue e i busti di artisti famosi come Franz Schubert.

Essendo un pochino stanchini, ho letteralmente trascinato Nino a vedere le case di “Hundertwasser”, che sono degli edifici colorati, bizzarri e particolari. Ne è valsa la pena, prima di tutto perché sono spettacolari! Questo artista e architetto austriaco, progettando un mondo coloratissimo, ha riqualificato il quartiere di LandStrassedato con degli edifici eccentrici.

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Poi perché nel tragitto per raggiungere le case vediamo un uomo steso in una specie di campo da calcio con del sangue vicino… Mamma mia, che succede????? Poi però ci accorgiamo che non c’è polizia, ne allarmismo… bah, strano… C’è un cagnolone pastore tedesco, un uomo che mi sembra di conoscere e… Kaspar kapparoni?!?!?!? Stanno girando le puntate austriache del Commissario Rex, quando ormai la regia era passata in Italia. Io adoro quell’attore! Mentre mi affannavo e mi arrampicavo a fare foto, da un pizzetto dove mi ero accovacciata vedo che Nino parlava con un tipo della produzione e saluta Kaspar, mi fa vieni “ciao ciao” con la manina… Mi affretto a raggiungerlo, ma essendo dall’altra parte del campo non faccio in tempo e kaspar se ne vaaaaaa… uffiiiii!!!!!!!

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Dopo una cenetta in un ristorantino tipico abbiamo fatto una romantica passeggiata attraversando il Danubio e ce ne siamo tornati in albergo per una notte ristoratrice!

Il quarto giorno lo abbiamo dedicato ancora a un po’ di libero cammino e al Belvedere, complesso formato da due palazzi che sono separati da un enorme giardino molto bello e colorato! Al suo interno numerosi musei, ma noi abbiamo visitato solo quello del Belvedere superiore perché ero curiosa di ammirare i capolavori di Klimt, soprattutto il Bacio e la Giugitta. Il Bacio era posizionato solo quasi al centro di una stanza, e non credevo fosse così grande! Ho preso una stampa che ho appeso in sala a casa!

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Abbiamo chiuso la giornata con la visita al Prater: parco divertimenti cittadino con attrazioni per grandi e bambini, ma anche parco verde per rilassarsi. L’attrazione principale è la ruota panoramica “Riesenradplatz” più antica d’Europa alta 64,75 metri, forse un po’ esoso il costo del biglietto, ma il giro è quasi d’obbligo…e a me è piaciuto molto. Nella cabina davanti a quella dove eravamo noi ed altri turisti, una coppia ne aveva riservata una per una cena romantica, dove ad ogni giro i camerieri lasciavano una portata… chissà cosa stavano festeggiando!

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L’ultimo giorno abbiamo fatto due passi vicino al nostro albergo entrando nei negozietti. Il mio numero di scarpe è 42 (dopo il parto forse anche qualcosina di più, ma shhhh) e qui a roma non è particolarmente facile trovarle. Mentre a Vienna è pieno di negozi che vendono scarpe “barche”, evidentemente li è molto più frequente che qui avere il piedone!  Abbiamo notato le “piscine” sul danubio, o piccole spiagge create e munite di bar, che permettono di godersi il sole o fare un bel tuffo in estate!

In conclusione Vienna ci è piaciuta molto, pulita, tranquilla, colorata e divertente! Quando siamo andati noi non era così strabordante di turisti come possono essere altre città europee… In alcuni punti sembra di tornare indietro nel tempo e sentendo le carrozze trainate dai cavalli, vivere nella sfarzosa Vienna imperiale.

Per fortuna siamo andati all’aereoporto con un larghissimo anticipo per comprare qualche ricordino, perchè il nostro volo era stato cancellato e non ci avevano avvertito, ma le hostess gentilissime ci hanno indirizzato verso un altro volo della linea austriaca che stava chiudendo in quei momenti gli imbarchi: corri, corri… pericolo scampato, aereo preso al volo!

Civita di Bagnoreggio

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Tra i 18 e i 25 anni, con gli amici e i conoscenti che frequentavo in quel periodo, ho vissuto tantissime esperienze. Ci divertivamo ad esplorare e conoscere.

Un giorno uno di noi disse che gli sarebbe piaciuto visitare Civita di Bagnoregio, di cui aveva sentito parlare. Tutti affascinati dalla sua presentazione decidemmo che saremmo andati in gita la domenica, o il sabato successivo (non ricordo il giorno preciso, ma visto che alcuni lavoravano quasi tutte le escursioni le facevamo durante il fine settimana). Era l’anno 2003.

Civita è una frazione del comune di Bagnoregio in provincia di Viterbo, conosciuta come “La città che muore” e attualmente abitata da pochissime persone. L’antico borgo medievale sorge su una collina di tufo, che è in continua erosione e si può raggiungere solo a piedi grazie a un ponte di cemento armato che la collega a Bagnoreggio. Da questo ponte si può ammirare il paesaggio sottostante e i calanchi.

E’ citata tra i borghi più belli d’Italia. E veramente suggestivo visitare le tipiche stradine, con le casette basse caratteristiche, le piccole botteghe, qualche ristorante e le terrazze per poter godere del panorama. E’ stranissimo non vedere alcuna macchina, sembra che il tempo non scorra mai, proprio come l’incanto di una favola!

Sicuramente questa è una delle prossime escursioni che vorrò fare di nuovo con la mia attuale famiglia e gli amici di adesso, per viverla di nuovo facendo altre considerazioni e rimanendo ancora stupita di cotanto spettacolo, ora che ho qualche anno in più! Speriamo che sia rimasto tutto così com’era, anche se leggendo qua e là in internet informazioni di chi c’è stato ultimamente, mi sembra che alcune cose come il parcheggio e l’ingresso alla porta della città siano diventate a pagamento…

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Ps. Nelle foto non ci sono strane presenze, ma ho coperto le persone per la privacy!