L’equilibrista

Non sono pittrice, non sono scrittrice… ma se lo fossi mi piacerebbe immaginarmi come il “Viandante sul mare di nebbia”.

Viandante sul mare di nebbia

Dicono che il pittore debba dipingere soprattutto quello che vede dentro di sé, non solo quello che ha davanti ai proprio occhi.

Non è bello però sentirsi come una spettatrice stanca imprigionata tra una discesa ed una salita. Come dice Alda Merini, spesso sembra di avere trovato la soluzione illuminante a tutti i problemi in uno strano delirio di onnipotenza… Ma ad un certo punto si rinsavisce e si capisce di avere trovato solo la punta dell’iceberg.

E allora? che si fa? Si buttano tutti i fogli all’aria, si battono i pugni ed i piedi, si maledice il giorno in cui hai preso una decisione…

E poi? non serve a nulla piangersi addosso. Non l’ho mai fatto e non concepisco chi lo fa. Invece ci si deve rimettere in discussione, si respira, ci si calma e si ricomincia.

Mi sto accorgendo di essere più emozionale e meno razionale di quanto pensassi… Ma forse è anche questa nuova certezza che mi sta dando carica ed energia! A volte mi costringo a seguire un’emozione, anche se ci vuole più coraggio che a lasciarla scappare. Perchè non sono forte, ma reagisco!

Ad un certo punto si tirano le somme. In alcune cose appongo della resistenza per il timore di non farcela, per arrestare una crescita, un cambiamento. Tante domande che si rincorrono in testa, che annebbiano le mie sicurezze, perchè io di sicurezze ne ho, solo che a volte giocano a nascondino. Ma essendo umani credo che sia giusto così!

Poi quando raggiungo un obiettivo, non per forza materiale, sono orgogliosa di aver creduto in me, anche sola contro il cosmo (esagerata mo!) e avere fatto un passetto, anche se non da gigante, ma importante per la costruzione di me!

A volte è bello fare l’equilibrista che cammina sul filo delle emozioni, anche senza rete!

Volevo ringraziare alcuni di voi amici di blog, che leggendovi mi avete spronato a non scappare, anche se a volte mi si sbucciano i fili… eccetera eccetera!

Ah… e preciso che non so se da fuori questo sembra un post triste, ma in realtà non lo è affatto… Anzi!

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137 pensieri su “L’equilibrista

  1. Giusto: a che serve tergiversare? Ad un certo punto si piglia in mano la situazione e ci si lascia andare: è proprio quando si ha la certezza di camminare sul filo di un filo, che si comprende quanto sia importante scrivere o disegnare, oppure scolpire la propria paura impressa nelle viscere. Per non dire della passione che ci fa tremare l’occhio nell’ammirare la bellezza… Vorrei leggerne più spesso di questi post”triste”, di sicuro l’esistenza mi risulterebbe più leggera…
    un saluto ed un fiore…..

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  2. La tristezza dove sta? Io leggo una donna che parla di sé, che si pone domande ma non ha fretta di anticipare le risposte. A me è parso bello e positivo, i fili anche se si sbucciano si possono rinforzare, basta un po’ di nastro adesivo e tanta voglia di esserci. Bacio? xx

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    • Ciao meletta! Hai cambiato fotina! Aveco paura che a leggerlo da fuori non si capisse il senso e lo sembrasse… Invece era solo una presa di coscienza…! Ma anche tu fai queste riflessioni mi par d8 aver capito, quindi…! Grazie

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      • Si, ogni tanto mi piace cambiare e poi è una formichina molto carina;) Riflessioni ormai ne faccio pochine, con la testa vuota che mi ritrovo alla fine mi incasino ancora di più.
        E’ importante mettersi in discussione, fare il punto, serve a ripartire, serve anche a fare un po’ di pulizia delle ragnatele che si nascondono negli angoli, non è triste, è giusto, è reale, è………..vivere, se no ci si limita a fare una comparsata all’estremità del palcoscenico, regalando ad altri quello che è il nostro posto.
        Un consiglio? Non svilire mai le tue emozioni, sono troppo importanti, e non dire che non sai scrivere, non dirlo più, tanto non ci crede nessuno.

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  3. La costruzione di sé avviene proprio a passetti, ne sono convinta anche io. ogni passo, per quanto piccolo, è indispensabile per vivere quello successivo. Mi sono rivista in molte delle tue frasi. I fogli che volano, il sentirsi sola contro il cosmo, i dubbi e le conquiste… una continua altalena che però, se ci pensi bene, ci fa sentire vive. 🙂

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  4. Anche a me è successo che scoprendo di essere più emozionale e meno razionale di quanto pensassi, questa cosa mi ha dato una carica di energia incredibile. Fai bene a non scappare anche quando sembra più facile perché poi, come dici tu, quanto si è orgogliosi di sé stessi! 🙂
    Spero ti piaccia questa canzone, L’Acrobata di Michele Zarrillo anche questa sembra malinconica ma io l’adoro https://www.youtube.com/watch?v=SxIlOrIPPVw

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  5. Guarda, io sono maestra nel mettermi in discussione quindi capisco perfettamente quello che provi, e so che non può essere tristezza. Come dici anche tu siamo umani quindi, lasciamo che passi sto novembre e vediamo quel che ci propone il Natale…. 😄😄😄 Un bacio cara e buona giornata!

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    • Ciao amica! Ummagino che tu con la tua vita movimentata riesca sempre a metterti in gioco col sorriso e la grinta necesaaria! Davvero non a una cosa triste ma un mio raccontarmi. A volte c’è chi non capisce questo mettersi in gioco e ti prende un po per esagerata…! Bacini

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      • Hai proprio colto il senso, a volte vorrei avere una vita più tranquilla perché, nonostante io sorrida sempre, spesso non è davvero semplice! Comunque immagino che qualcuno ti possa non capire, questo è il rovescio della medaglia di quando si scrive e le persone non ci conoscono fino in fondo. A volte non ci capiscono manco quelli che ci conoscono, figuriamoci come si possa essere capiti da persone che solo ci leggono. Per fortuna che ci sono le eccezioni…. Ciao amica e tanti baciiiiii…..

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  6. Stare fermi, vedere ciò che ti succede intorno..che brutta cosa. Forse si fa per paura, paura di sbagliare “..E poi? non serve a nulla piangersi addosso..”
    Ma come dici, tanto piangersi addosso non serve.
    E allora su! Tra l’altro, le scelte che abbiamo fatto, giuste o sbagliate – e che continuiamo a fare – fanno ciò che siamo 😉

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  7. I miei amici mi hanno soprannominato “Cartesio” per la mia consuetudine ad usare (sempre e solo) la razionalità nelle azioni quotidiane.
    Nonostante tutto a volte la mia razionalità vacilla, ed in alcuni casi esce un lato del mio subconscio del tutto inatteso. Mi agito, disconnetto il cervello… ho sofferto (e talvolta riaffiorano) attacchi di panico.
    Ma ho anche un lato emozionale molto spiccato: mi commuovo facilmente, sono molto sentimentale e direi romantico (nel senso ‘letterale’ del termine, non per forza nei confronti delle persone amate).
    Quindi sono un Cartesio un po’ stambo.
    Ciao

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  8. Ecco, vedi che ho beccato un post serio?
    Penso che, girala come vuoi, pittrice, scrittrice, donna, mamma… tu sei tu ogni giorno, anche quando tiri le somme. Facciamo e subiamo scelte, di passettini avanti ne facciamo ogni giorno ma la cosa migliore che possiamo fare è essere noi stessi, meglio se in mezzo agli altri.

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    • Ohhhhhhh! Ma grazie che sei passato! Ognuno di noi ha una parte giocosa ed una piu seria… Sta poi all’empatia e alle interiezioni con le persone capire se si vuole poi entrare in merito…
      La cosa piu vera che hai detto è quella di fare i nostri passettini anche in mezzo agli altri! Sempre per quella famosa costruzione di noi…!

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  9. Bella Lei e il suo post! Non è un post triste, affatto, tu sei carica di vita ed energia, mi trasmetti sempre positività e buon umore e anche questo tuo scritto lo conferma. Le sicurezze che giocano a nascondino….non potevi trovare espressione più efficace. Mi piacciono le persone che non hanno sempre certezze, ma che reagiscono, che sono in movimento mentale e di azioni…mi piace aver letto e sentito questa tua sensazione di fare l’equilibrista. Felice giornata!!!! un abbraccio

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    • Caspita che commentone marghe! E mo che ti rispondo? Grazie! Le certezze dobbiam davvero tenercele strette che a volte ce le buttano all’aria! Ma basta cercarle secondo me e imparare a fare gli equilibristi!
      Grazie mrbean 😋! E buona giornata a te!

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  10. Mi è piaciuta molto la tua fase “Invece ci si deve rimettere in discussione, si respira, ci si calma e si ricomincia.”… Quando faccio Daoyin e Taijiquan si inizia sempre ogni esercizio con “…regolare il respiro inalando ed esalando…” e poi si parte!
    E’ una lezione che sto applicando anche al resto della vita… ci si mette in discussione, si respira e si affronta quel filo teso con lo sguardo all’orizzonte….

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      • Un passo per volta si impara tutto e la cosa più bella sarebbe quella di riportare quello che impari nella vita di tutti i giorni… In effetti le prime volte sembra difficilissimo… poi piano piano ti accorgi che stai imparando… e se ci sto riuscendo io vuol dire che possono riuscirci davvero tutti!!!!

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