Il parco dei mostri a Bomarzo

Più o meno sei anni fa, sono andata a visitare il parco dei mostri a bomarzo, in provincia di Viterbo. Ero con il mio compagno nino, le sue due figlie, suo fratello con la moglie: ci siamo divertiti ad osservare e vivere questo “sacro bosco”. Si tratta di un “labirinto” dove sono presenti enormi statue che rappresentano figure mitologiche, Dei, creature enormi di roccia che possono sembrare mostruose (Ercole, Pegaso, la Tartaruga, Saturno, Ninfa, Ninfeo, Cerere, l’Elefante, il Drago, l’Orco, Cerbero …). L’enigmaticità, il mistero e il simbolismo si possono intravedere già all’entrata del parco, dove sono presenti due piccole sfingi. E’ passato un po’ di tempo da quando lo abbiamo visitato, e non voglio aprire una discussione sul metodi di gestione, di mantenimento del sito, o del costo del biglietto di 10 euro a testa per gli adulti, che per una famiglia numerosa può essere un po’ altino. Mi piace semplicemente ricordare una giornata ed un’esperienza affascinante ed insolita…

Questo parco fu voluto dal principe Pier Francesco (detto Vicino) Orsini, nel 1552, e realizzato dall’architetto Pirro Ligorio.

Abbiamo scattato tante foto bizzarre, purtroppo alcune sono andate perse e sono rimasta malissimo…

bomarzo 3

L’escursione completa può essere effettuata in un’ora e mezza, ma se ci prendiamo un po’ più di tempo possiamo cercare di interpretare le scritte scolpite sulle sculture, oppure, se siamo con dei bambini, come eravamo noi, possiamo divertirci ad inventare racconti fantastici. Per quanto riguarda la storia reale di ogni monumento, sulla cartina che ci hanno fornito all’entrata, non c’è scritto nulla, quindi prima di andare, se si vuole entrare appieno nella “vita” delle creature, ci si deve documentare… La vegetazione e le cascate d’acqua aiutano a rendere il posto suggestivo.

Le sculture sono tutte particolari e degne di nota, ma io vorrei ricordarne due in particolare che sono rimaste impresse anche nei ricordi delle bambine: la casa pendente e l’orco.

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Appena si entra nella casa pendente sembra di non riuscire a mantenere l’equilibrio e ci si sente stralunati, come se si stesse costantemente sul punto di cadere. Noi facevamo a gara a chi resisteva di più!

“Ucci ucci, sento odor di cristianucci”. Secondo le tradizioni folcloristiche e nelle fiabe nordiche, gli orchi sono mostri enormi, cattivi che mangiano uomini e bambini. La scultura dell’Orco di Bomarzo, a prima vista sembra proprio svolgere la sua funzione di spaventare i visitatori, con la  grande bocca aperta e gli occhi sbarrati. Sulle labbra c’è scritto: ogni pensiero vola. Noi ci siamo fatti coraggio e siamo entrati tutti insieme piano piano salendo le scale che introducono fin dentro la bocca, con la speranza che non ci avrebbe inghiottito al suo interno chiudendo le labbra e i suoi due dentoni dietro di noi… Siamo entrati ed invece per fortuna abbiamo trovato un tavolo in pietra centrale con una panca, ci siamo seduti a fare merenda e a rilassarci un po’ al fresco delle sue grandi fauci!

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