Ariel di “ALTER EGO. Memorie di un viaggiatore ultracorporeo” di Giuliano Golfieri. Dentro al romanzo: parlano i protagonisti, non gli autori.

Sto per fare outing… sono follemente innamorata della penna di Giuliano Golfieri. Quindi, sono onorata ed emozionata di avere la possibilità di intervistare proprio il suo personaggio Ariel Des Anges, direttamente dal romanzo “Alter Ego. Memorie di un viaggiatore ultracorporeo”. (il link amazon al libro!)

Un romanzo geniale, intrigante e avvincente. Un modo alternativo e particolare di ripercorrere le vicissitudini storiche di una determinata epoca… quella della rivoluzione francese. Ma anche del secolo successivo. Giuliano ci permette di rivivere la ricostruzione storica, che di solito studiamo nei testi scolastici, con la suspense degli eventi vissuti in prima persona dal protagonista (amori dannati, viaggi esotici, amicizie importanti, nemici potenti e decapitazioni… d’altronde siamo in piana rivoluzione francese e massoneria), che ce li trasmette in modo forte ed evocativo.

Stavolta sto zitta davanti a un protagonista di tale portata e faccio parlare direttamente lui, che sicuramente saprà dirvi più cose di me. Vi assicuro che è affascinante da morire. E battibecca spesso col suo papà letterario, anche nella pagina facebook dedicata al romanzo.
Ma ora… bando alle ciance: via all’intervista!

* Allora, Ariel, caro viaggiatore ultracorporeo… Ora che sono qui con a te mi sale un pochino l’emozione per la portata del personaggio che mi ritrovo davanti. È difficile che mi manchino le parole, ma… non so spiegare a chi ci leggerà chi tu sia. Puoi raccontarti brevissimamente? Qual è il tuo dono? E per quale motivo tu sei… così? Ti chiami davvero Ariel Des Anges?
A: È un grande piacere conoscerti finalmente di persona, Alessia.
Cominciamo dalla questione più semplice: il mio nome. Chi ha avuto la fortuna di leggere la prima parte delle mie memorie, organizzate e ricostruite con l’aiuto del paziente G. Golfieri (i miei appunti originali, scritti nei secoli in varie lingue e con grafie diverse erano un vero disastro), conosce già la risposta. Per non rovinare la sorpresa a chi non sa ancora nulla della mia storia, diciamo solo che il nome Ariel mi è stato attribuito nel ‘700 da una ragazza francese molto speciale, mentre il cognome da orfano Des Anges è stato scelto da un prete che mi ha accudito come un figlio durante i primi anni di una “nuova vita”. Il mio nome di battesimo l’ho scoperto molto più tardi, grazie a un cervo…
Passiamo al mio “dono”, al mio cosiddetto “potere” (molto spesso lo reputo più che altro una maledizione, a dire il vero): posso trasmigrare nel corpo di altri esseri viventi attraverso un piccolo scambio di sangue, acquisendo i loro ricordi e parte delle capacità intellettuali. In tanti hanno analizzato questo fenomeno… giusto per citare un paio di nomi, Albert Einstein e Nikola Tesla hanno collaborato e sperimentato il potere su loro stessi per trovare una spiegazione scientifica a qualcosa di apparentemente impossibile. Se ci siano riusciti o meno lo scoprirai nel seguito della mia storia, non voglio rovinarti la sorpresa, cara.
Scalpito. Devi sbrigarti a farci leggere altro di te. Comunque questo romanzo è assolutamente autoconclusivo.

Con il booktrailer forse riusciamo a capire meglio:

* Nel 1745, quando iniziamo a leggere la tua storia, eri solo un ragazzo. Quanti anni hai ora, emh… 😀 Ti faccio questa domanda perché so che tu, sei ancora tra di noi, alla tua veneranda età, non ne svelo io il motivo, se vuoi spiegacelo tu.
Quando “entro” in un ospite, il mio corpo così come lo vedi ora cessa temporaneamente di esistere e quindi di invecchiare. Einstein aveva una teoria molto interessante a riguardo, nonostante andasse in contrasto con il postulato di Lavoisier che lui stesso tanto amava: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Questa peculiare caratteristica mi ha consentito di invecchiare con tempi molto più lenti del resto dell’umanità… o meglio di buona parte dell’umanità, come scoprirai leggendo il continuo delle mie memorie. Ho attraversato più o meno illeso svariate ere della storia moderna, dalla metà del 1700 a oggi. Solo per menzionarne alcune, ho vissuto in prima persona (anche se quasi mai nel mio corpo) la rivoluzione francese e le due grandi guerre. Ho conosciuto da vicino, forse anche troppo, personaggi come Hitler e Jack lo Squartatore. Per quel che riguarda la mia età attuale… mi stai osservando in questo momento… quanti anni mi dai?
Non mi interessa saperlo… sei bellissimo…

* È difficile gestire il tuo dono? Quale è la cosa più pesante da gestire?
Senza ombra di dubbio, quello che ha sempre rischiato di farmi impazzire è la mole di ricordi che man mano si sono accumulati dentro di me. Ho provato a fare i conti, credo che la somma temporale del vissuto assorbito durante i miei singolari “viaggi” superi a spanne i tremila anni. Ho dovuto imparare a meditare e soprattutto a “lasciar andare” alcune memorie, un processo complicato che richiede parecchia concentrazione. Per fortuna, a un certo punto della mia vita ho iniziato a trascrivere le esperienze che stavo vivendo nei corpi altrui, in modo da poterle in qualche modo archiviare e cercare di dimenticare. Il segreto per scordarsi qualcosa, in fondo, è trovare una distrazione per smettere di pensarci.

* È importante l’opinione che gli altri hanno di te?
Sono piuttosto schivo nei confronti del mondo che mi circonda, lo sono da molto tempo ormai. Posso affermare di aver imparato a ignorare il giudizio altrui secoli fa. Tra le persone che mi conoscono, coloro che sanno del mio dono si contano sulle dita d’una sola mano. Questo ti rende una persona decisamente fortunata Alessia, non credi?
Sappi che mi stai pian piano uccidendo. Non puoi dirmi queste cose e credere che io possa rimanere impassibile. Ma insomma, Ariel!

* Cosa ha rappresentato Patu, per te?
Claude-Pierre Patu resta ancora oggi una delle amicizie più importanti e care della mia lunghissima vita, nonostante la sua morte risalga ormai a ben 262 anni fa (sì, tengo il conto). È stato il primo a scoprire e sperimentare su sé stesso il mio dono e fu lui a convincermi a trasformarlo in una sorta di lavoro, ma tutto nacque dall’amicizia. Patu è stato più di un fratello per me, resta una delle poche memorie che non potrò mai cancellare dal profondo del mio cuore.

* Hai avuto l’onore di conoscere Casanova. Raccontaci!
Ho conosciuto Giacomo Casanova proprio grazie a Patu. È stato quel pazzo di un veneziano a introdurmi (in maniera decisamente bizzarra) alla massoneria e lanciarmi verso avventure che hanno cambiato il corso della storia. Per un breve ma intenso periodo, insieme a Patu e Giacomo siamo stati un trio inseparabile: tre giovani scapestrati, padroni delle notti più trasgressive di una Parigi settecentesca maleodorante e torbida, dove non mancavano mai avventure di ogni natura…
Grazie all’esperienza vissuta nel suo corpo ho imparato ad amare l’essenza di una donna come solo lui sapeva fare. Fuorviati dal suo atteggiamento libertino, in molti pensano che Casanova non abbia mai amato davvero in vita sua. Tutto il contrario: lui ha amato perdutamente ciascuna delle centinaia di dame che ha conquistato, con una sincerità e un trasporto che molti altri uomini non riusciranno mai a provare in tutta una vita.
Tra le altre cose, mi sono anche preso una coltellata al posto suo, come ben sai.
Una vita, la tua, decisamente folle e avventurosa…

* E nonostante le tue vicissitudini, hai avuto la fortuna di innamorarti. Non credo sia stato facile per voi. Vuoi dirci qualcosa di lei? Violaine!
Invecchiare lentamente è una maledizione che alla lunga ti fa allontanare da tutti e provoca un concreto senso di terrore nei confronti dell’amore. Ho letto di recente il romanzo “Come fermare il tempo” di Matt Haig, e non sai quanto abbia desiderato che il protagonista di quella storia di fantasia fosse reale. Avrei voluto cercarlo e conoscerlo per poter disquisire con lui della nostra similitudine. Te lo consiglio, se hai apprezzato Alter Ego sono certo che ti piacerà!
Tornando agli amori impossibili, ti confesso di aver pensato numerose volte di farla finita e andarmene in silenzio nella mia solitudine. Però, quando ero sul punto di farlo, udivo con chiarezza la voce di Violaine e Patu emergere da un antro nascosto dentro di me. Erano certi che mi attendessero ancora moltissime vite da vivere prima di poterli raggiungere, e che sarebbe stato importante per il resto dell’umanità “restare”. Allora ho continuato a vivere perdendomi nelle vite altrui, l’unica droga in grado di non farmi impazzire del tutto.
Ancora oggi, almeno una volta all’anno, mi reco a Boston, al cimitero sulla Copp’s Hill dove Violaine riposa da tanto tempo. Ho amato altre donne nella mia vita, lo scoprirai, ma con lei è stato diverso e completo. Il fatto di esserci avvicinati e innamorati tempo dopo esserci conosciuti (anche in modo estremamente intimo: è stata la prima donna su cui ho sperimentato il mio potere) ha dato un sapore speciale alla nostra storia. Sono convinto che l’amore si solidifichi meglio quando nasce senza una grossa fiammata iniziale.
Violaine era legata sentimentalmente anche al mio amico Patu e quando lui se n’è andato prematuramente il dolore ci ha uniti in un legame indissolubile.
Tu sei speciale, Ariel. Ho amato molto la vostra storia. E grazie del consiglio: sicuramente lo leggerò.

* Ti faccio un nome; Martin. Tadadadan! Senza spoilerare, puoi dire qualcosa?
Ha rappresentato la mia nemesi durante tutto il ‘700 e ‘800, ma nel ‘900 ho conosciuto “nemici” (e in certi casi amici) più pericolosi e squilibrati di lui. Era certo che io fossi posseduto da un demone, o meglio che io ne fossi l’incarnazione terrena. Non mi ha mai chiamato col mio nome, per lui io ero “Belial”. Mi vide fare qualcosa di terribile (mentre io però ero fuori dal mio controllo) e da quel giorno decise di perseguitarmi e “purificarmi”… quello che accadde lo potete leggere nelle pagine di Alter Ego.
Che pauuuura… anche tanta suspense nel tuo libro… mistero, storia, passione… intrighi, tradimenti.

* Sei stato anche… decapitato. Ups. Come ti sei sentito?
Sono stato decapitato talmente tante volte durante la rivoluzione francese che alla fine era diventato quasi un passatempo. Innanzitutto posso svelarti che “perdere la testa” non provoca alcun dolore, a meno che non accadano contrattempi. Durante la mia prima decapitazione nel corpo di Luigi XVI, per l’appunto, proprio a causa di Martin ho sofferto moltissimo.
Disgraziato Martin. Voleva farti soffrire. Bene, io passo il tempo in giro per i negozi, tu… facendoti decapitare! 😀

* Puoi ricordarci il periodo storico in cui è ambientato Alter Ego, dall’inizio alla fine? Un secolo di storia, se non mi sbaglio. Che vicende hai potuto vedere da vicino? Il nuovo capitolo da dove inizierà? Non vedo l’ora che venga pubblicato!
Le memorie raccontate nella prima parte di Alter Ego vanno dal 1745 (nonostante ci sia anche un flashback in un periodo precedente) al 1888. In questo lasso di tempo l’evento storico principale a cui ho preso parte nel corpo di molti personaggi illustri è senza dubbio la rivoluzione francese. Per dirla tutta, oserei affermare che il mio contributo l’ha innescata.
Ho perso un lungo pezzo di storia a causa di una “trasmigrazione a cascata” in oriente finita male. Per molto tempo non ho avuto alcuna memoria di quello che mi è accaduto tra il 1804 e il 1888. Nella seconda parte del racconto, tra le altre cose, mi vedrete impegnato nelle indagini che porteranno alla soluzione di questo mistero. Trascorrerete con me un po’ di tempo in Giappone, alla ricerca di chi o cosa mi abbia rubato un enorme pezzo di vita.
Il nuovo capitolo, però, inizierà tra le sanguinose strade di Londra dei primi del ‘900.

Alter Ego in 20 secondi:

Ipnotico 😀

* Questa è una domanda per Giuliano, invece, che è qui insieme a noi. Una storia lineare da leggere, ma che secondo me cela diversi trabocchetti per un autore, che si sarebbe potuto perdere. Invece tu sei andato dritto alla meta. Hai dipanato tutti i fili, costruendo (o ricostruendo) in maniera accurata tutti i personaggi, sia reali che di fantasia, e le loro peculiarità, trattando diversi temi: dall’amore, al sesso, alla storia, all’esoterismo… come hai fatto?
Giuliano: Il mio più grande segreto per uscire sano di mente dalla stesura di Alter Ego si cela in questa mastodontica e complessa timeline (originariamente realizzata in Excel, con tanto di formule). Ecco il link della timeline: https://www.alteregostory.net/timeline.
Inoltre, è stato fondamentale il contributo di Ariel per cercare di rimettere insieme così tanti anni di avventure, che lui stesso aveva sparso in maniera disastrosa tra appunti presi sui supporti più disparati.
Ariel: Già, nottate intere trascorse davanti a boccali di birra ambrata e antiche pergamene!
Giuliano: I temi che trovi in Alter Ego sono quelli che mi hanno sempre appassionato e circondato nel corso della vita, come ad esempio l’esoterismo. Mio padre è uno che spendeva ore e ore chiuso nel suo studio a cercare di “registrare i fantasmi” su un vecchio registratore a bobine, seguendo le orme del mitico professor Konstantin Raudive, l’inventore della psicofonia… e ti assicuro che talvolta ci è anche riuscito…
Che grande, tuo padre.
E, comunque, sei stato davvero rispettoso di noi lettori. Non hai lasciato nulla al caso.

* Ariel, so che ti inalbererai un attimo ora, ma… Giuliano ha studiato tanto per scrivere le tue vicende, vero? Quanto tempo ha impiegato a scriverti? Non è facile fare un tale viaggio passando attraverso le pagine della nostra storia in una maniera così accurata e sapiente. Vuoi fargli un complimento anche tu, per una volta? D’altronde, senza la sua penna tu non esisteresti.
Ariel: Sono occorsi più di due anni e mezzo al mio biografo per dare un senso compiuto a quello che potete leggere in quel concentrato di memorie. Io mi sarei dilungato di più su diversi aspetti, ma lui sosteneva che sia forum sia gruppi social di scrittori consiglino a chi è alle prime armi di stare entro le 300 pagine, per non scoraggiare il pubblico, così tante sfumature purtroppo si sono un po’ perse a mio avviso.
Se devo fare un complimento a G., direi senza dubbio che ha il dono della sintesi. Ah, e che sa usare molto bene tutti quei marchingegni elettronici che io non amo molto. Nonostante le mie esperienze nel mondo moderno, nel profondo sono rimasto un uomo di altri tempi.
Giuliano: Mai una gioia con Ariel, mai una gioia…
Eh… dai, lasciagli fare la star, Giuliano. Si renderà conto dopo che il suo papino letterario è in gamba!

* Ogni tanto, nella storia sono entrati in scena mistero, suspense e intrigo… i cattivi, insomma. Hai avuto paura, Ariel?
Moltissima, e credo si capisca bene nelle pagine più buie del racconto. In fin dei conti a quel tempo ero solo un ragazzotto ingenuo che non sapeva bene quali fossero le sue origini. Trovarmi a stretto contatto con l’orrore e la morte mi ha costretto a crescere molto più in fretta di quanto avessi desiderato. Poi ho cominciato a intuire il senso della vita e della morte stessa e sono cambiate parecchie cose in me. Come già accennato, i momenti di terrore trascorsi nella prima parte di Alter Ego sono ben inferiori a quello che ho vissuto durante le guerre, nel secolo che si è concluso da ormai quasi vent’anni.

*Ariel, ascolta…
Scusami se ti interrompo, gentile Alessia, ma purtroppo devo scappare, il dovere mi chiama. La tua compagnia è stata talmente piacevole che non mi sono accorto del tempo che passava.
Mannaggia, avevo tante altre cose da chiederti.
Ti prometto che tornerò per continuare a soddisfare tutta la tua curiosità.
Va bene, intanto ti ringrazio per questa bellissima giornata trascorsa insieme. A presto!

E, nel frattempo, noi ci sentiamo il primo capitolo, letto da Giuliano!

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Paul di “Ricatto proibito” di Catherine BC. Dentro al romanzo: parlano i protagonisti, non gli autori.

Che onore, ed emozione, è avere con me, oggi, Paul di Ricatto proibito, romanzo che fa parte della Forbidden trilogy di Catherine BC (Pagina autrice Amazon).

Lui, il “demonio” in persona ha accettato di rispondere alle mie domande, certo, se accettasse anche un appuntamento… ma in quel caso dovrei vedermela con Elisabeth…

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Ho letto tutta la trilogia, mi sono appassionata a tutti i protagonisti e ai personaggi: Stephen, Paul e Jett, come anche alle donne che gli gravitano intorno. Le vicende sono appassionanti e la scrittura dell’autrice avvolgente e burrosa. Dopo averli letti, mi sono dovuta rifugiare sopra un ghiacciaio tibetano per sbollire…

Ps. Dovrei dire a Catherine di salutarmi una certa fontana!

E ora, posso iniziare la nostra intervista, mi tramano un po’ le mani, vista la portata del personaggio.

* A: Ciao Paul, innanzitutto posso confessarti in un orecchio che tu sei il mio preferito? Sarà per una questione anagrafica, ma sei fantastico. Inizio chiedendoti se sei stato un protagonista prepotente: hai fatto ciò che Catherine aveva in mente, oppure hai fatto sentire le tue ragioni nella sua testa e hai vinto contro di lei?

Paul: Ciao stella! Sono stato fin da subito un protagonista sopra le righe, un uomo che non si fermava a riflettere troppo ma che, sia in affari che in amore, agiva d’impulso. Mi ha sempre detto bene, almeno fino a un certo punto. Catherine ha faticato con me, ma penso sia solo colpa sua. All’inizio le serviva solo un antagonista un po’ bastardo e io sono arrivato al momento giusto, tanto che mi ha chiamato come un suo ex o pseudo tale… roba vecchia comunque. Quindi tutta la rabbia che ancora sentiva verso sto qui ha concorso alla mia creazione, ma sono venuto bene, no?

Uhhh, che altarino golosetto ho scoperto. Ti ha creato bastardo davvero, ma irresistibile… Sappi che se mi chiami di nuovo stella, non rispondodi me! 

* Quindi… Catherine quando ha iniziato a scrivere la Forbidden trilogy, già aveva in testa tutta la trama, oppure è andata a istinto? E se aveva già un disegno in mente, voi personaggi le avete fatto cambiare rotta? E in quel caso, vi ha seguiti, oppure vi ha fatto la linguaccia e vi ha riportato sui binari stabiliti? Come ha fatto a fare combaciare tutti i tasselli?

Catherine non aveva idea di quello che sarebbe nato quando ha scritto il primo capitolo della Forbidden Trilogy! Aveva solo fatto un bel sogno hot e l’aveva scritto in fretta per paura di dimenticarlo. Dopo l’ha stuzzicata l’idea di continuare con la storia e piano piano siamo apparsi un po’ tutti, prima Jett ed Elisabeth, poi io, che ho rotto un po’ le palle, diciamolo. Era il mio ruolo, quello per cui ero stato concepito. Come poi abbia fatto a far combaciare tre vicende diverse piene di personaggi e intrighi, passioni brucianti e colpi di scena ancora non lo so. Credo che anche lei se lo stia ancora chiedendo.

Davvero in gamba! C’è riuscita benissimo. Alla faccia del sogno Hot! Ps. mi piace come rompi le palle tu!

* Sei orgoglioso di essere uscito dalla penna di Catherine? Ti va di raccontarci qualcosa di lei? Che tipo di scrittrice è? Ad esempio, prende appunti non appena gli balena un’idea in mente? Utilizza appunti e post it sparsi da assemblare quando c’è il momento e l’ispirazione giusta, oppure è meticolosa e perfettina? Mentre lei scrive, qual è il suo umore? È sicura di sé e di ciò che narra? Mentre vi pensa, scarabocchia, sente la musica, oppure è in religioso silenzio?

Se ci pensi bene, alla fine Catherine, volente o nolente, ha fatto di me il fulcro di tutta la trilogia. Il mio è il secondo romanzo, ma a me sono riconducibili tutti o quasi i protagonisti dei tre romanzi per diverse vicende. Il mio cambiamento trasformerà ogni cosa in altro, dando vita alla parte positiva di tutta la vicenda. Catherine è complicata: sembra severa e diretta, ma in realtà è pure peggio. Può non parlare di una persona o un fatto per anni, ma non dimentica una virgola. Sai, è abbastanza organizzata: si fa una scaletta di massima che poi cambia spesso strada facendo e prende appunti ovunque, anche sulle verifiche dei suoi alunni ( a matita eh, poi cancella). Quando scrive è concentratissima o tenta di esserlo in quella bolgia infernale che chiama casa dove avere il silenzio è così raro che, quando capita, credo se lo goda tutto.

* Hai mai provato a sedurla?

No, ma quando mai! Forse qualche volta, ma non è colpa mia, è lei che mi descrive così!

Peccato, poverina! ahahah

* Ti va di parlarci un po’ di te, e il fatto che l’autrice ti abbia concepito con un’età diversa rispetto agli altri protagonisti della trilogia? Io ti adoro… Forse proprio per una questione di anagrafe, ma pensi che questo, invece, in generale, ti abbia un po’ penalizzato?

No, non penso. In mezzo a tanti ragazzetti c’era bisogno di un uomo vero! Scherzi a parte, io rappresento il concetto dell’amore senza età, della passione senza confini, sono intrigante e contraddittorio come la vita stessa. Non mi illudo che ci siano solo rose e fiori perché dalle spine sono già passato, ma so che ci può essere dell’altro se vi apriamo la mente e soprattutto il cuore.

E comunque sei un uomo aitante e forte! Sei perfetto.

* Senza spoilerare, cosa ci dici di Lizzie? Hai trovato pane per i tuoi denti, con lei.

Penso che Lizzie sia favolosa! Non è per tutti, non basta qualche parolina dolce al momento giusto con lei! E’ una donna forte e complicata, ma capace di slanci appassionati in ogni campo, sia negli affetti che nel suo lavoro. Si entusiasma e ci mette anima e corpo in tutto quello che fa, difende le sue idee e ribadisce di continuo la sua indipendenza. Poco importa la forma per me, basta che poi sia mia. Come stanno tra noi le cose agli altri non deve interessare.

* Odio e amore… sono due facce della stessa medaglia?

Penso proprio di sì. Sono entrambi sentimenti forti che motivano azioni che mai avremmo preventivato. Spesso il loro confine è labile, come è successo tra me e Lizzie. L’eccitazione, il rischio, il gusto del proibito, la consapevolezza di avere tutti contro, il sapere di andare contro ogni logica è stato terribilmente sexy.

* Il destino è davvero segnato e ineluttabile, oppure si può combatterlo grazie alla passione e l’amore?

Credo che molto dipenda da noi. Se io e Lizzie ci fossimo fermati ai primi ostacoli ora io sarei probabilmente solo, pagherei una donna ogni tanto e mi lascerei annegare in qualcosa di meno salutare per il resto del tempo.

* L’amore ha diverse forme, vero? Ce lo dimostra proprio questo libro.

L’amore è una delle forze più potenti del mondo. Non si piega, non si calcola e non si sceglie, ma ti sfonda la porta di casa a spallate e ti porta da chi vuole. Così è stato per Stephen, che ha preso la testardaggine da me, così ho fatto io con Lizzie, la mia strega adorata e in ugual modo ha fatto Jett, andando contro un destino che sembrava volerlo beffare.

* Che tipo di rapporto ti piacerebbe costruire con i tuoi lettori, Paul?

Beh, già averne è qualcosa di positivo. Vorrei poterli spiazzare e suscitare in loro una vasta gamma di emozioni, dalla rabbia, alla sorpresa, all’empatia. Se un personaggio trasmette emozioni vuol dire che è ben riuscito, no?

* Catherine, grazie di essere con noi. Non ti sei fidata a lasciarmi sola con lui… Visto che ci sei ti domano: tendi a tenere le distanze, oppure assumi un atteggiamento confidenziale con chi ti legge?

Catherine: A me piace avere un filo diretto con i lettori. Sono loro che fanno la fortuna o meno di un romanzo e che vivono in prima linea le vicende che esso racconta. Parlare loro direttamente dà sempre tanta soddisfazione e fa capire anche dove porre rimedio.

* Paul, cosa desideri per il tuo futuro o quello delle prossime creature di Catherine? La pubblicazione nel catalogo di qualche casa editrice? Cosa cambierebbe dall’essere self? Lei ha provato entrambe le modalità…

La risposta politicamente corretta vorrebbe che dicessi che sia il self che la CE hanno pro e contro e che il tutto va da caso a caso, ma non ne ho intenzione. Self tutta la vita. Una scelta diversa andrebbe solo a favore di un grosso nome, sennò non conviene.

Ma noi non vogliamo la risposta politicamente corretta, vogliamo quella reale!

* Chi desidereresti interpretasse te, Stephen e Jett, in una eventuale trasposizione cinematografica? Con quale regista ti piacerebbe lavorare? E la colonna sonora?

Ormai nella fantasia di Catherine i prestavolto sono stabiliti da tempo: Colton Haynes per Stephen, Gabriel Aubry per me e Henry Cavill per Jett. Se deve sognare, tanto vale che lo faccia alla grande!!

E direi che sono perfetti!

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* Raccontaci le emozioni di Catherine nel momento in cui, ogni volta, pigia il bottone della pubblicazione…

Sono sempre le stesse della prima volta: paura di non essere all’altezza mista a orgoglio per aver creato qualcosa che magari possa far sognare chi legge.

* Perché dovremmo leggerti?

Per leggere una storia diversa dal solito, ma non priva di emozioni forti e colpi di scena. Con me non ci annoia mai!

* Ti prego, RICATTA ANCHE ME? Ahahah, no scusa, torno seria… Vuoi porgere una domanda a me?

Che cosa ti ha intrigato di più in me? Il capello biondo, lo sguardo magnetico, la sfacciataggine che ho in comune con Stephen o la dolcezza ben nascosta che condivido con Jett?

In realtà io amo da morire i mori, ma tu… sei fuori da ogni schema e da ogni morale. I due ragazzi, Stef e Jett, sono fantastici, ma tu… sei imbarazzante, emozionante, magnetico. Un demonio. Non posso dire altro, altrimenti spoilerei.

* Sai dirci qualcosa della collaborazione tra la tua autrice e Emma Altieri con Scars e il suo prossimo seguito?

Ah quelle due non sono capaci di stare ferme! Sempre in movimento, sempre in viaggio e sempre al telefono! Parlano, parlano, ma spesso concludono pure! Hanno già in lavorazione Wounds-African scars, una sorta di seguito della storia di Samuel e Lois (Scars, appunto) e hanno pubblicato una sorpresa per Natale! Di più non posso dire 🙂 altrimenti Catherine punta ai miei gioielli per vendicarsi e sarebbe veramente un peccato 😊

Ecco, io Lovin Xmas, la raccolta di racconti per natale l’ho letta! brave! ed è stato bello anche ritrovare i vostri protagonisti in due delle storie! E ho amato Scars!

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* Senza ingelosirti, l’ultima pubblicazione di Catherine è A marriage case, puoi accennarci qualcosa? E degli altri suoi protagonisti? E circa i progetti futuri?

Catherine ha scritto questa storia realmente accaduta mantenendo un filo diretto con i protagonisti e a Nancy soprattutto io sono molto legato. E’ stata lei a creare il book trailer di Ricatto proibito che è nato infatti a Los Angeles, tra le colline di Beverly Hills. Per quanto riguarda i progetti futuri di Catherine so che, oltre a Wounds, ha in programma anche un romance molto hot, Spicy, una storia d’amore tra cuochi stellati.

Ovviamente, ho letto anche A marriage case.

* Per concludere, ti lascio campo libero, fai o dimmi qualunque cosa tu voglia.

Io devo ringraziarti. Sei una delle poche che non ha ceduto al fascino acerbo di Stephen, né ai muscoli di Jett e che ha sempre manifestato una certa preferenza per me. Buongustaia!! Grazie anche per questa bella intervista. A presto… sei stata contenta che a Natale… sono tornato a trovarti? 😉

Speravo mi rapissi… Sai, tu racchiudi il fascino e la forza di entrambi quei ragazzoni! Loro sono più giovani… tu sei più esperto e sapiente! E sì, sono contentissima della tua incursione natalizia.

In bocca al lupo a te, e agli altri protagonisti passati e futuri di Catherine!

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