Ariel di “ALTER EGO. Memorie di un viaggiatore ultracorporeo” di Giuliano Golfieri. Dentro al romanzo: parlano i protagonisti, non gli autori.

Sto per fare outing… sono follemente innamorata della penna di Giuliano Golfieri. Quindi, sono onorata ed emozionata di avere la possibilità di intervistare proprio il suo personaggio Ariel Des Anges, direttamente dal romanzo “Alter Ego. Memorie di un viaggiatore ultracorporeo”. (il link amazon al libro!)

Un romanzo geniale, intrigante e avvincente. Un modo alternativo e particolare di ripercorrere le vicissitudini storiche di una determinata epoca… quella della rivoluzione francese. Ma anche del secolo successivo. Giuliano ci permette di rivivere la ricostruzione storica, che di solito studiamo nei testi scolastici, con la suspense degli eventi vissuti in prima persona dal protagonista (amori dannati, viaggi esotici, amicizie importanti, nemici potenti e decapitazioni… d’altronde siamo in piana rivoluzione francese e massoneria), che ce li trasmette in modo forte ed evocativo.

Stavolta sto zitta davanti a un protagonista di tale portata e faccio parlare direttamente lui, che sicuramente saprà dirvi più cose di me. Vi assicuro che è affascinante da morire. E battibecca spesso col suo papà letterario, anche nella pagina facebook dedicata al romanzo.
Ma ora… bando alle ciance: via all’intervista!

* Allora, Ariel, caro viaggiatore ultracorporeo… Ora che sono qui con a te mi sale un pochino l’emozione per la portata del personaggio che mi ritrovo davanti. È difficile che mi manchino le parole, ma… non so spiegare a chi ci leggerà chi tu sia. Puoi raccontarti brevissimamente? Qual è il tuo dono? E per quale motivo tu sei… così? Ti chiami davvero Ariel Des Anges?
A: È un grande piacere conoscerti finalmente di persona, Alessia.
Cominciamo dalla questione più semplice: il mio nome. Chi ha avuto la fortuna di leggere la prima parte delle mie memorie, organizzate e ricostruite con l’aiuto del paziente G. Golfieri (i miei appunti originali, scritti nei secoli in varie lingue e con grafie diverse erano un vero disastro), conosce già la risposta. Per non rovinare la sorpresa a chi non sa ancora nulla della mia storia, diciamo solo che il nome Ariel mi è stato attribuito nel ‘700 da una ragazza francese molto speciale, mentre il cognome da orfano Des Anges è stato scelto da un prete che mi ha accudito come un figlio durante i primi anni di una “nuova vita”. Il mio nome di battesimo l’ho scoperto molto più tardi, grazie a un cervo…
Passiamo al mio “dono”, al mio cosiddetto “potere” (molto spesso lo reputo più che altro una maledizione, a dire il vero): posso trasmigrare nel corpo di altri esseri viventi attraverso un piccolo scambio di sangue, acquisendo i loro ricordi e parte delle capacità intellettuali. In tanti hanno analizzato questo fenomeno… giusto per citare un paio di nomi, Albert Einstein e Nikola Tesla hanno collaborato e sperimentato il potere su loro stessi per trovare una spiegazione scientifica a qualcosa di apparentemente impossibile. Se ci siano riusciti o meno lo scoprirai nel seguito della mia storia, non voglio rovinarti la sorpresa, cara.
Scalpito. Devi sbrigarti a farci leggere altro di te. Comunque questo romanzo è assolutamente autoconclusivo.

Con il booktrailer forse riusciamo a capire meglio:

* Nel 1745, quando iniziamo a leggere la tua storia, eri solo un ragazzo. Quanti anni hai ora, emh… 😀 Ti faccio questa domanda perché so che tu, sei ancora tra di noi, alla tua veneranda età, non ne svelo io il motivo, se vuoi spiegacelo tu.
Quando “entro” in un ospite, il mio corpo così come lo vedi ora cessa temporaneamente di esistere e quindi di invecchiare. Einstein aveva una teoria molto interessante a riguardo, nonostante andasse in contrasto con il postulato di Lavoisier che lui stesso tanto amava: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Questa peculiare caratteristica mi ha consentito di invecchiare con tempi molto più lenti del resto dell’umanità… o meglio di buona parte dell’umanità, come scoprirai leggendo il continuo delle mie memorie. Ho attraversato più o meno illeso svariate ere della storia moderna, dalla metà del 1700 a oggi. Solo per menzionarne alcune, ho vissuto in prima persona (anche se quasi mai nel mio corpo) la rivoluzione francese e le due grandi guerre. Ho conosciuto da vicino, forse anche troppo, personaggi come Hitler e Jack lo Squartatore. Per quel che riguarda la mia età attuale… mi stai osservando in questo momento… quanti anni mi dai?
Non mi interessa saperlo… sei bellissimo…

* È difficile gestire il tuo dono? Quale è la cosa più pesante da gestire?
Senza ombra di dubbio, quello che ha sempre rischiato di farmi impazzire è la mole di ricordi che man mano si sono accumulati dentro di me. Ho provato a fare i conti, credo che la somma temporale del vissuto assorbito durante i miei singolari “viaggi” superi a spanne i tremila anni. Ho dovuto imparare a meditare e soprattutto a “lasciar andare” alcune memorie, un processo complicato che richiede parecchia concentrazione. Per fortuna, a un certo punto della mia vita ho iniziato a trascrivere le esperienze che stavo vivendo nei corpi altrui, in modo da poterle in qualche modo archiviare e cercare di dimenticare. Il segreto per scordarsi qualcosa, in fondo, è trovare una distrazione per smettere di pensarci.

* È importante l’opinione che gli altri hanno di te?
Sono piuttosto schivo nei confronti del mondo che mi circonda, lo sono da molto tempo ormai. Posso affermare di aver imparato a ignorare il giudizio altrui secoli fa. Tra le persone che mi conoscono, coloro che sanno del mio dono si contano sulle dita d’una sola mano. Questo ti rende una persona decisamente fortunata Alessia, non credi?
Sappi che mi stai pian piano uccidendo. Non puoi dirmi queste cose e credere che io possa rimanere impassibile. Ma insomma, Ariel!

* Cosa ha rappresentato Patu, per te?
Claude-Pierre Patu resta ancora oggi una delle amicizie più importanti e care della mia lunghissima vita, nonostante la sua morte risalga ormai a ben 262 anni fa (sì, tengo il conto). È stato il primo a scoprire e sperimentare su sé stesso il mio dono e fu lui a convincermi a trasformarlo in una sorta di lavoro, ma tutto nacque dall’amicizia. Patu è stato più di un fratello per me, resta una delle poche memorie che non potrò mai cancellare dal profondo del mio cuore.

* Hai avuto l’onore di conoscere Casanova. Raccontaci!
Ho conosciuto Giacomo Casanova proprio grazie a Patu. È stato quel pazzo di un veneziano a introdurmi (in maniera decisamente bizzarra) alla massoneria e lanciarmi verso avventure che hanno cambiato il corso della storia. Per un breve ma intenso periodo, insieme a Patu e Giacomo siamo stati un trio inseparabile: tre giovani scapestrati, padroni delle notti più trasgressive di una Parigi settecentesca maleodorante e torbida, dove non mancavano mai avventure di ogni natura…
Grazie all’esperienza vissuta nel suo corpo ho imparato ad amare l’essenza di una donna come solo lui sapeva fare. Fuorviati dal suo atteggiamento libertino, in molti pensano che Casanova non abbia mai amato davvero in vita sua. Tutto il contrario: lui ha amato perdutamente ciascuna delle centinaia di dame che ha conquistato, con una sincerità e un trasporto che molti altri uomini non riusciranno mai a provare in tutta una vita.
Tra le altre cose, mi sono anche preso una coltellata al posto suo, come ben sai.
Una vita, la tua, decisamente folle e avventurosa…

* E nonostante le tue vicissitudini, hai avuto la fortuna di innamorarti. Non credo sia stato facile per voi. Vuoi dirci qualcosa di lei? Violaine!
Invecchiare lentamente è una maledizione che alla lunga ti fa allontanare da tutti e provoca un concreto senso di terrore nei confronti dell’amore. Ho letto di recente il romanzo “Come fermare il tempo” di Matt Haig, e non sai quanto abbia desiderato che il protagonista di quella storia di fantasia fosse reale. Avrei voluto cercarlo e conoscerlo per poter disquisire con lui della nostra similitudine. Te lo consiglio, se hai apprezzato Alter Ego sono certo che ti piacerà!
Tornando agli amori impossibili, ti confesso di aver pensato numerose volte di farla finita e andarmene in silenzio nella mia solitudine. Però, quando ero sul punto di farlo, udivo con chiarezza la voce di Violaine e Patu emergere da un antro nascosto dentro di me. Erano certi che mi attendessero ancora moltissime vite da vivere prima di poterli raggiungere, e che sarebbe stato importante per il resto dell’umanità “restare”. Allora ho continuato a vivere perdendomi nelle vite altrui, l’unica droga in grado di non farmi impazzire del tutto.
Ancora oggi, almeno una volta all’anno, mi reco a Boston, al cimitero sulla Copp’s Hill dove Violaine riposa da tanto tempo. Ho amato altre donne nella mia vita, lo scoprirai, ma con lei è stato diverso e completo. Il fatto di esserci avvicinati e innamorati tempo dopo esserci conosciuti (anche in modo estremamente intimo: è stata la prima donna su cui ho sperimentato il mio potere) ha dato un sapore speciale alla nostra storia. Sono convinto che l’amore si solidifichi meglio quando nasce senza una grossa fiammata iniziale.
Violaine era legata sentimentalmente anche al mio amico Patu e quando lui se n’è andato prematuramente il dolore ci ha uniti in un legame indissolubile.
Tu sei speciale, Ariel. Ho amato molto la vostra storia. E grazie del consiglio: sicuramente lo leggerò.

* Ti faccio un nome; Martin. Tadadadan! Senza spoilerare, puoi dire qualcosa?
Ha rappresentato la mia nemesi durante tutto il ‘700 e ‘800, ma nel ‘900 ho conosciuto “nemici” (e in certi casi amici) più pericolosi e squilibrati di lui. Era certo che io fossi posseduto da un demone, o meglio che io ne fossi l’incarnazione terrena. Non mi ha mai chiamato col mio nome, per lui io ero “Belial”. Mi vide fare qualcosa di terribile (mentre io però ero fuori dal mio controllo) e da quel giorno decise di perseguitarmi e “purificarmi”… quello che accadde lo potete leggere nelle pagine di Alter Ego.
Che pauuuura… anche tanta suspense nel tuo libro… mistero, storia, passione… intrighi, tradimenti.

* Sei stato anche… decapitato. Ups. Come ti sei sentito?
Sono stato decapitato talmente tante volte durante la rivoluzione francese che alla fine era diventato quasi un passatempo. Innanzitutto posso svelarti che “perdere la testa” non provoca alcun dolore, a meno che non accadano contrattempi. Durante la mia prima decapitazione nel corpo di Luigi XVI, per l’appunto, proprio a causa di Martin ho sofferto moltissimo.
Disgraziato Martin. Voleva farti soffrire. Bene, io passo il tempo in giro per i negozi, tu… facendoti decapitare! 😀

* Puoi ricordarci il periodo storico in cui è ambientato Alter Ego, dall’inizio alla fine? Un secolo di storia, se non mi sbaglio. Che vicende hai potuto vedere da vicino? Il nuovo capitolo da dove inizierà? Non vedo l’ora che venga pubblicato!
Le memorie raccontate nella prima parte di Alter Ego vanno dal 1745 (nonostante ci sia anche un flashback in un periodo precedente) al 1888. In questo lasso di tempo l’evento storico principale a cui ho preso parte nel corpo di molti personaggi illustri è senza dubbio la rivoluzione francese. Per dirla tutta, oserei affermare che il mio contributo l’ha innescata.
Ho perso un lungo pezzo di storia a causa di una “trasmigrazione a cascata” in oriente finita male. Per molto tempo non ho avuto alcuna memoria di quello che mi è accaduto tra il 1804 e il 1888. Nella seconda parte del racconto, tra le altre cose, mi vedrete impegnato nelle indagini che porteranno alla soluzione di questo mistero. Trascorrerete con me un po’ di tempo in Giappone, alla ricerca di chi o cosa mi abbia rubato un enorme pezzo di vita.
Il nuovo capitolo, però, inizierà tra le sanguinose strade di Londra dei primi del ‘900.

Alter Ego in 20 secondi:

Ipnotico 😀

* Questa è una domanda per Giuliano, invece, che è qui insieme a noi. Una storia lineare da leggere, ma che secondo me cela diversi trabocchetti per un autore, che si sarebbe potuto perdere. Invece tu sei andato dritto alla meta. Hai dipanato tutti i fili, costruendo (o ricostruendo) in maniera accurata tutti i personaggi, sia reali che di fantasia, e le loro peculiarità, trattando diversi temi: dall’amore, al sesso, alla storia, all’esoterismo… come hai fatto?
Giuliano: Il mio più grande segreto per uscire sano di mente dalla stesura di Alter Ego si cela in questa mastodontica e complessa timeline (originariamente realizzata in Excel, con tanto di formule). Ecco il link della timeline: https://www.alteregostory.net/timeline.
Inoltre, è stato fondamentale il contributo di Ariel per cercare di rimettere insieme così tanti anni di avventure, che lui stesso aveva sparso in maniera disastrosa tra appunti presi sui supporti più disparati.
Ariel: Già, nottate intere trascorse davanti a boccali di birra ambrata e antiche pergamene!
Giuliano: I temi che trovi in Alter Ego sono quelli che mi hanno sempre appassionato e circondato nel corso della vita, come ad esempio l’esoterismo. Mio padre è uno che spendeva ore e ore chiuso nel suo studio a cercare di “registrare i fantasmi” su un vecchio registratore a bobine, seguendo le orme del mitico professor Konstantin Raudive, l’inventore della psicofonia… e ti assicuro che talvolta ci è anche riuscito…
Che grande, tuo padre.
E, comunque, sei stato davvero rispettoso di noi lettori. Non hai lasciato nulla al caso.

* Ariel, so che ti inalbererai un attimo ora, ma… Giuliano ha studiato tanto per scrivere le tue vicende, vero? Quanto tempo ha impiegato a scriverti? Non è facile fare un tale viaggio passando attraverso le pagine della nostra storia in una maniera così accurata e sapiente. Vuoi fargli un complimento anche tu, per una volta? D’altronde, senza la sua penna tu non esisteresti.
Ariel: Sono occorsi più di due anni e mezzo al mio biografo per dare un senso compiuto a quello che potete leggere in quel concentrato di memorie. Io mi sarei dilungato di più su diversi aspetti, ma lui sosteneva che sia forum sia gruppi social di scrittori consiglino a chi è alle prime armi di stare entro le 300 pagine, per non scoraggiare il pubblico, così tante sfumature purtroppo si sono un po’ perse a mio avviso.
Se devo fare un complimento a G., direi senza dubbio che ha il dono della sintesi. Ah, e che sa usare molto bene tutti quei marchingegni elettronici che io non amo molto. Nonostante le mie esperienze nel mondo moderno, nel profondo sono rimasto un uomo di altri tempi.
Giuliano: Mai una gioia con Ariel, mai una gioia…
Eh… dai, lasciagli fare la star, Giuliano. Si renderà conto dopo che il suo papino letterario è in gamba!

* Ogni tanto, nella storia sono entrati in scena mistero, suspense e intrigo… i cattivi, insomma. Hai avuto paura, Ariel?
Moltissima, e credo si capisca bene nelle pagine più buie del racconto. In fin dei conti a quel tempo ero solo un ragazzotto ingenuo che non sapeva bene quali fossero le sue origini. Trovarmi a stretto contatto con l’orrore e la morte mi ha costretto a crescere molto più in fretta di quanto avessi desiderato. Poi ho cominciato a intuire il senso della vita e della morte stessa e sono cambiate parecchie cose in me. Come già accennato, i momenti di terrore trascorsi nella prima parte di Alter Ego sono ben inferiori a quello che ho vissuto durante le guerre, nel secolo che si è concluso da ormai quasi vent’anni.

*Ariel, ascolta…
Scusami se ti interrompo, gentile Alessia, ma purtroppo devo scappare, il dovere mi chiama. La tua compagnia è stata talmente piacevole che non mi sono accorto del tempo che passava.
Mannaggia, avevo tante altre cose da chiederti.
Ti prometto che tornerò per continuare a soddisfare tutta la tua curiosità.
Va bene, intanto ti ringrazio per questa bellissima giornata trascorsa insieme. A presto!

E, nel frattempo, noi ci sentiamo il primo capitolo, letto da Giuliano!

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Paul di “Ricatto proibito” di Catherine BC. Dentro al romanzo: parlano i protagonisti, non gli autori.

Che onore, ed emozione, è avere con me, oggi, Paul di Ricatto proibito, romanzo che fa parte della Forbidden trilogy di Catherine BC (Pagina autrice Amazon).

Lui, il “demonio” in persona ha accettato di rispondere alle mie domande, certo, se accettasse anche un appuntamento… ma in quel caso dovrei vedermela con Elisabeth…

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Ho letto tutta la trilogia, mi sono appassionata a tutti i protagonisti e ai personaggi: Stephen, Paul e Jett, come anche alle donne che gli gravitano intorno. Le vicende sono appassionanti e la scrittura dell’autrice avvolgente e burrosa. Dopo averli letti, mi sono dovuta rifugiare sopra un ghiacciaio tibetano per sbollire…

Ps. Dovrei dire a Catherine di salutarmi una certa fontana!

E ora, posso iniziare la nostra intervista, mi tramano un po’ le mani, vista la portata del personaggio.

* A: Ciao Paul, innanzitutto posso confessarti in un orecchio che tu sei il mio preferito? Sarà per una questione anagrafica, ma sei fantastico. Inizio chiedendoti se sei stato un protagonista prepotente: hai fatto ciò che Catherine aveva in mente, oppure hai fatto sentire le tue ragioni nella sua testa e hai vinto contro di lei?

Paul: Ciao stella! Sono stato fin da subito un protagonista sopra le righe, un uomo che non si fermava a riflettere troppo ma che, sia in affari che in amore, agiva d’impulso. Mi ha sempre detto bene, almeno fino a un certo punto. Catherine ha faticato con me, ma penso sia solo colpa sua. All’inizio le serviva solo un antagonista un po’ bastardo e io sono arrivato al momento giusto, tanto che mi ha chiamato come un suo ex o pseudo tale… roba vecchia comunque. Quindi tutta la rabbia che ancora sentiva verso sto qui ha concorso alla mia creazione, ma sono venuto bene, no?

Uhhh, che altarino golosetto ho scoperto. Ti ha creato bastardo davvero, ma irresistibile… Sappi che se mi chiami di nuovo stella, non rispondodi me! 

* Quindi… Catherine quando ha iniziato a scrivere la Forbidden trilogy, già aveva in testa tutta la trama, oppure è andata a istinto? E se aveva già un disegno in mente, voi personaggi le avete fatto cambiare rotta? E in quel caso, vi ha seguiti, oppure vi ha fatto la linguaccia e vi ha riportato sui binari stabiliti? Come ha fatto a fare combaciare tutti i tasselli?

Catherine non aveva idea di quello che sarebbe nato quando ha scritto il primo capitolo della Forbidden Trilogy! Aveva solo fatto un bel sogno hot e l’aveva scritto in fretta per paura di dimenticarlo. Dopo l’ha stuzzicata l’idea di continuare con la storia e piano piano siamo apparsi un po’ tutti, prima Jett ed Elisabeth, poi io, che ho rotto un po’ le palle, diciamolo. Era il mio ruolo, quello per cui ero stato concepito. Come poi abbia fatto a far combaciare tre vicende diverse piene di personaggi e intrighi, passioni brucianti e colpi di scena ancora non lo so. Credo che anche lei se lo stia ancora chiedendo.

Davvero in gamba! C’è riuscita benissimo. Alla faccia del sogno Hot! Ps. mi piace come rompi le palle tu!

* Sei orgoglioso di essere uscito dalla penna di Catherine? Ti va di raccontarci qualcosa di lei? Che tipo di scrittrice è? Ad esempio, prende appunti non appena gli balena un’idea in mente? Utilizza appunti e post it sparsi da assemblare quando c’è il momento e l’ispirazione giusta, oppure è meticolosa e perfettina? Mentre lei scrive, qual è il suo umore? È sicura di sé e di ciò che narra? Mentre vi pensa, scarabocchia, sente la musica, oppure è in religioso silenzio?

Se ci pensi bene, alla fine Catherine, volente o nolente, ha fatto di me il fulcro di tutta la trilogia. Il mio è il secondo romanzo, ma a me sono riconducibili tutti o quasi i protagonisti dei tre romanzi per diverse vicende. Il mio cambiamento trasformerà ogni cosa in altro, dando vita alla parte positiva di tutta la vicenda. Catherine è complicata: sembra severa e diretta, ma in realtà è pure peggio. Può non parlare di una persona o un fatto per anni, ma non dimentica una virgola. Sai, è abbastanza organizzata: si fa una scaletta di massima che poi cambia spesso strada facendo e prende appunti ovunque, anche sulle verifiche dei suoi alunni ( a matita eh, poi cancella). Quando scrive è concentratissima o tenta di esserlo in quella bolgia infernale che chiama casa dove avere il silenzio è così raro che, quando capita, credo se lo goda tutto.

* Hai mai provato a sedurla?

No, ma quando mai! Forse qualche volta, ma non è colpa mia, è lei che mi descrive così!

Peccato, poverina! ahahah

* Ti va di parlarci un po’ di te, e il fatto che l’autrice ti abbia concepito con un’età diversa rispetto agli altri protagonisti della trilogia? Io ti adoro… Forse proprio per una questione di anagrafe, ma pensi che questo, invece, in generale, ti abbia un po’ penalizzato?

No, non penso. In mezzo a tanti ragazzetti c’era bisogno di un uomo vero! Scherzi a parte, io rappresento il concetto dell’amore senza età, della passione senza confini, sono intrigante e contraddittorio come la vita stessa. Non mi illudo che ci siano solo rose e fiori perché dalle spine sono già passato, ma so che ci può essere dell’altro se vi apriamo la mente e soprattutto il cuore.

E comunque sei un uomo aitante e forte! Sei perfetto.

* Senza spoilerare, cosa ci dici di Lizzie? Hai trovato pane per i tuoi denti, con lei.

Penso che Lizzie sia favolosa! Non è per tutti, non basta qualche parolina dolce al momento giusto con lei! E’ una donna forte e complicata, ma capace di slanci appassionati in ogni campo, sia negli affetti che nel suo lavoro. Si entusiasma e ci mette anima e corpo in tutto quello che fa, difende le sue idee e ribadisce di continuo la sua indipendenza. Poco importa la forma per me, basta che poi sia mia. Come stanno tra noi le cose agli altri non deve interessare.

* Odio e amore… sono due facce della stessa medaglia?

Penso proprio di sì. Sono entrambi sentimenti forti che motivano azioni che mai avremmo preventivato. Spesso il loro confine è labile, come è successo tra me e Lizzie. L’eccitazione, il rischio, il gusto del proibito, la consapevolezza di avere tutti contro, il sapere di andare contro ogni logica è stato terribilmente sexy.

* Il destino è davvero segnato e ineluttabile, oppure si può combatterlo grazie alla passione e l’amore?

Credo che molto dipenda da noi. Se io e Lizzie ci fossimo fermati ai primi ostacoli ora io sarei probabilmente solo, pagherei una donna ogni tanto e mi lascerei annegare in qualcosa di meno salutare per il resto del tempo.

* L’amore ha diverse forme, vero? Ce lo dimostra proprio questo libro.

L’amore è una delle forze più potenti del mondo. Non si piega, non si calcola e non si sceglie, ma ti sfonda la porta di casa a spallate e ti porta da chi vuole. Così è stato per Stephen, che ha preso la testardaggine da me, così ho fatto io con Lizzie, la mia strega adorata e in ugual modo ha fatto Jett, andando contro un destino che sembrava volerlo beffare.

* Che tipo di rapporto ti piacerebbe costruire con i tuoi lettori, Paul?

Beh, già averne è qualcosa di positivo. Vorrei poterli spiazzare e suscitare in loro una vasta gamma di emozioni, dalla rabbia, alla sorpresa, all’empatia. Se un personaggio trasmette emozioni vuol dire che è ben riuscito, no?

* Catherine, grazie di essere con noi. Non ti sei fidata a lasciarmi sola con lui… Visto che ci sei ti domano: tendi a tenere le distanze, oppure assumi un atteggiamento confidenziale con chi ti legge?

Catherine: A me piace avere un filo diretto con i lettori. Sono loro che fanno la fortuna o meno di un romanzo e che vivono in prima linea le vicende che esso racconta. Parlare loro direttamente dà sempre tanta soddisfazione e fa capire anche dove porre rimedio.

* Paul, cosa desideri per il tuo futuro o quello delle prossime creature di Catherine? La pubblicazione nel catalogo di qualche casa editrice? Cosa cambierebbe dall’essere self? Lei ha provato entrambe le modalità…

La risposta politicamente corretta vorrebbe che dicessi che sia il self che la CE hanno pro e contro e che il tutto va da caso a caso, ma non ne ho intenzione. Self tutta la vita. Una scelta diversa andrebbe solo a favore di un grosso nome, sennò non conviene.

Ma noi non vogliamo la risposta politicamente corretta, vogliamo quella reale!

* Chi desidereresti interpretasse te, Stephen e Jett, in una eventuale trasposizione cinematografica? Con quale regista ti piacerebbe lavorare? E la colonna sonora?

Ormai nella fantasia di Catherine i prestavolto sono stabiliti da tempo: Colton Haynes per Stephen, Gabriel Aubry per me e Henry Cavill per Jett. Se deve sognare, tanto vale che lo faccia alla grande!!

E direi che sono perfetti!

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* Raccontaci le emozioni di Catherine nel momento in cui, ogni volta, pigia il bottone della pubblicazione…

Sono sempre le stesse della prima volta: paura di non essere all’altezza mista a orgoglio per aver creato qualcosa che magari possa far sognare chi legge.

* Perché dovremmo leggerti?

Per leggere una storia diversa dal solito, ma non priva di emozioni forti e colpi di scena. Con me non ci annoia mai!

* Ti prego, RICATTA ANCHE ME? Ahahah, no scusa, torno seria… Vuoi porgere una domanda a me?

Che cosa ti ha intrigato di più in me? Il capello biondo, lo sguardo magnetico, la sfacciataggine che ho in comune con Stephen o la dolcezza ben nascosta che condivido con Jett?

In realtà io amo da morire i mori, ma tu… sei fuori da ogni schema e da ogni morale. I due ragazzi, Stef e Jett, sono fantastici, ma tu… sei imbarazzante, emozionante, magnetico. Un demonio. Non posso dire altro, altrimenti spoilerei.

* Sai dirci qualcosa della collaborazione tra la tua autrice e Emma Altieri con Scars e il suo prossimo seguito?

Ah quelle due non sono capaci di stare ferme! Sempre in movimento, sempre in viaggio e sempre al telefono! Parlano, parlano, ma spesso concludono pure! Hanno già in lavorazione Wounds-African scars, una sorta di seguito della storia di Samuel e Lois (Scars, appunto) e hanno pubblicato una sorpresa per Natale! Di più non posso dire 🙂 altrimenti Catherine punta ai miei gioielli per vendicarsi e sarebbe veramente un peccato 😊

Ecco, io Lovin Xmas, la raccolta di racconti per natale l’ho letta! brave! ed è stato bello anche ritrovare i vostri protagonisti in due delle storie! E ho amato Scars!

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* Senza ingelosirti, l’ultima pubblicazione di Catherine è A marriage case, puoi accennarci qualcosa? E degli altri suoi protagonisti? E circa i progetti futuri?

Catherine ha scritto questa storia realmente accaduta mantenendo un filo diretto con i protagonisti e a Nancy soprattutto io sono molto legato. E’ stata lei a creare il book trailer di Ricatto proibito che è nato infatti a Los Angeles, tra le colline di Beverly Hills. Per quanto riguarda i progetti futuri di Catherine so che, oltre a Wounds, ha in programma anche un romance molto hot, Spicy, una storia d’amore tra cuochi stellati.

Ovviamente, ho letto anche A marriage case.

* Per concludere, ti lascio campo libero, fai o dimmi qualunque cosa tu voglia.

Io devo ringraziarti. Sei una delle poche che non ha ceduto al fascino acerbo di Stephen, né ai muscoli di Jett e che ha sempre manifestato una certa preferenza per me. Buongustaia!! Grazie anche per questa bella intervista. A presto… sei stata contenta che a Natale… sono tornato a trovarti? 😉

Speravo mi rapissi… Sai, tu racchiudi il fascino e la forza di entrambi quei ragazzoni! Loro sono più giovani… tu sei più esperto e sapiente! E sì, sono contentissima della tua incursione natalizia.

In bocca al lupo a te, e agli altri protagonisti passati e futuri di Catherine!

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Io… Principessa 2.0… con l’etichetta di fuori.

Vorrei dirti…

Vieni con me.

Ti porto nel mio strambo mondo al rovescio…

Dove ai grandi si chiede cosa volete fare da piccoli… vogliamo imbrattare, ridere, saltare…

Si cade verso l’alto perché la terra è tonda e quindi non possiamo andare più giù dalla parte dei piedi, ma cadendo andremmo più su dalla parte della testa… strana gravità la nostra…

Baricentro sbilenco che mi fa sbandare e sbagliare la retta via del labirinto, così invece di cercare il Bianconiglio che cammina all’indietro inseguito dal tempo (ma non era viceversa?), mi prendo una cotta per il Cappellaio

Mondo sbagliato (o giusto? Chissà!) dove se la principessa bacia un rospo, lei diventa una rana e lui rimane anfibio…

E quando Bella bacia il suo principe, lui diventa la Bestia e alla rosa tornano i petali…

…dove il cattivo non è il lupo, ma Cappuccetto rosso che mangia le ricottine di Maria Piccinina

Per curiosità, l’uomo di latta si è messo le scarpine rosse e ora non può smettere di ballare.

Storia al rovescio che inizia dal lieto fine… anche se partendo dai titoli di coda sapremmo già tutto e… di nuovo sarebbe tutto sbagliato…

…e poi chi l’ha detto che il fine sia lieto?

Magari ad Anastasia si rimpicciolisce il piede, quindi la scarpina di cristallo le entra facilmente e ruba il principe a Cenerentola, la quale andrebbe a consolarsi nel bosco e… incontra un tizio gnocco. Inciampa, cade tra le sue braccia e vanno via insieme sul cavallo bianco di lui… Più avanti sette piccoli nani disperati vegliano il corpo inerme di Biancaneve nella teca di cristallo che purtroppo non riesce a risvegliarsi… Il principe mai più arriverà…

Invece io voglio salvare Fantàsia e la Principessa bambina, volando su Falcor insieme ad Atreyu vivendo una storia infinita… oppure viaggiare nell’imprecisato mondo impossibile su Cassiopea, la tartaruga luminosa, indicando la strada alla piccola Momo per sconfiggere il fumo degli uomini grigi che rubano il tempo…

Voglio mangiare un Umpa Lumpa inzuppato nella cioccolata calda mentre vado su Plutone con l’ascensore trasparente sparato a tutta velocità dalla Fabbrica di cioccolato

Magari mi perdessi nel Labyrinth della Life on Marz insieme al duca bianco… Anzi di Plutone, visto che sto già lì insieme a Willy Wonka.

Nel mio mondo posso finire tra le pagine dei libri e…

…mi innamoro dello strano aviatore di nome Antoine, che guarda le stelle come lo faccio io. Chissà se anche lui, come me, in un tempo lontano, abbia incontrato un certo Piccolo Principe che gli ha cambiato la vita… Lui, de Saint-Exupéry, disegna elefanti mangiati da serpenti… mentre io disegno pipistrelli appesi agli alberi che sembrano ombrelli…

…poi cado nella trappola del pirata enigmista Massimo della Penna che dissemina e centellina indizi della trama dei suoi libri, cosicché divento avida e ho bisogno di continuare a leggere fino alla fine della storia… perché a volte ci sono dei romanzi, come Boris, nei quali puoi trovare una parte mancante di te…

…invece di ballare sogni di rock ‘n’ roll sul mondo insieme a Lighino bevendo lambrusco e mangiando pop corn… inizio danzando un valzer sull’orlo di Merlino, sperando di non pestare i piedi a Cesare, io intanto mi commuovo e cado nella storia con tutte le scarpe e… mi ritrovo al ballo delle debuttanti di Vienna scalza e coi jeans strappati a ballare il twist con Rosario de Meo

…soffio sopra una lieve polvere che era su alcuni ricordi di Giorgia Golfetto… trovo il coraggio di affrontare cose che non capisco o non conosco di me… perché se non è ora, probabile sarà poi: arriva arriva quello che deve arrivare

IMG_20170525_141507Questo ti direi… Perché sono una principessa 2.0 che inciampa, fa le smorfie, ci rimane male se qualcuno cambia atteggiamento senza motivo…. che arriva agli appuntamenti con un tacco rotto e i pantaloni bianchi maculati al color del fango perché una macchina ha deciso che la pozzanghera sarebbe stata meglio sopra di lei che sull’asfalto…

Che vuole abbracciare, ma anche dare sberle se servono e aiutano…

Che ride ride e sorride… ma poi piange e ha bisogno di coccole e bacini…

E invece:

* tu sei, sei, sei… così perfetto… così dannatamente perfetto… preciso…

* e io sono… così semplicemente normale, ma al rovescio… con le cuciture di fuori, come quando indossi un indumento al contrario e si vede l’etichetta, perché tutto questo mio macello alla fine è colorato e imbrattato, ma trasparente…

Poi arrivi e non sono più capace a parlare… ma riesco benissimo ad avere il fiatone, a fermare i battiti e poi i respiri… Sono molto brava a non capirci più nulla e a perdermi nel nero dei tuoi occhi…

E invece…

<<Sembri disegnata… fatta a posta per essere qui con me ora…>>

<<Ma tu sei sicuro che, per come sono io… per come intendo la vita… io non sono adatta per essere accanto a te>>.

<<Eppure, averti accanto, renderebbe me migliore… come uomo>>.

. . .

E vissero tutti……………….

THE END, ma…

Non so come vissero… se felici e contenti… o felici e sbilenchi…

…sicuramente lottando ed emozionandosi. Senza incastri perfetti, ma giusti in quel momento, anche se i pezzi non riescono a essere perfettissimamente allineati…

Foto personali dei libri di Antoine, Giorgia, Massimo e Rosario.

Foto da web di Momo, La storia infinita, La fabbrica del cioccolato e Labirynth

E SE NELL’INCONTRO FRA SBACIUZZ E ORSO Dexter ROMEO FOSSERO I PENSIERI A EVIDENZIARE QUELLO CHE SIAMO IN QUESTO POST INTITOLATO COME UN FILM DI LINA WERTÜMELLER SENZA PUNTI O VIRGOLE MA SOLO UNO INTERROGATIVO? (ammazza Romè, che caspitericchia di titolo hai pensato!)

AleRom

Alessia: Mannaggia la passeretta… Com’è tardi! Volevo arrivare prima, così lui non mi vedeva mentre lo cercavo… Uff! Che ansia… Uh… Mica sarà questo tipo appena uscito dai tornelli della metro? Sarebbe il colmo, sincronizzati perfettamente… Però boh. Si descrive come un orso mezzo cesso e cicciotto… Non può essere lui allora… Lui… il blogger orso… Quello che munge le mucche il lunedì… Però ha i calzini colorati… é lui! Che gnocco, oh! E mo che faccio? Mi vergogno… E se non riesco a parlare…? Boh, potrei dirgli che se fossi …

Rom: Ed eccola lì. Dovrebbe essere lei la blogger, quella di sbaciuzz, oddeo, quella che quando scrive, tra una parola e l’altra, usa duecentomilioni di puntini. Azz! Quanto è alta! Sembro un orso-puffo a confronto. Chissà che pensa di me, lei mi legge ogni lunedì. Adesso devo far colpo e farle vedere che non ho due neuroni, ma tre (anche se uno funziona a intermittenza). Le dirò che se fossi …

Alessia: Se fossi un animale sarei un pipistrello. Mi piace il loro modo di guardare la vita a testa in giù. A volte dovremmo provare anche noi ad adottare una prospettiva diversa.

Rom: Se fossi un animale sarei un falco che vola in alto, come orso ho già dato.

Alessia: Se fossi una macchina sarei una mini: è bellissima e particolare. Quella vecchia però!

Rom: Se fossi una macchina sarei una vecchia 500! Quella di Lupin III.

Alessia: Se fossi un genio sarei quello della lampada, così quando mi strofinano per esprimere i desideri, mi fanno dei bei massaggini!

Rom: Se fossi un genio sarei io. La sera dopo quattro prosecchi e 5 pinte di birra ne sono convinto.

Alessia: Se fossi un eroe sarei AlePiediLunghi, che sconfigge i malvagi con un colpo di alluce!

Rom: Se fossi un eroe sarei mia madre che mi ha sopportato.

Alessia Se fossi un’attrice sarei Calista Flockhart, perché io sono casinista proprio come il suo personaggio Ally Mcbeal. Meno gnocca però!

Rom: Se fossi un attore sarei Jude Law, però senza tutti quei figli.

Alessia: Se fossi un pittore sarei….uno solo? Posso crearmi un’orgetta di pittori che vorrei essere? Esistono le persone con personalità multiple, no? Quindi Frida Kahlo, Klimt, Monet, Picasso, Dalì…

Rom: Se fossi un pittore sarei Mirò. Mi piacciono i suoi colori e i suoi quadri, sono come la vita, belli, ma senza nessuna logica, se non emotiva.

Alessia: Se fossi un drink sarei Cuba Libre! E già a nominarlo mi sono ‘mbriacata!

Rom: Se fossi un drink sarei più di uno Spritz!

Alessia: Se fossi una canzone sarei “Light my fire” dei Doors! Ohhhh mucho calor… Spojate Rom, tanto senza maglietta già ti ho visto… Emh!

Rom: Se fossi una canzone sarei Cyrano di Guccini. Vestitissimo!!!

Alessia: Se fossi una star sarei Audrey Hepburn. La sua classe ed eleganza sono inarrivabili.

Rom: Se fossi una star sarei Cary Grant la sua classe ed eleganza sono inarrivabili (t’ho copiato!).

Alessia: Se fossi un’emozione sarei l’amicizia, è troppo preziosa per me… Un sentimento da coltivare, annaffiandola e concimandola giorno per giorno.

Rom: Se fossi un’emozione sarei una intensa, ma quale non lo so.

Alessia: Se fossi un libro sarei uno di Kathy Reichs. Adoro le sue storie, il suo modo di scrivere e la sua alter ego letteraria Temperance Brennan, antropologa forense bravissima nel suo lavoro ma che si incasina nella vita privata come le comuni mortali. Vuoi vedere che indovino quello di Rom: Harry Potter??? Poesse!

Rom: Se fossi un libro sarei uno che non riesci a lasciare sul comodino perché devi assolutamente finirlo. Harry Potter? Poesse però.

Alessia: Se fossi una posizione del kamasutra sarei… Bisognerebbe provarle prima… Emh!

Rom: Se fossi una posizione del kamasutra sarei una comoda, perché non ho le physique du rôle.

Alessia: Se fossi un cibo sarei ‘na bella bisteccozza con le patatine! Perchè…? Me la son già pappata!

Rom: Se fossi un cibo sarei della pizza e poi ancora pizza! E poi l’ho detto pizza?

Alessia: Se fossi un film sarei Donnie Darko, perchè sta cosa della fisica quantistica mi inciaspola ‘na cifra e però non riesco a capirla bene…

Rom: Se fossi un film sarei La La Land, fatto di sogni e musica.

Alessia: Se fossi un cartone animato sarei Pollon! E’ pazzerella come me e poi quanto mi divertirei nei suoi panni!

Rom: Se fossi un cartone animato sarei Goldrake! Perché così nessuno il mio cuore lo piega.

Alessia: Se fossi un uomo sarei James Gandolfini, così Romeo penserebbe che io sia gnocco!

Rom: Se fossi una donna sarei lesbica così non penserei che James Gandolfini sia uno gnocco!

Alessia: Caspitericchia mi sa che è proprio lui. Sì, perchè mi sembra che con fare vago si stia avvicinando. Cerca di fare il figo. No, è proprio figo davvero. Mo chissà che figure mie solite faccio… Da dietro uno schermo è più facile. Ma perché mi sto agitando così, se dal primo momento che l’ho letto ho capito che è una persona spettaculess! è che mi ha messo ansia nei giorni precedenti a questo incontro, su whatsup, dicendomi che lui ammazza in giro le donne… una sorta di Dexter! Scemottolo che è! lo so che giocava, infatti io mi sono autoproclamata suo Giulietto! Non ho mai creduto nelle amicizie virtuali, ma da quando ho aperto sto blog ho capito che invece dietro a tutto questo ci sono delle persone, in carne e ossa… Quindi? Quello è proprio Romeo… Respira… Mo lo abbraccio così stritoliamo le nostre ciccie… “Ciao io sono Alessia”.

Rom: Eccola lì. Che faccio mi avvicino? Che cosa penserà di me? Faccio finta di essere fico? La “rete” mi protegge, ma qui fuori “nel mondo” chi mi proteggerà dai suoi pensieri, da quello che pensa di me? E se poi la deludo? Dietro a tutti quei pixel nessuno vede il mio volto; nessuno sente il calore delle mie guance quando inciampo in un refuso; nessuno vede allargarsi il buco alla cintura dei miei pantaloni; nessuno conosce i miei difetti, se non sparsi così in quegli assurdi post. Che faccio? Si avvicina. È patetico trincerarsi in un tempo passato (sai io ero …), è pretestuoso infilarsi in un tempo futuro (sai io sarò …), è illusorio fingersi fico in un congiuntivo (sai io se fossi …). Forse dovrei solo respirare e sperare che lei sia una donna intelligente da capire che dietro dei pixel c’è una persona, con pregi e difetti. Forse dovrei fare un salto di fede, vivere il tempo presente e dirle semplicemente: “ciao io sono Romeo”.

*****************************

Grazie Rom, mi sono divertita tantissimo a scrivere questi Se fossi! E sono stata molto bene quando ci siamo visti! Vero che dietro a uno schermo ci sono persone in ciccia, ossa e neuroni…! Abbiamo chiacchierato, riso e… camminato! Visto che ora ci rivediamo, mi procuro un paio di roller blade così faccio meno fatica, ma mi spiaccico…! È già passato un bel po’ di tempo e quante cose sono cambiate, eh…!

Ti ricordi all’inizio? Quando ancora ti nascondevi un po’? Quando venivo nel tuo blog tutti i giorni per vedere se avevi pubblicato? Poi alla fine mi hai detto che “mungevi le mucche” ogni lunedì?

E ti ricordi anche quando ti dichiaravo il mio foooolle amore proclamandomi tuo Giulietto? E questa chiacchierata in cui ti ho “intervistato” e ho potuto conoscerti meglio? Io mi sono scompisciata!

E ora invece Balliamo il tuo Valzer sull’orlo del pozzo, insieme a Merlino… Caspita! Complimenti a te che scrivi così, regalandoci tutte le emozioni che puoi e a noi lettori che abbiamo capito quanto bravo sei!

Piccole bolle sospese… (e scusate l’assenza)

In questi giorni non riesco a essere molto presente nella lettura dei miei amici di blog vecchi e nuovi, o nella scrittura per il mio, perché sto veramente incasinata: mi sono iscritta a un corso, il lavoro un po’ impicciato, il parco fino a tardi… Appena mi spallottolo recupero tutto… Intanto non dimenticatemi eh! Tipo Renato Zero!

Volevo comunque liberare nell’aria delle piccole bolle sospese… L’ultima riguarda un pensiero sul corso che sto facendo, le altre sono tutte diverse!

 

 

Le mie piccole bolle sospese:

 

* Nonostante siamo distanti centinaia di chilometri, mi fa stare bene sapere che stasera ci ritroviamo a godere della stessa luna sensuale, ricamata su un cielo puntellato di stelle abitato da comete e pianeti sconosciuti….

luna

 

 

* La camera da letto vuota… Un letto troppo grande, inutilmente grande. Nessuna cravatta fuori dal cassetto, nessun calzino fuori posto…

L’orologio segnava le quattro, tra un’ora si sarebbero rivisti. Stava iniziando a piovere e i suoi occhi si velarono: raramente piangeva Elena se soffriva, ma per assurdo le venivano i lucciconi se era felice.
Pioveva e Matteo sarebbe arrivato fradicio. Eccolo, la guarda. Il cuore si ferma. Matteo ride e per Elena fu come se vedesse spuntare di nuovo il sole.

donna

 

 

* Percorro  il viale, saltello sulle foglie, gli alberi mi osservano mentre il mio cuore impazzisce…
Le mie parole regalate al vento, dove arriveranno non è dato sapere…
E se anche il cielo piove, io mi specchio nei tuoi occhi e vivo gli infiniti mondi a cui apparteniamo.
Camminiamo sulla sottile linea di confine che separa, ma unisce indissolubile le nostre anime…
Silenzio avvolgente, urla silenziose, corse da ferma, fermate affannose. Ghiaccio bollente sei tu sopra di me.
Ci mischiamo la pelle, le anime, i respiri, in questo mondo perso per sempre e trovato dal mai…

viale  fullsizerender1

ps. La foto con i fiori gialli l’ho sgraffignata a delle Orearovescio!

 

 

* Il sapere non occupa spazio…

sapere

 

 

* Ed ora vorrei estrarre una citazione dal mio libro…

Un libro fatto di sensualità, dove due amanti si incontrano danzando l’uno sull’altro, respirandosi, vivendosi, scambiandosi pelle ed anima da non capirci più nulla…

Oppure di vecchie librerie di legno che scricchiolano sotto i piedi che profumano di zenzero, cannella e pagine di libri…

Oppure di me che diventata una piuma leggera, mi confondo tra le nuvole dalle mille forme, fatte di zucchero filato e panna montata… mi fermo su alberi, panchine, davanzali, tetti… quanto mondo riesco a vedere…

ups… MA IO NON HO SCRITTO UN LIBRO… e neanche saprei da dove iniziare…!

libro

 

 

 

* Tornare  dopo un po’ di tempo a fare qualcosa esclusivamente per me stessa… Una cosa che probabilmente non mi porterà a nulla di particolare se non piacere e soddisfazione personale. Una delle mie passioni dopo la pubblicità (nella quale ho lavorato), il mondo dei libri e l’editoria… Avendo esperienza come impaginatrice già un pochino mi ero avvicinata in passato, ma… Una redazione, l’editing, la CORREZIONE DI BOZZE. Da qui ho iniziato. Entrare in una famosa agenzia letteraria che ha a che fare con editori e scrittori giornalmente… Conoscere gli altri ragazzi che come te sono lì a imparare questa arte. Chi da Firenze, chi da Avellino, chi da vicino come te… Prendere da sola di nuovo la metro per andare in un posto dove imparerai, ti divertirai e ti metterai alla prova. Perdermi cercando una strada che in teoria dovrei conoscere… Respirare… Wow!

bozze

 

 

A presto!

Quattro chiacchiere con… G.

E continuano le mie interviste d’assalto! Riesco ad incastrare sempre personaggi portentosi!

Questa volta sono riuscita ad accaparrarmi niente popò di meno che… G.! Ribadisco che la Balivo mi fa un baffo… é solo un tantinin più gnocca e più seguita eh!

Volevo ringraziare il protagonista di queste chiacchiere per avere accettato la mia proposta indecente.

Ti avverto, caro G., come ho fatto con gli intervistati precedenti, che le interazioni tra bloggers a volte non riscuotono un gran seguito, perché potrebbero anche annoiare… Ma noi facciamo le cose per nostro piacere, sperando che sia così anche per chi decide di soffermarsi un attimo a chiacchierare con noi! Altrimenti è come se avessi preso un bel caffè con un bravo scrittore e la sua creaturina!

Chi è G.? Il protagonista del romanzo L’ultimo Abele. Storia di una ossessione di Massimo della Penna. Non lo scrittore, ma il personaggio del libro…! Non metto link, perché questa non vuole essere una pubblicità, ma un momento di incontro, e di riscontro, di curiosità, di confronto. Nulla più! In alcune recensioni è stato rivelato il nome intero di G, ma visto che l’autore lo dice solo alla fine, anche io lo chiamerò con la sua iniziale.

Prima di iniziare: Se fossi una libreria, vorrei che tu fossi in bella vista tra i miei scaffali; se fossi un editore, non mi farei sfuggire l’occasione di averti con me; se fossi un’agenzia letteraria, staremmo sempre a fare macello in giro per farti volare… Ma non sono nulla di tutto questo, e mi accontento di essere stata vicino al tuo autore poco prima e poco dopo che ha pigiato il bottone della pubblicazione! Ci sarò anche per Telemaco e tutti gli altri! 

 

Le presentazioni:

Avvo: Massimo della Penna. ps. scusate se vi siete presi appaura, è nu poco inquiedandO, ma assicuro che è nu bravo guaglione!

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Alessia ed Abeluccio: scovate Abele! Chi lo trova vince un bacino da Avvo o da me… Emh…. Poteva andarvi meglio, lo so… Ma questo passa il convento!

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Iniziamo! ps. se mi viene voglia di fare qualche commento dopo avere letto le tue risposte lo metto nella parentesi quadra sottolineate…!

*purtroppo wp continua a farmi i dispetti decidendo che non posso andare a capo come vorrei e distanziare le domande, perché gli spazi in quello pubblicato sul blog non corrispondono a quelli che io metto nella bozza di scrittura… bah!  allora metto davanti ad ognuna un asterisco, così si capisce meglio… uffa!

 

Via…

* Alessia: Sei stato concepito con carta e penna, a mano? Magari con appunti sparsi e poi assemblati? Oppure sei una creatura puramente digitale?

G: Sono un complesso assemblaggio durato anni. Sono maturato nella sua capoccia bacata, ma poi come sai lui smise di scrivere per 4 lunghi anni e in quegli anni c’erano in giro per casa solo post-it con appunti di me. Poi li ha perduti tutti nel trasloco a Torino… e ha ricominciato da zero. Ma anche stavolta ero un mix. Pezzi di me li puoi trovare ancora oggi nel suo cellulare, pieno di note con dettagli di me. Oppure sulle sue moleskine. Avendo una pessima memoria, ogni volta che gli balzava alla mente qualcosa di me l’appuntava. Ma la scrittura vera e propria, poi, quella è tutta digitale. Non scrive mai a mano quel mattacchione, se non per ricordarsi un pensiero improvviso.

[lo so che purtroppo ha dovuto separarsi da questo suo grande amore per la scrittura… Ma come tutte le passioni vere, tornano e sanno renderci felici]

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* Alessia: Mentre Massimo ti scriveva, ricordi quale era il suo umore? cioè era sempre sicuro di ciò che stava raccontando, oppure ha avuto momenti di sconforto? Mentre ti pensava, scarabocchiava, sentiva anche la musica, oppure era in religioso silenzio?

G: Mi ha spesso scritto con la musica alta, con le cuffie. Era sempre nè euforico nè triste, piuttosto in trance. Quando scrive non connette molto, anche la musica gli scivola via e comunque ha sempre sentito brani senza testo, solo strumentali, spesso valzer o colonne sonore di film (Amelie e Forrest Gump sopra tutti).
 . 

[Amelie…. beh lo sai che sfondi una porta aperta! Mia maestra di vita e sono na pasticciona come lei! In trance mi ricorda un po’ la santeria che prende i cubani quando ballano la salsa. Sai che io la ballavo?]

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* Alessia: Ci dici se Massimo nella vita è disordinato? A propò, sulla scrivania è uno di quelli che tiene la foto dei suoi affetti, vero?

G: Lui è il disordine fatto persona. Non so quante volte ha perso pezzi di me… il file con il libro lo salvava dappertutto per paura di perderlo, ma poi il giorno dopo non ricordava qual era l’ultimo file… quindi prese a mandarsi le mail da solo per sapere quale fosse l’ultimo file ma anche in tal caso dimenticava su QUALE mail lo mandava… insomma è incasinato forte! E sulla scrivania non tiene nessuna foto, nè a casa nè in ufficio….

[si capisce che è un pasticcione! comunque tu sei venuto benissimo! Avrei giurato tenesse una foto sulla scrivania!]

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* Alessia: Come ti senti rispetto al titolo del libro, che si chiama L’ultimo Abele, e  non l’ultimo G.? Chi è il vero protagonista di questo racconto? Io ho una mia idea, ma lascerò che sia tu a rispondere….

G: Il titolo è un altro inganno. Il vero protagonista del racconto è uno solo, a dispetto di tutto: il lettore. In senso molto letterale. Nelle intenzioni dell’autore, credo che né io nè Andrea possiamo fregiarci di essere davvero protagonisti. Solo il lettore, che partecipa con i suoi pregiudizi e le sue sensazioni.

[ecco…. Andrea è un’altra parte fondamentale del romanzo! Ma concordo che questo libro racconta di te G., del tuo scrittore Massimo e di me Alessia, in quanto lettrice… Mi ci sono trovata catapultata dentro,Massimo che mi coccolato portandomi per mano lungo indizi, enigmi, nascondini, salti temporali seminati in tutto lo scritto, ad iniziare dalla numerazione dei capitoli]
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 * Alessia: ti è pesato mettere a nudo la tua vera identità? Quanto piacere hai avuto (o non) che i lettori abbiano sbirciato i tuoi più intimi pensieri?

 

G: La verità è sfuggente… i miei intimi pensieri si possono svelare solo a chi guarda con occhi già predisposti. No, non credo sia messa troppo a nudo la mia identità. La coglie solo chi, come te, già mi vuol bene…

[stesa! eheh! a chi ha abbandonato pregiudizi e protezioni ed è entrato nella storia, non è bastata una sola lettura, ma come me ha dovuto rileggerlo, per il piacere di scoprire tutte le tue sfumature!]
 
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* Alessia: hai pensato che il tuo autore fosse anche molto stronzo a rivelare nel capitolo 0 che il tuo amore alla fine del libro muore?G: Sì, molto stronzo! Non tanto nel rivelarlo… ma nel chiedere poi quello che ha chiesto al mio amore e che tu sai… davvero brutto quello che gli ha fatto promettere!

[Povero G.: non ho parole infatti! Lo so bene si,  ne ho mandate a Massimo duecento registrazioni vocali! :-D]

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* Alessia: Come ha fatto Massimo a costruire una storia così ben fatta, senza che si perda mai il filo logico, nonostante abbia inserito trabocchetti, salti temporali, perdite di memoria… anche se in realtà il filo lo perdiamo noi mentre ti leggiamo, tanto che si va avanti, poi si torna indietro, poi si rilegge qualcosa che avevi inteso in un modo e invece poi capisci che non era così… Ma aggiungo che è proprio questa una delle cose affascinanti di te, mio caro G.

G: Non ne ho idea e non sono sicuro che tutti tengano davvero il filo… in ogni caso, l’amore conta!

[Ligabue docet! 😀 Il filo si tiene eccome! Massimo è stato un bravo ricamatore e tessitore!]

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* Alessia: Sei contento di essere stato scritto in modo che si abbia voglia di rileggerti ancora e non abbandonarti dopo la prima lettura? Ti nascondi tra le righe, ed ogni volta si scopre qualcosa di nuova… Ti senti un po’ uno di quei libri che cambia sfaccettature a seconda del momento e dell’umore che sta avendo il lettore in quel momento?

G: Sì, contentissimo che l’intento dell’autore sia, a quanto pare, riuscito con molti. Tutto è partito dalla prefazione de Una banda di idioti, dove il prof. Walker diceva che Toole aveva scritto un libro che ogni volta che lo rileggeva, cambiava!

[C’è riuscito! Ma chissà se tu sai che il tuo autore scellerato mi ha rivelato la fine del libro prima ancora che lo leggessi…]

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* Alessia: Massimo questa è per te. Come azzarola ti è venuta in mente la numerazione dei capitoli? (visto che tu non me lo dici mai, voglio dirmi brava da sola: visto che ti leggo attentamente io avevo capito subito di cosa si trattasse. Da quel momento ho capito che il libro sarebbe stata una scoperta fantastica!)

Massimo: E’ venuta perché lessi un articolo in quei giorni in cui si parlava del legame tra i numeri e il DNA… originariamente la numerazione seguiva l’andamento di un’opera lirica ma poi c’erano troppi doppioni 😀 (Tipo Andante, Forte, Fortissimo, ecc.)., Volevo creare qualcosa di originale in ogni dettaglio, anche nella numerazione dei capitoli che, a mia memoria, mai nessuno ha usato in modo diciamo non-convenzionale.
[In generale il tuo è un genere che non va a copiarne altri. E’ dinamico, piacevole e originale. Questo libro sa stupire. Appena pensi di avere capito una cosa, nuovi indizi dicono che invece non è così. Un romanzo che segue la formazione e la crescita dei personaggi… o dell’autore stesso? Un crescendo di avvincenti situazioni e descrizioni che portano il protagonisti a crescere e affrontare la propria natura e il proprio destino di “nascita”]
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Altro quiz: chi sa cosa rappresenta la numerazione dei capitoli? si vince la stessa cosa di cui sopra se scovate Abele… emh!
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* Alessia:  G. sei orgoglioso che tra le tue pagine ci siano disseminate tantissime citazioni di autori famosi e importanti, tra cui proprio Della Penna, che si autocita! Si può essere più irriverenti e geniali di così! mado!

G: Ahaha l’autocitazione iniziale mi fa sbellicare da solo! Quanto all’essere orgoglioso ti dirò che no, non ne vado fiero, credo anzi sia un errore di gioventù che non ripeterò. Alla fine viene percepito come inutile ostentazione…

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* Alessia: Che tipo di rapporto vorresti costruire con i tuoi lettori? Vuoi trasmettere degli insegnamenti?

G: Non direi insegnamenti, non credo di avere nulla da insegnare, non so neppure poi chi siano i lettori, come potrei supporre di avere da insegnar loro? No no, quello che mi interessa è emozionarli e stupirli! Mi piacerebbe rimanere in contatto via facebook, dove si può imparare tanto!

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* Alessia: Che effetto fa essere protagonista di un libro che all’apparenza sembra complicato?

G: Nessuna… sono un burattino 😀

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* Alessia: Raccontaci qualcosa di te, la tua personalità, sogni, ossessioni (:-D), paure.

G: Ossessionato dalla figura assente di mio padre… sogni sogni… sogni di diventare uno scrittore affermato… paure paure… paura di morire! Ci tengo troppo alla vita…

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* Alessia: Cosa ti accomuna al tuo papino papà letterario?

G: Non lo ricordo! Ah sì…. la memoria!

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* Alessia: A proposito…. ti rende orgoglioso e pieno di gioia il fatto che qualche giorno dopo la tua pubblicazione abbia visto la luce anche avvo jr, il secondogenito di Massimo?

G: Moltissimo! Un maschio ci vuole… ci vuole sempre un maschio…

[ma con lui è nata anche una sorellina maggiore! Le donne, ah le donne! :-D ]

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* Alessia: G. sappiamo che non hai mai conosciuto tuo padre (hai contato le volte che ce lo hai detto????  prendere un po’ di fosforo aiuterebbe la memoria!). parlaci un po’ del rapporto con tua mamma e della tua infanzia.

G: Mia madre è un’eroina, penso si intuisca dal romanzo. Ha danzato nell’inferno per me con il sorriso sulle labbra… non smetterò mai di esserle riconoscente. La mia infanzia è stata povera ma felice, a tratti drammatica ma come tutte le infanzie, in generale la ricordo con sommo piacere.
[chissà qui chi sta rispondendo…]
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* Alessia: La prima volta che ho versato dei lacrimoni leggendoti è stato quando hai lasciato la tua famiglia per trasferirti a Milano per lavoro… Beh nel momento in cui descrivevi le immagini presenti nel cd che ti aveva lasciato tuo fratello salutandoti io mi sono commossa tantissimo… e Massimo lo sa perchè mentre continuavo a leggerlo (ancor prima che ti pubblicasse: GRAZIE!) parlavo con lui per descrivergli cosa si provava durante questa parte della tua storia… Tutto sto preambolo per chiederti…
Questa è una delle parti autobiografiche, vero? Cosa hai provato quando hai dovuto lasciare la tua terra ed i tuoi affetti?
 .
Mi sa che qui è Massimo che parla: Assolutamente autobiografica, anche se ho invertito le parti, chi ha fatto quel cd non era mio fratello ma io, e lui non partiva per lavoro ma per matrimonio! Ho provato un senso di sconfitta partendo, e anche di colpa, mi sentivo come uno che scappa dai problemi. Purtroppo temo che al sud siano più grandi di me i problemi…
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* Alessia: G. sei consapevole che il LISTERIN avrà avuto un’impennata nei guadagni grazie a te?

G: AHahhahaah immagino di no! E’ il contrario!

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* Alessia:  cosa desideri per il tuo futuro? Sei in cerca di un editore, vero? Perchè? cosa cambierebbe dall’essere un’autopubblicazione? I diritti? Io non me ne intendo, ma forse ti donerebbe onore e blasone?

G: Sono assolutamente alla ricerca… anche se ho commesso il tipico errore dell’esordiente: non volevo essere giudicato e così ho provato con l’autopubblicazione. L’editore è importante a mio avviso per l’opera di marketing ma soprattutto perchè ti porta nelle librerie, è ancora lì che si vende in Italia!

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* Alessia: Sogniamo. Chi desidereresti interpretasse te e Massimo in una eventuale trasposizione cinematografica?

G: Massimo Troisi, senza alcun dubbio. Proprio un sogno…

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* Alessia: Quando la linea di confine tra autore e personaggio è così fine, non c’è il rischio di confondere i due ruoli…  immedesimarsi e credere di vivere le situazioni dei personaggi di cui si racconta nel proprio libro?
Cosa c’è di te in massimo?

G: La linea di confine è più netta di quanto si pensi. In fondo tutti i personaggi sono “dentro” l’autore, ma non sono MAI l’autore…
[pfui! menomale va!]
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* Alessia:  Attraverso di te massimo rivive un tradimento vissuto in prima persona da parte di un “amico”. Credo che scrivendolo di nascosto tra le tue righe, si sia un po’ alleggerito di questo sassetto? Ti ha presentato dicendo che aveva un buco dentro e che il male era uscito…
G. Sì, molto. E il male che è uscito è proprio il rancore verso quel falso amico. Adesso la questione è chiusa…
 
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* Alessia: raccontaci le sue emozioni nel momento in cui ha pigiato il bottone della pubblicazione… gli tremava il ditino, ve?
G: Assolutamente. Era notte… sua moglie incinta e sua figlia che dormivano… lui solo seduto al pc… una enorme emozione!
 
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* Alessia:  Fatevi una domanda a vicenda!
G: Ci fai o ci sei?
Massimo: Ci sei o ci fai?
[e la risposta ndò sta??]
 
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Porca miseria, mi son dimenticata di chiedere allo SCRITTORE quanto gli piacciono i puntini di sospensione… ce ne sono ottomilamiliardi in tutto il libro!
 
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* Alessia:  Ora ognuno di voi faccia una domanda a me! attenziò, che sono facilmente emozionabile eh!
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Io (Massimo): Ma tu mi vuoi bene veramente?
G: Ma tu lo vuoi bene veramente?
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Alessia: Sei un disgraziato e lo sai! Che ogni volta per dirti qualcosa poi mi devi mandare la rianimazione ( 😀 ) Mo me devi fare vergognare??? e G. che ti asseconda… Uff! Ma secondo te? non se vede???? Varda varda che me lo deve fare dire eh…. TI VOGLIO BENISSIMO, non si vede?!  Mo però devi spendere due minutelli per leggere il mio post prima di questo (se ci fai caso SONO IO), o perlomeno la confessione scritta più grande in grassetto verso la fine. Ti schiaffo pure il link, così fai prima! 
Ti ho incontrato quando ancora eri diffidente e toccava fare na faticaccia per trovare un buchino ed intrufolarsi per arrivare a te. C’ho provato e… o mi denunciavi per stalking o ti prendevo per sfinimento! per fortuna è stata la seconda! 😀  .   Per assurdo sai che ho capito quanta roba sei, molto meglio allora che dovevo fare la spia a Quantico, che se invece ti avessi incontrato adesso che ti fai le vasche nudo per Torino? Forse ora mi sarei lasciata sfuggire l’occasione di conoscerti. Comunque… si capisce che vado in giro a dire a tutti che amico figo ho? Invece tu a me le coccole non me le fai mai e ci fosse na volta che mi inciti! 😀
 
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Ps: Non scherzavo quando ti ho detto che farò un corso di correzione bozze e ti chiedevo se mi avresti regalato Telemaco, o i tuoi futuri best sellers per fare la correzione, appunto!  Sai che anche il mondo dell’editoria mi ha sempre affascinato molto (come quello della pubblicità) e ogni tanto mi immagino libraia! Una di quelle libraie che si contornano di autori e lettori, che propone eventi, letture, condivisioni…. Un po’ tipo agenzia letteraria alla fine! magari!
 
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Bene G. grazie di esserti concesso e vola più in alto che puoi! Noi nel nostro piccolo cerchiamo di aiutarti. Solo ed esclusivamente perchè te lo meriti!
Eccoti in cartaceo, ma sei anche un ebook!
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abele

e’ arrivato il mio turnoooo!

Udite udite!

è arrivato l’arrotino…

è arrivato l’arrostino…

no, no ma che dico?! E’ una cosa seria…!

Sono sicura che tra un lettore ed il romanzo che sta assaporando, si instauri una sorta di storia d’amore sensuale ed un po’ erotica…

Si da il caso che tre colonne portanti di WordPress si siano lanciati in una scommessa, un progetto che io trovo molto bello ed affascinante: Kavvingrinus!

Purtroppo non è seguita come dovrebbe, perchè invece è molto interessante, come i curriculum del lettore presentati fino ad ora: tutti diversi e pieni di spunti…!

Ho scelto di mandare il mio scritto ad Avvo (ecco il link: è spassoso da leggere, non tanto per la mia storia, quanto per i suoi sempre divertenti commenti!) perchè sto pian piano scoprendo che in una vita passata potevamo anche essere fratelli! Anche se gliel’ho dovuta inviare due volte perchè si era dimenticato di averla già, nonostante mi avesse risposto! sgrunt! che disgrazietto! Lo ringrazio per il bel commento a monte: lui sa quanto piacere mi può fare ogni volta che mi dice cose carine!

Ringrazio tantissimo Kalosf per la presentazione che mi ha fatto… adoro questo ragazzo, perchè è sempre molto garbato e attento. E’ bravissimo a cogliere l’anima di cose, situazioni e persone attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. Con le sue parole mi ha steso, anche se ha esagerato: mi sono pure scesi i lacrimotti… E la foto che ha scelto per me è fantacolare! trovo mi rappresenti molto!

Infine  Ysin. Fino a due mesetti fa in questo mio strampalato blog compariva lui per almeno un 30%. Non per i commenti, bensì per miei reblog, condivisioni, richieste di disegni, partecipare ai suoi concorsi, volerlo presentare a tutti per far sapere che io avevo un amico di blog figo. 😀 Grazie anche a lui per i commenti, ma devo aggiungere che mi sono evoluta: ho scaricato il lettore kindle, in quanto mi sono accorta che anche in questo modo si può leggere e già ho iniziato!

Kavvingrinus è una vera e propria rubrica che arriva puntuale tutti i venerdì alle 8.30, più coordinati di un orologio svizzero, o di un Emmenthal (io ne mangio i buchi!). Trovo che siano stati bravi ad inventare questa cosa, in quanto permette di conoscerci un pochino di più vicendevolmente attraverso le nostre letture. Ma anche di scovare nuovi libri e autori che magari non conoscevamo. La lettura è cibo dell’anima! 

Quindi, come sempre, quando c’è da interagire, io mi lancio ed ho subito SPOLVERATO I SCAFFALI! Quanta roba ne è scesa!

All’inizio stavo ferma immobile davanti al foglio perchè non mi veniva nulla di intelligente o carino da scrivere. Poi ho iniziato proprio da Adamo ed Eva, cioè dalla mia nascita! 😀

E’ stato bellissimo ripercorrere le tappe come lettrice! Probabilmente dovremmo fare tutti questo esercizio, perchè si ritrovano cose che magari non ricordavamo! Oppure a distanza di tempo scoprire nuove impressioni su letture ormai sepolte…. Quindi dico che questo percorso mi ha fatto bene! E comunque ne ho dimenticati moltissimi, ma meglio così, altrimenti diventava una storia chilometrica!

 

Ho iniziato così:

Quando nacqui ero piccola, 3,450 kg per 51 cm.

Forse ho iniziato da un po’ troppo lontano. Difficile ricordare il primo libro così come tutti quelli passati tra le mie mani. Non sono molto tecnologica, mai letto un e-book. Mi piace sfiorare le pagine dei libri, sentirne il profumo, tornare indietro, sottolineare, fare le orecchie (anche se so che non si fa), appuntare cose… Insomma, caderci dentro e viverlo. E’ una magia, una relazione che si instaura tra me ed il mio romanzo, quello che ho scovato. Lui fra tanti in quel momento. Potrebbe essere che sia stato proprio lui a scegliermi! E come dice “Firmino” di Sam Savage, la lettura è il cibo dell’anima!

 

Ed ho finito così:

I libri sono grandi amici, o anche compagni se ci hanno lasciato meno sensazioni, proprio come capita nella vita.

Quelli che rimangono dentro, sono quelli che rileggeresti ancora e ancora e ti lasciano un bel sapore che ti porti dietro per la vita.

 

Ps: Dopo aver mandato la mia storia, ho iniziato, o anche concluso dei libri di miei amici di blog. Altri sono in Wish list appuntati a penna ( 😀 ). Sono molto bravi e vale la pena di leggerli: Domenico Mortellaro, Sara Tricoli, Guido Sperandio, Laura Rocca! Spero che non gli dispiaccia se li nomino!

 

kav

ecco la foto di kalosf!